Visitate Napoli prima che sia troppo tardi. Ma tardi per chi?

Dalla pagina Fb “Rischio Vesuvio:

Per la sezione britannica di “Blasting News”, il 2017 è cominciato con una singolare esortazione a visitare Napoli: «fatelo prima che sia troppo tardi». L’articolo del 2 gennaio scorso, firmato da John McCormick, si riferisce al vulcano dei Campi Flegrei che, dice l’articolo, potrebbe causare un disastro di proporzioni mondiali, ben più grande dei noti rischi sismici della California. Il testo fa riferimento ai recenti studi sull’area flegrea, ripercorre brevemente la storia geologica del territorio in esame e, qua e là, usa espressioni sensazionalistiche, tipo: «il vulcano urbano dei Campi Flegrei potrebbe essere sul punto di esplodere nelle adiacenze di una delle zone più densamente popolate del pianeta, uccidendo milioni di persone quasi istantaneamente». Questi toni enfatici vanno presi per quel che sono: lo scimmiottamento di una sceneggiatura cinematografica hollywoodiana. Ma ciò non significa che il rischio non sussista e che non sia alto, perché, in realtà, il rischio cui sono esposti gli abitanti flegrei e napoletani esiste ed è serio. Come abbiamo ripetuto più volte negli ultimi mesi, però, in questo momento non c’è alcun allarme: la situazione è monitorata e degli strumenti di pianificazione dell’emergenza futura sono stati predisposti; ora bisogna necessariamente comunicarli alla popolazione, testarli tra gli operatori dell’emergenza, aggiornarli periodicamente e, soprattutto, bisogna attivarsi politicamente e istituzionalmente per una sostanziale mitigazione del rischio vulcanico e bradisismico.
A nostro avviso, dunque, la morale della storia è: Napoli, Pozzuoli, Cuma e l’area vesuviana sono un territorio abitato da millenni e la ricchezza culturale che vi è stratificata è impareggiabile; in questa regione la scansione del tempo segue ritmi plurisecolari, ovvero va ben oltre il tempo biologico umano, per cui l’invito è: sì, visitate Napoli prima che sia troppo tardi, ma per voi.

blasting-news_campi-flegrei_vesuvio_napoli_prima-che-sia-troppo-tardi_2017-01-02

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In Francia si è aperto il processo sulle conseguenze della tempesta Xynthia

Nella notte del 27-28 febbraio 2010 in Vandée e in Charente-Maritime, sulla costa atlantica francese, 53 persone morirono a causa della tempesta Xynthia, di cui 29 nella sola località di La Faute-sur-Mer. Qui, una cittadina turistica dalla forte urbanizzazione tra gli anni ’90 e 2000, la maggior parte delle vittime fu colta nelle proprie case, allagate dopo l’inondazione di una diga [Wikipédia].

Dopo anni di indagini, alla fine dell’agosto 2013 è stata annunciata l’incriminazione del sindaco di La Faute-sur-Mer (primo cittadino dal 1989 al 2014) e di altri esponenti delle istituzioni e delle imprese edili-immobiliari locali [Libération].
Il processo, cominciato il 15 settembre 2014, li giudicherà per omicidio colposo, un reato che, ritiene l’accusa, è stato perpetrato a causa di una condotta amministrativa quanto meno negligente, ovvero per aver concesso premessi di costruzione in zone pericolose, per aver rifiutato di prendere delle misure di sicurezza e, la fatidica notte, per aver ignorato l’allarme della tempesta in arrivo [Le-Monde] [Chroniques-Judiciaires] [Libération].
La sentenza è prevista per il 12 dicembre 2014.

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PS: raccolgo notizie sui processi ai disastri in QUESTO post.

Vesuviodamare

vesuviodamareScongiurando l’eruzione reale, da qualche giorno a Napoli è possibile vivere un quarto d’ora di quella, virtuale, del 79 dC. La spettacolarizzazione del Vesuvio continua con un film in 3D. Eccone la presentazione tratta dal website ufficiale:

«Nella Stazione Marittima di Napoli, al centro di Napoli, tra terra e mare, il Teatro Multimediale i3D/multiD, invita, grandi e piccini,  a rivivere una grande esperienza immersiva,”VESUVIODAMARE”.  Come una macchina del tempo capace di trasferirci in altre epoche, un sofisticato impianto di multiproiezione stereoscopico consentirà di rivivere tutte le fasi della spettacolare eruzione  del Vesuvio del 79 d.C. che ha provocato la distruzione delle città di Ercolano e Pompei.
Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio: erano essi simili a folgori, ma ancora più estesi […] Dopo non molto quella nube si abbassò verso terra e coprì il mare […]. Cadeva già della cenere, ma ancora non fitta. […] Scese la notte, non come quando non v’è luna o il cielo è nuvoloso, ma come quando ci si trova in un locale chiuso a lumi spenti. Udivi i gemiti delle donne, i gridi dei fanciulli, il clamore degli uomini: gli uni cercavano a gran voce i genitori, altri i figli, altri i consorti, li riconoscevan dalle voci; chi commiserava la propria sorte, chi quella dei propri cari: ve n’erano che per timore della morte invocavano la morte […]. (Plinio al suo amico Tacito)
Lo spettatore sarà avvolto da un senso di assorbimento e “immersione” sensoriale  e le immagini tridimensionali sembreranno uscire dallo schermo ed entrare nell’ambiente dove  egli si trova.
Il Teatro Multimediale sarà a servizio della cultura e delle imprese in quanto  può essere uno scenario ideale, declinabile secondo le diverse esigenze. E’ possibile realizzare proiezioni 3D su tematiche: culturali, mediche, artistiche, meccaniche,  etc…  Sofisticati proiettori multipli garantiscono una qualità video in alta risoluzione e luminosità su tutto lo schermo  cinematografico».

Altre e ulteriori info sono tra i commenti di questo post.

AGGIORNAMENTO (31 ottobre 2013):
La spettacolarizzazione del Vesuvio è internazionale. Ieri Neil MacGregor, direttore del “British Museum” di Londra, ha presentato “Pompei”, un vero e proprio “evento cinematografico” che sarà nelle sale solo il 25 e il 26 novembre 2013, basato sulla mostra “Life and death in Pompeii and Herculaneum“. Ulteriori info, QUI.

AGGIORNAMENTO (7 gennaio 2014):
La società DigitalGlobe (specializzata in foto satellitari) ha promosso un concorso fotografico su Facebook in cui ha vinto la foto «Il Monte Vesuvio visto dal satellite». “Il Mattino” titola: Concorso sul web, la foto del Vesuvio dallo spazio è la più bella al mondo: «Come si legge sul sito ufficiale, in 28 giorni ben 30mila persone hanno votato gli scatti provenienti da ogni angolo del mondo. Tra gli scatti in gara anche la reggia di Versailles, Aleppo, il vulcano Manam in Papua Nuova Guinea e il fiume Colorado».

Vulcani di celluloide

Sono a casa. E non ho ancora fatto niente. Faccio più fatica a riadattarmi nei miei spazi di sempre che sul campo.
Mi sono dato al cinema.
Non c’entra direttamente con la mia ricerca, ma – diciamo così – con l’indotto.
Insomma, mi sono procurato dvd e link per lo streaming di film “vulcanici”. Raramente si tratta di bei film: recitazione, sceneggiatura, effetti… tutto è un po’ arrangiato o esasperato (vabbè, ma il genere catastrofico si presta a questo tipo di critiche, per cui è inutile soffermarvisi). Suggerisco, piuttosto, di guardarli tenendo conto del contesto storico in cui sono stati girati: in questo modo assumeranno un significato più interessante e sarà piuttosto stimolante scoprire lo “sguardo culturale” che ha prodotto quella specifica pellicola.
Ok, un giorno ci scriverò un saggio e sarà più chiaro cosa intendo.
Passiamo al divertimento: ecco i primi titoli di una lista che spero crescerà; li ordino cronologicamente.

Innanzitutto un titolo “mitico” per due film importanti: “Gli ultimi giorni di Pompei
– versione del 1913 (b/n e muto, IMDb), di Mario Caserini: qui;
– versione del 1959 (colori, sonoro, IMDb), di Mario Bonnard: qui.

Uno dei vulcani più leggendari e terribili è il protagonista di “Krakatoa: East of Java“, del 1969 (IMDb). L’ho cercato invano in italiano e in inglese, ma l’ho trovato in spagnolo: qui.

Del 1980 è “Ormai non c’è più scampo” (di James Goldstone, con Paul Newman e Jacqueline Bisset; IMDb): qui

Via libreria-on-line m’è arrivato il dvd (supercatastrofico) di “Vulcano – Los Angeles 1997“, con Tommy Lee Jones (IMDb), ma è disponibile anche sul web: qui.

Un bel film (la resa dell’eruzione è davvero realistica; l’ho ordinato in dvd) è “Dante’s Peak” (di Roger Donaldson, 1997, IMDb): qui.

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Ok, per ora mi fermo qui, ma la ricerca continua…
Consigliatemi titoli, inviatemi link!

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NOTA: il Monte Fato ci vuole, lo so… probabilmente a questa rassegna vulcanica aggiungerò una sezione completamente dedicata ai crateri in contesti fantastici, immaginari.

AGGIORNAMENTI:

Il diavolo alle quattro“, 1961, di Mervyn LeRoy, con Spencer Tracy e Frank Sinatra: Imdb + streaming.

Atlantide. Il continente perduto“, 1961, di George Pal, con Sal Ponti, Joyce Taylor e John Dall: Imdb.

Ormai non c’è più scampo“, 1980, di James Goldstone, con Paul Newman, Jacqueline Bisset e William Holden: Imdb + streaming.

Joe contro il vulcano“, 1990, di John Patrick Shanley, con Tom Hanks e Meg Ryan: Imdb + streaming (è una commedia sentimentale).

Marabunta. Minaccia alla Terra“, 1998, di Jim Charleston e George Manasse, con Eric Lutes, Julia Campbell e Mitch Pileggi: Imdb + streaming.

Volcano“, 2004, di Mark Roper, con Chris William Martin e Antonella Elia: Imdb + streaming.

Allarme Vulcano” (aka: Disaster zone. Vulcano a New York), 2006, di Robert Lee, con Costas Mandylor, Michael ironside e Alexandra Paul: Imdb + streaming.

Magma. Disastro infernale“, 2006, di Ian Gilmore, con Peter Shepherd e Amy Jo Johnson: Imdb + streaming.

Super eruption“, 2011, di Matt Codd, con Richard Burgi, Juliet Aubrey e MyAnna Buring: Imdb + streaming.

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INTEGRAZIONI:
Non è cinema, ma teatro in tv (ora sul web). Si tratta della commedia “Cupido scherza e spazza” (1932) di Peppino De Filippo, in cui viene pronunciata questa battuta: «Tu sei poeta, tu tieni nu core ‘mpietto che nun è nu core, chisto è nu Vesuvio; tu tieni ‘o Vesuvio ‘mpietto, nu Vesuvio che canta, che suona!» (QUI il video al minuto esatto: 38’39”, in una rappresentazione del 1962).

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Una celebre battuta del cabaret de “La Smorfia” tratta dallo sketch “Il basso“:

– Professore (Arena): «In seguito ad approfonditi studi posso affermare che l’interno del Vesuvio è pieno di purè di patate. Basterebbe solo lo sfruttamento di questa risorsa per risolvere tutti i problemi di Napoli. Noi, noi, soltanto noi possiamo aiutarvi! Ma che ne sapete voi dei vostri problemi? Li abbiamo studiati per anni!».
– Signor Salvatore (Troisi): «Ma voi volete aiutarmi? Non lo so, io vedo a chisto che fa accussì…».

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AGGIORNAMENTO del 18 gennaio 2015:
Nel 1926 Rex Ingram girò a Nizza “Mare Nostrum“, un classico del cinema muto. Per alcune scene fu costruito un fondale col Vesuvio fumante, come in questa foto tratta dal libro “La présence du cinéma américain à Nice et sur la Cote d’Azur“, 2014 (un estratto con i ruderi di Pompei è qui):

Immagine tratta dal volume “La présence du cinéma américain à Nice et sur la Cote d’Azur”, 2014.

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INTEGRAZIONE del 18 maggio 2015:
Sul finire degli anni Settanta il regista Sergio Edward Linchi realizzò il documentario in 16mm “Napoli e la zona vesuviana“, in cui mostrò le caratteristiche paesaggistiche e storiche, architettoniche ed archeologiche dell’area del ‪#‎Vesuvio‬.
Il filmato è stato recuperato e digitalizzato da Ludovico Mosca che, con generosità, rende disponibile a tutti noi il suo prezioso archivio audio-visuale sulla Penisola Sorrentina e i suoi dintorni.
Il video, di 17 minuti, è disponibile QUI.

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INTEGRAZIONE del 18 settembre 2015:
Noi insozziamo il Vesuvio, lo sfregiamo, lo bruciamo e lo abbandoniamo, mentre invece i giapponesi vi ambientano le storie di uno dei personaggi più celebri della storia dei manga, Lupin III:

Fonti: “La Repubblica” (16 settembre 2015) e “FanPage” (17 settembre 2015).