Seminario sui riti vesuviani e l’emergenza vulcanica tra media e new media

Martedì 10 maggio 2016, nell’ambito delle attività del corso di “Antropologia della Comunicazione” tenuto dalla prof.ssa Gianfranca Ranisio presso il Dipartimento di “Scienze Sociali” dell’Università di Napoli “Federico II”, ho tenuto un seminario sui linguaggi delle pratiche devozionali vesuviane legate alle attività eruttive, nonché sui toni che il discorso sul rischio vulcanico assume oggi attraverso i new media.

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Nei giorni precedenti ho postato varie immagini e citazioni d’epoca in merito alle emergenze vesuviane, passate e contemporanee, e al loro legame con la sfera del sacro. Le ripropongo qui:

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«Dopo pochi istanti, una processione preceduta da una rozza croce di legno, seguita dalla statua di Sant’Anna, e accompagnata da una fittissima calca di popolo si avanzava verso il luogo del disastro. Si pregava, si piangeva; ed il pianto e la preghiera si alternavano col canto delle laudi della chiesa! Tutti imploravano la cessazione del flagello, e perfino gli scettici non trovavano nulla a ridire!»
(G. Gargiulo, “Il Vesuvio attraverso i secoli e l’eruzione del 7-8 aprile 1906”, Tip. Editrice Pontificia M. d’Auria, Napoli 1906, p. 34)

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«Le particolari processioni delle Verginelle scapigliate, e scalze, le donne piangenti, le congregationi, di nobili, & ignobili, la confraternita di diverse religioni, e precisamente quelle del Rosario di PP. Predicatori andavano con tanta devotione, che parevano la trionfante, e gloriosa compagnia di Sant’Ursula»
(Michel’Angelo Masino, “Distinta relatione dell’incendio del sevo Vesuvio”, Gio. Domenico Roncagliolo, Napoli 1632, p. 20)

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«Il popolo in movimento per l’eruzione del Vesuvio, si avviò al Duomo per ottenere a sera inoltrata la statua di San Gennaro col Sangue. Il cardinale si negò per timore di maggiori disordini, i popolani mossi dallo sdegno volevano scassinare le porte del Duomo per prendersi a viva forza la statua»
(D. D’Anna, “Le Glorie di S. Gennaro. Vita, monumenti, miracolo”, Michele d’Auria Editore, Napoli 1912, p. 108)

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«L’apertura di un’altra discarica provocherebbe la morte definitiva del territorio. [È necessario che le istituzioni ascoltino] il grido di dolore di quanti vogliono difendere la qualità della propria vita [e proteggere] questa meravigliosa terra che il Creatore ci ha consegnato e che tutti, con coraggio, dobbiamo ‘custodire e coltivare’»
(Beniamino Depalma, vescovo di Nola, in “Emergenza rifiuti. Il vescovo di Nola: ‘Discarica morte del territorio’”, articolo redazionale di «La Repubblica», 22 ottobre 2010)

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«Fu allora che impauriti e sconvolti ma pure con grande fede, i cittadini corsero in chiesa dove confortati da un sacerdote locale, don Vincenzo Precchia, e da lui guidati, presero sulle spalle le statue della Madonna Addolorata e del patrono San Gennaro. […] Fu allora che quasi fuori di senno, qualcuno prima, e tutti in coro poi, gridarono alla Vergine e a San Gennaro: “Ci dovete salvare, salvateci! Salvate il paese o brucerete anche voi con le case nostre”»
(Giuseppe Tortora, parroco di Trecase, cit. in C. Avvisati, “1906: quando il Vesuvio perse la testa”, Nicola Longobardi Editore, Castellammare di Stabia 2008, p. 64)

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«[Gli abitani] chiedono insistentemente che la Chiesa venga aperta, perché, prima di abbandonare la città, vogliono vedere ancora una volta la bella Madonna, vogliono parlarle le parole del cuore, ed implorare da Lei protezione e salvezza. […] Anche qui è stata trasportata l’immagine di S. M. della Neve, e quando, alle ore 13 circa, la lava resta immobile, sgorgano dagli occhi di tutti gli astanti lagrime di consolazione»
(G. Gargiulo, “Il Vesuvio attraverso i secoli e l’eruzione del 7-8 aprile 1906”, Tip. Editrice Pontificia M. d’Auria, Napoli 1906, p. 38, 44).

Il mare come possibile via di fuga

A parità di condizioni, la fascia costiera vesuviana è quella a maggior rischio perché è stretta tra mare e vulcano. Al centro di questo spazio c’è la città di Torre del Greco che, per una eventuale evacuazione dei cittadini, ha direzioni di marcia pressoché obbligate.

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Clicca sull’immagine per accedere al post di MalKo.

MalKo, esperto di sicurezza e tra gli organizzatori di un’esercitazione nel 2001, analizza la possibilità che ci si possa mettere al riparo sul mare, percorrendo alcune miglia verso il largo. Per rendere attuabile questa strategia, tuttavia, è necessario dotarsi di mezzi adeguati, di mettere in piedi una speciale organizzazione e di sistemare i porti e i loro fondali: “Rischio Vesuvio: Torre del Greco comune mediano della fascia costiera“.

Il rischio vulcanico (dal basso)

La prossima (possibile, ma incerta) eruzione vesuviana è probabilmente l’evento geologico più studiato e annunciato al mondo. Direi che solo il “big one” californiano è, tra le catastrofi predette, oggetto di discussione e analisi quanto quello partenopeo.
Il rischio vulcanico che (direttamente) corrono quasi un milione di persone e (come inevitabile conseguenza) l’Italia intera – per le ripercussioni economiche, sociali, lavorative, infrastrutturali, sanitarie e quant’altro -, è frequentemente al centro di convegni, dibattiti, servizi giornalistici, pubblicazioni, trasmissioni televisive e radiofoniche
Il luogo comune nazionale (e non solo) vuole che i vesuviani corrano questo rischio in maniera quasi baldanzosa, irresponsabile, “inconcepibile”. In base alle mie osservazioni e ai miei ascolti, invece, quel rischio non è ignorato (non lo è del tutto, almeno), ma è elaborato secondo logiche diverse da quelle di un esterno/estraneo. Ciò non significa che si sia pronti ad affrontare un’emergenza di dimensioni epiche: ignoranza degli abitanti sulle procedure di early-warning, lacune nella comunicazione alto-basso, mancati controlli del/sul territorio e totale inadempienza delle esercitazioni (presso scuole, uffici, condomìni…) sono problemi gravissimi e da risolvere urgentemente. Tuttavia, la stessa “rimozione del rischio” (definizione complessa e confusa) va intesa, tra i vari significati che può assumere, anche come una “risposta culturale” ad un “rischio naturale” (spacciato per imminente, ma che nell’esperienza di vita – di fatto – non arriva mai).
So che questi pochi cenni non spiegano l’ampiezza dell’argomento ma, da diverse interviste che sto raccogliendo, il quadro della percezione locale del rischio vesuviano è molto più complesso di quanto dicano giornali, televisioni o, anche, alcuni vulcanologi e funzionari delle emergenze.
Forse a livello nazionale non si viene a sapere che localmente il discorso pubblico sul rischio è costante. Non è onnipresente (la vita quotidiana sarebbe impossibile con un tale macigno continuamente in bilico sull’animo degli abitanti della zona vulcanica), ma è senza dubbio molto più corrente di quanto si possa immaginare dal di fuori.
Un anno fa furono organizzati alcuni incontri (da AssoImpero e da ONPS) tra i sindaci dei paesi della “zona rossa” e le rispettive popolazioni. La partecipazione fu importante e così anche le idee e le proposte/provocazioni. Mi sembra un dato da tenere a mente ogni qual volta si levi il qualunquistico (pre)giudizio sulla “immobilità” degli abitanti locali.

Qui di seguito copio l’articolo di Rachele Tarantino che annuncia i quattro incontri tenuti tra la fine di gennaio e l’inizio di marzo del 2010 in altrettanti comuni del vesuviano.
Tra i commenti, invece, le cronache e le considerazioni di Ciro Teodonno (oltre ad ulteriori link che man mano incontrerò).

“Il mediano”, 30 gennaio 2010, qui
ERCOLANO ED IL RISCHIO VESUVIO
Rachele Tarantino
Alle 18 al Mav inizia il ciclo di conferenze per discutere dei problemi della zona rossa e di possibili soluzioni. Tra i partecipanti figurano i sindaci e gli amministratori locali del territorio.

Parte questa sera il viaggio alla scoperta dei problemi della zona rossa. Attraverso un ciclo di quattro conferenze (che avranno luogo ad Ercolano, Sant’Anastasia, Pompei e Somma) Assoimpero in collaborazione con l’associazione OMPS (osservatorio permanente per la sicurezza) promuove una campagna di sensibilizzazione per il riscatto economico, culturale e per la sicurezza dell’area vesuviana.
«L’iniziativa cercherà di dare voce alle esigenze di tutti i comuni che vivono confinati nell’area rossa, – fa sapere con una nota il presidente dell’Assoimpero Ciro Di Dato- La nostra terra troppe volte ghettizzata e lasciata a un triste destino da una politica spesso inattenta alle esigenze di questo territorio, vittima di uno sviluppo demografico ed edilizio selvaggio ormai senza controllo, al quale si cerca di ottemperare con la regressione, mezzo del tutto inefficace per cercare di decongestionare o mettere in sicurezza un popolo che vive su di una bomba a tempo».
Per tutti coloro che vogliano approfondire temi quali la sicurezza, il rispetto per l’ambiente e le condizioni economiche e culturali dei comuni vesuviani, l’appuntamento è al Mav alle ore 18. All’iniziativa hanno aderito, oltre agli amministratori locali, anche il presidente Tess Leopoldo Spedaliere, Sergio Vigilante presidente Antiracket Portici Luigi Fiengo Consigliere Comunale PD Ercolano, Gennaro Miranda Capogruppo PDL Ercolano, i Rappresentati sindacali cisl Regione Campania, il Professor Rolandi ordinario di Vulcanologia presso Università Federico II di Napoli , Dottor Avvocato Luigi Cesaro Presidente della Provincia di Napoli, il Dottor Russo Giuseppe Consigliere Provinciale, Ingenere Nunzio Di Martino del Ministero delle infrastrutture e dei Traspori dell’ufficio Roma Capitale.
«Questo convegno rappresenta un importante momento che le iistituzioni e i politici hanno l’obbligo di cogliere. – ha dichiarato il dott. Miranda- Tale manifestazione deve far nascere un forte momento di confronto sulle strategie, sugli obbiettivi esulle modalità operative da porre in essere per il rischio vesuvio». Al termine del ciclo di incontri, verranno raccolte tutti gli interventi in un unico volume.
«Attraverso la pubblicazione vogliamo lasciare un segno tangibile delle proposte, delle esigenze e dei disagi che vivono gli abitanti di queste città- ha concluso Di Dato- Questo percorso cercherà di attualizzare, monitorare e movimentare la problematica dell’aria rossa per far sì che questa zona non resti solo un pericolo per chi ci vive e un problema sociale in caso di una eventuale evacuazione, ma diventi fonte di investimento e di sviluppo produttivo e sociale».

Ecco il calendario degli incontri:
30 Gennaio 2010: ore 18.00 nell’auditorium del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano: all’incontro saranno invitati a partecipare i sindaci delle città di Portici, San Giorgio a Cremano, Torre Del Greco, Torre Annunziata ed Ercolano.
13 Febbraio 2010: ore 17.00 nella biblioteca comunale Giancarlo Siani di Sant’Anastasia: all’incontro saranno invitati a partecipare i sindaci delle città: San Sebastiano Al Vesuvio, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Cercola e il commissario della città di Sant’Anastasia.
27 Febbraio 2010: ore 17.30 nell’aula consiliare del comune di Pompei: all’incontro saranno invitati a partecipare i sindaci delle città di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase e Pompei.
6 Marzo 2010: ore 17.30 nell’aula consiliare del comune Somma Vesuviana all’incontro saranno invitati a partecipare i sindaci delle città: Ottaviano, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, e Somma Vesuviana.
Ad ogni incontro saranno invitate le autorità dell’ente parco.
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TRA I COMMENTI, ALTRI ARTICOLI SUL RISCHIO VESUVIANO VISTO LOCALMENTE
– Ciro Teodonno, AL VIA IL DIBATTITO SUL RISCHIO VESUVIO (31.01.10, qui)
– Silvia Aurino, RISCHIO VESUVIO. SECONDA TAPPA DEL CONVEGNO A SANT’ANASTASIA (14.02.10, qui)
– Ciro Teodonno, RISCHIO VESUVIO. RIFLESSIONI A ‘FREDDO’ (17.02.10, qui)
– Ciro Teodonno, SOMMA. CONCLUSO IL CICLO DI CONVEGNI SUL RISCHIO VESUVIO (11.03.10, qui)
– Mario Tozzi, Puntata di “Tellus” dedicata al Vesuvio (Radio 2, 05.02.11, qui, 25’39” in streaming)
– Rachele Tarantino, ERCOLANO: RISCHIO VESUVIO E RIQUALIFICA AMBIENTALE AL MAV (14.05.10, qui)
– Silvia Aurino, SANT’ANASTASIA, CONVIVERE CON IL RISCHIO VESUVIO (18.03.10, qui)
– neAnastasis, ZONA ROSSA: SENSO DI RESPONSABILITÁ E SVILUPPO SOSTENIBILE (06.03.11, qui)
– Ciro Teodonno, IL COMITATO CITTADINI PER IL PARCO (18.03.11, qui)
– Valentina Ferrante, DENTRO L’EMERGENZA. INTERVISTA AL DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO (mag. ’11, qui, p.3)
– Redazionale, ZONA ROSSA MAI PIU’ (maggio 2011, qui, p.4)
– Club Lions, IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI POMIGLIANO D’ARCO (18/03/2013, qui)
– Nico Serpico, architetto, ZONA ROSSA E RISCHIO VULCANICO: NE DISCUTE L’ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. (24/05/2013, qui)
– Redazione, LIONS: SENSIBILIZZARE LA CITTADINANZA SUL RISCHIO VESUVIO (21/05/2013, qui)
– Redazione, TRECASE: PD, INCONTRO PUBBLICO SU RISCHIO VESUVIO (23/10/2013, qui)
– Redazione, VESUVIO: ABITANTI A STRASBURGO, SICUREZZA NON GARANTITA (28/10/2013, qui)
– Redazione, LA «ZONA ROSSA» ARRIVA FINO A STRASBURGO (28/10/2013, qui)
– Redazione, SOS VESUVIO: LA “ZONA ROSSA” ARRIVA A STRASBURGO (28/10/2013, qui)
– Fabrizio Ferrante, VESUVIO “BOMBA A OROLOGERIA”. DODICI CITTADINI RICORRONO ALLA CEDU (29/10/2013, qui)
– Fabrizio Ferrante, RISCHIO VESUVIO A NAPOLI, I CITTADINI RICORRONO ALLA CEDU MA GLI ABUSI EDILIZI CONTINUANO (07/11/2013, qui)
– MalKo, I RISCHI VESUVIO E CAMPI FLEGREI APPRODANO ALLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO PER I DIRITTI UMANI (30/10/2013, qui)
– MalKo, RISCHIO VESUVIO: LA SOLUZIONE E’ IN UN PIANO GIUDIZIARIO? (25/12/2013, qui)
– Convegno, IL RISCHIO SISMICO NELL’AREA VESUVIANA E FLEGREA (UniCredit, Napoli, 15 aprile 2014), con: Edoardo Cosenza, Gaetano Stella, Giuseppe Della Rocca, Andrea Maniscalco, Massimo Rastrelli, Guglielmo Emanuele, Giuseppe Luongo; l’assessore ha dichiarato che la zona rossa dei Campi Flegrei si estenderà a Posillipo e a Chiaia: QUI.

ALTRE INFO E ARTICOLI SUL PNV E, IN PARTICOLARE, SUL
“COMITATO CITTADINI PER IL PARCO”,

SONO TRA I COMMENTI DI QUESTO POST

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AGGIORNAMENTO del 14 dicembre 2013:
Dove andare in caso di allarme vesuviano? Il Piano di Emergenza Nazionale redatto nel 1995 prevede dei gemellaggi tra i comuni della “zona rossa” e le regioni italiane (wikipedia), ma con la nuova zona rossa delineata nel 2013 cambiano anche tali gemellaggi, sui quali tuttavia c’è ancora confusione.
Ne ha scritto Angelo Lomonaco sul “Corriere del Mezzogiorno” del 14 dicembre 2013, «Chi vive a Nola va in Val D’Aosta». Dove fuggire se erutta il Vesuvio.
Sulla questione dei gemellaggi ho scritto QUESTO.

AGGIORNAMENTO del 14 febbraio 2014:
E’ stata approvata la nuova tabella dei gemellaggi tra i comuni vesuviani e le regioni d’Italia.
Ne ho scritto QUI.

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AGGIORNAMENTO dell’8 febbraio 2014:
Tavola rotonda “Protezione Civile è Territorio”, martedì 18 febbraio 2014, 17h30, presso il Teatro Sant’Anna (via Madonna del Principio, Torre del Greco, Napoli).
Organizzata da EDiMaS (website + fb) e da Cigl.
Locandina.

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AGGIORNAMENTO del 3 aprile 2014:
Il 29 marzo 2014 a San Giuseppe Vesuviano si è tenuto un dibattito pubblico intitolato “Rischio Vesuvio: emergenza, prevenzione e opportunità”, un incontro organizzato dal Collettivo Vocenueva, Lista Libera SGV, Sinistra Ecologia Libertà e dal mensile Laboratorio Pubblico; vi sono intervenuti il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano, il giornalista Antonio Corbo ed il Senatore Giuseppe De Cristofaro (membro Commissione Antimafia, Giustizia ed Esteri). Fonte: “Il mediano“.

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AGGIORNAMENTO del 16 aprile 2014:
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha deliberato che entro il 12 maggio 2014 l’Italia dovrà presentare prove che dimostrino con certezza che la sicurezza degli abitanti della zona rossa del Vesuvio è adeguatamente garantita dallo Stato.
Ne ha scritto MalKo: Rischio Vesuvio e piani di emergenza: la Corte Europea di Strasburgo indaga (15 aprile 2014).

Cinzia Craus ricorda, però, che il rischio vesuviano non va affrontato solo a livello centrale e che, anzi, gli enti locali hanno importanti doveri (che spesso non rispettano): Rischio Vesuvio: quello che i sindaci non fanno (10 aprile 2014).