Per non essere governati dal rischio

Il rischio di un evento nefasto non è una mera espressione probabilistica, ma un’elaborazione collettiva, un prodotto storico che assume significati diversi a seconda dell’epoca e dei luoghi. In questo senso, il Vesuvio rappresenta un’opportunità per riflettere sul modello economico ed urbano intrapreso negli ultimi settant’anni in provincia di Napoli.
Sollecitato dal prof. Gregorio Arena, presidente di Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà), ne ho scritto un editoriale per la newsletter di questo mese (condiviso anche su fb):

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AGGIORNAMENTO:
Un mese fa ho scritto l’editoriale sul rischio Vesuvio, che ho linkato qui sopra, per “Labsus. Laboratorio per la sussidiarietà“. Alcuni giorni fa la sezione “Sismografie” di “Lavoro Culturale” ha rilanciato quel testo (con parecchie reazioni su Fb), aggiungendo tre fotografie di Flaviana Frascogna.

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Clicca sullo screenshot per accedere all’articolo su “Lavoro Culturale”.

Queste immagini, in particolare, sono un’anteprima di un reportage intorno al vulcano napoletano effettuato da Flaviana e che, con un mio testo, sarà pubblicato prossimamente su “Artwort“.
Intanto, fino a fine maggio, potete visitare la mostra “Slideluck On Board” presso l’Aeroporto Internazionale di Napoli “Capodichino”, dove pure sono presenti degli scatti di Flaviana.

I tanti Vesuvio nelle foto di Roberta De Maddi

I simboli non hanno un significato unico, ma innumerevoli, a seconda di chi osserva, da dove, come, perché, quando. A questo meccanismo non fa eccezione il Vesuvio, che, appunto, non è solo un’espressione della natura, ma è anche un simbolo, ovvero un oggetto culturale. Per un anno intero, ogni giorno, la fotoreporter Roberta De Maddi ne ha fermato su pellicola un leggero mutamento, un “cambio d’abito”, con l’implicito invito a leggerne le differenti sfumature di senso.
Il risultato di questo singolare reportage sarà esposto al PAN di Napoli dal 7 al 28 agosto 2014.

Roberta De Maddi, “I cambi d’abito del Vesuvio” PAN di Napoli, 7-28 agosto 2014

Come è anticipato sul website del Comune di Napoli, «Luci, nuvole, sole, luna, stelle, vento e neve abbigliano e spogliano le vette del Vesuvio e del vicino Monte Somma tantissime volte durante l’arco delle giornate. In una città la cui vita scorre frenetica, anche il Vesuvio subisce repentini ed emozionanti cambiamenti di umore ogni giorno. Talvolta serafico, altre angosciato, proprio come se rispecchiasse l’umore dei suoi cittadini, l’imponente custode dell’affascinante Partenope non manca ogni giorno di riempire di stupore gli occhi di chi si ferma ad osservarlo. Il progetto fotografico è un tributo della fotogiornalista alla sua città natale, città dalla quale si può partire ma in cui si vuole ostinatamente ritornare».