Petrolio nel Golfo: archeologia flegrea e vesuviana in tv

Il 28 luglio 2017 la trasmissione “Petrolio” ha dedicato una puntata al Golfo di Napoli, tra i Campi Flegrei e il Vesuvio, tra storia e attualità. Il documentario dura 1h50′ ed è visibile sul website della Rai:

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Il filmato è visibile anche su Fb, dove è introdotto con le seguenti parole:

Nella prima parte della trasmissione, vengono mostrate in esclusiva le immagini del ritrovamento della tomba monumentale di Pompei nei pressi di Porta Stabia: il monumento funerario è decorato in marmo con la più lunga epigrafe funeraria finora ritrovata. “Una scoperta di straordinaria importanza – sottolinea il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna – che aggiunge nuovi tasselli e risposte su come si svolgesse la vita sociale di Pompei, in particolare sui giochi dei gladiatori e sui banchetti per raccogliere il consenso della popolazione“. L’eccezionale documentazione registrata da Petrolio nel febbraio scorso è un’esclusiva mondiale.
Nel corso della stessa puntata Petrolio esplora, con il passo dell’inviato speciale Duilio Giammaria, uno dei luoghi più straordinariamente rappresentativi delle ricchezze e delle contraddizioni d’Italia. Il cosiddetto Petrolio nel Golfo è quello delle bellezze architettoniche delle ville del Miglio d’Oro, delle ricchezze archeologiche e paesaggistiche del Golfo Di Napoli, per la prima volta raccontate nel loro complesso: da Capo Miseno, porto della Flotta Romana, a Baia, la Beverly Hills delle grandi ville romane ora sommerse dal mare, dai Campi Flegrei al Vesuvio, i luoghi in cui eruzioni e bradisismo hanno modellato il paesaggio e determinato la storia.

Sulle immagini di Petrolio a proposito della scoperta pompeiana di una tomba monumentale ne ha scritto anche “La Repubblica“.

Il Vesuvio radiofonico: giugno 2016

“Rischio Vesuvio: informiamoci e attiviamoci”, 24 giugno 2016: qui.

Ieri, 23 giugno, Radio 1 ha trasmesso una puntata dedicata al Vesuvio: dura 20′ e vi consigliamo di ascoltarla, perché è sempre importante rinnovare la conoscenza del nostro vulcano.
Almeno una considerazione, però, va fatta su questo tipo di comunicazione.
In trasmissione c’è stato un collegamento con gli Scavi di Pompei e sono intervenuti prestigiosi esponenti della scienza (Osservatorio Vesuviano e Università) e della protezione civile (tecnici e politici). Costoro hanno presentato le caratteristiche geologiche e storiche del vulcano, hanno esposto i princìpi del piano di emergenza nazionale e hanno spiegato alcune lacune del sistema di sicurezza, che tuttavia sarebbero superabili coinvolgendo le scuole (certo, la scuola è l’alfa e l’omega di tutto, lo sappiamo). Infine, è stato citato anche l’abusivismo, tuttavia nessuno ha parlato dell’urbanizzazione legale, a cui è imputabile la gran parte dell’attuale esposizione al rischio.
Anche questa volta è mancata completamente la voce degli urbanisti (si può “aggiustare” la “città vesuviana”?) e degli scienziati sociali (gli abitanti del posto sono pazzi?), ma soprattutto è mancata un’analisi delle cause, individuate le quali è possibile elaborare delle soluzioni. Ancora una volta, dunque, si è risolto tutto nei soliti discorsi, triti e ritriti (almeno, per chi come noi segue costantemente l’argomento).
Insomma, riteniamo che passi in avanti vadano compiuti anche nella comunicazione.

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Clicca sullo screenshot per accedere allo streaming-audio.

Commenti:
FodA: Oltretutto l’unica cosa specifica che hanno detto rimane fumosa e imprecisa: i gemellaggi. Il piano nel 2013 era questo: decisa l’evacuazione, gli abitanti vengono portati in “zone limitrofe della Campania” in alberghi, scuole e alloggi IN ATTESA dell’eruzione. Avvenuta poi l’eruzione, si verifica quali paesi sono stati distrutti o danneggiati, e solo allora si trasferiscono le persone nelle regioni gemellate. Per come ne hanno parlato, sembra che il trasferimento alle regioni avvenga prima dell’eruzione. E non è la prima volta che su questo punto non c’è chiarezza. E non è poco dal punto di vista sociale e gestionale
Giogg: Non si sa nemmeno quanta gente evacuare: la “zona rossa 1” non coincide con i confini amministrativi dei comuni, ma è pressoché circolare, per cui quanti sono i residenti entro la “linea Gurioli”? Si dovrebbe effettuare un censimento strada per strada, ma zero anche qui.
FodA: sprecano i soli 10 minuti a spiegare cos’è il Vesuvio, se è addormentato, che scenario eruttivo sarà (e non lo possono sapere neanche loro), che c’è un monitoraggio, che c’è un piano di emergenza… se avessi tempo e pazienza, raccoglierei tutte le trasmissioni che ho sentito sul Vesuvio negli ultimi 10 anni e farei un blob per dimostrare ch non si muovono di un punto.

Difendere la scienza

Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico con lo pseudonimo di MedBunker, ha condiviso su facebook il link ad una trasmissione televisiva sui vaccini e ha usato queste parole:

Per chi si fosse perso la puntata di Presa Diretta sul tema vaccini, eccola qui (io parlo al minuto 32 circa).
Sono stati raccontati fatti noti agli addetti ai lavori (ed a chi segue l’informazione medica), sono stati forniti numeri e dati, trasmissione corretta. Poi si è parlato dei (pochissimi) medici antivaccino che di questo hanno fatto un mestiere, gente che dice “so che i non vaccinati hanno una salute migliore dei vaccinati” ed alla domanda “dove ha pubblicato le sue osservazioni?” rispondono serenamente “non le ho pubblicate” o altri che “curano” l’autismo con l’aglio omeopatico (ed hanno la fila di pazienti in studio, a 250 € a visita). E poi il “direttore scientifico” di un’azienda omeopatica, quasi imbarazzante per la sua superficialità.
Appare evidente anche ad un occhio profano quanto siano scadenti, inattendibili, quasi patetici, sia come medici che come persone, spargono disinformazione e ciarlataneria. Eppure tanta gente è convinta dicano la verità.
Ignoranza? Spirito di protesta? Incapacità di vivere la realtà? Forse questi medici dicono quello che genitori ansiosi o paurosi vogliono sentirsi dire o forse rappresentano per loro il simbolo della protesta nei confronti delle istituzioni. Ma davanti alla salute del proprio figlio, come si fa a seguire certi personaggi che mentono dalla prima parola all’ultima?
Come si fa ad affidare la vita delle persone più care che abbiamo a questi personaggi?
Non lo so, è uno dei pochi argomenti sul tema a cui non so dare risposta convinta.

La puntata di “Presa Diretta”, andata in onda ieri, 10 gennaio 2016, è qui e dura 1h30″:

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Clicca sull’immagine per accedere allo streaming.

Il tema fa parte di un argomento ancora più ampio, ovvero il rapporto con la scienza, che in Italia è altamente in crisi.

Ne ha scritto oggi Paolo Mieli sul “CorSera”:

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Clicca sul titolo per accedere al testo di Paolo Mieli.

L’Italia sta diventando sempre più un Paese ostile al metodo scientifico e amante delle teorie del complotto. L’ennesima dimostrazione viene dal caso della «Xylella fastidiosa», batterio che produce grave nocumento all’ulivo, penetrato in Europa diciotto anni fa e più recentemente in Italia, nel Salento. […]

Questo editoriale cita un articolo su “La Stampa” del 24 dicembre scorso dei due scienziati Gilberto Corbellini e Roberto Defez, intitolato “No ai processi al metodo scientifico“:

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Clicca sul titolo per accedere al testo di Corbellini e Defez.

Se in Italia sopravvive ancora una comunità scientifica degna di tale nome, ovvero delle accademie scientifiche consapevoli del loro ruolo a difesa dei valori di libertà e indipendenza della scienza, dovrebbero battere urgentemente un colpo. Farsi sentire. […]

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PS: Una piccola precisazione, messa in evidenza dalle scienze sociali: parlare di “processo al metodo scientifico” può essere corretto per molti casi di disinformazione e di complottismo ascientifico e irrazionale, ma non in assoluto. Sia Mieli che i due scienziati, ad esempio, scrivono “contro il rinvio a giudizio e la condanna in primo grado della Commissione Grandi Rischi, per non aver dato l’allarme per il terremoto dell’Aquila“. Questa frase è falsa e sbagliata (anche perché ormai sono passati anni e non è più ammissibile fare confusione; io stesso vi ho dovuto fare molta attenzione perché l’argomento veniva continuamente manipolato dalle parti): quel processo non ha riguardato il non aver dato l’allarme o il non aver previsto il sisma, bensì l’aver rassicurato. In altre parole, non è stato un processo alla scienza, ma alla sciatteria deontologica e alla collusione politica di alcuni scienziati; inoltre, il processo è arrivato a compimento in tutti i suoi gradi di giudizio, con la condanna definitiva di uno dei membri della CGR perché è stata provata la sua responsabilità nell’aver persuaso alcune delle vittime ad abbassare la loro soglia di attenzione, contribuendo così alla loro morte sotto le macerie provocate dal terremoto del 6 aprile 2009. Queste imprecisioni, dunque, se non sono scorrettezze, sono certamente distrazioni che non fanno bene alla scienza stessa e a chi intende difendere il metodo scientifico.

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PPS: tornando ai vaccini, l’8 gennaio12471576_10102586759120781_6301684509450777677_o 2016 il fondatore di facebook, Mark Zuckerberger, ha postato una foto di lui e sua figlia nella sala d’aspetto di un pediatra, poco prima che la bimba ricevesse il suo primo vaccino: “Doctor’s visit — time for vaccines!” (3.137.810 like; 69.000 commenti; 30.699 condivisioni).

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INTEGRAZIONE del 18 gennaio 2016:
La scienza in Italia è in crisi (soprattutto nella sua declinazione sociale; si vedano, appunto, gli antivaccinisti e i salutisti illogici), ma Edoardo Boncinelli (che pure stimo) che in questa intervista spara sulle scienze umane (come se, invece, il metodo scientifico non valga per tutte le “scienze”, appunto) e che ignora l’ibridismo disciplinare (la filosofia della scienza, ad esempio, ma anche l’antropologia dei disastri o, sempre per esemplificare, la sociologia dell’ambiente), fa del bene alla causa dell’alfabetizzazione scientifica e dell’educazione alla logica?
L’intervista è stata pubblicata il 16 gennaio 2016 su “Linkiesta” da Dario Ronzoni e comincia così: “Un po’ di bastonate ai filosofi, che «parlano di tutto, anche di ciò che non conoscono», al sapere umanistico «che anziché parlar bene di sé, parla male della scienza», e poi agli scienziati stessi, ma non tutti: solo quelli «incapaci»“.

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INTEGRAZIONE del 17 marzo 2016:
Le complotisme, c’est du sérieux. Et, aujourd’hui, il a pris une dimension préoccupante, au point que le Gouvernement français a lancé une campagne intitulée «On te manipule».

Jonathan Bouchet-Petersen n’a écrit sur “Libération”: Le grand complot qui est-il, quel est son réseau ? Alimenté par la défiance envers les institutions, répandu via Internet, le conspirationnisme se renforce, en particulier chez les moins diplômés.

Tuttavia, “La Stampa” riferisce che con quelli “de coccio” pare che non ci sia niente da fare: Perché smentire le bufale è inutile, una completa perdita di tempo.

Mario Tozzi e i duemila anni di Napoli con il Vesuvio

Ieri sera Mario Tozzi ha trasmesso una puntata di “Fuori luogo” dedicata a Napoli: “duemila anni con il vulcano“. Il famoso geologo gira per i vicoli del centro, sale a San Martino, poi scende nel sottosuolo della città e nel Cimitero delle Fontanelle, sempre con lo sguardo rivolto al Vesuvio, per raccontare il rapporto tra la città e il suo territorio.
Con un paio di esperimenti-simulazioni illustra efficacemente il funzionamento del vulcano, facendo intuire i suoi (pesanti) effetti su un’area che negli ultimi 70 anni è stata fortemente urbanizzata.
Inoltre intervista vari esperti, tra i quali Gennaro di Paola, straordinaria memoria storica delle Quattro Giornate e dell’ultima eruzione (peccato che in 2 minuti non si riesca a cogliere la profondità di un incontro con un tale personaggio).
Infine, al “piano di emergenza” sono dedicati gli ultimi 2 o 3 minuti (la puntata dura 64′) e Tozzi non vi si sofferma adeguatamente; tuttavia dice una cosa corretta: sarà un “piano di esodo”, perché non si potrà tornare a vivere (a breve) sui luoghi della prossima eruzione.

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Clicca sull’immagine per accedere allo streaming sul website della RAI.

La puntata si intitola “Fuori luogo Napoli: duemila anni con il vulcano“, dura 01h04’57” ed è andata in onda il 28/07/2015. “Mario Tozzi viaggia nei luoghi chiave per capire questo incontro e per spiegare come i cambiamenti del pianeta hanno determinato anche cambiamenti nel nostro modo di vivere“.

Altre trasmissioni televisive dedicate al Vesuvio sono elencate in questo post, nonché qui e qui.

Crash, puntata dedicata al Vesuvio

La trasmissione Rai “Crash” ha dedicato una puntata al rischio vulcanico del Vesuvio e dei Campi Flegrei. E’ andata in onda due sere fa e verrà ritrasmessa mercoledì prossimo (11 dicembre 2013) su Rai 3, ma cliccando sull’immagine qui sotto potete vederla in streaming:

Clicca sull'immagine per accedere al video della puntata (55')

Clicca sull’immagine per accedere al video della puntata (57′)

La puntata dura poco meno di un’ora ed è confezionata bene, a mio avviso in maniera scientificamente onesta, ma politicamente forse troppo equilibrata. Nei giorni scorsi ne è stato dato rilievo anche sulla stampa locale, la quale, però, si è soffermata sugli aspetti più sensazionalistici. In giro, infatti, qualche articolo ha titolato più o meno così: Esperti italiani dicono che l’eruzione non darà scampo. L’accento posto sul clamore catastrofista credo che non faccia mai bene alla costruzione di una consapevolezza del rischio, come ho esposto nel post precedente.

La presentazione ufficiale della puntata è questa:

«Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, uno dei massimi studiosi del Vesuvio e della sua attività, ha lanciato l’allarme più di una volta: “Siamo su una bomba ad orologeria che non lascerà scampo”. Ma perché esattamente il Vesuvio e la possibilità di una sua prossima eruzione rappresenta un pericolo mortale per le popolazioni che vivono alle sue pendici? E’ solo un rischio legato a un evento naturale oppure noi abbiamo peggiorato le cose?
E poi: da un lato c’è il Vesuvio, dall’altro ci sono i Campi Flegrei. La zona potenzialmente più vicina a un’eruzione è incredibilmente priva di un piano di emergenza e di evacuazione.
Ma cosa succederebbe a Napoli in caso di eruzione del Vesuvio? Quali sarebbero gli effetti su cose e persone?
Dalla centrale operativa della Protezione civile, Crash mostra come sono organizzati emergenza e piano di evacuazione, mettendone in luce i punti di forza e le falle. Tra abusivismo diffuso, strade pericolose e vie sotto sequestro, evacuare i comuni della “zona rossa” sarebbe un’impresa in alcuni casi impossibile
».

Infine, QUI ho raccolto i link ad altre trasmissioni televisive dedicate al Vesuvio.

Il Vesuvio televisivo

Stamattina cercavo una citazione sul web (l’indimenticabile “L’eruzione del Vesuvio? Mi è mancata solo quella, ma non sarebbe una grande disgrazia“, dell’eroico Guido Bertolaso: qui) e in qualche modo mi sono imbattuto in una pagina dell’Archivio Rai su una puntata di “Sciuscià” dedicata al rischio vesuviano: “Vivi per miracolo”, andata in onda il 20 aprile 2000 e, in replica, il 31 agosto 2000. Purtroppo non è disponibile lo streaming, ma solo la descrizione della puntata:

“Vivi per miracolo è il titolo del quinto appuntamento di Sciuscià, il programma di Michele Santoro. Sono pazzi questi vesuviani? Quale follia li spinge a continuare a costruire le loro case sulle pendici di un vulcano che, dicono gli esperti, potrebbe esplodere in qualsiasi momento? Gli scienziati cercano di leggere i segni premonitori di una eruzione che, a differenza di quella del 1944 quando il Vesuvio era pochissimo abitato, investirebbe oggi 700 mila persone. La protezione civile tenta di sperimentare piani di evacuazione che nella realtà sarebbero di ben difficile attuazione. Ma loro, i protagonisti, da SSV a MdS, rispondono che non se ne andrebbero per tutto l’oro del mondo. E anzi costruiscono ancora case – nonostante il parco – sempre più su, sempre più vicino al cratere. Perché non sanno dove andare, per un misto di fatalismo e ignoranza, ma anche perché l’abusivismo è un affare che non si può mollare. E all’ombra del Vesuvio l’illegalità è ancora l’industria più florida. La camorra che dà lavoro per costruire l’enorme distesa di cemento è la stessa che recluta giovani per lo spaccio di droga e detta legge nei quartieri di Ercolano, mentre un patrimonio culturale ed ambientale unico al mondo non riesce a imporsi come una ricchezza di tutti. Il reportage è di Francesca Cersosimo e Paolo Mondani, le riprese di Peppe Ronca e Massimo Gabrielli, il montaggio è curato da Paolo Carpineta“.

A questo punto, preso dalla curiosità, ho cercato direttamente nell’Archivio Rai attraverso la parola-chiave “Vesuvio”. Ecco i link ai video disponibili, organizzati per temi e cronologicamente:

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VULCANOLOGIA e RISCHIO VESUVIANO

Trasmissione: GEO&GEO
Puntata/Servizio: VESUVIO
Autore/Autrice: Felice Farina
Data: 18-03-2010
Durata: 20’30”
Descrizione: La montagna, il simbolo di Napoli e dell’intera Campania: un luogo storico e magico che l’uomo teme e rispetta.

Trasmissione: NEAPOLIS
Puntata/Servizio: VESUVIO VIRTUALE
Autore/Autrice: Antonella Fracchiolla
Data: 16-04-2010
Durata: 02’56”
Descrizione: Mostra “Pompei e il Vesuvio: scienza, conoscenza ed esperienza” allestita nell’area archeologica di Pompei [dal 30 marzo al 1° agosto 2010: qui], in collaborazione con il corso di laurea in “Attività di protezione civile” di Foligno [qui].

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: SARÀ COSTRUITO VICINO AL VESUVIO IL PIÙ GRANDE OSPEDALE DEL SUD
Autore/Autrice: Fabrizio Feo
Data: 21-04-2010
Durata: 01’23”
Descrizione: Preoccupazioni intorno all’edificazione di un enorme ospedale nella zona est di Napoli, a pochi metri dalla “zona rossa”. [Il costruttore: Astaldi].

Trasmissione: AGORA’
Puntata/Servizio: LE TRAPPOLE DEL VESUVIO
Autore/Autrice: Federico Ruffo
Data: 29-10-2010
Durata: 28’56”
Descrizione: L’inviato Federico Ruffo nel suo reportage ha raccontato la vita degli abitanti della zona del Vesuvio e dei pericoli che corrono, in case spesso abusive e costruite in zone a rischio in caso di eruzione. Rischio di cui i cittadini non sono coscienti tanto da non conoscere nemmeno il piano di evacuazione. Né loro né i Sindaci dei Comuni coinvolti, che continuano a non fare nulla per combattere l’abusivismo nella zone più a rischio. Per non parlare delle carenze della Protezione civile, che ha rifiutato l’invito in trasmissione. In studio hanno dibattuto del problema il professor Giulio Zuccaro, direttore del Centro Studi Plinius che studia l’impatto di fenomeni naturali come terremoti ed eruzioni sull’uomo e sull’ambiente urbano, Clemente Mastella, europarlamentare Pdl e Segretario dei Popolari per il Sud e Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi.

Trasmissione: RADIO 3 SCIENZA
Puntata/Servizio: IL GIGANTE ADDORMENTATO
Autore/Autrice: Vari
Data: 17-05-2011
Durata: 27’00” ca.
Descrizione: Per ora continua a fare da sfondo alle cartoline del golfo di Napoli. Ma un giorno il Vesuvio potrebbe ridestarsi, e nessuno sa quanto brusco sarà il risveglio. Interviste a due vulcanologi: Giuseppe Mastrolorenzo e Warner Marzocchi.

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IMMONDIZIA e DISCARICHE

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: TENSIONI NEL NAPOLETANO TRA COMITATI ANTI-DISCARICHE E POLIZIA
Autore/Autrice: Francesca Ghidini
Data: 05-06-2010
Durata: 01’15”
Descrizione: Tornano le tensioni nel napoletano tra comitati anti-discariche e polizia. Dopo gli scontri della notte scorsa tra manifestanti e forze dell’ordine a Terzigno – nel parco del Vesuvio – la tensione è ancora alta.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: UNA DISCARICA NEL PARCO DEL VESUVIO
Autore/Autrice: Giusy Sansone
Data: 26-07-2010
Durata: 01’34”
Descrizione: Inchiesta del Tg3 in una delle Riserve Naturali più importanti e più compromesse d’Italia. Nella zona protetta del Parco del Vesuvio una discarica mette a rischio i raccolti di centinaia di agricoltori e i residenti sono costretti a convivere con la puzza e i disagi.

Trasmissione: TG1
Puntata/Servizio: TERZIGNO, EMERGENZA RIFIUTI
Autore/Autrice: Francesca Ghidini
Data: 25-09-2010
Durata: 01’22”
Descrizione: Alcuni cittadini hanno fermato due mezzi compattatori che stavano uscendo dalla discarica, tra Via Panoramica e Via Zabatta, e li hanno dati alle fiamme. A Terzigno, che si trova alle falde del Vesuvio, sorge infatti una delle discariche più grandi della provincia napoletana. La protesta è contro la seconda discarica nel parco del Vesuvio. Cumuli di rifiuti anche a Napoli dove il questore ha annunciato che i mezzi usciranno scortati.

Trasmissione: TV7
Puntata/Servizio: IL PARCO DELLA “MONNEZZA”
Autore/Autrice: Alessandro Gaeta
Data: 04-10-2010
Durata: 07’15” (da: 01’30” a: 8’45”)
Descrizione: L’emergenza rifiuti a Napoli: nel servizio degli inviati di Tv7 il racconto di una notte di rabbia e disperazione degli abitanti di Terzino e Boscoreale, nuovo fulcro della protesta, contro una vecchia e una nuova discarica nel Parco del Vesuvio.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: FUOCHI E BARRICATE CONTRO LA DISCARICA
Autore/Autrice: Romolo Sticchi
Data: 18-10-2010
Durata: 01’28”
Descrizione: A Terzigno barricate e scontri tra polizia e manifestanti contro l’apertura della seconda discarica nel parco del Vesuvio.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: LA RIVOLTA NON SI FERMA
Autore/Autrice: Romolo Sticchi (con Carlo Ruggiero)
Data: 12-12-2010
Durata: 01’27”
Descrizione: Non si ferma la rivolta degli abitanti del Parco del Vesuvio contro rifiuti e discariche. Nella notte nuove tensioni con la polizia a Terzigno. Intanto le strade di Napoli sono ancora piene di immondizia.

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LEGALITA’ e ANTICAMORRA

Trasmissione: TG2 STORIE – RACCONTI DELLA SETTIMANA
Puntata/Servizio: CENTO PASSI DAL VESUVIO
Autore/Autrice: Gabriele Lo Bello
Data: 21-11-2010
Durata: 12’20” (da: 01’30” a: 13’50”)
Descrizione: Nella settimana in cui si festeggia la cattura del boss dei Casalesi, Antonio Iovine, Tg2 Storie vi racconta l’avventura di tre emittenti anti-clan: Radio Siani ad Ercolano, Radio Onda Pazza -dedicata a Peppino Impastato- a San Giovanni a Teduccio e la giovane Radio Sca, appena nata a Scampia.

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PS: beh, direi che per ora manca solo il link allo sceneggiato “L’ombra nera del Vesuvio”.
PPS: e chissà cosa riservano le Teche Rai!

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AGGIORNAMENTO (del 19 settembre 2013):
Nel giugno 2013 «Radio 3» ha dedicato quattro trasmissioni intitolate “L’impensabile. La prossima eruzione del Vesuvio“, a cura di Fosco D’Amelio, riascoltabili in podcast: uno, due , tre e quattro. (Anche tra i commenti: QUI).