Gli italiani parlano del Vesuvio?

Il professore giapponese Nakada Setsuya, uno dei massimi vulcanologi al mondo, ieri ha rilasciato un’intervista alla stampa italiana (di livello locale e nazionale) in cui dice sostanzialmente due cose: che il Vesuvio è attivo, pertanto prima o poi tornerà ad esplodere, e che gli italiani dovrebbero parlarne di più. Detto in altri termini, Nakada da un lato precisa che l’attuale conoscenza scientifica in merito al vulcano napoletano è avanzata, ma ha delle lacune sulla possibilità di prevedere il quando avverrà un’eruzione (in realtà la tempistica è un limite generale della vulcanologia e non è detto che lo si possa mai superare in maniera sostanziale), e dall’altro lato osserva che l’odierna attenzione politica e sociale al rischio vesuviano è insufficiente: i piani di emergenza e di evacuazione sono sostanzialmente inadeguati.
A quanto pare, tali dichiarazioni hanno preoccupato qualcuno, pertanto oggi Paolo Papale, responsabile del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha smorzato l’allarme. Intervistato da Giuseppe Gaetano del «Corriere della Sera», ha specificato innanzitutto che «L’attività del Vesuvio è costantemente monitorata e non c’è alcuna avvisaglia che stia cambiando» e, in secondo luogo, che «I piani di mappatura delle zone di pericolosità e di evacuazione ci sono, ma forse c’è un deficit di informazione alla cittadinanza, che abbiamo comunque intenzione di migliorare a breve».

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Il passaggio più delicato dell’intervista è il seguente:
D: «Si fanno regolarmente delle esercitazioni di evacuazione ed è possibile, in caso di allarme, evacuare in sicurezza circa 700mila abitanti?»
R: «Si sono fatte esercitazioni di evacuazione – una molto importante, si chiama “Mesimex”, alcuni anni fa -; queste cose si fanno ed è possibile evacuare con sicurezza 700mila persone. Questi aspetti tecnico-logistici sono totalmente nelle mani della Protezione Civile, sono al di là delle competenze dei vulcanologi».

In realtà il piano di emergenza è soggetto a continue negoziazioni politiche, i dettagli operativi del piano di evacuazione sono in via di definizione, le esercitazioni sono spesso di livello comunale e solo di rado effettuate su scala più ampia. Intervistata in proposito, la popolazione vesuviana dichiara di non sapere nulla o quasi sul da farsi in caso di allarme, molti vorrebbero partecipare alla pianificazione del rischio o, comunque, esserne coinvolti.

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Tra i commenti ci sono alcuni aggiornamenti in merito al progetto “VesuVia”, in particolare alcune dichiarazioni del suo ideatore, l’on. Marco Di Lello.

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AGGIORNAMENTO:
Il 28 agosto 2013 il Dipartimento di Protezione Civile e l’INGV hanno diffuso una nota alle redazioni giornalistiche (QUI) in cui, tra l’altro, viene specificato che «[…] È fondamentale quindi che l’intero sistema di protezione civile – di cui anche gli organi di informazione fanno parte – affronti con equilibrio i temi legati al rischio sismico, senza cadere negli eccessi di rassicurazione, da una parte, o allarmismo, dall’altra. […] Per queste ragioni, come Dipartimento della Protezione Civile e INGV chiediamo la collaborazione di tutte le redazioni affinché, quando si parla di terremoto, sia fornito un messaggio corretto e chiaro al pubblico, prestando la dovuta attenzione anche al significato dei termini utilizzati […]».