Cultura del cemento

Un post interessante di Ciro Teodonno è “Horror vesuviano“, dedicato all’abusivismo edilizio (e non solo) sulle pendici del vulcano.
L’articolo, del 6 maggio 2009, è tratto dal suo blog personale “Fairbanks-142”:

L’ennesimo documentario [un’anticipazione] solleva l’ennesimo polverone sul Vesuvio.
Stavolta si punta il dito sull’abusivismo edilizio e la follia dei vesuviani.
Si noti che oltre all’abusivismo c’è la subdola cultura del condono e dell’aumento delle cubature. Queste infatti non sono altro che la palese esplicitazione dell’ipocrisia e del clientelismo nostrano.
Non ho la parabola né il decoder ma vivo all’ombra del Vesuvio e mi guardo attorno senza i paraocchi dell’opportunismo.
I giornali locali avevano già accennato, a proposito dell’aumento delle cubature, alla disponibilità da parte di alcuni sindaci vesuviani tra i quali anche quello di San Sebastiano, di seguire tale linea di pensiero permettendo il completamento dei solai delle abitazioni preesistenti.
La qual cosa sembrerebbe a primo acchito aver un senso logico, infatti le ceneri eruttive sfondano i tetti, creando danni talvolta sottovalutati, e secondo il sindaco vesuviano quest’iniziativa frenerebbe ulteriori elevazioni e quindi l’abusivismo stesso.
Ma andando più a fondo ci si renderà conto che, oltre al non poter frenare una piaga quale quella dell’abusivismo, che solo i reali controlli e le reali sanzioni potranno realmente arginare, il provvedimento è in antitesi con quelli di spopolamento della zona rossa.
Infatti come ha giustamente accennato anche il presidente dell’Ente Parco Ugo Leone (così non dirà più che ce l’ho con lui!), il permettere un aumento, anche se ipoteticamente definitivo, delle cubature aumenterebbe l’afflusso di popolazione nella zona rossa di rischio vulcanico, in opposizione alle iniziative regionali di incentivazione economica al trasferimento.
Che dire poi dell’Ospedale del Mare. Già, il suo nome sembra una sberleffo alla logica, così come la sua posizione lo è al buon senso.
Magari l’avessero chiamato Ospedale del Vulcano sarebbero stati meno ipocriti.
Infatti, quello che sarà il più grande centro ospedaliero del Mezzogiorno rasenta (o come molti sostengono, rientra) nella zona rossa, con tutto quel che ne scaturisce. Anche in questo caso la sua stessa presenza e l’indotto che ne consegue, farà affluire in un una delle aree più a rischio del pianeta una massa notevole di persone, e con un piano d’evacuazione incoerente con le infrastrutture esistenti. Vi siete mai trovati sulla SS-268 in una normale giornata lavorativa? Beh, vi sarete resi certamente conto del contesto e delle sue incongruenze.
Cos’è che spinge a tanta cecità!
E’ mai possibile che in nome del profitto, del ritorno politico e dei meschini interessi privati si dimentichi la polveriera sulla quale si è seduti?

Per ulteriori informazioni:

  1. National Geographic Italia di febbraio, pagg. 18-19
  2. Il Mattino del 03/04/2009 – pag. 42
  3. La Repubblica del 05/05/2009 (qui e tra i commenti)

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Tra i commenti alcuni articoli sul “Piano casa” della Regione Campania (BURC 2 gennaio 2011) con cui si consente l’edificabilità della zona rossa:

  • Redazione de “L’ora vesuviana”, Piano casa: si potrà edificare anche nella zona rossa del Vesuvio (qui)
  • Redazione de“L’ora vesuviana”, Non c’è una reale emergenza, ma il Vesuvio deve fare paura (qui)
  • Alberto Puliafito, Zona rossa del Vesuvio, blitz Pdl in regione: si potrà tornare a costruire nelle aree vietate (qui)
  • Alessio Zucchini, servizio sul rischio vesuviano e l’edificabilità nella zona rossa trasmesso dal TG1 del 23 gennaio 2011 (h20) [mio resoconto]
  • Amato Lamberti, Lo sfasciume urbano ha creato paesaggi di paura (qui)
  • Ciro Teodonno, Prospettive verdi per Massa di Somma (qui)
  • Alcuni articoli dei giorni pre-elettorali del maggio 2011 sulla proposta del Presidente del Consiglio S.B. di legalizzare le case abusive a Napoli (Corriere della Sera, L’Unità, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Libero, Il Mattino) (QUI e QUI)
  • Antonio Russo, Cemento abusivo, record nel vesuviano, “Il Mattino”, 24/12/2008 (QUI)
  • Emanuele Ragosta, Abusivismo edilizio, la vera piaga del Vesuviano…, “Associazione culturale Il Confronto“, dicembre 2008 (?) (QUI)
  • Francesco Gisonna, Lo stadio di Ponticelli verso la bocciatura, “DNApoli”, 20 marzo 2013 (QUI)

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AGGIORNAMENTO del 23 giugno 2014:
Il blogger MalKo ha scritto alcune riflessioni in merito ad un decreto legge (“Falanga“) presentato in Senato riguardante l’abusivismo edilizio campano, con particolare riferimento all’area vesuviana. Tra i sindaci più impegnati nel sostenere questo provvedimento c’è quello appena eletto a Torre del Greco. E’ da ricordare, inoltre, che a Terzigno si registra il primo – e finora unico – caso italiano di sindaco rimosso per manifesta incapacità a fronteggiare il fenomeno dell’abusivismo edilizio: Rischio Vesuvio e l’abusivismo edilizo da obliare (blog “Rischio Vesuvio”, 22 giugno 2014).

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AGGIORNAMENTO dell’8 settembre 2014:
Un articolo di MalKo si sofferma sul fenomeno dell’abusivismo in area vesuviana: «[…] l’abusivismo e i condoni, minano immediatamente il territorio e la sicurezza di quelli insediati con le carte in regola, e ancora espongono le generazioni future a un rischio maggiore a causa dell’aumento del pericolo, perché secondo la scienza, con il tempo cresce la possibilità che l’eruzione che verrà abbia un indice energetico decisamente più alto delle stime probabilistiche attuali […]». Nel post è rinnovato, inoltre, l’invito al Presidente del Consiglio Renzi di istituire «una commissione d’inchiesta parlamentare che faccia luce sul fenomeno» (invito già espresso in questo post di una settimana prima).