Quando mi chiedono del Vesuvio

Il Vesuvio è un oggetto culturale, oltre che un’espressione della natura. Negli ultimi mesi mi è capitato di parlarne diverse volte in pubblico e anche in alcune interviste. L’ultima è stata pubblicata ieri, 2 luglio 2014, su «Econote.it», a cura di Gennaro Esposito.

IL VESUVIO VISTO DA UN ANTROPOLOGO. INTERVISTA A GIOGG

Lo studio dei vulcani viene solitamente associato alla vulcanologia: una specializzazione della geologia che si occupa di fenomeni vulcanici, degli eventi eruttivi e dei rischi ad essi collegati. Il vulcanologo è quindi uno scienziato rigoroso che opera secondo metodi e strumenti delle scienze naturali. Questa impostazione non ci permette di riconoscere un altro aspetto molto importante in merito all’argomento: i vulcani costituiscono un rilevante elemento del territorio e i gruppi umani stabiliscono rapporti di significato con i luoghi che abitano. Proprio per questo ho intervistato l’antropologo culturale Giogg che mi ha parlato del suo studio sul “rischio Vesuvio”.

Qual è stato l’oggetto della tua ricerca?
Per il mio dottorato mi sono occupato dell’elaborazione culturale del rischio vulcanico in un paese della zona rossa vesuviana. Indagando il rapporto che gli abitanti hanno col vulcano, ho studiato quali sfumature assume, oggi, la percezione collettiva del rischio. In altre parole, ho osservato l’influenza che vari fattori hanno su questo processo: la selezione della memoria dell’ultima eruzione (1944), le dinamiche politiche della ricostruzione e della conseguente urbanizzazione dell’area, le forme che assume il dibattito locale intorno al Piano di Emergenza della Protezione Civile (istituito nel 1995 e parzialmente modificato lo scorso anno). La questione che ho analizzato riguarda il vivere quotidiano in quella che è definita dai mass-media una “catastrofe annunciata”. La preparazione o l’impreparazione ad un’emergenza non sono innate in un determinato gruppo umano, ma sono caratteristiche storiche, costruzioni politiche. […]

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Altre due interviste in cui parlo di alcuni aspetti storici e culturali del Vesuvio sono le seguenti:

Simona Ciniglio, “Rischio Vesuvio: a settant’anni dall’ultima eruzione i danni maggiori sono di natura umana” (“Tra letteratura, (dis)informazione e bufala: siamo tutti potenzialmente partecipi del rischio Vesuvio…”), in «Corso Italia News», 17 marzo 2014, QUI (oppure QUI);

Ciro Teodonno, “Giogg, l’antropologo Vesuviano” (“Un’interessante intervista a chi scientificamente s’è occupato della logica rischio. Una lunga conversazione sull’essenza dei vesuviani e del loro mondo…”), in «Il Mediano», 31 marzo 2014, QUI (oppure QUI).