Come accadrà, quando accadrà

Il clamore mediatico intorno alle recenti (lievi) scosse sismiche sul Vesuvio ha fatto proliferare molti articoli, post e interviste. Tra queste ultime, spiccano due contributi di Cinzia Craus («architetto e urbanista, tra gli autori nel 2001 dei piani di evacuazione dei diciotto comuni dell’area rossa»), raccolti da Ilaria Puglia, a proposito della sequenza di eventi di una possibile eruzione vesuviana.
Estrapolo dei brani da entrambe le interviste.

Da: “Ma quando il Vesuvio deciderà di eruttare, cosa accadrà?” (“Parallelo 41”, 17 giugno 2013)

[…] Tutti dicono che, al momento, non c’è da temere un’eruzione del Vesuvio. Ma se il vulcano dovesse eruttare darà segnali premonitori oppure potremmo avere un’eruzione per così dire improvvisa?
Il Vesuvio è un vulcano attivo, la cui attività storica è caratterizzata dall’alternanza di periodi di attività prolungata a condotto aperto (cratere non occluso) con eruzioni effusive (colate di lava) o miste (effusive ed esplosive) e periodi di quiescenza di durata pluricentennale interrotti da eruzioni esplosive di maggior energia, di tipo sub-Pliniano e Pliniano. Allo stato attuale nessuno dei parametri geofisici, geochimici, morfologici o di attività sismica legata al vulcanesimo, costantemente monitorati, ha evidenziato deviazioni rispetto alla norma. […] Tale pericolo, si fa rischio, e molto elevato, a causa dell’altissima densità abitativa dell’area circostante il Vesuvio, e della potenzialità esplosiva di quest’ultimo, proprio per la lunga quiescenza. Ciò spiega la rigida sorveglianza e gli studi continui della comunità scientifica internazionale. Tuttavia il rischio vulcanico è fortunatamente annoverabile tra i rischi prevedibili, ossia quelli che prima di palesarsi presentano una serie di fenomeni anticipatori, i cosiddetti precursori. […] L’evacuazione dell’area rossa, quella a maggiore rischio, da effettuarsi appunto in fase di allarme e non di evento in corso […].
Se si dovesse verificare un’eruzione, in base alle statistiche elaborate dagli esperti, di quale tipo sarebbe?
Secondo le statistiche elaborate dagli esperti della Commissione Vesuvio, incaricati di redigere e aggiornare i cosiddetti scenari di evento e di aggiornare la pianificazione di emergenza nazionale l’eruzione teoricamente più probabile (72%) è un’eruzione di tipo stromboliano esplosiva, ossia simile in parte a quelle dell’Etna, con emissione di lapilli e ceneri, seguite da colate di lava e possibili formazioni di colate di fango (lahar). Tuttavia, in considerazione del tempo di quiescenza, della condizione di ostruzione della bocca eruttiva, delle indagini sulle camere magmatiche, la percentuale di rischio (27%) di un’eruzione di tipo sub-Pliniano, simile a quella del 1631, è più che considerevole. […]
Che cosa c’è da temere di più durante un’eruzione: la cenere che cade sui tetti, il materiale che fuoriesce dal vulcano, la discesa della lava?
Tutte e tre le cose e nessuna più della colata piroclastica. […] La colata piroclastica generata dal collasso della colonna eruttiva è in assoluto il rischio più grande di un’eruzione sub-pliniana, almeno nei limiti dell’area rossa. Nei limiti, invece, dell’area gialla individuata e di quella blu, interna ad essa, assumono maggiore importanza la ricaduta di ceneri della fase finale e la formazione di colate di fango. […]

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Da: “Vesuvio: in caso di eruzione cielo oscurato dalla cenere e piogge intense” (“Parallelo 41”, 25 giugno 2013)

[…] 1) Quanto tempo impiega la lava per arrivare nei centri abitati?
In caso di eruzione sub-pliniana, come già specificatonella scorsa puntata, si parla di colata piroclastica che raggiungerebbe i comuni dell’area rossa in pochi minuti dal collasso della colonna eruttiva. Le colate di lava sono molto più lente e se generate, da un’eruzione di tipo stromboliano, sebbene estese e distruttive per il patrimonio edilizio, non rappresenterebbero un rischio per la popolazione, la quale, peraltro, secondo piano, non potrebbe trovarsi nell’area.

2) E’ vero che quando si verifica un’eruzione cambia anche il clima?
La grande quantità di vapore emesso col flusso eruttivo genera inevitabilmente la formazione di nubi che a seconda delle temperature condenseranno più o meno rapidamente generando piogge intense e costanti (il cielo sarà inoltre oscurato dalla presenza di grandi quantità di cenere), per un periodo non inferiore alla durata completa dell’evento.

3) Quanto dura un’eruzione?
I fenomeni acuti di un evento di tipo sub-pliniano si esauriscono di norma entro 3-4 giorni, dopo di che di può avere una fase, che può durare settimane o mesi, in cui la dinamica eruttiva è caratterizzata da fenomeni attenuati, con emissioni di ceneri e vapori associati ad attività sismica di media e bassa energia, accompagnati da piogge e conseguenti colate di fango.

4) Che cosa si intende per lahar?
I lahar sono propriamente colate di fango e detriti generate dalla ri-mobilitazione del materiale di ricaduta dell’evento eruttivo su pendii ripidi. Questa mobilitazione, come gli alluvionamenti, sono entrambi dovuti all’effetto delle piogge abbondanti che accompagnano un’eruzione. A questo rischio sono soggetti i territori alle pendici del vulcano, già ricadenti nell’area rossa, le aree già soggette a rischio idrogeologico da alluvione come la conca di Nola (area blu), le pendici dei versanti appenninici sottovento durante le fasi eruttive. Il rischio permane anche a distanza di anni dall’eruzione, questo perché i nuovi depositi mantengono un limitato stato di coesione con gli strati sottostanti per un lungo periodo. […]

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AGGIORNAMENTO del 19 settembre 2013:
Fosco d’Amelio ha realizzato una trasmissione radiofonica in quattro puntate dedicata al Vesuvio. L’ultima è un mockumentary, ovvero un falso documentario dal futuro, da un’ipotetica emergenza vulcanica. L’esercizio è molto interessante e stimolante, ricorda le lezioni di fantantropologia di Clemente e altri (qui e altrove).
La trasmissione (che è del 14 giugno 2013) dura 15 minuti ed è ascoltabile in podcast QUI. (Altre info: qui).

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AGGIORNAMENTO del 14 dicembre 2013:
Dove andare in caso di allarme vesuviano? Il Piano di Emergenza Nazionale redatto nel 1995 prevede dei gemellaggi tra i comuni della “zona rossa” e le regioni italiane (wikipedia), ma con la nuova zona rossa delineata nel 2013 cambiano anche tali gemellaggi, sui quali tuttavia c’è ancora confusione.
Ne ha scritto Angelo Lomonaco sul “Corriere del Mezzogiorno” del 14 dicembre 2013, «Chi vive a Nola va in Val d’Aosta». Dove fuggire se erutta il Vesuvio.

AGGIORNAMENTO del 14 febbraio 2014:
E’ stata approvata la nuova tabella dei gemellaggi tra i comuni vesuviani e le regioni d’Italia.
Ne ho scritto QUI.

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AGGIORNAMENTO del 7 dicembre 2014:
MalKo spiega il ruolo dei comuni nella pianificazione dell’emergenza in caso di allarme vesuviano: “Il sindaco è l’autorità locale di protezione civile ed ha il compito di garantire la sicurezza ad ogni cittadino residente o di transito sul territorio amministrato a prescindere dalla nazionalità e dallo stato giuridico“. I comuni della zona rossa dovranno pubblicare entro il 31 dicembre 2015 i piani di protezione civile (anche online), così da permettere alla popolazione di venirne a conoscenza.

Il Vesuvio televisivo

Stamattina cercavo una citazione sul web (l’indimenticabile “L’eruzione del Vesuvio? Mi è mancata solo quella, ma non sarebbe una grande disgrazia“, dell’eroico Guido Bertolaso: qui) e in qualche modo mi sono imbattuto in una pagina dell’Archivio Rai su una puntata di “Sciuscià” dedicata al rischio vesuviano: “Vivi per miracolo”, andata in onda il 20 aprile 2000 e, in replica, il 31 agosto 2000. Purtroppo non è disponibile lo streaming, ma solo la descrizione della puntata:

“Vivi per miracolo è il titolo del quinto appuntamento di Sciuscià, il programma di Michele Santoro. Sono pazzi questi vesuviani? Quale follia li spinge a continuare a costruire le loro case sulle pendici di un vulcano che, dicono gli esperti, potrebbe esplodere in qualsiasi momento? Gli scienziati cercano di leggere i segni premonitori di una eruzione che, a differenza di quella del 1944 quando il Vesuvio era pochissimo abitato, investirebbe oggi 700 mila persone. La protezione civile tenta di sperimentare piani di evacuazione che nella realtà sarebbero di ben difficile attuazione. Ma loro, i protagonisti, da SSV a MdS, rispondono che non se ne andrebbero per tutto l’oro del mondo. E anzi costruiscono ancora case – nonostante il parco – sempre più su, sempre più vicino al cratere. Perché non sanno dove andare, per un misto di fatalismo e ignoranza, ma anche perché l’abusivismo è un affare che non si può mollare. E all’ombra del Vesuvio l’illegalità è ancora l’industria più florida. La camorra che dà lavoro per costruire l’enorme distesa di cemento è la stessa che recluta giovani per lo spaccio di droga e detta legge nei quartieri di Ercolano, mentre un patrimonio culturale ed ambientale unico al mondo non riesce a imporsi come una ricchezza di tutti. Il reportage è di Francesca Cersosimo e Paolo Mondani, le riprese di Peppe Ronca e Massimo Gabrielli, il montaggio è curato da Paolo Carpineta“.

A questo punto, preso dalla curiosità, ho cercato direttamente nell’Archivio Rai attraverso la parola-chiave “Vesuvio”. Ecco i link ai video disponibili, organizzati per temi e cronologicamente:

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VULCANOLOGIA e RISCHIO VESUVIANO

Trasmissione: GEO&GEO
Puntata/Servizio: VESUVIO
Autore/Autrice: Felice Farina
Data: 18-03-2010
Durata: 20’30”
Descrizione: La montagna, il simbolo di Napoli e dell’intera Campania: un luogo storico e magico che l’uomo teme e rispetta.

Trasmissione: NEAPOLIS
Puntata/Servizio: VESUVIO VIRTUALE
Autore/Autrice: Antonella Fracchiolla
Data: 16-04-2010
Durata: 02’56”
Descrizione: Mostra “Pompei e il Vesuvio: scienza, conoscenza ed esperienza” allestita nell’area archeologica di Pompei [dal 30 marzo al 1° agosto 2010: qui], in collaborazione con il corso di laurea in “Attività di protezione civile” di Foligno [qui].

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: SARÀ COSTRUITO VICINO AL VESUVIO IL PIÙ GRANDE OSPEDALE DEL SUD
Autore/Autrice: Fabrizio Feo
Data: 21-04-2010
Durata: 01’23”
Descrizione: Preoccupazioni intorno all’edificazione di un enorme ospedale nella zona est di Napoli, a pochi metri dalla “zona rossa”. [Il costruttore: Astaldi].

Trasmissione: AGORA’
Puntata/Servizio: LE TRAPPOLE DEL VESUVIO
Autore/Autrice: Federico Ruffo
Data: 29-10-2010
Durata: 28’56”
Descrizione: L’inviato Federico Ruffo nel suo reportage ha raccontato la vita degli abitanti della zona del Vesuvio e dei pericoli che corrono, in case spesso abusive e costruite in zone a rischio in caso di eruzione. Rischio di cui i cittadini non sono coscienti tanto da non conoscere nemmeno il piano di evacuazione. Né loro né i Sindaci dei Comuni coinvolti, che continuano a non fare nulla per combattere l’abusivismo nella zone più a rischio. Per non parlare delle carenze della Protezione civile, che ha rifiutato l’invito in trasmissione. In studio hanno dibattuto del problema il professor Giulio Zuccaro, direttore del Centro Studi Plinius che studia l’impatto di fenomeni naturali come terremoti ed eruzioni sull’uomo e sull’ambiente urbano, Clemente Mastella, europarlamentare Pdl e Segretario dei Popolari per il Sud e Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi.

Trasmissione: RADIO 3 SCIENZA
Puntata/Servizio: IL GIGANTE ADDORMENTATO
Autore/Autrice: Vari
Data: 17-05-2011
Durata: 27’00” ca.
Descrizione: Per ora continua a fare da sfondo alle cartoline del golfo di Napoli. Ma un giorno il Vesuvio potrebbe ridestarsi, e nessuno sa quanto brusco sarà il risveglio. Interviste a due vulcanologi: Giuseppe Mastrolorenzo e Warner Marzocchi.

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IMMONDIZIA e DISCARICHE

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: TENSIONI NEL NAPOLETANO TRA COMITATI ANTI-DISCARICHE E POLIZIA
Autore/Autrice: Francesca Ghidini
Data: 05-06-2010
Durata: 01’15”
Descrizione: Tornano le tensioni nel napoletano tra comitati anti-discariche e polizia. Dopo gli scontri della notte scorsa tra manifestanti e forze dell’ordine a Terzigno – nel parco del Vesuvio – la tensione è ancora alta.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: UNA DISCARICA NEL PARCO DEL VESUVIO
Autore/Autrice: Giusy Sansone
Data: 26-07-2010
Durata: 01’34”
Descrizione: Inchiesta del Tg3 in una delle Riserve Naturali più importanti e più compromesse d’Italia. Nella zona protetta del Parco del Vesuvio una discarica mette a rischio i raccolti di centinaia di agricoltori e i residenti sono costretti a convivere con la puzza e i disagi.

Trasmissione: TG1
Puntata/Servizio: TERZIGNO, EMERGENZA RIFIUTI
Autore/Autrice: Francesca Ghidini
Data: 25-09-2010
Durata: 01’22”
Descrizione: Alcuni cittadini hanno fermato due mezzi compattatori che stavano uscendo dalla discarica, tra Via Panoramica e Via Zabatta, e li hanno dati alle fiamme. A Terzigno, che si trova alle falde del Vesuvio, sorge infatti una delle discariche più grandi della provincia napoletana. La protesta è contro la seconda discarica nel parco del Vesuvio. Cumuli di rifiuti anche a Napoli dove il questore ha annunciato che i mezzi usciranno scortati.

Trasmissione: TV7
Puntata/Servizio: IL PARCO DELLA “MONNEZZA”
Autore/Autrice: Alessandro Gaeta
Data: 04-10-2010
Durata: 07’15” (da: 01’30” a: 8’45”)
Descrizione: L’emergenza rifiuti a Napoli: nel servizio degli inviati di Tv7 il racconto di una notte di rabbia e disperazione degli abitanti di Terzino e Boscoreale, nuovo fulcro della protesta, contro una vecchia e una nuova discarica nel Parco del Vesuvio.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: FUOCHI E BARRICATE CONTRO LA DISCARICA
Autore/Autrice: Romolo Sticchi
Data: 18-10-2010
Durata: 01’28”
Descrizione: A Terzigno barricate e scontri tra polizia e manifestanti contro l’apertura della seconda discarica nel parco del Vesuvio.

Trasmissione: TG3
Puntata/Servizio: LA RIVOLTA NON SI FERMA
Autore/Autrice: Romolo Sticchi (con Carlo Ruggiero)
Data: 12-12-2010
Durata: 01’27”
Descrizione: Non si ferma la rivolta degli abitanti del Parco del Vesuvio contro rifiuti e discariche. Nella notte nuove tensioni con la polizia a Terzigno. Intanto le strade di Napoli sono ancora piene di immondizia.

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LEGALITA’ e ANTICAMORRA

Trasmissione: TG2 STORIE – RACCONTI DELLA SETTIMANA
Puntata/Servizio: CENTO PASSI DAL VESUVIO
Autore/Autrice: Gabriele Lo Bello
Data: 21-11-2010
Durata: 12’20” (da: 01’30” a: 13’50”)
Descrizione: Nella settimana in cui si festeggia la cattura del boss dei Casalesi, Antonio Iovine, Tg2 Storie vi racconta l’avventura di tre emittenti anti-clan: Radio Siani ad Ercolano, Radio Onda Pazza -dedicata a Peppino Impastato- a San Giovanni a Teduccio e la giovane Radio Sca, appena nata a Scampia.

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PS: beh, direi che per ora manca solo il link allo sceneggiato “L’ombra nera del Vesuvio”.
PPS: e chissà cosa riservano le Teche Rai!

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AGGIORNAMENTO (del 19 settembre 2013):
Nel giugno 2013 «Radio 3» ha dedicato quattro trasmissioni intitolate “L’impensabile. La prossima eruzione del Vesuvio“, a cura di Fosco D’Amelio, riascoltabili in podcast: uno, due , tre e quattro. (Anche tra i commenti: QUI).