L’incendio che ha bruciato un terzo del Vesuvio

L’11 luglio 2017, un mese fa, sul Vesuvio infuriava uno degli incendi più disastrosi della sua storia, profondamente diverso da quelli che sono stati descritti nelle cronache dei secoli scorsi. Gli incendi d’un tempo – così venivano chiamate le eruzioni succedutesi dal 1631 al 1944 – erano certamente spaventosi e, talvolta, distruttivi, ma comunque sempre opera della natura. L’incendio che un mese fa ha bruciato un terzo dell’area del Parco Nazionale istituito nel 1995 intorno al vulcano napoletano, invece, è un atto totalmente umano. Non ne conosciamo ancora le cause, né i colpevoli, infatti le piste investigative sono molte, tutte con una loro quota di verosimiglianza, nonché tutte contemporaneamente possibili: business dell’emergenza, della bonifica e della riforestazione; economia dei rifiuti e dell’abusivismo; espressioni della criminalità spicciola in ascesa o della criminalità organizzata in radicamento; vandalismo urbano e turbe psichiatriche, disattenzione e noncuranza. Ciò su cui insistiamo noi, invece, riguarda il ruolo delle istituzioni: ciò che i roghi vesuviani hanno reso lampante è l’inadeguatezza, l’impreparazione, l’insufficienza, il ritardo della pianificazione, della prevenzione, dell’assunzione di responsabilità da parte degli amministratori pubblici, dall’Ente Parco alla Regione, passando per i Comuni e la Città Metropolitana.
Per tenere memoria di un evento che riteniamo uno spartiacque nella gestione (ordinaria) del nostro territorio, così come nella prevenzione dei rischi (tutti), abbiamo messo insieme dei dati che Natale De Gregorio ha trasformato in tre infografiche: la cronologia delle fiamme sul Vesuvio, i numero del disastro, gli effetti della distruzione (con, alla fine, un piccolo lume di speranza).

RischioVesuvioRoghi

RischioVesuvioNumeri

RischioVesuvioEffetti

E’ bene ricordare, infine, che l’incendio dell’11 luglio non è arrivato all’improvviso, perché il Vesuvio bruciava già da un mese. Pertanto, riproponiamo qui i nostri interventi pubblicati sulla pagina-Fb “Rischio Vesuvio: informiamoci e attiviamoci“, nonché i contributi di altri studiosi e attivisti particolarmente utili per una corretta lettura degli eventi.

Un approfondimento interessante è stato pubblicato su “Napoli Monitor”, con vari contributi:

Altre analisi e testimonianze che consigliamo sono le seguenti:

  • 16 luglio, Luigi Vitiello sui volontari che distribuiscono cibo agli animali sopravvissuti.
  • 23 luglio, Giovanni Marino, coordinatore del Movimento “Cittadini per il Parco”, sulla fiducia al Presidente del Parco Nazionale.
  • 26 luglio, Marco Manna sulla Mobilitazione “Vesuvio Basta Fiamme”.
  • 28 luglio, Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della DDA di Napoli, sul pericolo di infiltrazioni criminali nel business del rimboschimento e della bonifica.
  • 6 agosto, Giovanni Marino, coordinatore del Movimento “Cittadini per il Parco”, sul piano di rilancio del Parco da parte del Presidente.
  • 7 agosto, Giovanni Gugg sulla visione d’insieme del fenomeno degli incendi.

PS: questo post è una versione estesa dello status pubblicato su Fb dalla pagina “Rischio Vesuvio”: QUI.

Parco Nazionale: limite o opportunità?

Tra ottobre e dicembre 2009 Ciro Teodonno ha raccolto per “Il mediano” alcune interviste ai principali rappresentanti dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio:

  1. Matteo Rinaldi, direttore dell’Ente Parco (3 ottobre 2009)
  2. Giuseppe Capasso, presidente della Comunità del Parco (27 ottobre 2009)
  3. Ugo Leone, presidente dell’Ente Parco (7 dicembre 2009)

Tra i commenti i testi delle interviste.

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Il dibattito intorno al PNV è vivo quanto quello sul rischio vulcanico. C’è chi considera il Parco un’opportunità e chi invece un cappio allo sviluppo economico; c’è chi lo vorrebbe estendere e chi ridimensionare; così come c’è chi lo vorrebbe più presente e incisivo e chi, invece, al massimo un’agenzia di marketing.
Un caso particolarmente interessante è quello del comitato “Cittadini per il Parco”.

Tra i commenti: interviste, newsletter, annunci, opinioni e documenti:
– Ciro Teodonno, “Il comitato Cittadini per il Parco. Un movimento spontaneo in difesa del territorio” (18.03.11, qui)
– Cittadini Per Il Parco, “cittadini per il Parco… e ora la convention!“, newsletter del 22.03.11
– Rachele Tarantino, “Vesuvio, la stazione che non c’è” (26.03.11, qui)
– Com. Stampa, “È nato il movimento per lo sviluppo sostenibile dell’area vesuviana” (04.04.11, qui)
– Ciro Teodonno, “Vesuvius dolens” (23.05.11, qui)
– Ciro Teodonno, “Parco del Vesuvio. Lo spreco abita nel Rifugio Imbò” (24.05.11, qui)
– Pasquale Raia, “Dopo l’abolizione delle Comunità Montane, la scure del Ministro Tremonti si abbatterà sui Parchi Nazionali” (09.10.08, qui)
– Rachele Tarantino, “Ercolano, ex Stazione Cook: qualcosa si muove” (05/06/2011, qui)
– senza autore, “Stazione Cook, presto una convenzione” (09/07/2011, qui)
– Ciro Teodonno, “Biglietteria per il Vesuvio” (05/08/2011, qui)
– Ciro Teodonno, “Il Parco ha un nuovo direttore” (15/01/2012, qui)
– Movimento Cittadini per il Parco, “Lettera aperta ai sindaci del Parco” (26/01/2012, qui)
– Redazionale, “Vesuvio, occupato di nuovo il cratere” (11/05/2012, qui)

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AGGIORNAMENTO del 18 dicembre 2013:
Un comunicato stampa pubblicato da “Il mediano” il 18 dicembre 2013 [QUI] ha annunciato che il nuovo Presidente della Comunità del Parco è Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, che succede a Giuseppe Capasso, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio.

AGGIORNAMENTO dell’8 gennaio 2014:
Il prof. Ugo Leone sta per lasciare la presidenza del Parco Nazionale del Vesuvio, la più piccola e controversa area protetta d’Italia della sua tipologia: una sorta di Fort Apache, come giustamente è definita nell’articolo, che tenta di resistere e di arginare l’illegalità, la devastazione ambientale, gli sversamenti legali e abusivi di rifiuti e, perché no, il rischio vulcanico. In questa intervista a Ciro Teodonno fa un bilancio dei sei anni del suo mandato, tra limiti e passi in avanti: “Nel segno di Leone” (“Il mediano”, 8 gennaio 2014).

AGGIORNAMENTO del 23 gennaio 2014:
Il Parco Nazionale del Vesuvio è in attesa di un nuovo presidente, dopo la scadenza del mandato del prof. Ugo Leone. E’ di oggi l’ufficializzazione della candidatura di un esponente delle associazioni locali, Giovanni Marino, del comitato “Cittadini per il Parco”. In attesa della nomina ministeriale, ecco la sua autopresentazione.
Il 27 gennaio 2014 Ciro Teodonno ha pubblicato un’intervista a Giovanni Marino: QUI.

AGGIORNAMENTO del 6 febbraio 2014:
Giovedì 13 febbraio 2014, a Massa di Somma, si parlerà del (prossimo) Parco Nazionale del Vesuvio.
Attualmente, l’ente è senza presidente, dopo la scadenza del mandato del prof. Ugo Leone. In attesa della nuova nomina ministeriale, le associazioni locali vesuviane hanno candidato l’imprenditore agricolo Giovanni Marino, il quale si presenterà con una tavola rotonda.
La locandina è tra i commenti.
Una galleria fotografica dell’incontro è QUI.

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Con il passaggio dal governo Letta al governo Renzi è cambiato anche il ministro dell’ambiente, da Orlando a Galletti.
Il 23 febbraio 2014 le associazioni che sostengono la candidatura di Giovanni Marino a presidente del Parco Nazionale del Vesuvio hanno inviato al neoministro una lettera pubblicata sullo spazio facebook di “Cittadini per il Parco”.

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AGGIORNAMENTO del 5 giugno 2015:
Ho riprodotto in questo commento un interessante scambio tra Ugo Leone (presidente del Parco Nazionale del Vesuvio) e Giovanni Marino (presidente del Consorzio di tutela del Pomodorino del Piennolo, nonché presidente del movimento “Cittadini per il Parco”). Il tutto è partito dall’articolo che il prof. Leone ha scritto il 2 giugno su “La Repubblica”: Vesuvio, vent’anni di Parco.