Narrazioni divergenti: sismi neozelandesi e sismi italiani

Dalla pagina Fb “Rischio Vesuvio”, 14 novembre 2016:

Ieri, 13 novembre 2016, in Nuova Zelanda c’è stato un forte terremoto di magnitudo 7.8 nella South Island. Attualmente il bilancio è di due vittime, una per infarto e una per crollo di un’abitazione storica. C’è stato anche un allarme tsunami, che poi è rientrato; in ogni caso, le onde sono state di un paio di metri. L’epicentro è stato localizzato poco a nord di Christchurch, che fu colpita da due sismi nel 2010 e nel 2011: 185 morti e danni piuttosto estesi.
La scossa di ieri è stata notevole e in tutto il Paese è scattata l’allerta. Non faremo paragoni tra la tenuta degli edifici in Nuova Zelanda e in Italia perché sarebbe una comparazione sbagliata e ingiusta, ma il modo di raccontare i rispettivi fenomeni tellurici sì, possiamo confrontarli.
Il nostro amico Giuseppe Forino, studioso di risk management in Australia, suggerisce la visione di due servizi video:

  • quello del “New Zealand Herald”, uno dei primi quotidiani nazionali neozelandesi, che – in diretta Skype da Waiau, cittadina di 250 abitanti, epicentro del sisma – non punta la telecamera nelle abitazioni (giusto qualche fotografia), né riprende anziani con le coperte addosso o agenti di soccorso, né fa interviste;
  • quello di una web-tv della Campania che, nel dicembre 2013, racconta la scossa (M 4.2) a Piedimonte Matese, cittadina di 11mila abitanti in provincia di Caserta, senza vittime o feriti; certamente una tv locale non ha gli standard di un network nazionale, tuttavia notate il tono allarmato sulla “notte di paura”, le riprese sulle persone spaventate, sulle scuole, le chiese e i lampeggianti.

Inflessioni del genere, in Italia, sono molto frequenti. Su questa pagina ne scriviamo spesso e, alcuni mesi fa, ci colpirono le parole scelte dal “Corriere del Mezzogiorno” per una scossa di M 2.4 nell’Appennino campano: «Terremoto in Irpinia alle 9.46. Paura nei paesi dell’Avellinese». Come osservammo in un’intervista a “Orticalab”, c’è «il rischio che questi articoli che oggi producono “like” e click diventino un rumore di fondo, ovvero nel medio-lungo periodo producano disaffezione rendendo progressivamente necessario l’innalzamento dell’asticella dei toni dell’allarme».
Ieri, per il terremoto neozelandese, alcuni webjournal italiani di pseudogiornalismo, particolarmente noti per le loro spudorate tecniche di clickbait, hanno scritto titoli sensazionalistici e mostrato immagini apocalittiche, del tutto immotivate sul piano dell’informazione.
La prevenzione del rischio e la gestione delle emergenze riguardano una pluralità di azioni: dalla messa in sicurezza degli edifici alle tecniche d’intervento in caso di allarme, dalla pianificazione del territorio al dialogo con gli abitanti dei luoghi a rischio, dal miglioramento delle conoscenze scientifiche alla loro divulgazione alla popolazione e così via. Tra queste pratiche assume un’importanza sempre maggiore quella di una corretta informazione che, per forza di cose, coinvolge il senso di responsabilità e la deontologia di chi fa giornalismo scientifico, nonché la sua conoscenza dei temi e del linguaggio disciplinare. E’ un argomento piuttosto complesso, data la natura attuale della comunicazione di massa, così frammentata e individualizzata, specie sui socialmedia. Tuttavia uno sforzo va fatto anche su questo piano, come dimostra il seminario dello scorso 24 febbraio 2016, organizzato dall’INGV e dall’Ordine dei Giornalisti della Campania ad Ariano Irpino (Avellino), intitolato «La deontologia del giornalismo scientifico: diffamazione, rettifiche/repliche, responsabilità del direttore».

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AGGIORNAMENTO del 21 novembre 2016:
Lo scorso 16 novembre 2016 ho scritto sul mio Fb il seguente post:

Nella notte tra il 13 e il 14 novembre un forte terremoto (M 7.5) ha colpito la South Island della Nuova Zelanda. Tra gli effetti del sisma sono da registrare alcuni atti di sciacallaggio. La polizia nazionale ha reso noto di aver ricevuto 19 segnalazioni di furto con scasso in proprietà private e commerciali avvenuti nella regione di Canterbury (successivamente ne sono stati confermati 8). Il comandante del distretto di polizia, John Price, ha concluso il suo comunicato esortando le persone a “riconnettersi con i vicini” e, dunque, alla “comunità di prendersi cura della comunità stessa“.
Il saccheggio più noto è quello subito dalla famiglia Mill, che abita a New Brighton, un quartiere costiero di Christchurch, la principale città dell’isola. I signori Melissa e Matt Mill hanno due figlie, la più giovane delle quali è su una sedia a rotelle a causa della distrofia muscolare. Dopo la scossa dell’altra notte hanno evacuato la propria casa per alcune ore a causa del rischio tsunami, particolarmente pericoloso proprio per la secondogenita. (Dell’esposizione dei disabili in caso di disastro, in Italia, ha scritto pochi giorni fa Iacopo Melio).
Al loro rientro, intorno alle 5 di mattina, i Mill hanno trovato la casa devastata: il camion di lavoro sparito, il televisore e la X-Box rubati, i regali di Natale scartati, i cassetti divelti, ma soprattutto la sparizione dell’apparecchio acustico wireless della figlia (che, da solo, vale 5000 $), comunque inutilizzabile da altri perché appositamente impostato per la ragazza.
Il ministro dell’educazione neozelandese ha assicurato che fornirà un nuovo microfono wireless, ma la famiglia ha bisogno anche di ulteriore aiuto, così ha aperto una pagina web per le donazioni e in due giorni ha ricevuto oltre 47mila $ da 1.124 benefattori.

Tra i commenti, un amico mi ha segnalato un’ulteriore notizia: il vescovo Brian Tamaki, della Destiny Church, in un sermone ha accusato i gay, i peccatori e gli assassini di aver provocato il sisma. Tali affermazioni sono state definite “ridicole” da John Key, Primo Ministro del Paese, e “patetiche” da Winston Gray, sindaco di Kaikoura.

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2 thoughts on “Narrazioni divergenti: sismi neozelandesi e sismi italiani

  1. Pingback: La colpa dei disastri | Paesaggi vulcanici

  2. Nella notte tra il 13 e il 14 novembre un forte terremoto (M 7.5) ha colpito la South Island della Nuova Zelanda. Secondo Brian Tamaki, vescovo della Destiny Church, le cause del sisma sono da attribuire ai gay, ai peccatori e agli assassini. Tali affermazioni sono state definite “ridicole” da John Key, Primo Ministro del Paese, e “patetiche” da Winston Gray, sindaco di Kaikoura.

    “NZ Herald”, 16 novembre 2016, QUI

    COMMENTS BY BRIAN TAMAKI BLAMING GAYS, MURDERERS AND SINNERS FOR EARTHQUAKES CALLED “RIDICULOUS”

    Bishop Brian Tamaki’s comments about the cause of the devastating earthquakes that struck the country have been labelled “ridiculous” by John Key, while the mayor of Kaikoura called them “pathetic”.
    In a Destiny Church sermon on Sunday, before Monday morning’s quake struck killing two and leaving thousands stranded, Tamaki said “sexual perversion” was to blame for natural disasters.
    The controversial Tamaki then went on to blame the earthquakes on “gays, sinners, and murderers”.
    Prime Minister Key said this afternoon that Tamaki’s comments were “ridiculous”.
    “I mean, give me a break,” Key told Radiolive.
    “Look, you always get people coming out with these stupid statements.
    “The facts of life are New Zealand is a seismically prone country, with a number of very well identified fault lines.
    “We’ve been a bit unlucky I think, clearly those plates are moving around a bit.
    “It’s nothing to do with people’s sexuality. I mean, it’s just madness.”
    The mayor of earthquake-ravaged Kaikoura also weighed in, saying comments by Tamaki were “pathetic”.
    Winston Gray said the comments were ridiculous “in a situation like this”.
    The mayor said people in the area were still struggling, after Monday morning’s massive 7.5 earthquake cut off the town’s power, communications, water and transport.
    “What pathetic comments,” he said.

    + + + VIDEO + + +

    Quoting the Old Testament, Tamaki told Destiny churchgoers the earth “convulses under the weight of certain human sin.”
    He then went on to claim in a blog post that he warned people of the quake in an “inspired moment” before his sermon began.
    But an Auckland vicar, reverend Helen Jacobi, said Tamaki’s comments are “completely illogical,” and compared them to blaming sin for child cancer.
    A video of Tamaki’s sermon is pinned to the top of the Destiny Church Facebook page.
    In it, he also blamed a gay priest and the people of Christchurch for the devastating earthquakes that hit Canterbury in 2010 and 2011 which killed 185 people.
    A spokeswoman for Christchurch mayor Lianne Dalziel said she was not available to comment.
    Tamaki’s sermon continues:
    “The land actually speaks to God. Out of the soil … Abel’s blood spoke to God from a murder. The earth can speak. Leviticus says that the earth convulses under the weight of certain human sin.
    “It spews itself up after a while – that’s natural disasters. Because nature was never created to carry the bondage of our iniquity,” Tamaki said.
    “God does not send punishment on people in that kind of a way,” reverend Jacobi of Auckland church St Matthew-in-the-City said.
    “If that was the case, if you followed that to its logical conclusion, a baby dying of cancer would be somehow sinful, and that’s ridiculous. It’s just completely illogical.”
    She said the things people and churches should be, and were focusing on in Kaikoura and other places, was gathering and supporting rather than blaming others for the earthquake.
    “They should be helping people get through this terrible time and that’s where God is seen in our community – by the way people respond,” Jacobi said.
    She said evidence of God’s presence was not in punishment, but in people doing good to help those in need after Monday’s disastrous earthquake.
    A Destiny Church spokeswoman said: “In view of the terrifying events that have impacted the cities and families of New Zealand over the last few days, our heartfelt condolences go out to the victims affected by the earthquakes and floods over this last week.”
    She referred the Herald to a blog post by Tamaki, which elaborates further on his Sunday sermon.
    Tamaki says that natural disasters are side-effects of environmental pollution, abuse and sexual sins.
    Referencing Leviticus, from the Old Testament, he writes: “No other sin in the whole of the bible has any connection to earthquakes, floods and volcanic eruptions, but sexual perversions alone.”
    In Leviticus, God also warns men not to have sex with varying people including, but not limited to, women with their period, animals, or their sister
    .

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