Rischio di crolli per accumulo di ceneri vulcaniche: evitare una nuova cementificazione nelle zone rossa e gialla del Vesuvio

Tra i rischi più alti della zona rossa e della zona gialla del Vesuvio c’è quello del carico da cenere che, depositandosi sui tetti in caso di eruzione, può farli crollare e provocare danni e vittime. La Protezione Civile e la Regione Campania hanno inviato una lettera ai sindaci dei comuni di tali aree per informarli sulla necessità di rinforzare gli immobili, così da renderli più resistenti a questa eventualità.
Un tempo si costruivano edifici dalle dimensioni ridotte e coi tetti spioventi, invece ora siamo pieni di palazzi enormi, realizzati senza alcun criterio urbanistico e antisismico, ma soprattutto siamo pieni di terrazze, che non di rado diventano ulteriori piani abitativi, dove è più verosimile che si accumulino ceneri in quantità insopportabile per le strutture edili. Censire le costruzioni più fragili è giusto, così come consolidarle per evitarne il crollo, ma questo anche per motivi non strettamente legati alla sicurezza: senza alcun peso da ceneri, ad esempio, è frequente che vengano giù balconi e intonaci dalle storiche, splendide ville del Miglio d’Oro abbandonate a loro stesse. Tuttavia, la necessità di «adeguare gradualmente gli immobili rendendoli in grado di resistere ai carichi da cenere» rischia di trasformarsi in una nuova immissione di cemento – piuttosto in linea con il controverso Piano Paesaggistico regionale approvato nel 2014 – su cui è necessario fare molta attenzione, specie in aree come quella vesuviana e flegrea che, al contrario, dovrebbero urgentemente essere decementificate.

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5 thoughts on “Rischio di crolli per accumulo di ceneri vulcaniche: evitare una nuova cementificazione nelle zone rossa e gialla del Vesuvio

  1. “Il Giornale della Protezione Civile”, 21 aprile 2015, QUI

    VESUVIO, CARICO DA CENERE: RISCHIO DA CONSIDERARE NEI PIANI DI EMERGENZA E NELLE COSTRUZIONI
    Il rischio da carico da cenere sui tetti in caso di eruzione del Vesuvio è un fattore importante di cui tener conto nella predisposizione dei piani di emergenza comunali e nelle norme urbanistiche: la Protezione civile della Regione Campania scrive ai Sindaci delle zone rossa e gialla
    Comunicato stampa (anche sul website della Regione Campania)

    La Protezione civile della Regione Campania ha inviato una missiva ai sindaci della zona rossa e della zona gialla del Vesuvio per chieder loro di valutare con attenzione gli effetti strutturali che potrebbero derivare dai carichi da cenere in caso di eruzione del Vesuvio, tenendo conto delle linee guida approvate dalla Giunta regionale il 9 febbraio scorso. La necessità è emersa per fare in modo che i Comuni interessati si dotino di un valido strumento che porti ad adeguare gradualmente gli immobili rendendoli in grado di resistere ai carichi da cenere. Inserendo infatti le Linee Guida nei piani di emergenza che i Comuni stanno sviluppando con fondi regionali di protezione civile e inserendole nei piani urbanistici, si potrebbe intervenire nell’adeguamento delle costruzioni esistenti e sulle nuove costruzioni.
    Ai sindaci si segnala che, in coordinamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile, si è valutato il valore di un carico che probabilisticamente sia omogeneo con le norme tecniche sulle costruzioni; in particolare si è scelto il carico da cenere che ha probabilità del 10% di superamento nel corso dell’eruzione subpliniana di scenario, considerando il massimo valore in ciascun comune che si è ricavato dagli studi dell’INGV; nella valutazione del massimo sono escluse le zone Sic e Zps.
    Il carico a secco della cenere va opportunamente incrementato in caso di pioggia e vanno utilizzate le stesse regole del calcolo delle azioni da neve. Quindi il carico indicato vale per le coperture piane, mentre diminuzioni del carico si hanno all’aumentare della pendenza del tetto.
    A seguire la tabella del carico massimo per Comune/Quartiere per probabilità di superamento del 10%
    .

  2. Un assessore che dice bisogna stare attenti in queste zone ad altissimo rischio e,quindi, LE NUOVE COSTRUZIONI devono avere i tetti a spiovente altrimenti stramazzano è fantastico. Il problema sicurezza non se lo pongono più perchè stanno investendo tutto sulla PREVISIONE dell’eruzione… unico sistema per continuare a costruire. Un azzardo incredibile reso possibile solo da una scienza accomodante e non responsabile in prima battuta…

    • Anche a me ha particolarmente colpito l’avallo tecnico-scientifico ad una più generale politica territoriale/paesaggistica/urbanistica che è stata preparata nel corso di un’intera legislatura (nel mio breve post facevo appunto riferimento al Piano Paesaggistico approvato l’anno scorso, che già prevedeva il ritorno del cemento in zona rossa). Davvero costoro (parlo dei funzionari della Protezione Civile nazionale, non degli amministratori regionali) ritengono che “rinforzare” gli edifici sia una forma di mitigazione del rischio vulcanico? Il mio stupore è per loro, non per i politici che compongono o appoggiano l’attuale Giunta campana: non riesco a capacitarmi, evidentemente l’Aquila non ha insegnato niente.

  3. Pingback: Napoli e il rischio vulcanico: tra Vesuvio e Campi Flegrei | Paesaggi vulcanici

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