Animali veggenti

Gli animali sono in grado di “prevedere” un disastro? Prove scientifiche non ce ne sono e, al momento, tale ipotesi appare piuttosto debole, tuttavia vi è qualche caso che merita maggior attenzione, come quello degli elefanti per i sismi o degli usignoli per i tornado.
Non avendo risposte, in questo post mi limito a raccogliere notizie su tale ambito.

«[…] Durante le finte cariche [degli elefanti], il calpestio e le vocalizzazioni degli elefanti producono onde sismiche che si propagano anche per 30 chilometri. Altri elefanti possono percepire queste vibrazioni e interpretarle come un segno della presenza di un pericolo. […] Il fatto poi che gli animali percepiscano le onde sismiche potrebbe spiegare perché, per esempio, quando piove in Angola gli elefanti di Etosha si muovono verso nord. Molto probabilmente, essi percepiscono le onde sismiche generate dai tuoni e sanno quindi che l’acqua è in arrivo»
(La comunicazione sismica degli elefanti, “Le Scienze”, 13 marzo 2001) (Ne ha scritto anche Lee Dye su “ABC News” il 23 settembre 2009: Elephants Communicate Through Seismic Waves).

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«Si sente spesso dire che c’è aria di terremoto, come una cappa afosa, anche in inverno, che preluderebbe al sisma. Come l’agitazione di cani, gatti, galline e maiali. A parte il fatto che i poveri maiali restano sotto le macerie come gli uomini, il boato del terremoto si risente anche nel campo degli ultrasuoni non percepiti dagli umani, ma dagli animali. Solo però qualche decimo di secondo prima della scossa. E i fenomeni meteorologici avvengono migliaia di metri sopra le nostre teste, quelli sismici decine di migliaia sotto i nostri piedi: nessuna relazione è possibile […]»
(Mario Tozzi, Se il cane abbaia prima della scossa. Le leggende (da sfatare) sul sisma, “La Stampa”, 1 giugno 2012).

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«L’hanno già chiamata l’«intelligence» degli uccellini. Si tratta di usignoli dotati di «sensori» naturali a infrasuoni in grado di percepire con largo margine di anticipo l’arrivo di perturbazioni come i tornado. E’ questo il risultato di uno studio dell’Università del Minnesota, secondo il quale una specie di usignoli – quelli dalle ali dorate, chiamati in inglese «Golden-winged» – sono capaci di «sentire» le vibrazioni di una perturbazione in arrivo e quindi di darsi alla fuga molto prima degli umani. Secondo il rapporto, che ha analizzato le conseguenze di 80 tornado che si sono abbattuti sul Midwest degli Usa, uccidendo 35 persone, il comportamento dei volatili è stato sorprendente: in un raggio di 900 km, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno preso il volo verso Sud. Il fatto che ha più stupito è che gli usignoli hanno poi fatto rapidamente ritorno nelle zone di provenienza, una volta passata la tempesta […]»
(Francesco Semprini, Gli usignoli intelligenti che previdero i tornado negli Usa. La fuga prima delle tempeste che fecero 35 morti: “Sentirono gli infrasuoni nell’atmosfera”, “La Stampa”, 29 dicembre 2014).

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One thought on “Animali veggenti

  1. “La Stampa”, 29 dicembre 2014, QUI

    GLI USIGNOLI INTELLIGENTI CHE PREVIDERO I TORNADO NEGLI USA
    La fuga prima delle tempeste che fecero 35 morti: “Sentirono gli infrasuoni nell’atmosfera”
    di Francesco Semprini

    L’hanno già chiamata l’«intelligence» degli uccellini. Si tratta di usignoli dotati di «sensori» naturali a infrasuoni in grado di percepire con largo margine di anticipo l’arrivo di perturbazioni come i tornado. E’ questo il risultato di uno studio dell’Università del Minnesota, secondo il quale una specie di usignoli – quelli dalle ali dorate, chiamati in inglese «Golden-winged» – sono capaci di «sentire» le vibrazioni di una perturbazione in arrivo e quindi di darsi alla fuga molto prima degli umani.
    Secondo il rapporto, che ha analizzato le conseguenze di 80 tornado che si sono abbattuti sul Midwest degli Usa, uccidendo 35 persone, il comportamento dei volatili è stato sorprendente: in un raggio di 900 km, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno preso il volo verso Sud. Il fatto che ha più stupito è che gli usignoli hanno poi fatto rapidamente ritorno nelle zone di provenienza, una volta passata la tempesta.

    I dati dei sensori
    «Abbiamo osservato il comportamento degli uccelli e la cosa che ci ha impressionato di più è che se ne sono andati a fasi alterne e a partire da un preciso momento, come se avessero percepito l’arrivo di un evento negativo attraverso gli infrasuoni», spiega David Andersen, coordinatore della ricerca.
    Gli scienziati avevano montato una serie di sensori per il riconoscimento a distanza a 20 esemplari già nel 2013. «Sono stati quindi analizzati gli esemplari che hanno cominciato a lasciare le loro zone di riproduzione, il 27 aprile 2013, quando una tempesta cominciava a sferzare Oklahoma, Kansas e Texas. «In appena cinque-sei giorni tutti hanno seguito i “pionieri” e se ne sono andati, come allarmati dall’arrivo di un evento disastroso», ha detto Andersen. Questa fuga di massa potrebbe rappresentare una buona notizia, ha aggiunto. «Con i cambiamenti climatici, infatti, sta aumentando la frequenza e la gravità delle tempeste e quanto è stato osservato dai nostri esperti suggerisce che gli uccelli possono possedere una certa capacità di far fronte in anticipo a eventi catastrofici che, invece, gli esseri umani non sono in grado di percepire».

    Messaggi preziosi
    Merito degli infrasuoni, onde sonore con frequenza di vibrazione al di sotto dei limiti dell’udito umano. Ma queste onde sono messaggi preziosi per alcuni animali, come gli usignoli. Loro passano gli inverni nell’America Centrale e del Sud per migrare nella regione degli Appalachi, negli Usa, oltre che in Canada: è qui che – sostengono gli scienziati – hanno sviluppato la loro straordinaria capacità di «intelligence meteorologica»
    .

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