La Regione Campania s’impegna a informare gli americani

La Protezione civile regionale della Campania e il Comando Us Naval Support Activity di Napoli hanno firmato un accordo di collaborazione per informare correttamente ed efficacemente i cittadini statunitensi presenti in regione, specie nelle aree più a rischio come i Campi Flegrei e il Vesuvio.
Il comunicato stampa dell’Assessorato campano è il seguente:

Protezione civile, firmato accordo di collaborazione con Us Navy. Assessore Cosenza: rafforziamo procedure informazione alle popolazioni americane
22/07/2014 – E’ stato firmato presso il comando us naval support activity di napoli l’accordo di collaborazione tra direzione generale della protezione civile regionale e la base americana di capodichino.
“L’attività – ha dichiarato l’assessore Edoardo Cosenza – si inserisce nelle procedure di comunicazione alla popolazione in caso di previsioni meteo-avverse e/o di preparazione all’emergenza: sul territorio regionale, e in particolare nell’area vesuviana e della Solfatara, è presente una numerosa comunità di cittadini statunitensi che va preventivamente informata circa le tipologie di rischio a cui è esposta. Nell’ambito delle attività di previsione e prevenzione dei vari scenari di rischio vengono condivise le procedure di allertamento anche al fine di migliorare la comprensione del linguaggio e delle rispettive attività poste in campo in caso di emergenza e di soccorso alla popolazione.”
“In caso di necessità – ha detto il comandante della US Naval Support Activity Naples, Capitano Scott Gray – il nostro personale sarà a disposizione della Sala operativa di Protezione civile per le attività di collegamento e traduzione e per assicurare il dovuto supporto nelle attività di informazione ai cittadini americani. Ringraziamo la Protezione civile della Campania per la collaborazione che si è instaurata e che viene assicurata da anni.”

La notizia è stata diffusa da alcuni webjournal locali [1], tutti copiando e incollando il testo istituzionale, senza un approfondimento, un dubbio, una domanda. Da quel che si capisce, l’accordo non dovrebbe essere sull’agire congiunto e coordinato in caso di urgenza, né sull’impegno comune a informare la totalità della popolazione residente, ma dovrebbe riguardare solo l’assicurazione a comunicare un eventuale allarme ai cittadini con passaporto americano presenti nella provincia di Napoli e nella regione Campania.
Naturalmente, è giusto e doveroso che le istituzioni si facciano carico di informare tutte le persone che, in caso di emergenza, si trovino sul territorio: dai militari stranieri ai turisti, fino ovviamente all’intera popolazione autoctona. Tuttavia è indubbio che questa notizia provochi un certo stupore, un qualche disorientamento in chi vi si imbatta. Personalmente provo una sorta di doppia vertigine, da una parte politico-istituzionale, dall’altra giornalistica.
In primo luogo mi domando: con un’entità delle dimensioni e delle capacità del Comando statunitense a Napoli, tutto ciò su cui ci si riesce ad accordare è la comunicazione ai cittadini americani? A parte che già il Piano di Emergenza Nazionale del 1995 prevede l’organizzazione di strutture di evacuazione e soccorso per i cittadini stranieri (l’area vesuviana è di grande richiamo turistico internazionale), ma possibile che non si sia definito un patto su aspetti più operativi e logistici? Cioè, in caso di allarme le strutture e le macchine dei militari USA, coordinate dal Dipartimento di Protezione Civile, potrebbero aiutare l’evacuazione di tutti i residenti e, all’uopo, supportare i soccorsi, no? Dunque, che tipo di risultato politico è quello diffuso sul web?
E qui veniamo al mio secondo motivo di stupore: che giornalismo è quello che copia e incolla un comunicato stampa senza porsi e porre un interrogativo? Succede di continuo, lo so, ma quando tocca notizie che riguardano la sicurezza o, per certi versi, l’ansia collettiva, la mia reazione è di profondo sconforto. L’unico lavoro fatto dai cinque webjournal che hanno diffuso per primi la notizia è sul titolo, tutti varianti di questo: “Fuga dal Vesuvio, siglato un accordo tra la Protezione civile della Campania e il Comando US Navy di Napoli“. E’ noto che una gran parte degli utenti del web – su cui tali giornali hanno un certo seguito, considerando i dati delle condivisioni sui socialmedia dei loro articoli – si limita a leggere i titoli delle notizie senza andare oltre, per cui il pressappochismo di questo enunciato è particolarmente colpevole perché può indurre a intendere in maniera distorta quel che sono la natura e l’entità dell’accordo siglato tra le due istituzioni.
La verità, tuttavia, resta quella di una notizia minuscola e di secondo piano spacciata con grande enfasi sul website istituzionale, ripresa acriticamente da taluni organi di informazione che pedissequamente riproducono quanto dettato dall’alto (i giornali maggiori, per quel che ne so, non ne hanno scritto, almeno online) e una realtà sociale ancora una volta tenuta ai margini, se non addirittura illusa da titoli sibillini. Questo presente di giochi di parole e di giochi di prestigio (vedi la nuova zona rossa) cambierà? Verranno finalmente organizzate campagne informative per tutti? Verranno avviati strumenti di dialogo costante con la popolazione? Verranno coinvolte nell’operatività dell’emergenza tutte le forze disponibili, comprese quelle dei militari stranieri presenti sul nostro territorio? Solo quando gli impegni siglati saranno questi, allora potrò dirmi convinto della buona fede dei politici locali, oltre che dei loro megafoni a stampa. Per il momento, invece, aspetto; aspettiamo che comincino ad ascoltare e che un nuovo approccio al Vesuvio si faccia largo.

– – –

[1] I cinque articoli consultati online, tutti uguali: “Il fatto vesuviano“, “Il velino“, “CampaniaNotizie“, “SalernoNotizie“, “MeteoWeb“.

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