Vandalismo contro il Parco Nazionale del Vesuvio

Immerso in un territorio fortemente urbanizzato, che spesso è ostaggio di criminalità, abusivismo ed ecomafie, il Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta innanzitutto un presidio di legalità. In quasi 20 anni ha subìto attacchi d’ogni tipo, vandalici e non solo. L’ultimo affronto, gravissimo, è di due giorni fa, quando ignoti hanno incendiato la biglietteria del Gran Cono. Come scrive Ciro Teodonno, «chi ha commesso il dolo, voleva mandare un messaggio al Parco», il quale, infatti, è attualmente in fase di trasformazione.

La biglietteria del Vesuvio incendiata da ignoti (luglio 2014)

“Il Mediano”, 7 luglio 2014, QUI

L’INCENDIO DELLA BIGLIETTERIA: L’ULTIMO ATTACCO AL PARCO
L’incendio doloso che ha distrutto la biglietteria del Parco Nazionale del Vesuvio è solo l’ultimo degli attacchi intrapresi contro l’Ente. Gli interessi che girano sono tanti e la visione dell’area protetta è quella di una torta da spartire in pochi.
di Ciro Teodonno

L’ultima offesa subita dal Vesuvio è stata attuata la notte dello scorso venerdì, contro il tanto vituperato Ente Parco, quello che appunto gestiva la biglietteria a Quota 1000, affidata temporaneamente a una società appaltatrice e in attesa dell’esito di un nuovo bando. Ma se torniamo indietro nel tempo possiamo ricordare gli incendi che, con ciclica e a volte studiata tempistica, scoppiavano tra Somma e Vesuvio o i più recenti atti intimidatori alle auto dello stesso Ente e del direttore del Parco.
È evidente quindi che coloro che hanno appiccato il fuoco alla cabina in metallo e legno che fungeva da biglietteria per l’accesso al Gran Cono, miravano a quella e a quella soltanto! Non hanno pensato infatti al varco che conduce al Cratere e neanche ai due esercizi privati ivi presenti, e neppure al riabbandonato Rifugio Imbò, già in passato oggetto di notevoli atti vandalici. Risulta chiaro quindi che, chi ha commesso il dolo, voleva mandare un messaggio al Parco
. […]

CONTINUA QUI (oppure QUI)

– – –

PS: sull’ambiguità del Parco Nazionale del Vesuvio, oscillante in una fetta della popolazione locale tra l’essere un “limite” o una “opportunità”, ho raccolto vari articoli in QUESTO post del 2011.

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2 thoughts on “Vandalismo contro il Parco Nazionale del Vesuvio

  1. CONTINUAZIONE di “L’incendio della biglietteria” (di Ciro Teodonno)

    […] Va ricordato a tal proposito che lo spiazzo di Quota 1000 sarà in un prossimo futuro riorganizzato per permettere, a detta dell’amministrazione ercolanese e dell’Ente Parco, una più facile fruibilità di quel luogo e un maggior rispetto per la riserva integrale quella che la strada provinciale attraversa per raggiungere i mille metri del parcheggio (il tratto che va da quota 800 a salire è oramai di competenza comunale).
    Infatti nei tre incontri che lo scorso inverno l’amministrazione aveva organizzato con le parti interessate a tale riassetto della viabilità, si erano ventilate più ipotesi, tra queste quella di bloccare tutto il traffico a quota 400 mslm, in zona “Siesta”, ma anche a quota 600, preso l’Osservatorio e infine a quota 800. Ma mentre si discuteva e mentre si valutavano i pro e i contro di tali possibilità, con l’ulteriore previsione di una navetta da 25 posti che avrebbe fatto la spola tra il parcheggio e il Gran Cono, il comune di Ercolano, dando ad intendere di aver già deciso la cosa, segnava le linee blu di parcheggio, sia a quota 800, presso il bivio che una volta portava alla seggiovia, sia a quota 1000, dove, nei nuovi stalli, verranno alloggiati, non più i mastodontici bus granturismo ma almeno trenta camper adibiti a rivendita di prodotti locali.
    Ora, è qui che sorgono i nostri dubbi, se io fermo a quota 800 i bus granturismo, che in media trasportano 50 persone, utilizzando le navette da 25, dovrò, per forza di cose, fare due viaggi per ogni singolo pullman e non solo! Infatti, se io salgo con la navetta e obbligatoriamente devo ridiscendere a quota 800, per poi risalire a riprendere i 25 turisti e ridiscendere a valle, è indubbio che i passaggi degli automezzi (rigorosamente a gasolio perché non ne esistono al momento di elettrici tali da superare il dislivello e la portata) non diminuiranno ma aumenteranno: 8 passaggi per ogni granturismo e questo alla faccia di un area protetta che in teoria non darebbe accesso neanche all’escursionismo pedonale.
    Su tale ipotesi il commissario Leone si mostra più prudente, auspicando una politica dei piccoli passi, con un servizio navetta attivo solo dopo opportuna gara d’appalto ma a nostro parere, i granturismo che attualmente salgono e che sostano a quota 800, di poco abbasserebbero l’apporto di CO2 nell’area protetta raddoppiando i viaggi, per lo meno nel tratto che va dalle Baracche della Forestale fino a Quota 1000 ovvero nella zona più sensibile.
    A tutto ciò vanno inoltre aggiunti i 30 camper che, sempre a motore a scoppio, saliranno e si piazzeranno sempre lì; in altre parole, altro inquinamento e altra sporcizia e questo senza valutare l’effetto che i probabili gruppi elettrogeni, utili per mantenere freschi i cibi ed eventualmente dare luce, produrranno.
    Infine, tra le auto di chi ci lavora, i camper e le navette o i bus che circoleranno nello spiazzo, il panorama che si prospetterà sarà tutt’altro che decongestionato. A questo quadro va aggiunto ciò che accade sull’altro versante di Quota 1000, sulla Strada Matrone, dove ormai da anni l’area protetta è attraversata dalla cosiddetta busvia, che altro non è che una linea di bus diesel che inquina l’area. Non vorremmo quindi che la necessità di questa nuova organizzazione di Quota 1000 scaturisse più dalle prossime impellenze elettorali del comune di Ercolano che da una pur reale necessità ambientale.
    Ma un particolare ci colpisce: quale sarà la ditta appaltatrice del servizio navetta? Questa avrà un monopolio senz’altro invidiabile e già da tempo qualche vecchia gloria ercolanese ne sta platealmente intessendo le lodi di una in particolare. A questo punto non vogliamo pensare che tra gli appetibili appalti della biglietteria e quelli del sistema di trasporto ci si insinuasse qualcuno o qualcosa di poco pulito a minacciare l’Ente e le sue decisioni
    .

  2. Pingback: Il Vesuvio va a fuoco | il Taccuino dell'Altrove

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