Scosse vesuviane del febbraio 2014

Il 12 febbraio 2014 la pagina fb “Rischio Vesuvio: informiamoci e attiviamociha pubblicato una nota in merito alle lievi scosse di cui ha scritto la stampa locale il 10 e l’11 febbraio (nel Golfo di Napoli e sul Vesuvio):

CHIARIMENTO SULLA SCOSSA DI 1.8 CON EPICENTRO IL VESUVIO REGISTRATA POCHI GIORNI FA

La scossa di cui parla certa stampa ha avuto una magnitudo di 1.8, ovvero molto bassa e difficilmente percepibile dagli esseri umani. Scosse di questo tipo si registrano quotidianamente e fanno parte della normale attività del Vesuvio (che è quiescente, ma non spento).
Lo scorso giugno 2013 vennero registrate scosse leggermente più forti, intorno ad una magnitudo 2 e anche in quel caso vi fu una certa risonanza mediatica.
A fine agosto 2013, infine, il Dipartimento di Protezione Civile e l’INGV diffusero un comunicato congiunto destinato alle redazioni giornalistiche in cui si sottolineava che: “[…] È fondamentale quindi che l’intero sistema di protezione civile – di cui anche gli organi di informazione fanno parte – affronti con equilibrio i temi legati al rischio sismico, senza cadere negli eccessi di rassicurazione, da una parte, o allarmismo, dall’altra […]”, http://www.protezionecivile.gov.it/
Con tutta evidenza, certa stampa non ha recepito l’invito alla cautela e il loro insistere su notizie di questo tipo sembra tradire solo una spasmodica ricerca del clamore, ovvero dell’audience
.

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La scossa sismica è stata alquanto discussa sui socialnetwork, come ad esempio in questo post su fb di una persona piuttosto conosciuta e seguita nel vesuviano, la cui parola è tenuta in una certa considerazione (come si evince dalle sottolineature che ho effettuato qui).

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Il 13 febbraio 2014, inoltre, anche l’Osservatorio Vesuviano si è espresso ufficialmente con una nota del suo direttore, Giuseppe De Natale:

Tra ieri ed oggi sono arrivate molte segnalazioni di persone allarmate dai tre piccoli terremoti avvenuti recentemente al Vesuvio. In particolare, su alcuni siti web sono apparse discussioni sul perché sia ancora apposta a fianco di tali eventi la scritta ‘preliminare’ anziché ‘supervisionato’. Innanzitutto, voglio ricordare che il Vesuvio ha normalmente una notevole sismicità di fondo, che non desta alcuna preoccupazione in quanto è stata sempre osservata, da quando esistono i sismografi. Il numero medio di piccoli terremoti al Vesuvio, negli ultimi decenni, è di qualche centinaio all’anno, ma in alcuni periodi (es: 1999-2000) il tasso di sismicità è stato molto più alto: alcune migliaia all’anno. Le magnitudo sono comunque molto basse: la più alta si registrò nel 1999 (M=3.7). I piccoli terremoti registrati negli ultimi giorni sono di magnitudo molto bassa, cosiddetti ‘strumentali’ perché in generale non avvertibili dalla popolazione (tranne magari persone particolarmente sensibili molto vicine all’epicentro, a piani molto alti) e registrabili soltanto dai sismografi. Inoltre, faccio presente che la scritta ‘preliminare’ si riferisce esclusivamente al fatto che l’evento non è ancora stato inserito in un determinato data-base interno, ma non ha affatto un significato tipo ‘incompleto’, ‘non analizzato’ o cose del genere. Infatti, i terremoti in questione sono stati regolarmente analizzati e localizzati dagli operatori dell’Osservatorio Vesuviano; non sono presenti nel catalogo degli ultimi terremoti sul sito www.ingv.it in quanto hanno magnitudo inferiore a quella minima riportata (magnitudo di soglia 2.0). Infine, voglio sottolineare che l’Osservatorio Vesuviano – INGV riporta sul suo sito i segnali in tempo reale delle reti sismiche vulcaniche ed appenniniche come servizio alla popolazione, per la massima trasparenza e condivisione. Tale scelta, volontaria, dimostra che non c’è alcuna intenzione di nascondere tali fenomeni naturali alla popolazione, anzi essi vengono condivisi fin dal primo momento. Pertanto, essa deve essere percepita in termini di grande sicurezza e fiducia, e non può e non deve divenire fonte di ansie.

(Questo avviso è stato ulteriormente diffuso da “Il Giornale della Protezione Civile”: Terremoti Vesuvio, l’INGV risponde alle preoccupazioni di alcuni cittadini, 14 febbraio 2014).

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Ricordo che questo è il secondo intervento pubblico di questo tipo da parte del direttore dell’OV dall’inizio del 2014, il precedente è del 4 gennaio, quando, anche in quell’occasione, spiegò l’infondatezza di voci allarmistiche in merito al Vesuvio:

In questi giorni circolano su vari siti web, ed anche tramite Facebook, notizie allarmistiche circa lo stato del Vesuvio.Tali notizie sono assolutamente prive di ogni fondamento: sono un collage di frammenti di notizie datate, spesso distorte, e messe insieme per costruire una pseudo-storia assolutamente inventata. Lo stato del Vesuvio è più o meno costantemente lo stesso dal 1944 (ossia quiescente), ed il vulcano non dà alcun segnale che potrebbe far pensare ad una imminente ripresa di attività eruttiva.

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Infine, è da tener presente che, per il mercato dell’informazione, il Vesuvio è sempre “una notizia bomba” e che già nel giugno 2013 vi era stata una forte mediatizzazione di alcune leggere scosse nell’area vulcanica.

Intanto, per comprendere l’entità della magnitudo sismica, consiglio una tavola molto efficace fornita dal Japan Meteorological Agency:

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AGGIORNAMENTO del 23 febbraio 2014:
Le voci allarmistiche sul Vesuvio continuano e, per la terza volta dall’inizio del 2014, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano ha pubblicato una nota per chiarire che il vulcano napoletano si trova sempre nello stesso stato: quiescente.

«AVVISO del 21/02/2014
Negli ultimi giorni si è diffuso, per l’ennesima volta, un allarmismo ingiustificato sullo stato del Vesuvio. Tale allarme deriva, a nostra conoscenza e per quanto riferito dalle persone che ci contattano, da due fonti: la prima è una ricostruzione giornalistica, sembra a firma di un ricercatore americano e che viene riportata ogni volta che si diffondono voci allarmistiche sui nostri vulcani, dei dettagli catastrofici di un’eruzione pliniana del Vesuvio; la seconda sarebbe una errata interpretazione del fatto che, essendo stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la nuova legge sui piani di emergenza Vesuvio, essa diventerà operativa entro 45 giorni. Questo fatto sarebbe stato erroneamente interpretato nel senso che ‘fra 45 giorni diventerebbe operativa (ossia inizierebbe) l’evacuazione’. Questa errata ed assurda interpretazione, che sembra stia ricorrendo sul web tramite i ‘social network’ è, ribadiamo, assolutamente falsa. Nel contempo, ribadiamo ancora una volta che l’attuale stato del Vesuvio è lo stesso che persiste dal 1944 ad oggi, ossia di quiescenza. Non c’è alcuna evidenza di attività anomala che potrebbe indicare una ripresa imminente di attività; anzi, l’attuale sismicità di fondo, che è assolutamente normale su ogni vulcano ed è normalmente registrata al Vesuvio dal 1944 ad oggi, è notevolmente più bassa che nel passato. Quindi, per quanto possa essere spaventosa una ricostruzione giornalistica (o cinematografica) di un’eruzione catastrofica, bisogna comprendere la differenza tra ‘possibile’, ‘probabile’ ed ‘imminente’. Eruzioni estremamente violente del Vesuvio (come di ogni vulcano esplosivo) sono certamente ‘possibili’, ma non sono ‘probabili’ (nel senso che per fortuna sono eventi rari), nè sono tantomeno, assolutamente, ‘imminenti’.

a cura del Direttore Giuseppe De Natale – http://www.ov.ingv.it/ov/ ».

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AGGIORNAMENTO dell’8 aprile 2014:
Il più importante quotidiano del Mezzogiorno titola “Microscosse sul Vesuvio, voci e timori: «Ma non c’è allarme»” (“Il Mattino”, 7 aprile 2014, QUI) e la notizia viene ripresa da vari webjournal minori (es: “Blitz Quotidiano”, 8 aprile 2014, QUI) che, a loro volta, diventano il palcoscenico per politici di partiti minori, come Francesco Emilio Borrelli dei “Verdi” della Campania, che ha dichiarato: “È dallo scorso febbraio che l’attività sismica sembra intensificarsi, ma i vulcanologi ritengono che tutto rientri nella normale attività. Nessun allarmismo, non vogliamo creare panico ma perché non si fanno le prove di evacuazione?”.

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4 thoughts on “Scosse vesuviane del febbraio 2014

  1. Pingback: Il Vesuvio è in quiescenza, lo afferma il direttore dell’OV | Paesaggi vulcanici

  2. Pingback: Il racconto del Vesuvio sulla stampa degli ultimi giorni | Paesaggi vulcanici

  3. “Corso Italia News”, 19 marzo 2014, QUI

    SCOSSE DI TERREMOTO SUL VESUVIO. VERDI: “URGONO PROVE DI EVACUAZIONE”
    Registrate due scosse di terremoto sul Vesuvio alle 5:12 e 5:23 della mattinata di ieri
    di Anna Chiara Favoloro

    Due scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo 1.6 e 1.9 della scala Richter, sono state registrate alle 5:12 e 5:23 della mattinata di ieri sul Vesuvio e, datosi gli ipocentri profondi 1.50 km e 1.15 km, i movimenti tellurici sono stati palesemente avvertiti dalla popolazione locale.
    Il Vesuvio, attualmente caratterizzato dalla presenza di un sistema idrotermale, che alimenta un campo di fumarole all’interno del cratere, è sede di modesta sismicità, rappresentata da alcune centinaia di piccoli terremoti per anno e, solitamente, solo i maggiori di questi eventi sono avvertiti dalla gente residente nell’area. Pertanto, nessun allarmismo dall’osservatorio vesuviano, nessuna preoccupazione. Tuttavia i Verdi, non sembrano essere pienamente d’accordo: “continuano le scosse di terremoto – ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi, nonché assessore provinciale alla protezione civile – anche se di non elevata intensità. Per l’ennesima volta questi episodi dovrebbero spingere la Protezione Civile Nazionale ad effettuare le prove di evacuazione tra la popolazione della zona rossa e rendere operativo il piano di evacuazione in caso di emergenza”
    .

  4. “Il Mattino”, 7 aprile 2014, QUI

    MICROSCOSSE SUL VESUVIO, VOCI E TIMORI: «MA NON C’E’ ALLARME»
    Sorvegliato speciale. Una rete perfetta di sensori, fra i più moderni e sofisticati del mondo, controlla giorno e notte la febbre del Vesuvio e degli altri crateri attivi nell’area vulcanica napoletana.
    di Franco Mancusi

    Strumenti di altissima perfezione tecnologica, in grado di registrare non soltanto le scosse di terremoto, ma anche le onde impercettibili provocate da boati e sussulti di minima intensità. Ventiquattro stazioni di sorveglianza (cinque mobili) nei punti caldi del comprensorio vesuviano, cinquanta nell’area napoletana, dalle sponde del Vesuvio e dei Campi Flegrei ai confini con l’Appennino irpino. Un sistema di percezione sismografica che consente ai centonove ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano di mantenere perennemente alta la guardia sui tratti territoriali a più alto rischio vulcanico.
    Si spiega così l’interesse per la fibrillazione registrata, da metà del mese di febbraio, nei territori della zona rossa vesuviana. Scosse di lievissima intensità, rilevate a stento dai sismografi, non più di dieci avvertite nei piani alti dei Comuni più vicini al cratere. Tranquillizzanti i bollettini dei vulcanologi: nessun pericolo, nessuna alterazione, anzi minore l’attività sismica del vulcano rispetto agli ultimi anni. Ma le polemiche, come sempre, non mancano. In particolare per il ritardato completamento dei piani di protezione civile locali e per il rinvio delle esercitazioni pratiche preannunciate qualche mese fa nell’ambito della conferenza Stato – Regione. Dopo le prime tre “prove di fuga” dall’area a rischio per una possibile eruzione (Somma Vesuviana, Trecase, Portici) ancora lontana sembra la preparazione del piano di emergenza simulata che dovrebbe coinvolgere uno scenario intercomunale decisamente più vasto.
    Sono tanti i punti da correggere, tanti i problemi ancora da risolvere. La persistente, pessima condizione delle strade che circondano il cratere vesuviano, la segnaletica incompleta o addirittura inesistente, lo sfoltimento dei centri storici, il potenziamento delle stazioni ferroviarie, lo scavo dei fondali portuali, dal Granatello di Portici a Castellammare.
    Per non parlare dell’informazione ancora insufficiente garantita dalle amministrazioni comunali. Soltanto il perfezionamento del monitoraggio scientifico allestito nelle zone calde dell’area napoletana ha fatto registrare negli ultimi anni passi da gigante. Con l’ausilio della rete satellitare sarà possibile migliorare ulteriormente i servizi di sorveglianza geofisica, in particolare scrutando in profondità per rilevare l’evoluzione del magma all’interno del cratere. A un passo dalla presentazione ufficiale anche il piano di sicurezza dei Campi Flegrei che coinvolgerà, come è noto, non soltanto i Comuni del comprensorio puteolano, ma anche le periferie occidentali del capoluogo.
    Ed è proprio su questo aspetto che si registrano gli ultimi dubbi della Protezione Civile. L’assessore regionale Edoardo Cosenza ha raccolto e sintetizzato le diverse esigenze locali, proponendo all’attenzione dei vertici ministeriali un quadro di interventi decisamente più vasto rispetto all’emergenza del bradisismo che nell’ottobre ’83 provocò l’esodo in massa dell’intero centro storico di Pozzuoli. In fuga trentamila persone per mettersi in salvo da una catastrofe che alla fine, per fortuna, non si verificò
    .

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    “Blitz Quotidiano”, 8 aprile 2014, QUI

    VESUVIO, ANCORA MICROSCOSSE. VERDI: “PERCHE’ NON SI FANNO PROVE DI EVACUAZIONE?”
    di Redazione

    NAPOLI – Vesuvio sorvegliato speciale: continuano le microscosse. Non c’è rischio, assicurano gli esperti, ma intanto una rete di sensori controlla giorno e notte il microsisma che fa preoccupare i campani. E i Verdi domandano: “Nessun allarmismo, non vogliamo creare panico, ma perché non si fanno le prove di evacuazione?”.
    Sono ventiquattro le stazioni di sorveglianza, di cui cinque mobili, posizionate nei punti caldi del comprensorio vesuviano, cinquanta in tutta la provincia di Napoli, dalle sponde del Vesuvio e dei Campi Flegrei fino alle pendici dell’Appennino irpino. A vigilare all’Osservatorio Vesuviano ci sono centonove ricercatori.
    Registrano non solo tutte le scosse di terremoto del Vesuvio e degli altri crateri della zona, ma anche le onde impercettibili provocate da sussulti di intensità molto bassa.
    Queste microscosse fanno paura, anche se gli esperti cercano di calmare gli animi. I Verdi, per bocca dell’esponente Francesco Emilio Borrelli, hanno spiegato al Fatto Vesuviano:
    “È dallo scorso febbraio che l’attività sismica sembra intensificarsi, ma i vulcanologi ritengono che tutto rientri nella normale attività. Nessun allarmismo, non vogliamo creare panico ma perché non si fanno le prove di evacuazione?”
    .

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