La Campania finanzia i Piani Comunali di protezione civile

Il Piano di Emergenza Nazionale del Vesuvio è decisamente controverso (e altrove se ne è scritto diffusamente). Altrettanto problematici, però, sono i Piani Comunali di Evacuazione della “zona rossa”: si sa quali sono i punti d’incontro in caso di allarme? e dove fuggire o ripararsi? per quali vie? gli abitanti sanno dove reperire maschere antigas?
Le lacune locali, tuttavia, si inseriscono in un quadro di inadeguatezza più ampio e diffuso. In Campania, infatti, «al 17 dicembre 2013, solo 214 Comuni su 551, pari al 39%, disponevano di un piano di protezione civile comunale», ha dichiarato l’assessore Edoardo Cosenza.
Ieri la Giunta Regionale ha emesso un bando di finanziamento per 15 milioni di euro: le richieste devono pervenire entro 60 giorni. E’ data priorità ai comuni vesuviani e a quelli ad alto rischio idrogeologico: Bando Regione Campania per il finanziamento dei Piani Comunali di protezione civile (oppure QUI, pdf).

Ne ha scritto “Il Giornale della Protezione Civile”: “Campania: dalla Regione 15 milioni di euro per i piani comunali di protezione civile” (3 febbraio 2014).

– – –

Sui costi dei disastri e sulla “convenienza” ad investire in prevenzione, ho scritto due post: QUESTO e QUESTO.

– – –

AGGIORNAMENTO del 20 aprile 2014:
In merito al finanziamento dei piani comunali d’emergenza, MalKo ha pubblicato l’articolo seguente: Rischio Vesuvio e Campi Flegrei: soldi per i piani d’emergenza (“Hyde Park”, 20 aprile 2014).

– – –

AGGIORNAMENTO del 17 settembre 2014:
Il “Corriere del Mezzogiorno” del 16 febbraio 2014 riferisce che il comune di Terzigno riceverà 1,4 milioni di euro per migliorare una via di fuga in caso di allarme vulcanico. L’assessore regionale alla Protezione Civile Edoardo Cosenza ha dichiarato: «Avanti con azioni concrete per la sicurezza dei cittadini della “zona rossa”», QUI.

– – –

AGGIORNAMENTO del 7 dicembre 2014:
MalKo spiega il ruolo dei comuni nella pianificazione dell’emergenza in caso di allarme vesuviano: “Il sindaco è l’autorità locale di protezione civile ed ha il compito di garantire la sicurezza ad ogni cittadino residente o di transito sul territorio amministrato a prescindere dalla nazionalità e dallo stato giuridico“. I comuni della zona rossa dovranno pubblicare entro il 31 dicembre 2015 i piani di protezione civile (anche online), così da permettere alla popolazione di venirne a conoscenza.

Annunci

8 thoughts on “La Campania finanzia i Piani Comunali di protezione civile

  1. “Il Giornale della Protezione Civile”, 3 febbraio 2014, QUI

    CAMPANIA: DALLA REGIONE 15 MILIONI DI EURO PER I PIANI COMUNALI DI PROTEZIONE CIVILE
    Per la prima volta in Italia una Regione decide di finanziare la realizzazione dei piani comunali di protezione civile. “I sindaci, che sono la prima autorità di protezione civile sul territorio comunale, non possono essere lasciati soli”: così la giunta Caldoro ha motivato la sua scelta
    di Redazione

    15 milioni di euro: a tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Campania per la realizzazione dei piani comunali di Protezione civile e per il potenziamento dei sistemi provinciali di gestione dell’emergenza. L’avviso, pubblicato oggi sul BUR, il Bollettino ufficiale Regionale, riguarda i Comuni a cui andranno 14 milioni, e le Province, che riceveranno 1 milione di euro, così distribuito: di 300 mila euro alla provincia di Napoli, 285 mila a Salerno, 170 mila a Caserta, 145 mila ad Avellino e 100 mila a Benevento.
    L’assessore alla Protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza ha inviato questa mattina una lettera ai sindaci della Campania e ai presidenti delle Province per sensibilizzarli a cogliere al meglio l’opportunità offerta dalle risorse messe a disposizione da palazzo Santa Lucia.
    “La Giunta Caldoro – scrive l’assessore Cosenza ai Sindaci – è la prima d’Italia a proporre un finanziamento per i tutti Piani comunali di Protezione civile. La somma è sufficiente a soddisfare la stragrande maggioranza dei Comuni e siamo pronti ad eventuali nuovi stanziamenti ove necessario. Puntiamo con grande decisione a questa iniziativa perché crediamo che la sicurezza dei cittadini vada tutelata in tutti i modi.
    “Ci aspettiamo che tutti i 551 Comuni della Campania facciano domanda di finanziamento per piani di emergenza completi e ben organizzati, ma soprattutto a misura di cittadino. Delle vere e proprie istruzioni semplici e chiare, da seguire in caso di necessità.
    “Si tratta – conclude l’assessore Cosenza – di un’inversione di tendenza rispetto al passato. Partiamo dalla consapevolezza che i sindaci, che sono la prima autorità di protezione civile sul territorio comunale e che hanno dunque una enorme responsabilità, non possano essere lasciati soli. La Giunta Caldoro, conoscendo le difficoltà finanziarie delle amministrazioni comunali e nello spirito della costruzione collettiva della sicurezza del cittadino, ha fatto fronte a un simile investimento. Le domande di finanziamento vanno presentate entro 60 giorni.”
    Ricordiamo che, in base a quanto comunicato dalla Regione Campania al Dipartimento della Protezione civile, al 17 dicembre 2013 solo 214 Comuni su 551 , pari al 39%, disponevano di un piano di protezione civile comunale
    .

  2. “Corso Italia News”, 19 marzo 2014, QUI

    ZONA ROSSA E RISCHIO VESUVIO. RINVIATA A VENERDI’ SEDUTA ALLA REGIONE
    La seduta è stata rinviata su richiesta di Forza Italia e del gruppo Caldoro presidente
    di Anna Chiara Favoloro

    Evitare inutili allarmismi è cosa buona ma istruire ed informare la popolazione circa il rischio Vesuvio è senz’altro ottimale. Ed era sulla scorta di ciò che il consiglio regionale aveva indetto una seduta per ieri mattina, incontro – occasione nel quale sarebbe dovuto essere stato approvato il piano paesaggistico. Tuttavia, sebbene le buone intenzioni, il meeting ha subito uno slittamento alla giornata di venerdì, su richiesta di Forza Italia e del gruppo Caldoro presidente.
    Sembrerebbe che la motivazione sia il consentire all’ufficio legislativo di verificare il migliaia di emendamenti presentati dal centrosinistra ma non è da escludersi l’assenza di un accordo, per il quale risulterebbe inutile andare in aula. Un accordo che, peraltro, fa fatica a venire, sia nella maggioranza, ancora in difficoltà per la frattura Forza Italia – Forza Campania, sia tra maggioranza ed opposizione, laddove il centrosinistra procede imperterrito con il suo ostruzionismo
    .

  3. “Hyde Park”, 20 aprile 2014, QUI

    RISCHIO VESUVIO E CAMPI FLEGREI: SOLDI PER I PIANI D’EMERGENZA
    di MalKo

    Un po’ di denari dalla comunità europea passeranno alle casse dei comuni della Campania tramite la Regione, in base al progetto di finanziamento per le amministrazioni locali e provinciali che vogliono redigere o aggiornare i piani d’emergenza a fronte di calamità naturali o antropiche.
    Da una serie di quesiti inoltrati al competente ufficio regionale, sembra di capire che diverse amministrazioni comunali sarebbero ben liete di appaltare l’impegno intellettuale di redazione del piano d’emergenza a istituzioni, esperti o professionisti esterni. La Regione ha risposto che ciò è possibile attraverso convenzioni stilate secondo le regole previste dalla pubblica amministrazione in tema di convenzione e incarichi. Insomma, si può demandare la funzione …
    Riteniamo poco utile una siffatta possibilità, perché in caso di necessità le responsabilità anche giuridiche di tutela della popolazione ricadono sempre e comunque in capo al sindaco (autorità locale di protezione civile) e agli uffici comunali pertinenti. L’esperto a cui si affida l’incarico, istituzionale o non istituzionale che sia, non ha alcune responsabilità sull’efficacia dell’elaborazione prodotta, e sovente si smarca dall’investitura, e non potrebbe essere diversamente, il giorno successivo alla risoluzione contrattuale.
    Se il piano d’emergenza e d’evacuazione non si partorisce in loco e con le forze a disposizione, seppur tra gli affanni, generalmente al primo intoppo si sbraca …
    D’altra parte la Regione ha molti esperti che possono rispondere a tutti i dubbi che dovessero presentarsi a livello locale nell’applicazione e interpretazione delle strategie di pianificazione delle emergenze. I piani non possono essere elaborati liberamente ma devono rispettare almeno nelle linee principali i canoni previsti dalle direttive regionali e dipartimentali (Protezione Civile). Questo significa che l’aiuto preponderante e diretto non può che pervenire dagli uffici regionali di piano, che già hanno attivato una (FAQ) che abbiamo apprezzato per l’indubbia e immediata utilità consultiva.
    Siamo sicuri che la richiesta di essere supportati da esperti esterni all’amministrazione, sarà comunque pervenuta esclusivamente da quei Comuni che non hanno partecipato alle campagne di formazione varate dalla Regione Campania in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e l’Osservatorio Vesuviano. Tali sessioni formative, infatti, avevano appunto il precipuo compito di assicurare una valida preparazione professionale ad un certo numero di tecnici degli enti locali e provinciali e prefettizi, in tema di protezione civile e gestione delle emergenze, acchè si dedicassero poi e nelle rispettive sedi di appartenenza, alla redazione appunto dei piani d’emergenza e di evacuazione che, ricordiamo, non sono la stessa cosa.
    Il Decreto dirigenziale (Regione Campania) n° 60 del 29 gennaio 2014, nella tipologia degli investimenti ammissibili contempla e prevede elargizione di denari anche europei per le seguenti finalità:

    * Redazione di piani d’emergenza comunali o comprensoriali.
    * Aggiornamento di piani d’emergenza comunali o comprensoriali già redatti o da conformare alle direttive regionali e dipartimentali (Protezione Civile).
    * Diffusione informativa dei piani d’emergenza già redatti o da redigersi alla popolazione.
    * Potenziamento dei sistemi atti a gestire le emergenze da parte dei comuni e delle province.

    Per molte municipalità tale redazione sarà sostanzialmente facile, ma non per quelle ricadenti in settori sottoposti al rischio vulcanico, dove il piano d’emergenza dovrà contenere ineluttabilmente anche quello di evacuazione, altrimenti abbiamo perso tempo e dato input ai cittadini per altri ricorsi alla corte europea di Strasburgo sui diritti dell’uomo (CEDU). I comuni che rientrano in aree vulcaniche sono:

    Zona rossa Vesuvio — Zona rossa Flegrea — Zona rossa Ischia
    BOSCOREALE — BACOLI — ?
    BOSCOTRECASE — MARANO — ?
    CERCOLA — MONTE DI PROCIDA — ?
    ERCOLANO — NAPOLI (quartieri ) — ?
    MASSA DI SOMMA — POZZUOLI — ?
    NAPOLI (3 quartieri) — QUARTO — ?
    NOLA (parziale)
    OTTAVIANO
    PALMA CAMPANIA
    POGGIOMARINO
    POMIGLIANO D’ARCO (enclave)
    POMPEI
    PORTICI
    SAN GENNARO VESUVIANO
    SAN GIORGIO A CREMANO
    SAN GIUSEPPE VESUVIANO
    SAN SEBASTIANO AL VESUVIO
    SANT’ANASTASIA
    SCAFATI
    SOMMA VESUVIANA
    TERZIGNO
    TORRE ANNUNZIATA
    TORRE DEL GRECO
    TRECASE

    Nelle FAQ se non c’è una tale domanda la anticipiamo noi: per Ischia quali sono i comuni da ritenere a rischio vulcanico? In altre parole è tutta l’isola che è sottoposta a un siffatto rischio? Urge velocemente una risposta…
    Lo stimolo regionale tratta soprattutto d’interventi immateriali da finanziare. Quindi, se le richieste vertono solo sull’acquisto di attrezzature e mezzi dovrebbero essere prontamente rigettate. Lo stesso dicasi per le attività di formazione che sono sancite da altre iniziative di tipo regionale come accennato in precedenza. Bisogna allora che si spremano le meningi e si elaborino piani d‘emergenza e di evacuazione ben concpeiti e chiari, anche perché dovranno essere poi pubblicati in rete sui portali comunali e provinciali, onde rispettare il patto dell’informazione corretta e puntuale da assicurare ai cittadini a cura del sindaco.
    Ricordiamo ai Comuni che ospitano industrie a rischio (nella figura sottostante i siti maggiormente rilevanti ubicati nella provincia di Napoli), che anche in questo caso bisogna acquisire se non lo si è già fatto, il piano d’emergenza redatto dalla direzione dello stabilimento, onde carpire tutte le informazioni utili e necessarie per affrontare eventualmente le emergenze ipotizzate nel documento di analisi del rischio, onde procedere a una pianificazione che contempli strategie comuni che limitino danni diretti e indiretti alla salute dei cittadini.
    Non sappiamo con esattezza quanti Comuni hanno aderito al bando per essere finanziati in tema di sicurezza. Semmai ci fosse qualche Comune che non ha inteso partecipare, la sicurezza di quei cittadini dovrà essere comunque assicurata attraverso provvedimenti in surroga utili per garantire in ogni caso l’imprescindibile diritto alla sicurezza
    .

  4. Il “Corriere del Mezzogiorno” del 16 febbraio 2014 riferisce che il comune di Terzigno riceverà 1,4 milioni di euro per migliorare una via di fuga in caso di allarme vulcanico. L’assessore regionale alla Protezione Civile Edoardo Cosenza ha dichiarato: «Avanti con azioni concrete per la sicurezza dei cittadini della “zona rossa”», QUI.

    RISCHIO VESUVIO: 1,4 MILIONI DI EURO PER MIGLIORARE VIE DI FUGA A TERZIGNO
    NAPOLI – «E’ stato ammesso a finanziamento il progetto di riqualificazione del tratto stradale che va da via Cavour a via Carlo Alberto che attraversa il territorio del Comune di Terzigno in direzione Est-Ovest e rappresenta un’importante via di fuga dall’area del Vesuvio». Lo comunica l’assessore regionale alla Protezione civile Edoardo Cosenza. Il decreto del direttore generale dei Lavori pubblici è già stato pubblicato sul Burc e rende disponibili risorse per 1 milione 400mila euro.
    «Si tratta – ha aggiunto Cosenza – di un intervento strategico poiché rientra nell’obiettivo di realizzare un sistema di viabilità che garantisca una mobilità efficace nelle aree a rischio vulcanico fortemente inurbate. L’asse viario in questione, costituisce una delle due arterie principali di deflusso in caso di calamità naturali verso la statate 268 e quindi all’autostrada A 30, insieme a quella formata da via Benedetto Croce-via Enrico De Nicola- via Einaudi-via Puccini. L’opera riveste un’importanza ed una rilevanza notevole anche sotto il profilo ambientale, poiché l’asse viario oggetto dei lavori è anche uno dei percorsi d’accesso al Parco nazionale del Vesuvio. Andiamo avanti con azioni concrete a favore dei cittadini nella Zona Rossa del Rischio Vesuvio, dopo aver finanziato tutti i nuovi piani di emergenza che i Comuni dovranno ora redigere in tempi brevi». Il progetto prevede la manutenzione dell’asse viario costituito da via Cavour e via Carlo Alberto per una lunghezza complessiva di 1650 metri e una larghezza media di circa 800 metri e, oltre alla riqualificazione urbana, include anche l’adeguamento dell’impianto fognario di smaltimento delle acque meteoriche
    .

  5. Fossi un abitante di Terzigno non la farei allargare questa strada per niente strategica, ovvero tutte le strade sono strategiche in un’ ottica generale, ma questa lo è prevalentemente per i camion dei rifiuti che troverebbero maggiormente agevole raggiungere la discarica fortemente voluta da B&B posta appunto a poche centinaia di metri, lì nei pressi appunto del parco nazionale del Vesuvio… Vigilate perchè proprio lì c’è anche la cava Vitiello, grandissima…appetitosissima… quella per cui si combattè nel 2010 per non farla aprire, perchè sarebbe stata la più grande discarica di rifiuti d’Europa… Finchè c’è buco il rischio discarica è permanente… ricordatelo…

    • Grazie per questo chiarimento a chi non conosce la zona, MalKo. Io continuo a domandarmi se, tra “maxiemendamenti” che dilatano i condoni edilizi ed episodi milionari per un singolo comune, la Regione abbia un piano complessivo per l’intera area.

  6. Pingback: Linee guida per la pianificazione dell’emergenza | Paesaggi vulcanici

  7. Blog “Rischio Vesuvio”, 7 dicembre 2014: QUI

    RISCHIO VESUVIO: L’INFORMAZIONE COMUNALE CHE MANCA
    di MalKo

    Intorno al Vesuvio si contano circa settecentomila abitanti, tra cui alcune migliaia di stranieri provenienti da diverse nazioni e continenti, che sentono parlare di area a rischio e piani d’emergenza, magari senza capire perfettamente la situazione e quali cose bisogna sapere e cosa fare in caso allarme.
    Innanzitutto precisiamo che non è possibile allo stato attuale delle conoscenze riuscire a prevedere tra quanto tempo potrà verificarsi un’eruzione vulcanica e quanto possa essere violenta. Di certo c’è una struttura scientifica chiamata Osservatorio Vesuviano, che effettua il monitoraggio continuo dei vulcani (Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia) ed è pronta a lanciare l’allarme in caso di pericolo.
    Ogni comune dell’area vesuviana e dell’area flegrea sta preparando per precauzione i piani d’emergenza comunale per affrontare l’eventuale futuro risveglio dei vulcani. Al momento la situazione è tranquilla. Entro il 31 dicembre 2015 i comuni pubblicheranno i piani di protezione civile anche online dove saranno riportati alcuni dati utili per la popolazione.
    Il sindaco è l’autorità locale di protezione civile ed ha il compito di garantire la sicurezza ad ogni cittadino residente o di transito sul territorio amministrato a prescindere dalla nazionalità e dallo stato giuridico.
    E necessario però, che ogni cittadino conosca una serie di notizie che riguardano l’organizzazione di protezione civile, come ad esempio i livelli di allerta vulcanica stabiliti dall’autorità scientifica che sono
    :


    I 4 livelli di allerta vulcanica.

    Ad ogni livello di allerta vulcanica corrisponde una fase operativa che indica cosa fare. Per il Vesuvio il livello base (verde) è quello attuale. Se si dovesse passare alla fase 1 di attenzione (gialla), non è richiesta alla popolazione un’azione particolare se non quella di organizzare le proprie cose se l’indice di pericolosità vulcanica dovesse aumentare. L’allerta potrebbe anche regredire. La fase 2 di pre allarme (arancione) consente ai cittadini che hanno un proprio mezzo di trasferimento e la possibilità di una sistemazione autonoma fuori dal settore a rischio, di potersi già allontanare se lo desiderano.


    Le 4 fasi operative

    In caso di allarme (fase 3) tutti gli abitanti e i soccorritori devono necessariamente allontanarsi dalle zone rossa 1 e rossa 2. Chi non ha un proprio mezzo di trasferimento deve portarsi nell’area d’incontro comunale. Chi ha un proprio mezzo di trasferimento ma non un alloggio autonomo, deve raggiungere le aree di accoglienza al di fuori della zona a rischio. Sia le aree d’incontro comunale che le aree di accoglienza, saranno prossimamente indicate nei piani di protezione civile che sono in corso di redazione.
    L’autorita’ regionale di protezione civile ha definito tre diverse categorie di appartenenza corrispondenti alle esigenze di ogni singolo cittadino. Queste categorie potrebbero essere oggetto di censimento comunale ai fini organizzativi
    .


    Classificazione (A,B,C) delle esigenze dei cittadini da evacuare in caso di allarme vulcanico,

    Di seguito riportiamo la tabella dei gemellaggi prevista per i 25 comuni dell’area vesuviana con le regioni italiane. La procedura dei gemellaggi sarà attuata prossimamente anche per i comuni dell’area flegrea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...