Vulcani di celluloide

Sono a casa. E non ho ancora fatto niente. Faccio più fatica a riadattarmi nei miei spazi di sempre che sul campo.
Mi sono dato al cinema.
Non c’entra direttamente con la mia ricerca, ma – diciamo così – con l’indotto.
Insomma, mi sono procurato dvd e link per lo streaming di film “vulcanici”. Raramente si tratta di bei film: recitazione, sceneggiatura, effetti… tutto è un po’ arrangiato o esasperato (vabbè, ma il genere catastrofico si presta a questo tipo di critiche, per cui è inutile soffermarvisi). Suggerisco, piuttosto, di guardarli tenendo conto del contesto storico in cui sono stati girati: in questo modo assumeranno un significato più interessante e sarà piuttosto stimolante scoprire lo “sguardo culturale” che ha prodotto quella specifica pellicola.
Ok, un giorno ci scriverò un saggio e sarà più chiaro cosa intendo.
Passiamo al divertimento: ecco i primi titoli di una lista che spero crescerà; li ordino cronologicamente.

Innanzitutto un titolo “mitico” per due film importanti: “Gli ultimi giorni di Pompei
– versione del 1913 (b/n e muto, IMDb), di Mario Caserini: qui;
– versione del 1959 (colori, sonoro, IMDb), di Mario Bonnard: qui.

Uno dei vulcani più leggendari e terribili è il protagonista di “Krakatoa: East of Java“, del 1969 (IMDb). L’ho cercato invano in italiano e in inglese, ma l’ho trovato in spagnolo: qui.

Del 1980 è “Ormai non c’è più scampo” (di James Goldstone, con Paul Newman e Jacqueline Bisset; IMDb): qui

Via libreria-on-line m’è arrivato il dvd (supercatastrofico) di “Vulcano – Los Angeles 1997“, con Tommy Lee Jones (IMDb), ma è disponibile anche sul web: qui.

Un bel film (la resa dell’eruzione è davvero realistica; l’ho ordinato in dvd) è “Dante’s Peak” (di Roger Donaldson, 1997, IMDb): qui.

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Ok, per ora mi fermo qui, ma la ricerca continua…
Consigliatemi titoli, inviatemi link!

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NOTA: il Monte Fato ci vuole, lo so… probabilmente a questa rassegna vulcanica aggiungerò una sezione completamente dedicata ai crateri in contesti fantastici, immaginari.

AGGIORNAMENTI:

Il diavolo alle quattro“, 1961, di Mervyn LeRoy, con Spencer Tracy e Frank Sinatra: Imdb + streaming.

Atlantide. Il continente perduto“, 1961, di George Pal, con Sal Ponti, Joyce Taylor e John Dall: Imdb.

Ormai non c’è più scampo“, 1980, di James Goldstone, con Paul Newman, Jacqueline Bisset e William Holden: Imdb + streaming.

Joe contro il vulcano“, 1990, di John Patrick Shanley, con Tom Hanks e Meg Ryan: Imdb + streaming (è una commedia sentimentale).

Marabunta. Minaccia alla Terra“, 1998, di Jim Charleston e George Manasse, con Eric Lutes, Julia Campbell e Mitch Pileggi: Imdb + streaming.

Volcano“, 2004, di Mark Roper, con Chris William Martin e Antonella Elia: Imdb + streaming.

Allarme Vulcano” (aka: Disaster zone. Vulcano a New York), 2006, di Robert Lee, con Costas Mandylor, Michael ironside e Alexandra Paul: Imdb + streaming.

Magma. Disastro infernale“, 2006, di Ian Gilmore, con Peter Shepherd e Amy Jo Johnson: Imdb + streaming.

Super eruption“, 2011, di Matt Codd, con Richard Burgi, Juliet Aubrey e MyAnna Buring: Imdb + streaming.

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INTEGRAZIONI:
Non è cinema, ma teatro in tv (ora sul web). Si tratta della commedia “Cupido scherza e spazza” (1932) di Peppino De Filippo, in cui viene pronunciata questa battuta: «Tu sei poeta, tu tieni nu core ‘mpietto che nun è nu core, chisto è nu Vesuvio; tu tieni ‘o Vesuvio ‘mpietto, nu Vesuvio che canta, che suona!» (QUI il video al minuto esatto: 38’39”, in una rappresentazione del 1962).

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Una celebre battuta del cabaret de “La Smorfia” tratta dallo sketch “Il basso“:

– Professore (Arena): «In seguito ad approfonditi studi posso affermare che l’interno del Vesuvio è pieno di purè di patate. Basterebbe solo lo sfruttamento di questa risorsa per risolvere tutti i problemi di Napoli. Noi, noi, soltanto noi possiamo aiutarvi! Ma che ne sapete voi dei vostri problemi? Li abbiamo studiati per anni!».
– Signor Salvatore (Troisi): «Ma voi volete aiutarmi? Non lo so, io vedo a chisto che fa accussì…».

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AGGIORNAMENTO del 18 gennaio 2015:
Nel 1926 Rex Ingram girò a Nizza “Mare Nostrum“, un classico del cinema muto. Per alcune scene fu costruito un fondale col Vesuvio fumante, come in questa foto tratta dal libro “La présence du cinéma américain à Nice et sur la Cote d’Azur“, 2014 (un estratto con i ruderi di Pompei è qui):

Immagine tratta dal volume “La présence du cinéma américain à Nice et sur la Cote d’Azur”, 2014.

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INTEGRAZIONE del 18 maggio 2015:
Sul finire degli anni Settanta il regista Sergio Edward Linchi realizzò il documentario in 16mm “Napoli e la zona vesuviana“, in cui mostrò le caratteristiche paesaggistiche e storiche, architettoniche ed archeologiche dell’area del ‪#‎Vesuvio‬.
Il filmato è stato recuperato e digitalizzato da Ludovico Mosca che, con generosità, rende disponibile a tutti noi il suo prezioso archivio audio-visuale sulla Penisola Sorrentina e i suoi dintorni.
Il video, di 17 minuti, è disponibile QUI.

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INTEGRAZIONE del 18 settembre 2015:
Noi insozziamo il Vesuvio, lo sfregiamo, lo bruciamo e lo abbandoniamo, mentre invece i giapponesi vi ambientano le storie di uno dei personaggi più celebri della storia dei manga, Lupin III:

Fonti: “La Repubblica” (16 settembre 2015) e “FanPage” (17 settembre 2015).

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8 thoughts on “Vulcani di celluloide

  1. Ciao, ricordo un vecchio film della mia gioventù da proiezionista, si chiamava “Il diavolo alle quattro” ricordo Spencer Tracy tra gli attori e forse pure Frank Sinatra!
    Torna presto

  2. Grazie del titolo, “Il diavolo alle 4” non lo conoscevo.
    Sto cercando il link per lo streaming, ma niente. Ho trovato, però, un download in spagnolo: qui (ma ci vuole una password che non conosco, uff). La scheda del film è su IMDb. In ogni caso, il dvd italiano è in vendita su Amazon.

    Cercando, ho trovato “10.5 Apocalypse“: IMDb e streaming (in inglese), ma mi sembra dedicato ai terremoti… roba da poco, insomma… (brrrrr!)

    Il mio sguardo è costantemente rivolto al Vesuvio. Voglio tornarci quanto prima.
    Ora ti mando qualche foto che ho scattato stamattina dal mare.

    • Ho appena terminato di vedere “Il diavolo alle 4“. Non male. Ma la colonna sonora, in pieno stile “film d’avventura anni ’60”, mi ha particolarmente colpito: è una vera protagonista della storia, un commento alle immagini in piena regola: m’è piaciuta parecchio. E poi Spencer Tracy è grandioso (una delle sue prime battute m’ha fatto scoprire che “la Francia era la figlia prediletta della Chiesa”, almeno così la intitolò Clodoveo I, dice wikipedia…). E Frank Sinatra è molto ironico e poi, ovviamente, romantico.
      L’esotismo, le parti avverse che si fronteggiano sulla gestione dell’eruzione, quelli che negano la pericolosità del vulcano per non compromettere l’economia turistica e quegli altri che invece fanno gli eroi salvando indigeni e bambini (e questi due tipi di personaggi si confondono sempre tra loro…) mi ricordavano “Ormai non c’è più scampo“, con Paul Newman. Ma quest’ultimo è più recente ed evidentemente attinge ampiamente dal “Diavolo alle 4”, però banalizzandolo.

      Prima, però, avevo visto anche “Volcano“, di Mark Roper, con Chris William Martin e Antonella Elia, del 2005. Un film semplicemente osceno, inguardabile, intollerabile. Lo segnalo solo per rigore archivistico: Imdb.

  3. New 7 Wonders of Nature: vota il VESUVIO!

    Il Vesuvio è un bene culturale perché l’immaginario di larga parte della nostra società (italiana, occidentale e, forse, mondiale) vi lega significati precisi che spesso diventano simbolici.
    L’11 novembre 2011 si chiuderà il concorso internazionale per eleggere le “Nuove sette meraviglie della natura”. Tra le 28 finaliste c’è, appunto, il Vesuvio (a dimostrazione di quanto scrivevo brevemente qui sopra; e mi sembra carino inserire questo avviso in un post dedicato al cinema, vera e propria fabbrica dell’immaginario collettivo).
    Giunto a questo punto del concorso, dunque, penso che sia opportuno continuare a sostenere la candidatura del Vesuvio diffondendo la notizia tra i nostri contatti personali e, ovviamente, votandolo in prima persona al seguente link: http://www.new7wonders.com/archives/wonder/vesuvio-2?lang=it.

  4. Sul traghetto che da Napoli porta a Sorrento, lui fa il piacione con le turiste straniere, lei soffre le onde:

    Maresciallo Carotenuto (Vittorio De Sica): Caramè, distraiti, distraiti. Guarda il mare quant’è bello. Guarda il Vesuvio, ‘na vota teneva ‘o pennacchio, sembrava ‘na lucerna ‘e carabinieri; mò s’è schiattato!
    Caramella (Tina Pica): Pure lui è andato in pensione!

    (“Pane amore e…”, di Dino Risi, 1955, minuto 7’35” circa)

  5. Una civiltà nazistoide – tecnologicamente avanzata, ma politicamente arretrata – che schiavizza i diversi (gli stranieri) e vi effettua esperimenti eugenetici (alcuni vengono trasformati in bestie). Un regno sotto scacco di astronomi e guerrafondai, con un re suggestionabile ed una principessa innamorata d’uno schiavo. Soprattutto, però, un continente alle soglie dell’apocalisse in cui sono pochi coloro che ne hanno consapevolezza e sono in grado di leggerne i segni premonitori: la fuga degli insetti e degli uccelli, il vento inusuale che spira verso il mare, l’aumento del volume del magma intorno al cratere al centro dell’isola.
    Atlantide. Il continente perduto” (1961), di George Pal, con Sal Ponti, Joyce Taylor e John Dall. Un film mediocre, ma interessante se storicizzato: vi si scorgono l’ansia per la guerra fredda, la paura della scienza (della tecnologia, per meglio dire), la sfida alla natura, l’arroganza e la violenza di certi governi.
    – scheda imdb: http://www.imdb.it/title/tt0054642/
    – recensione: http://digilander.libero.it/abydosgate/html/sf/61-alc.htm
    – trailer: http://www.youtube.com/watch?v=zDCWnvBk-DI
    – – –
    Citazione interessante:
    Il sacerdote si rivolge all’ex-schiavo che controlla alcune arnie: “E’ vuota, come tutte le altre; le api ci hanno abbandonato. Ogni mattina, fino ad oggi, mi sono svegliato al canto degli uccelli; ora il silenzio annuncia il giorno. Forse sarà un istinto, chiamalo come vuoi, ma hanno il presentimento di una qualche sciagura. Una strana brezza soffia adesso con ogni marea trasportando foglie morte verso il mare aperto, i più umili insetti sembrano capire che in esso ormai risiede la sola via della salvezza; anche i semi rinnegano la loro madre terra. La natura prevede che la fine è prossima, ma l’uomo sembra essere sordo a questi presagi“. (minuto 55 circa).

  6. Scongiurando l’eruzione reale, dalla seconda metà di luglio 2013 a Napoli è possibile vivere un quarto d’ora di quella, virtuale, del 79 dC. La spettacolarizzazione del Vesuvio continua con un film in 3D. Eccone la presentazione tratta dal website ufficiale:
    «Nella Stazione Marittima di Napoli, al centro di Napoli, tra terra e mare, il Teatro Multimediale i3D/multiD, invita, grandi e piccini, a rivivere una grande esperienza immersiva,”VESUVIODAMARE”. Come una macchina del tempo capace di trasferirci in altre epoche, un sofisticato impianto di multiproiezione stereoscopico consentirà di rivivere tutte le fasi della spettacolare eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che ha provocato la distruzione delle città di Ercolano e Pompei».
    Continua QUI.

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