“Quando facette ‘a lava”

Traggo le informazioni seguenti sull’eruzione vesuviana del 1944 dal website dell’Osservatorio Vesuviano:

«[…] la lava si stava inoltrando tranquillamente lungo la strada principale, e ad una cinquantina di metri dal margine di questo cumulo di scorie che lentamente avanzava, una folla di diverse centinaia di persone, in gran parte vestite di nero, pregava inginocchiata. […] La lava si muoveva alla velocità di pochi metri all’ora, e aveva coperto metà della città con uno spessore di circa 10 metri. La cupola di una chiesa, emergendo intatta dall’edificio sommerso, veniva verso di noi sobbalzando sul suo letto di cenere. L’intero processo era stranamente tranquillo. La nera collina di scorie si scosse, tremò e vibrò un poco e blocchi cinerei rotolarono lungo i suoi pendii. Una casa, prima accuratamente circondata e poi sommersa, scomparve intatta dalla nostra vista. Un rumore da macina, debole e distante, indicò che la lava aveva cominciato a stritolarla. Vidi un grande edificio con diversi appartamenti, che ospitava quello che chiaramente era stato il miglior caffè della città, affrontare la spinta della lava in movimento. Riuscì a resistere per quindici o venti minuti, poi il tremito, gli spasmi della lava sembrarono passare alle sue strutture e anch’esso cominciò a tremare, finché le sue mura si gonfiarono e anch’esso crollò.
Su tutte le statue che affrontavano la lava dominava in tutti i sensi, per dimensioni, per numero di persone che reggevano la piattaforma, quella dello stesso San Sebastiano [probabilmente, invece, San Giorgio]».

(l’agente dell’Intelligence Service britannico Norman Lewis, testimone dell’eruzione, nel suo libro “Naples ’44“, 1978)

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CRONOLOGIA:

  • 13 marzo: il conetto di scorie che emergeva all’interno del cratere (prodotto dall’attività successiva al 1906) iniziò a collassare preannunciando l’inizio dell’eruzione.
  • 18-21 marzo, dalle 16:30 (del 18 marzo) alle 17:00 (del 21 marzo): l’eruzione ebbe inizio con un aumento sostanziale dell’attività stromboliana e con intensa attività effusiva caratterizzata dall’emissione di piccole colate lungo il versante orientale e meridionale del Gran Cono. Seguì a breve distanza di tempo un’ulteriore colata sul versante settentrionale che procedendo poi verso occidente raggiunse nella mattinata del giorno 21 gli abitati di SSV e MdS, devastandoli.
  • 21-22 marzo, dalle 17:15 (del 21 marzo) alla mattinata del 22 marzo: una violenta attività esplosiva pose fine all’alimentazione lavica e diede inizio a spettacolari fontane di lava alte fino a 2 km. Tale attività durò fino alla tarda mattinata del giorno 22 marzo.
  • 22-23 marzo, dalle 12:00 (del 22 marzo) alle 14:00 (del 23 marzo): questa fase fu caratterizzata dalla formazione di una colonna eruttiva sostenuta alta fino a 6 km e dispersa dai venti in direzione SE. Parziali collassi della colonna diedero luogo a piccoli flussi piroclastici lungo i fianchi del cono.
  • 23-29 marzo, dalle 14:00 (del 23 marzo) al 29 marzo: in questa fase ebbero luogo numerose esplosioni freatomagmatiche (generate dall’interazione del magma con l’acqua superficiale) associate ad intensa attività sismica. Si osservarono piccoli flussi piroclastici e hot-avalances (frane di materiale incoerente ancora caldo) lungo i fianchi del vulcano. Il 24 marzo un’intensa emissione di cenere chiara imbiancò gran parte del cono. L’attività andò progressivamente diminuendo fino a cessare del tutto il 29 marzo.

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DESCRIZIONE:

«[…] I paesi più danneggiati dai depositi piroclastici da caduta furono Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. Gli abitanti di SSV, di MdS e di Crcla, circa 12.000 persone, furono costretti all’evacuazione. Napoli fu favorita dalla direzione dei venti che allontanarono dalla città la nuvola di cenere e lapilli.
L’eruzione del 1944 è l’ultima eruzione del Vesuvio e segna la transizione del vulcano da stato di attività caratterizzato da condizioni di condotto aperto a condizioni di condotto ostruito, in cui ci troviamo attualmente».

I danni prodotti dall’eruzione furono:

  • 26 persone morte nell’area interessata da ricaduta di ceneri a causa dei crolli dei tetti delle abitazioni;
  • 2 centri abitati in parte distrutti dalle colate laviche;
  • 3 anni di raccolti persi nelle aree interessate da ricaduta di ceneri.

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AGGIORNAMENTO del 16 settembre 2014:
In un vulcano esplosivo come il Vesuvio la colata lavica è l’effetto meno letale; ben più pericolosi, infatti, sono i flussi piroclastici e le nubi ardenti. Tuttavia, considerando l’enorme antropizzazione del nostro vulcano, MalKo ci ricorda che dovremmo temere anche le lave (anche tra i commenti qui in basso).

Carta storica delle lave vesuviane.

Tra onde e vulcani, Hokusai

AGGIORNAMENTO del 24 febbraio 2014:
A partire dal 1° aprile 2014, a scaglioni, gli evacuati della zona di Fukushima torneranno nelle loro case d’origine. I primi saranno 300 abitanti di Tamura, una città vicino alla centrale nucleare, e nei prossimi due anni rientreranno fino a 30.000 persone. Lo scrive Frédéric Charles su “Radio France Internationale”: Japon: des réfugiés de Fukushima autorisés à rentrer chez eux.

Fermate il mostro

Un tema importante nel rapporto tra il vulcano e le comunità che abitano lungo le sue pendici in questo periodo storico è quello della spazzatura. L’area del PNV, oltre che dalla pressione antropica “classica” (traffico automobilistico, colate di cemento e asfalto, cave, incendi e quant’altro), soffre anche per tutto quel che gira intorno all’enorme problema dei rifiuti. Tra discariche legali e illegali, crisi endemiche ed emergenze cicliche, raccolta (poco) differenziata e sversatoi d’ogni tipo, il parco nazionale più piccolo d’Italia è costantemente sotto assedio.
A mio avviso, l’elaborazione culturale del rischio vulcanico, in quest’epoca, passa (anche) per la monnezza. Non so quanto posso generalizzare alle varie comunità vesuviane, ma certamente tale condizione ha un ruolo nella percezione degli abitanti di SSV. Penso, in particolare, alla querelle intorno ad una controversa fumarola nei pressi del centro abitato: si tratta di attività vulcanica o dello sfiato di una vecchia discarica poco distante?
Ma non è questo il momento e la sede per parlarne.
Mi sono accorto, invece, che non avevo ancora un post espressamente dedicato alla questione rifiuti. Me lo ha suggerito un’intervista all’assessore all’ambiente del comune di Erc-no pubblicata da Ciro Teodonno oggi (1 marzo 2011) sul “Mediano“:

LE DIFFICOLTÀ DI UN AMMINISTRATORE LOCALE
di Ciro Teodonno
In una crisi dei rifiuti, più assopita che risolta del tutto, abbiamo incontrato l’assessore all’ambiente Salvatore Cristadoro per capire la disparità di esito della raccolta differenziata ercolanese rispetto a quella di altri comuni del Vesuviano.

La visione che ogni mattina si dipana davanti i nostri occhi è quella di una Benedetto Cozzolino puntellata di collinette d’immondizia. Lo spettacolo quotidiano che da anni si scorge dal finestrino della propria autovettura, lungo il tragitto di chi la percorre per lavoro è quello di una città abbandonata a sé stessa.
Abbiamo deciso perciò di voler capire e andare al di là del luogo comune e di quella barriera insormontabile che separa il cittadino dalla pubblica amministrazione. Un divario sorretto da cose covate e sottaciute ma spesso non dette e che vogliono gli amministratori distanti e indolenti. Abbiamo voluto quindi conoscere il diretto interessato all’ecologia e chieder ragione dello stato dell’arte nella città degli scavi. L’assessore Cristadoro è persona aperta e si dimostra subito disponibile e senza remore nel toccare lo spinoso argomento.
Assessore, nel vesuviano esistono per fortuna realtà più felici dal punto di vista dei rifiuti, come ad esempio SSV ma se paragoniamo Erc-no con P-ici il contrasto è forse più forte, trattandosi di una realtà abitativa e demografica simile …

«A SSV quanti abitanti sono … e P-ici, è anch’essa una realtà differente …».
Ha un’alta densità di popolazione …

«Sì ma basata su una bassissima estensione del territorio …».
…appunto!

«È più facile fare la raccolta differenziata! L’abitato è circoscritto ed è così più facile fare la raccolta essendo tutta residenziale. Quando ho raccolto l’incarico, lo scorso giugno, la raccolta differenziata era al 26%, oggi l’abbiamo al 32,8%. Pochissimo rispetto al 35% di raccolta, previsto al 31-12-2010, poi prorogato al 30 giugno 2011. C’è ancora il 50%, al momento stabilito entro il 31 dicembre 2011, previsto dalla provincia. Avendo quindi trovato questa situazione ho dovuto combattere dal basso e su più fronti, Erc-no è assai diversa dagli altri territori ha un estensione diversa, sul territorio abbiamo inoltre meno di 50 vigili urbani per controllarlo, un altro problema è costituito anche dall’alto abbandono di cani sul nostro territorio. Questo rientra anche nell’ambito dell’ecologia poiché spendiamo circa 330.000€ all’anno per il mantenimento del canile appaltato a un privato nella provincia di Caserta».
Ma non c’erano anche le guardie “eco-zoofile”?

«Certo! È stata la prima cosa che ho fatto, mi sono battuto per trovare i soldi per queste guardie ambientali ma non hanno avuto ancora la conversione dei decreti. Quelli che danno un valore al titolo che gli permette di scendere per strada».
Sì ma dov’è il blocco burocratico?

«C’è un dirigente comunale, nella persona del comandante dei vigili urbani, doveva fare la determina di convenzione, affidare loro una piccola sede nel palazzo Borsellino e convertire i decreti. Pare, pare, che venerdì scorso sia stato completato tutto e che, da qui a breve, vedremo i primi risultati di questa collaborazione. Comunque quando ho parlato dei vigili urbani, di quei 47, molti hanno la causa di servizio che non gli permette di fare servizio stradale e così il comandante si trova a gestire solo quattro squadre di quattro agenti, è una tragedia! In un paese di 50.000 abitanti è una vera tragedia! To-de-Gre, agisce con 130 vigili! Si saranno fatti anche degli errori in passato ma non è facile assolutamente gestire un territorio come quello ercolanese con quello che abbiamo a disposizione».
Anche la logica della sanzione potrebbe avere un suo risvolte educativo; quello che vedo per strada non è sempre differenziato!

«Parco Serena ha finalmente adottato il nostro metodo, il “porta a porta spinto”, con l’utilizzo di bidoni interni al parco, con la differenziazione nelle quattro/cinque tipologie…».
…non ho capito, i parchi hanno la libertà di gestire questa cosa?

«No, faccio l’esempio di Parco Serena, sulla Via Benedetto Cozzolino, dove oggi si vede la voragine per terra! Prima c’era il cumulo di spazzatura fisso, non proveniente solo dal parco ma anche dai cittadini di SSV! Come accade in Via della Barcaiola o in Contrada Patacca. È vero che ci sono le isole felici ma ci sono molte persone che io conosco e posso anche additare e che sarei ben lieto di beccare…».
…e fate bene!

«…queste scendono da Via Panoramica Fellapane, si fanno la stradina laterale e sversano. E parliamo di rifiuti domestici! Non parliamo poi di rifiuti industriali! Non solo noi di Erc-no siamo un popolo di “pezzari”! Ma anche a SSV ci sono tanti depositi! Gli stracci ci costano 46 centesimi a quintale ma non ci sono solo questi, ci sono anche i copertoni, ogni tanto ci scaricano qualche TIR sul Vesuvio e per non parlare dell’amianto!».
Sì ma torniamo alla differenziata.

«Stiamo adottando su tutto il territorio cittadino una raccolta differenziata che doveva andare a pieno regime entro novembre ma purtroppo ci sono ancora un sacco di falle. I tre piani sono: distribuzione ai parchi, interni e periferici al nucleo cittadino, dei bidoncini per la raccolta differenziata da 240 o da 1.100, a seconda della tipologia del condominio, evitando così la spazzatura per strada e la distruzione dei marciapiedi da parte della ditta che si occupa della raccolta e che abbiamo denunciato e che dovrà provvedere nel riparare!»
Qual è la ditta?

«La Multiecoplast. Questa dovrà prelevare tutti i giorni la differenziata. Poi, come seconda tipologia di raccolta, abbiamo quella del centro urbano “non storico”, dove pure ci saranno i bidoncini, il calendario, il tirar fuori la differenziata giornaliera che sarà prelevata la mattina successiva. Infine, la tipologia del centro storico dove ci sono le “micro-isole ecologiche”, recintate e sempre con i bidoni. Visto che, nel “basso”, non c’è spazio neanche per camparci, si figuri se hanno lo spazio per i mastelli! Speravamo che funzionasse, purtroppo, e qui ritorno sulla difficoltà di applicare un corretto controllo, risulta che Erc-no non è un popolo di svedesi, così come le isole felici non sono tali da come possono sembrare attraverso le trasmissioni televisive!».
La precedente amministrazione aveva ben messo in chiaro la logica della sanzione rendendo addirittura pubblico l’elenco di chi infrangeva la legge…

«…e quant’è durato tutto, sessanta giorni? Lei sa benissimo che i dipendenti pubblici, come quei quaranta vigili, con tutti gli acciacchi, se ben incentivati economicamente, scenderebbero in strada probabilmente anche di notte! Noi questi incentivi non li abbiamo, quest’anno abbiamo avuto un altro taglio di due milioni e mezzo di euro dal passaggio di fondi dallo stato. Io ci vorrei arrivare ai limiti di legge per la raccolta, non so se ci riuscirò ma ci vorrei provare ad arrivare al 50%. Sono disposto a raccogliere personalmente le denunce ma tra il dire e l’agire, nel pubblico, c’è realmente il mare di mezzo! Se hai un’idea non la riesci a mettere subito in campo ma mettere tanti e tali paletti che alla fine devi seguire per forza quel tragitto».
Per quel che concerne l’Ammendola/Formisano, lì c’è il sito di stoccaggio provvisorio che dal 2008 sta ancora lì!

«Il 27 dicembre ho incontrato l’assessore regionale Giovanni Romano per chiedergli la bonifica del luogo come ci aveva promesso il commissario di governo e soprattutto il sostegno al mantenimento dei costi dell’Ammendola/Formisano. A noi quel sito, impostoci dal commissario di governo, ci costa circa 100.000 € l’anno! Ad oggi, 28 febbraio, nessuno è venuto a verificare il da farsi per quella bonifica. Anzi, facciamo parte del disegno di una delle ipotetica discariche previste sul territorio vesuviano. Al momento non abbiamo notizie certe ma c’è un’intervista del 29 gennaio a Cesaro, che individuava, tra i vari buchi da otturare, anche una cava di Erc-no; due ce ne stanno, l’Ammendola/Formisano e la Fiengo! Al piano regionale che porteranno all’attenzione di Caldoro c’è quest’ipotesi».
Contrada Castelluccio è una discarica a cielo aperto, pezze, materiale edile di risulta ma anche copertoni e amianto, può dirci qualcosa a riguardo?

«Noi avevamo un vecchio progetto, del 2008, un impianto di compostaggio in quella zona (limitrofa all’Ammendola/Formisano ndr.) e ci siamo fatti avanti con l’assessore provinciale per uno dei tre siti provinciali di compostaggio, avendone già il progetto e con la possibilità di bonificare Novella-Castelluccio. Tra l’altro in quella zona, nient’altro che una strada poderale, avevamo in cantiere un raddoppio della Benedetto Cozzolino rendendo quest’ultima una zona commerciale. Sarebbe una bella cosa, già ci provammo nel 2008, adesso stiamo insistendo più di prima, proprio perché vogliamo evitare la discarica!».

Nota: Il titolo del post riprende quello di una canzone di Agnese Ginocchio contro le discariche: audio mp3.

ALTRI ARTICOLI:
– Ciro Teodonno, Rifiuti, zona rossa e siti di stoccaggio (23.03.11, qui)
– Ciro Teodonno, Il ritorno all Rotonda di Boscoreale (01.04.11, qui)
– Redazionale, Report e le cave (con video) (04.04.11, qui)
– Ciro Teodonno, La riscossa della Zona Rossa (09.04.11, qui)
– Rete dei Comitati vesuviani, Adesione a Zero Waste Italia (verso Rifiuti Zero) (03.05.11, qui)
– Redazionale, Incendio nel  Parco del Vesuvio arriva alla discarica di Terzigno (29.08.11, qui)
– Ciro Teodonno, Siamo stati alla cava Sari: è una bomba ecologica (10.12.11, qui)
– Ciro Teodonno, Le discariche di San Sebastiano al Vesuvio (14.07.13, qui)

ALTRA FONTE:
Il blog “SSV News. Informare Documentare Sensibilizzare” archivia sotto il tag “discariche” tutti i post relativi a piccoli e grandi sversamenti illegali di immondizia nel territorio del paese. Ecco alcuni tra i titoli più recenti (riprodotti tra i commenti):
– “Sversamenti illeciti di rifiuti, lo scempio che si consuma alle falde del Vesuvio“, 03.03.11
– “Rifiuti in Via degli Astronauti“, 23.02.11
– “Aggiornamenti sulla microdiscarica“, 29.01.11
– “Microdiscarica in Via Cupa Monaco Aiello“, 16.01.11

UNA MAPPA DELLE DISCARICHE SAN SEBASTIANESI DEL 2011
(con qualche aggiornamento successivo)