Verso le elezioni comunali

La prossima primavera a SSV ci saranno le elezioni per il rinnovo della carica di sindaco e dei consiglieri comunali. I programmi, i temi, i comizi, i manifesti, gli slogan, le fotografie… Sarà un momento carico di stimoli e spunti, tutti da ascoltare e da osservare. La storia politico-istituzionale del paese, negli ultimi 50 anni, è strettamente legata ad un paio di persone e, a mio avviso, ciò ha contribuito a plasmare il senso dei luoghi e del rischio che vi è legato. Già questi ultimi mesi di mandato saranno piuttosto interessanti perché probabilmente non mancheranno proposte e delibere che avranno più il sapore di azioni rivolte alla tornata elettorale che quello del progetto disinteressato e lungimirante (qualcuno, ad esempio, interpreta in questa maniera l’annuncio della costruzione di una nuova chiesa).
Comunque sia, non potrò non fare attenzione a questa particolare occasione. Pertanto, oggi comincio ad archiviare notizie ed opinioni di natura politico-elettorale grazie ad un breve articolo di Salvatore Esposito apparso su “L’ora vesuviana” del gennaio 2011:
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Capasso vorrebbe correre per Roma, ma Carpio “divide”

SSV – A pochi mesi dall’apertura delle urne elettorali per il rinnovo del consiglio comunale, lo scenario politico [di SSV] diventa sempre più ingarbugliato. Arendere più complesso il quadro é la posizione del sindaco Pino Capasso, che non ha sciolto ancora i dubbi sul suo futuro: correrà per la fascia tricolore oppure sarà lanciato a Roma, in caso di elezioni politiche anticipate? Se Capasso dovesse fare un passo indietro potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di ricandidare a guida del centro sinistra sansebastianese Silvio Carpio, soluzione che però avrebbe il veto sia dei socialisti che di una parte del Pd. In attesa che Capasso decida, nel centro sinistra le acque restano agitate. I socialisti chiedono da mesi, senza avere risposta, un tavolo politico per discutere di alleanze e programma. In casa Pd, invece, la situazione é sempre più difficile. Anche a seguito dell’ultimo congresso che ha eletto Mazzocchi coordinatore, la componente “critica” del partito (Lello Aratro, Biagio Pizzo e Luigi Mondini), ha deciso di non partecipare al coordinamento cittadino. Critico con il partito il vice sindaco Biagio Pizzo, che non ha escluso la possibilità di non ricandidarsi. “Auspico – ha dichiarato Pizzo – maggiore discussione e dibattito nel Pd, se cosi non dovesse essere credo che vengano meno le condizioni di una ricandidatura. Il confronto fa parte della mia cultura politica, e su questo punto non transigo”.
[Fonte]

Altri articoli:

    • Ciro Teodonno, Rifondazione comunista: “Noi unico presidio allo strapotere dei Capasso”, 20.03.2010, “Il mediano”
    • Salvatore Esposito, Il Pdl si organizza e il Pd ricandida Capasso tra malumori e dissenzi, febbraio 2011, “L’ora vesuviana”
    • Salvatore Esposito, L’ammutinamento in casa Capasso e le anime dentro il Pd, marzo 2011, “L’ora vesuviana”
    • Salvatore Esposito, Pd da solo senza Socialisti e Rifondazione, Pdl indeciso e una terza lista, aprile 2011, “L’ora vesuviana”
    • Ciro Teodonno, I giovani incontrano i partiti, 14 aprile 2011, “Il mediano”
    • Le opposizioni pronte al voto, già tre liste, 8 aprile 2011, “Elezioni News Campania”
    • Paolo Perrotta, I candidati a SSV, 17 aprile 2011, “L’ora vesuviana”
    • Salvatore Esposito, Una poltrona per tre: tutti contro Pino Capasso, maggio 2011, “L’ora vesuviana”
    • Salvatore Esposito, Dopo 60 anni i socialisti fuori dal Consiglio, maggio 2011, “L’ora vesuviana”
    • P.P., Tra destra, sinistra e centro ha vinto la comunicazione, maggio 2011, “L’ora vesuviana”
    • Ciro Teodonno, La verità sull’esclusione dei socialisti, 27 aprile 2011, “Il mediano”
    • Ciro Teodonno, Il Popolo di SSV: siamo noi la lista vincente!, 29 aprile 2011, “Il mediano”
    • Ciro Teodonno, Michele Capasso: “A SSV i giochi li decidiamo noi!”, 2 maggio 2011, “Il mediano”
    • Ciro Teodonno, La Federazione della Sinistra, la loro SSV, 7 maggio 2011, “Il mediano”
    • Ciro Teodonno, Uniti per SSV: «A noi interessa la sfida sui contenuti», 12 maggio 2011, “Il mediano”
    • Ciro Teodonno, SSV. Il confronto tra i candidati a sindaco13 maggio 2011, “Il mediano”
    • Salvatore Esposito, SSV, campagna del fair-play14 maggio 2011, “Il Mattino”
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RISULTATI ELETTORALI del 16 maggio 2011:
(clicca sull’immagine, tratta da Repubblica.it, per ingrandirla)
Giuseppe Capasso: 3.941 voti (74,44%), Lista Civica – Uniti per San Sebastiano
Gennaro Manzo: 840 voti (15,86%), Lista Civica – il Popolo di San Sebastiano
Natale “Roberto” Di Bernardini: 513 voti (9,69%), Federazione della Sinistra (Prc + Pdci)
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COMMENTI ai RISULTATI ELETTORALI:
  • Redazionale, Vittoria bulgara per Pino Capasso, 16 maggio 2011, “L’Ora Vesuviana”
  • Armando Madeo, Capasso ampiamente riconfermato, 16 maggio 2011, “Il gazzettino vesuviano”
  • Ciro Teodonno, Il lunedì elettorale di SSV, 16 maggio 2011, “Il mediano”
  • Ciro Teodonno, SSV sceglie la continuità, 17 maggio 2011, “Il mediano”
  • Salvatore Esposito, Premiata la dinasty Capasso, 17 maggio 2011, “Il Mattino”
LA NUOVA GIUNTA COMUNALE:
  • Ciro Teodonno, S’INSEDIA LA NUOVA GIUNTA ED È SUBITO POLEMICA , 8 giugno 2011, “Il mediano”
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20 thoughts on “Verso le elezioni comunali

  1. UN’INTERVISTA DI UN ANNO FA, MA CHE PUO’ ESSERE ANCORA ATTUALE:

    “Il mediano”, 20 marzo 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=9144

    SSV, RIFONDAZIONE COMUNISTA: ’NOI UNICO PRESIDIO ALLO STRAPOTERE DEI CAPASSO’
    Ciro Teodonno
    “In città mancano strumenti di partecipazione per un dibattito aperto a tutti” commentano il consigliere Giordano ed il segretario Petrone. I due esponenti della sinistra locale indicano nel rimborso della Tarsu uno dei motivi dell’uscita dalla giunta.

    Recentemente è apparsa una nota su Facebook, dove il circolo di Rifondazione Comunista di SSV criticava alcuni atteggiamenti dell’attuale amministrazione locale. Abbiamo colto lo spunto di questo nuovo contesto politico, quello offerto dal famoso social network, per sentire la voce dell’unica opposizione politica attiva nel piccolo paese vesuviano, regno incontrastato e duraturo della famiglia Capasso.
    Abbiamo perciò incontrato Eugenio Giordano, consigliere comunale e come sembra unico elemento oppositivo nell’ambito dell’assise sebastianese e Laura Petrone Segretario del circolo. Quella che segue è la loro visione del piccolo quanto controverso contesto locale. Ci risponde per primo il consigliere Giordano.

    Quali sono attualmente gli schieramenti politici a SSV?
    «Nelle ultime sommatorie il Partito Democratico possiede una maggioranza assoluta, all’interno di questa maggioranza esiste poi quella dei socialisti che fanno capo a Michele Capasso (cugino del sindaco Giuseppe Capasso ndr.) poi basta! Poi c’è l’opposizione che è rappresentata da noi, Stefano Mollo che però sembra esser uscito dai Verdi e che da un po’ non lo si vede e anche Montanaro, per il quale non so con quale schieramento o partito si sia schierato. Alle ultime amministrative faceva parte di una lista civica che si contrapponeva alla nostra, capeggiata dall’attuale assessore Sannino, e che dopo le elezioni ha subito una repentina trasformazione. La nostra aveva invece una netta connotazione di centro-sinistra, eravamo infatti noi di Rifondazione, lo SDI, la Margherita e i democratici di sinistra.»

    Fate parte ancora di questo schieramento?
    «No, da un anno e mezzo stiamo all’opposizione. Abbiamo avuto anche un assessore in giunta, Stefania Achella, per la Pubblica Istruzione ma ora siamo all’opposizione.»

    Cos’è che vi ha fatto uscire dalla maggioranza?
    «Noi abbiamo iniziato con un programma elettorale, tra i cui punti, per noi politicamente determinanti, c’erano gli strumenti di partecipazione. Perché noi ritenevamo, e riteniamo ancora oggi, che in un paese come questo, dove non ci sono tensioni sociali, che non possiamo definire a vocazione industriale, si può prestare benissimo a una sperimentazione. Un laboratorio di nuove idee, nuovi progetti. Tutto questo però lo si fa abbinando due componenti essenziali: quella della progettualità politica, che propone e quella dei cittadini. Noi quindi abbiamo fatto quell’alleanza proprio sulla base di questi principi.»

    Quindi, il non rispetto di questi principi, vi ha obbligato a lasciare la maggioranza?
    «No! Passata la fase emergenziale della crisi dei rifiuti, nella quale tutti ci siamo assunti la responsabilità di gestire la situazione, siamo arrivati a un bivio. C’era infatti la possibilità di restituire ai cittadini circa 80.000 € avanzati dal buon funzionamento del Piano Rifiuti, calcolabile nell’ordine di 10/15 euro pro capite all’anno, da decurtare dalla TARSU. Noi proponemmo al sindaco di non restituire tale somma, che alla fine era simbolica, e prendere l’intero ammontare per destinarlo a due progetti sociali, che avrebbero riguardato anche l’avviamento al lavoro. Ci siamo confrontati, ma, questa maggioranza ha ritenuto di seguire l’altra strada.»

    Quali erano questi progetti?
    «Non solo una decina di borse di studio per permettere di continuare gli studi ad alcuni studenti ma anche un progetto di avviamento al lavoro, nel senso che, chi si avvicinava a un mestiere aveva la possibilità, nell’avviamento, di accedere a un finanziamento (che poteva essere cofinanziato dalla Regione), questo sia per l’imprenditore che per il giovane. Quel tipo di scelta, diversa dalle nostre indicazioni, sommata anche alla questione del passaggio del candidato a sindaco dell’opposizione Sannino alla maggioranza ci ha messo in condizione di dire: “se voi volete seguire questa strada, noi non ci stiamo più!” e siamo passati all’opposizione.»

    Per quanto riguarda la nota pubblicata su Facebook, che ci riporta all’attualità, cosa ci può dire a riguardo?
    «Sì! Pubblicata su Facebook ma anche regolarmente protocollata al Comune! Coerentemente col nostro programma elettorale riteniamo che questo paese debba essere dotato di strumenti di partecipazione, quindi spazi di pubblica affissione, decentrati su tutto il territorio, per comunicazioni politiche e associative. Mi spiego meglio, se oggi andiamo a fare un giro per il paese, non solo ci accorgiamo che ci sono intere zone, che a livello urbanistico sono rovinate, ma, intere zone non sono neanche raggiunte da nessuna comunicazione politica e associativa. Questo, ovviamente, mette il cittadino in condizione di essere sempre più distante dalla vita reale del paese. Una vita politica che, tra virgolette, si limita, in questa amministrazione, a gestire la pura quotidianità. Non c’è alcuna volontà politica di fare scelte progettuali. Noi faremo una battaglia fortissima in quest’anno e mezzo che ci separa dalle comunali per informare il cittadino. Basta vedere che in occasione di queste elezioni regionali molte zone del paese non sono state raggiunte dalle comunicazioni elettorali, zone come Parco del Sole, i Catini, via Figliola.»

    A via Figliola se ben ricordo c’è uno spazio apposito per le comunicazioni pubblicitarie.
    «Sì, ma sono quegli spazi che ci sono da sempre, ma sono quelli pubblicitari, le comunicazioni politico/associative devono essere messe in lista assieme a quelle commerciali, noi riteniamo che le cose debbano essere completamente separate, noi non possiamo aspettare una turnazione per comunicare cose importanti per il paese. Ovviamente questo non lo diciamo soltanto per noi ma a favore della comunicazione politica e associativa di tutti. Nel nostro programma elettorale proponemmo anche i comitati di quartiere. San Sebastiano è un paese che si presterebbe a tutto questo, solo che bisognerebbe dotare i cittadini di strumenti, ripeto, di partecipazione. Cosa che all’epoca fu accolta con favore ma poi ci siamo accorti che non c’è alcuna volontà nemmeno di discussione politica! Infatti i consigli comunali, in questa legislatura, si fanno di sera perché noi, ma non solo, ci siamo battuti affinché così si facesse. Prima si svolgevano di mattina! Se poi i consigli comunali li fai di sera e non stimoli la partecipazione del cittadino attraverso mezzi di comunicazione allora è tutto inutile. Del resto i problemi non mancano, in questo paese ci sono risse continue, mancano controlli sulla viabilità e così via.»

    A proposito di mancanza di informazione, in una precedente intervista, ho chiesto al sindaco Capasso quale fosse stato il destino della centrale fotovoltaica di via Panoramica, da inaugurare entro il 2007, mi fu risposto che era in via di sperimentazione. Sapete darmi maggiori informazioni a riguardo?
    «No! E ti spiego perché non sappiamo niente. Perché non si è mai parlato di niente! Nel senso che qualche cosa l’abbiamo affrontata noi, nel senso che la questione delle fonti alternative d’energia pur essendo fondamentale, in un paese con così tante potenzialità queste non vengano messe a punto, senza neanche cercare di organizzare una consulta per discutere di queste cose. Ma poi discutere con chi? Non abbiamo interlocutori politici! Quando, noi abbiamo un’idea, una proposta, non troviamo nessuno dall’altra parte disponibile a discutere. I consigli comunali si riducono in un dialogo a due (noi e l’assessore Michele Capasso!). Un paese che vuole svilupparsi socialmente e culturalmente non può isolarsi, questo paese, e l’abbiamo detto più volte, si isola per quanto riguarda la questione del lavoro, noi abbiamo proposto un piano anticrisi, a sostegno dei lavoratori che si trovavano in cassa integrazione, anche stavolta c’è stata un’iniziale volontà di discussione ma tutto è caduto nel dimenticatoio.»

    Quale era, per sommi capi quest’iniziativa?
    «Era un pacchetto anticrisi che prevedeva un “paniere” di prodotti scontati e sgravi fiscali, come ad esempio quello sulla TARSU o sulle rette scolastiche, per coloro che si trovassero in cassa integrazione. Un’amministrazione che non aderisce poi a tutta una serie di manifestazioni di protesta, come ad esempio quella della FIAT, dove comuni a noi vicini, Ercolano, Portici, San Giorgio, hanno partecipato con i loro gonfaloni…Purtroppo, questo paese si isola, anche per quel che riguarda i beni confiscati alla camorra. Noi abbiamo proposto l’adesione all’associazione Libera, ma i due edifici confiscati presenti sul territorio sebastianese, sembra che siano entrambi destinati alle forze dell’ordine, il che mi sembra un po’ eccessivo! Se ne poteva fare un uso diverso.»

    Be’ certo! Se la funzione sarà come quella della caserma di via Falconi dove, a chi bussa per un intervento, risponde solo l’inamovibile piantone! Ma torniamo a questioni più politiche. Sappiamo che manca ancora un po’ alle prossime comunali ma qualora si profilasse una nuova opportunità di alleanza con l’attuale maggioranza sareste disposti al dialogo?

    (Interviene Laura Petrone Segretaria del Partito)

    «Innanzitutto tengo a specificare che il circolo di San Sebastiano è aperto da 10 anni, aperto tutto l’anno, e non è un comitato elettorale, è un circolo di compagni che discutono e scelgono la linea da seguire insieme. Così come abbiamo deciso insieme di iniziare l’avventura dell’alleanza, questo dopo anni di opposizione, esterna al Consiglio Comunale. Abbiamo valutato i pro e i contro di stare in amministrazione, questo insieme all’assessore Achella, che si è sempre confrontata col circolo, così come insieme abbiamo deciso di uscire dalla maggioranza. Penso che un’alleanza politica si possa fare soltanto su i contenuti politici, per cui, allo stato attuale non ci sono interlocuzioni che vanno in questa direzione.»

    Ciò significa che nonostante l’esperienza negativa sareste comunque disposti a nuove alleanze?
    «Siamo disposti a confrontarci! Poi valuteremo insieme».

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    COMMENTI:

    1) ingenuità politiche
    Carissimo Signor Teodonno, ho letto con estrema simpatia l’ intervista ai Miei Carissimi Amici di Rifondazione Comunista. Mio malgrado, ho sorriso. Ho sorriso leggendo della loro ingenuità.. politica. Ma davvero davvero, Miei Carissimi Amici, credevate che il sindaco capasso e la sua giunta Vi avrebbero lasciato spazio, anche solo per respirare politica? Credo abbiate dimenticato il vecchio adagio latino ” divide et impera “. Ve ne parlo a ragion veduta. Prima delle elezioni, l’ attuale opposizione, mise in lista dei personaggi. Ancor prima, dalla mia parte politica ci si sforzò in mille modi di tenere uniti i due partiti del Pdl: appunto Forza Italia ed An. Caso ” volle ” che, invece che andare uniti, siamo andati separati in casa. E, puntualmente, abbiamo perso un’ ottima opportunità. I voti furono ” equamente ” divisi. Contenti noi…. Subito dopo le elezioni, l’ attuale assessore sannino, decise di unire quelle ” sinergie ” delle quali ci aveva riempito la testa ” PRIMA ” delle elezioni. E, come tutti sappiamo, han fatto il salto della quaglia, il sannino ed un altro consigliere. facendo diventare la maggioranza, ancora più forte. Oh, di grazia, ma davvero davvero si sentiva il bisogno di UN ALTRO ASSESSORATO? Quello alla Polizia municipale? davvero davvero, vogliono farci credere che fosse COSI’ importante, quando PER DECENNI NON E’ MAI ESISTITO? e allora, diciamocela tutta: è stato il solito contentino per l’ ex assessore alla n.u. gallo, ” detronizzato ” da quell’ assessorato, a favore del ” figliol prodigo ” sannino. ragazzi, è storia patria, anzi.. cittadina. In tal modo, il sindaco capasso, ha raggiunto i ” soliti ” due obiettivi: ha ” vinto ” col 50.20 % ( un pò pochino, vista la storia politica del suddetto, vero? ); ha ” distrutto ” l’ opposizione ed a voi, per tenervi buoni, aveva dato il contentino dell’ assessorato allla pubblica istruzione. O sbaglio? E quando voi vi siete provati, povere anime, a dar fastidio, come GIUSTAMENTE, i vostri ideali politici vi impongono, han fatto in modo che usciste dalla maggioranza. E ancora: ma davvero davvero, Miei Carissimi Amici, credevate che vi avrebbero lasciato spazio sufficiente per presentarvi, domani, con un curriculum politico che avrebbe potuto fare ombra, per quanto in maggioranza, all’ attuale maggioranza. Pronta a ripresentarsi alle prossime elezioni comunali, con gli stessi personaggi? salto della quaglia o meno? Credetemi, provavo una stretta al cuore, quando vi ascoltavo, fra il pubblico, proporre qualche progetto. Ero SICURISSIMO che più di tanto NON avreste ottenuto. Ed è quanto è accaduto. Oddio, NON sto quì a proporvi, in una prossima occasione, di allearvi in lista con partiti che NON appartengono ai vostri ideali. In ogni caso, meditate, AMICI CARISSIMI, meditate. Con il solito immutato affetto, Vi abbraccio, Vostro capitano Umberto Vastarini.
    Autore: il capitano | Data: 24/03/2010 | Ora: 12.22.06

  2. Le elezioni si avvicinano, si comincia a parlare di candidati, di alleanze e di successioni…

    “L’ora vesuviana”, febbraio 2011

    Il Pdl si organizza e il Pd ricandida Capasso tra malumori e dissenzi [sic]
    di Salvatore Esposito

    SSV – equilibri precari e scenari ancora incerti. Questa la fotografia della situazione politica a SSV. In città il centro destra tenta di organizzarsi ed è alle prese con la ricerca del candidato sindaco, il centro sinistra il candidato alla fascia tricolore ce l’ha già: Pino Capasso, salvo ovviamente che non sia proprio lui a mandare tutto per l’aria impegnandosi in una campagna elettorale per la Camera o Senato se la situazione politica nazionale esplodesse e si andasse quindi diritti alle urne. Nel centro sinistra, e nel Pd in particolare, le acque però restano sempre ancora molto agitate. L’area del dissenso democratico (Aratro, Pizzo e Mondini), costituitasi a seguito dell’ultimo congresso cittadino, non pare essere disposta a mollare un solo centimetro delle proprie posizioni. I problemi del Pd non sono però solo sul fronte interno. Questione spinosa resta sempre il rapporto tra democratici e socialisti di SSV, infatti pare che anche in virtù delle prossime ridotte dimensioni della giunta, il Pd non sia disposto a garantire ai socialisti l’attuale visibilità: due consiglieri che allo stesso tempo sono anche i responsabili di assessorati di peso. Inoltre resta sempre da capire se in una alleanza di centro sinistra possa confluire anche Rifondazione comunista, questa ipotesi al momento pare molto lontana visti anche i rapporti ridotti solo alla formalità istituzionale con il Pd e con il sindaco Capasso. Intanto si seguono voci di corridoio che vorrebbero per la prima volta fuori dalla tornata elettorale l’acerrimo (ex) nemico del cugino sindaco, Michele Capasso che al suo posto sarebbe pronto a candidare suo figlio Vincenzo, animatore di una manifestazione (finita nel vuoto) contro l’assegnazione di spazi comunali a privati senza nessun bando pubblico.

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    “L’ora vesuviana”, marzo 2011, p.8

    L’ammutinamento in casa Capasso e le anime dentro il Pd
    Salvatore Esposito

    SSV – A pochi mesi dall’apertura delle urne non è ancora chiaro lo scenario politico. Il centro sinistra locale non riesce a trovare la squadra anche a causa delle difficoltà che da diversi mesi si registrano anche solo nel provare a discutere di una possibile composizione di una lista di candidati.
    In casa Pd sono in parecchi a storcere il naso e a chiedere Pino Capasso, sindaco uscente e papabile candidato per la fascia tricolore sansebastianese, un nuovo passo per definire candidati, alleanze e programmi elettorali con cui presentarsi agli elettori questa primavera. Se intanto non rientrano i “dissidenti” democratici Lello Aratro, Luigi Mondini e Biagio Pizzo (quest’ultimo aveva chiesto al sindaco maggiore coinvolgimento e collegialità nel prendere decisioni politiche), non nega forti dissapori con il primo cittadino sansebastianese l’assessore alla sicurezza Giorgio Gallo, il quale dopo mesi di diserzione è tornato a partecipare alle giunte comunali. “Il sindaco Capasso – ha commentato Gallo – deve farci sapere con chi intende allearsi e con quale programma intende presentarsi ai cittadini sansebastianesi. Non è più possibile andare avanti di questo passo, è necessario darsi una mossa se il centro sinistra vuole riconfermarsi alle prossime amministrative. Per quanto mi riguarda sono in standby e cerco di capire cosa accade, per le prossime comunali, non escludo nulla”.
    Ad accelerare nella richiesta di un confronto politico sempre su alleanze e programma sono anche i due assessori socialisti Agnese Sannino e Michele Capasso.
    Situazione ancora più complessa quella del centro destra sansebastianese che non ha ancora sciolto le riserve non facendo capire se intende partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo del prossimo consiglio comunale.
    In città diversi rumors hanno segnalato come molto attivi nella composizione di una possibile lista di centro destra sia l’imprenditore Ignazio Simeoli che Vincenzo Sannino, fratello dell’assessora Agnese Sannino.
    Qualche sorpresa potrebbe invece riservarla una possibile lista legata all’Udc, a questo proposito si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile lista centrista sostenuta dal consigliere Pd Pasquale D’Avino, da sempre vicino all’assessore regionale dell’Udc Pasquale Sommese.
    Un altro nome che intanto circola e che viene accostato ad una lista centrista è quello del consigliere di opposizione Leonardo Montanaro. A chiudere il cerchio Peppe Panico, pezzo da novanta del Pd (anche coi vertici delle segreterie provinciali e regionali): “Il Pd a San Sebastiano non ha affatto fallito i suoi obiettivi. Non meritiamo di esporci ai soliti franchi tiratori che con quattro voti pretendono candidature e assessorati. Se abbiamo coraggio, dobbiamo correre da soli”.

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    “L’ora vesuviana”, aprile 2011, p.7

    Pd da solo senza Socialisti e Rifondazione, Pdl indeciso e una terza lista
    Salvatore Esposito

    SSV – Da un lato il sindaco uscente del Pd Pino Capasso e dall’altro lato ex “compagni” di maggioranza e forze politiche vicine al centro destra. La riduzione della lista dei papabili al consiglio comunale dai sedici candidati ai dodici di oggi ha mietuto la prima vittima: salta l’asse politico tra Pd e socialisti.
    Michele Capasso, assessore socialista della giunta uscente ha così commentato la rottura che si è consumata nell’ex piccola Svizzera: “I socialisti sansebastianesi hanno una storia e una dignità politica da tutelare. Sbaglia chi pensa che la frattura tra noi e il Pd deve essere letta in virtù di un mancato accordo di poltrone, noi abbiamo posto questioni politiche che il Pd nei mesi scorsi non ha voluto affrontare”. Critico con il Pd anche il capogruppo uscente di Rifondazione Comunista, “Il Pd sansebastianese – ha commentato Eugenio Giordano – ha mostrato ancora una volta di non volere e di non sapere far politica rifiutando in maniera arrogante il confronto e convincendosi di una improbabile autosufficienza politica”. La scelta del Pd di correre da solo è difesa dal candidato a sindaco e fascia tricolore uscente Giuseppe Capasso, che ha dichiarato: “Abbiamo messo una ottima squadra di candidati al consiglio comunale che tiene conto di giovani e donne attive sul nostro territorio. Per il prossimo quinquennio – ha aggiunto Capasso – abbiamo un programma fitto di intereventi e realizzazioni per incrementare ulteriormente la qualità della vita a SSV, crediamo che questo sia possibile anche in virtù di una giunta più snella e agile”. Anche altre anime del Pd sottolineano la necessità di un governo della città più reattivo rispetto alle prossime sfide amministrative, “Partiti minori – ha infatti dichiarato il candidato del Pd Peppe Panico – nella passata giunta hanno spesso frenato la nostra azione amministrativa”.
    Sempre in tema di giunta sansebastianese, l’assessore uscente Giorgio Gallo dopo mesi di polemica con il sindaco Capasso ha confermato la sua volontà di non partecipare alle prossime elezioni amministrative, “sono in standby, con il tempo divergenze politiche ed amministrative hanno di fatto logorato il mio rapporto con il sindaco Capasso”, ha dichiarato Gallo. In queste ore i consiglieri comunali di opposizione Leonardo Montanaro e Stefano Mollo stanno lavorando ad una possibile lista di alternativa a Capasso, incertezze ancora sulla possibile leadership della lista, lista che potrebbe essere sostenuta anche dal leader degli imprenditori vesuviani Ciro Di Dato.

  3. “Il mediano”, 14 aprile 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13220

    SSV. I GIOVANI INCONTRANO I PARTITI
    Ciro Teodonno

    L’attivo Forum dei Giovani apre il confronto elettorale nella piccola Svizzera. Martedì sera, presso i locali della vecchia casa comunale, c’erano tutti i politici ma pochi i giovani interventi.

    A poco meno di un mese dalla tornata elettorale che vedrà il rinnovo dell’amministrazione comunale, il Forum dei Giovani della cittadina vesuviana decide di mettere le cose in chiaro e pone la politica davanti a un dato di fatto: la situazione giovanile locale non è priva di problematiche e ha bisogno di spazio e appoggio.
    Il Forum, rappresentato dal caparbio Vincenzo Capasso, ha le idee chiare e le espone con un power point ai presenti: «Le politiche giovanili investono tutti i campi della politica inerenti alla vita delle giovani generazioni. Esse sono trasversali a tutti gli ambiti in cui un’amministrazione opera». I giovani del Forum non hanno infatti dubbi e delineano tutte le possibili vie da seguire per uno sviluppo in versione under 30; dall’Europa alla regione, dalla provincia allo stesso comune; spetta ora alla politica farsi avanti e contemplare nei suoi programmi elettorali tutto il possibile per coadiuvare le iniziative giovanili e favorire chi deve affrontare l’arduo cammino progettuale ed è spesso costretto a districarsi nei meandri della burocrazia.
    In verità l’empatia non è mancata e una prima risposta c’è stata subito, e proprio durante la serata, se n’è fatto portavoce il consigliere Michele Capasso, padre del presidente del Forum, che dichiara pronto uno stanziamento del comune pari a 120.000 €, per la creazione di una sede per i giovani nel belvedere di via Piromallo (da anni chiuso e in stato di semi abandono). Vincenzo Capasso è parso alquanto soddisfatto per questa insperata svolta e in effetti dopo le insoddisfacenti destinazioni d’uso, prima del vecchio edificio comunale poi di buona parte del parco urbano, probabilmente s’era persa ogni speranza a tal riguardo.
    I convenuti (c’erano almeno due candidati alla poltrona di sindaco, quello uscente, Giuseppe Capasso e il candidato di Rifondazione Comunista, Di Bernardini) si sono mostrati dunque entusiasti e partecipi delle questioni esposte dal gruppo del Forum, riconoscendosi negli interlocutori, nei loro anni più verdi ma anche valutando la maggiore consapevolezza di chi li ha invitati al consesso. Girandomi attorno non ho potuto però fare a meno di notare che l’elemento centrale del dibattito, i giovani per l’appunto, era abbastanza scarso, nel senso che, l’età media dei presenti andava ben oltre, (ahimè!) compresa quella del sottoscritto, i cosiddetti anta.
    Senza togliere valore agli argomenti, posti da ragazzi tanto validi quanto intraprendenti, non si poteva non notare l’aver trascurato due fattori fondamentali, che nessuno ha toccato o voluto menzionare durante la serata. Senza voler soffermarsi sulla consolidata quanto visceralmente radicata logica gerontocratica, che tiene legati a posto e poltrona persone che farebbero bene a dedicarsi ai nipoti, non mi è sembrato, che nessuno dei presenti, oltre ai complimenti di rito, abbia accennato al vero problema di chi s’accinge ad affrontare il mondo; non solo quello di un’intrinseca e oggettiva difficoltà ma anche e soprattutto il fatto di doversi scontrare con chi, più avanti negli anni, è però costretto a spartire la magra fetta di mercato lavorativo presente oggi nel nostro paese.
    Costoro poi, con motivazioni ben più ampie e complesse, come ad esempio quella della necessità di dover portare avanti una famiglia, sono i rivali tristi e consapevoli di chi li segue o vorrebbe farlo nella scia della sopravvivenza lavorativa. Questa situazione, tutt’altro che superflua e socialmente ininfluente, mette in contrapposizione i ventenni di oggi contro quelli che potrebbero essere i loro padri o i loro fratelli maggiori, spesso costretti a reinventarsi un lavoro e ad aggrapparsi a quel poco di modernità che sanno per tirare a campare. Non trascuriamo poi, in un paese sempre più vecchio, quella fascia di pensionati ancora attivi che, per necessità o virtù, prolungano la loro vita lavorativa, sottraendo ulteriore spazio al già serrato mercato.
    Un altro problema fondamentale è quello del disimpegno dei giovani, quelli che non sono intervenuti al convegno, quelli che hanno “ben altro da fare”, quelli che preferiscono ancora seguire gli uomini forti del momento o il loro fido caporalato, quelli che, come i loro padri, non progettano e quelli che come loro hanno smesso di sognare. Si fa tanto un bel parlare dei giovani ma m’è sembrato che ancora una volta, la politica, abbia girato intorno all’argomento e che come spesso accade è politicamente corretto menzionare l’argomento ma opportuno sottacerlo all’indomani dell’esito delle urne.
    Ben venga dunque la rabbia di una ragazza che ha un certo punto ha messo in evidenza talune incongruenze di quest’aspro contesto, perché solo in questo modo, con l’indignazione, si formeranno quegli anticorpi tali per sopravvivere; peccato che quando questi saranno formati si sarà belli che stagionati e magari divenuti parte di quel contesto che tanto si era criticato. E intanto all’uscita, fuori del vecchio comune, la gioventù di SSV, quella che fa numero e consenso, era là, con lo stereo ad alto volume nelle loro insulse Smart mentre organizzano un improbabile botellón di inizio settimana e al fragore di forzose risate, votate al consenso partecipativo di uno spinello, mi avvio mestamente verso casa.

  4. “Elezioni News Campania”, 8 aprile 2011, http://www.elezioninews.it/?p=11192

    SSV. Le opposizioni pronte al voto, già tre liste

    Inizia a essere più chiaro lo scenario politico in vista delle prossimi elezioni. Se il Pd sansebastianese è ancora impantanato nella risoluzione di nodi cruciali, le opposizioni a Giuseppe Capasso – sindaco uscente e capogruppo dei democratici in Provincia – iniziano a muoversi dopo mesi di tatticismo. A oggi, infatti, sembrerebbe che almeno tre liste potrebbero essere intenzionate a lanciare la sfida a Capasso e al Pd: una lista guidata dal consigliere uscente Leonardo Montanaro con in appoggio il consigliere uscente Stefano Mollo, un’altra targata Rifondazione comunista – ex compagni di maggioranza del Pd, e infine, una terza lista potrebbe essere organizzata dal leader degli imprenditori vesuviani e segretario regionale di Rifondazione Dc Ciro Di Dato. «Mi auguro – ha detto il consigliere d’opposizione Montanaro – che ci sia uno scatto di orgoglio e passione degli elettori di SSV e di quegli amministratori di maggioranza delusi da questi ultimi anni di governo Capasso. I nostri cittadini meritano un sindaco che dopo la sua elezione si occupi seriamente e con passione dei problemi del territorio senza rincorrere velleità politiche in altre arene». Critico con la maggioranza e con il Pd il capogruppo di Rifondazione Eugenio Giordano. «Nelle scorse settimane – ha detto Giordano – abbiamo chiesto un confronto pubblico tra le forze politiche del centro sinistra e la cittadinanza per provare a fare una seria autocritica sulle questioni politiche e amministrative che non sono state a oggi ancora risolte.
    Il Pd di SSV ha mostrato ancora una volta di non volere e di non sapere far politica rifiutando in maniera arrogante il confronto e convincendosi di una improbabile autosufficienza politica». Quasi certa la discesa in campo anche di Ciro Di Dato, che però non chiude a possibili accordi con altre liste alternative al sindaco Capasso.

  5. “L’ora vesuviana”, 17 aprile 2011, http://www.loravesuviana.it/news/i-candidati-a-san-sebastiano-al-vesuvio-tre-liste-per-il-rinnovo-del-consiglio-comunale-a-pesare-sono-anche-gli-assenti-leonardo-montanaro-ciro-di-dato-stefano-mollo-michele-capasso-e-agnese-sa.html

    I CANDIDATI A SSV
    Tre liste per il rinnovo del Consiglio Comunale. A pesare sono anche gli assenti: Leonardo Montanaro, Ciro Di Dato, Stefano Mollo, Michele Capasso e Agnese Sannino
    Paolo Perrotta

    SSV – Alla fine, il Pd corre da solo, Rifondazione Comunista (era in giunta e a seguito di dissidi interni col sindaco, l’assessora Stefania Achella si dimise) pure, Il Pdl si è ricucito intorno al ruolo carismatico dell’imprenditore Gennaro Manzo e i Socialisti (gli ex assessori Michele Capasso e Agnese Sannino) restano al palo: fuori dai giochi per il rinnovo del Consiglio Comunale. Tuonano i nomi degli assenti più di quelli dei presenti. Fuori dai giochi anche Leonardo Montanaro, Stefano Mollo e Ciro Di Dato, impegnato fino all’ultimo minuto per presentare una lista indipendente che doveva contrastare la macchina elettorale targata Capasso. Fuori anche Giorgio Gallo, assessore uscente da diversi mesi in collisione con la sua squadra di governo. Tre liste, per il rinnovo del consiglio comunale, ecco i nomi.
    UNITI PER SAN SEBASTIANO (candidato a sindaco Giusepe Capasso, sindaco uscente e capo gruppo del Pd in Consiglio Provinciale). Andrea Addeo, Raffaele Aratro, Pasquale D’Avino, Veronica De Falco, Pasquale Filosa, Giuseppe panico, Biagio Pizzo, Gianlcua Sannino, Salvatore Sannino, Nunzia Riccardi, Vito Rivellini, Michele Zappalà.
    FEDERAZIONE DELLA SINISTRA (candidato a sindaco Roberto Di Bernardini). Stefania Achella, Sebastiano Corcione, Matteo De Rosa, Rosalinda Esposito, Attilio Fini, Rosario Losa, Gaetano Panico, Stefano Petrone, Chiara Pollio, Stefano Rendina, Massimo Romano, Eduardo Zanga.
    IL POPOLO DI SAN SEBASTIANO (candidato a sindaco Gennaro Manzo). Antonio Muccio, Anna Amelia Auricchio, Francesco Di Sarno, Pasqualina Gilenti, Giuseppe Ricci, Anna Frenna, Michele Ottaiano, Lea Bello, Roberto Barbato, Maria Quiriti, Massimo De Luca, Rosa Scognamiglio.

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    “L’ora vesuviana”, maggio 2011, p.29

    Una poltrona per tre: tutti contro Pino Capasso
    Salvatore Esposito

    SSV – Dalle politiche sociali a quelle giovanili, dalle aree periferiche al tema della sicurezza.
    Questi i temi caldi della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione della nuova fascia tricolore sansebastinese. In campo tre liste: la lista del Pd guidata dal sindaco uscente Giuseppe Capasso, la Federazione della sinistra con Roberto Di Bernardini, e una lista di centro destra di area Pdl guidata da Gennaro Manzo. Il primo cittadino uscente fa il punto su quanto realizzato e rilancia su sicurezza e politiche sociali. “Nonostante la crisi economica e alcuni discutibili provvedimenti legislativi nazionali – ha commentato Capasso – SSV ha raggiunto significativi risultati come nella raccolta differenziata, confermandosi leader nel settore con punte del 70 per cento e nell’erogazione dei servizi. La sicurezza dei cittadini – ha aggiunto Capasso con riferimento al programma – è una delle nostre priorità. I reati sono diminuiti del 30% negli ultimi due anni, fonte Prefettura di Napoli, ma occorre intensificare gli sforzi per rendere SSV ed i suoi abitanti più sicuri”. Con riferimento alle politiche sociali, Capasso ha aggiunto: “Nel corso dell’ultima consiliatura abbiamo seguito 11 minori e assistito 120 anziani e siamo tra i pochi Comuni della Regione Campania ad avere una asilo nido pubblico. Il nostro impegno è quello di garantire standard quali-quantitativi degni di un paese civile, e potremo farlo se i cittadini vorranno rinnovarci la loro fiducia”. Quote rosa, giovani e rilancio delle periferie, questi i temi centrali proposti dal candidato del Pdl Gennaro Manzo. “Nei giorni di campagna elettorale – ha commentato Manzo – sono accorse in sezione personalità della società civile, ai quali ci accomuna la stessa identità politica, quella del Popolo della Libertà, e soprattutto, la volontà di mandar a casa Pino Capasso, l’amministratore ha portato il nostro comune con il suo malgoverno alla soglia del dissesto finanziario. Siamo la lista ad avere la metà dei candidati donne, per questo motivo uno dei punti forti del nostro programma sarà la costituzione della Consulta delle Pari Opportunità, la quale dovrà offrire alle donne di SSV un sostegno fondamentale per la rinascita della figura femminile sul territorio. Ci battiamo – ha concluso Manzo – per essere gli onesti interpreti di questo cambiamento che di fatto spazzerà via questo immobilismo istituzionale che per sessant’anni ha determinato una gestione feudale del potere pubblico”. Due le parole chiavi del programma della Federazione della sinistra guidata da Roberto Di Bernardini: bilancio partecipato e periferie. “Il cuore del nostro programma – ha commentato Di Bernardini – è l’ascolto delle esigenze dei cittadini. Per questo motivo poniamo al centro del nostro impegno programmatico sia il bilancio partecipato che l’ascolto delle esigenze dei senbastianesi che vivono in periferia. Altro punto cardine del nostro programma è la risoluzione delle diverse criticità che segnano le zone periferiche di San Sebastiano al Vesuvio, zone dimenticate dalle amministrazioni comunali passate e da dal sindaco Capasso, primo cittadino la cui assenza e poca disponibilità ci è stata segnalata da tutti i cittadini che abbiamo incontrato in campagna elettorale”.

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    “L’ora vesuviana”, maggio 2011, p.30

    Dopo sessanta anni i socialisti fuori dal Consiglio
    Salvatore Esposito

    SSV – Esploso il centro sinistra, esploso il centrodestra. I poli della rappresentanza politica a SSV sono in fibrillazione e si affacciano all’appuntamento elettorale del 15 e 16 maggio lacerati al proprio interno. Nel centro sinistra sansebastianese la mancata presentazione di una lista socialista ha generato polemiche tra democratici e socialisti.
    “Escludendo i socialisti dal consiglio comunale – ha commentato il segretario socialista Procolo Sannino – i compagni del Pd e Capasso hanno spalancato le porte del consiglio comunale alla destra”. Altra questione a tenere banco nel centro sinistra è la mancata convocazione della giunta dal giorno della presentazione delle liste. Deluso dell’atteggiamento del sindaco Capasso si è detto anche l’assessore Gallo.
    “Non riesco a comprendere questa sua volontà di non convocare più la giunta. Io sono abituato a rispettare il mandato elettorale e l’impegno di assessore fino alla fine”, ha infatti commentato Gallo. Si è difeso dalle accuse dei suoi ex uomini di giunta il candidato sindaco del Pd Giuseppe Capasso, che ha dichiarato: “La scelta di non riunire la giunta nella settimana che ci separa dal voto è un atto doveroso verso la nuova amministrazione che sarà eletta a maggio. Difatti, gli effetti di scelte importanti, come quelle che si chiede vengano assunte, ricadrebbero completamente sulla nuova amministrazione”.

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    “L’ora vesuviana”, maggio 2011, p.31

    Tra destra, sinistra e centro ha vinto la comunicazione
    P.P.

    Per chi fa questo mestiere da quando aveva diciotto anni e oggi ha superato di gran lunga i trenta, quello che sta accadendo a MdS e a SSV sembra davvero essere una novità. In strada a parte i “faccioni” dei manifesti (che qualcuno vigliaccamente strappa agli avversari) infatti, c’è gente che fa campagna elettorale e soprattutto finalmente si è pensato alla comunicazione politica ed elettorale. Qualunque siano i vincitori e i vinti, finalmente s’è dato il giusto valore alla comunicazione e anche il fatto che i comitati elettorali siano pieni di giovani è un dato importante.
    Purtroppo molti sindaci pensano alla comunicazione come ad un qualcosa di negativo: meglio tacere che informare la gente.
    Meglio non far sapere che render pubblico.
    Nella speranza che da questo momento si apra un nuovo percorso nel rispetto dei cittadini e degli elettori, qualsiasi siano i partiti o i nomi che si vanno a votare.

    [QUEST’ULTIMO ARTICOLETTO E’ INSERITO IN UNO SPECIALE DI OLTRE 10 PAGINE DEDICATE AL VOTO COMUNALE DI MdS E DI SSV, QUASI DEL TUTTO OCCUPATE DA RIQUADRI INFORMATIVI (PUBBLICITA’) DI NUMEROSI CANDIDATI (A SINDACO E A CONSIGLIERE COMUNALE) DEI DUE PAESI E DI OGNI SCHIERAMENTO]

  6. “Il mediano”, 27 aprile 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13346

    SSV, LA VERITÀ SULL’ESCLUSIONE DEI SOCIALISTI
    Ciro Teodonno
    Abbiamo sentito le ragioni di Michele Capasso, socialista, assessore uscente della giunta sansebastianese e decano degli amministratori locali. Uno sfogo concreto, con colpo di scena finale.

    Abbiamo chiesto a Michele Capasso, cugino e fino alla scorsa settimana compagno di coalizione del Sindaco Giuseppe Capasso, le ragioni della sua esclusione dalla nuova lista elettorale dell’attuale maggioranza, la lista civica Uniti per SSV.

    Assessore Capasso, come s’è delineato questo nuovo scenario e com’è stato possibile tener fuori dalla lista due assessori uscenti e un partito che in passato aveva esiti plebiscitari qui a SSV?
    «Se lo stanno chiedendo in molti. Il vero problema è che, della giunta iniziale, credo sia rimasto molto poco a Pino Capasso, visto che ben quattro assessori si sono dimessi e questo non considerando Salvatore Sannino, che di fatto è un transfuga. Quindi qualche ragionamento bisognerebbe farlo sul fatto che della giunta uscente rimangono solo il sindaco e il vice sindaco!»

    Rispetto alla lista di cinque anno fa?
    «Rispetto alla prima giunta, Achella, Giorgio Gallo, Michele Capasso e Agnese Sannino (questi gli assessori dimissionari nel corso della legislatura, ndr.), forse questo è il primo problema da porsi. Per quanto riguarda come Partito Socialista, forse la nostra presenza era un ricordo critico, un elemento critico rispetto al passato! Il fatto che ci possano essere state persone che hanno mantenuto una loro posizione di coerenza, e anche rispetto a quelli che erano i principi e i valori fondanti di questo paese fa sì che, nel momento in cui tu sei presente, ricordi agli altri le scelte che potevano essere fatte e che non sono state fatte in nome di altri interessi. Allora questo dà molto, molto fastidio. Perché ogni volta vedi persone che ti dicono: Guarda! Potevi non venderti!

    Una situazione simile a quella creatasi anche con Rifondazione Comunista!
    «Con Rifondazione è un discorso diverso per diversa tradizione. Il PD ha purtroppo questa concezione veltroniana, che vuole essere egemone di tutto, salvo poi a chiedere, nei momenti di bisogno, l’aiuto degli altri. Credo che Veltroni abbia fatto più guai alla sinistra dopo Mussolini, questo come dato oggettivo. Nel momento in cui tu rifiuti un discorso di alleanze, non puoi, in nome dei principi, chiedere alle persone con cui hai rifiutato il dialogo di essere con te nei momenti critici, alla napoletana: Addo’ ‘e fatte Pasche llà faje Natale! Significa quindi lavorare in maniera settoriale per i propri interessi di bottega, senza avere il quadro istituzionale generale e di quello che comportano certe scelte. Spesso bisogna fare un passo indietro per mantenere un quadro politico generale, per mantenere una coesione sociale, se non si è capaci di fare questo, non si è leader ma mestieranti della politica».

    Si è scelto quindi di prediligere una nuova linea tutta del PD locale rispetto agli alleati storici del PSI e di Rifondazione …
    «Io non so se sai com’è andata la vicenda..»

    … e io la voglio sapere da voi!
    «Ah! E non ci stanno problemi! Noi abbiamo avuto un momento di crisi in giunta, l’anno scorso, che è rientrato, in quella sede chiedemmo al sindaco di andare, in tempi congrui, a un ragionamento sul nuovo quadro politico, questa situazione fu ripresa anche a settembre, in consiglio comunale. Il ragionamento che noi intendevamo fare era, da un lato, quello di composizione del quadro e quindi anche con Rifondazione Comunista, dall’altro, quello di andare a vedere alcuni punti di criticità, che erano sorti essenzialmente per il fatto che il sindaco ha anche altri ruoli, e in una situazione di difficoltà enorme in cui versava questo comune, sembrava che potessero essere fatte scelte più funzionali. Rispetto a tutto ciò abbiamo avuto il silenzio da parte del sindaco ma anche da parte del PD. Arrivati alle strette finali, abbiamo posto il problema, con maggiore insistenza, e il sindaco ci ha fatto capire che concordava su una possibilità che ci fosse un’altra candidatura a sindaco.
    “A noi andava bene quello che il PD proponeva a livello nazionale, le primarie, e quindi non capisco perché si dovevano fare in tutta Italia e qui no! D’altra parte il PD non aveva particolari difficoltà, visto che il loro numero era nettamente superiore al nostro, sarebbe stato questo un ragionamento da portare avanti! Ci si dice però che c’erano problemi interni al partito, per cui il sindaco, nonostante il nostro invito a non farlo, aveva deciso di sacrificarsi per forza, anche in virtù di una continuità amministrativa, per cui l’assetto politico sarebbe rimasto sostanzialmente identico.
    Ma non finisce qui, c’è anche un ulteriore problema, siccome c’era la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, ci si dice “voi dovete avere un assessore in meno”, non capiamo a questo punto perché la riduzione dovrebbe colpire solo i socialisti e non anche gli altri. Dopo circa un mese risulta che il PD correrà da solo!
    “Noi ci fidavamo del Sindaco, della sua parola di leader di partito, ma “la scelta del partito è stata diversa perché intendono candidarsi tutti quanti!” dopo un po’, siccome quei “tutti quanti” non volevano candidarsi, e quindi la scusa non era più valida, allora bisognava trovare un’altra scusa. “Sì è vero che adesso si è liberato il posto, però ci sono dei problemi! Il candidato è questo!” Noi avevamo deciso in base alla riduzione in giunta, che Agnese Sannino fosse il nostro candidato, avevamo dunque superato questo problema ma normalmente il candidato lo sceglie il partito di provenienza non un altro! A questo punto la cosa è diventata impossibile, abbiamo una dignità, noi abbiamo una dignità! Non solo vogliono comandare in casa loro ma anche in casa degli altri?!»

    Dopo tutto ciò, qual è il vostro pronostico, la vostra visione futura e magari un auspicio per questa tornata elettorale?
    «La lista della pigna d’uva (Uniti per SSV, ndr.), non so come definirla, se lista civica o meno, chiaramente parte in vantaggio, è la più forte, secondo me ha la possibilità di vincere, il problema verrà dopo poiché credo che Pino Capasso non abbia fatto i conti con i gruppi d’interesse all’interno del PD e che avranno certamente una forza nettamente maggiore nel momento in cui le voci critiche sono state eliminate. Vedo delle grosse difficoltà nella formazione della giunta. Dal punto di vista dell’opposizione ce n’è una che si rifà al PDL, diversa da quelle opposizioni che si sono presentate fino ad ora».

    Mentre si discorreva sulle eventuali affinità tra le vedute del PD e quelle statutarie del PDL, rispetto a tematiche riguardanti l’edilizia e le infrastrutture, perviene una telefonata al cellulare di Michele Capasso e manco a farlo a posta è il sindaco. Il tenore della conversazione lascia intendere qualcosa di importante e che sta molto a cuore a Michele, che si infervora sempre più all’intuire lo scopo della chiamata.

    «L’impegno assunto, per quanto riguarda il centro polifunzionale, va rimodulato, nonostante la giunta avesse dichiarato di essere d’accordo su questa operazione! Adesso si torna indietro, evidentemente qualche assessore deve rifare i marciapiedi sotto casa sua! Con quei soldi (120.000 € ndr.), che non sono il frutto del loro lavoro! Sono il frutto di un lavoro che è durato tre mesi, dove sono andato a verificare di persona dove si potevano andare a recuperare le risorse finalizzate a quell’operazione (previste per il centro polifunzionale presso il belvedere in via Piromallo, ndr.). Questo ci costringe a pendere posizione anche su altre delibere. Ancora una volta, questa è una banda di mestatori che non rispettano gli impegni presi.
    “Del resto ci si riempie la bocca con questo discorso dei giovani ma volete pur far qualcosa? E’ stato frutto di mesi di lavoro, per vedere, punto per punto, dove poter racimolare quelle risorse, una volta fatto il tutto, non si vuole riunire la giunta e il sindaco viene meno al suo dovere istituzionale di convocarla. Lui potrebbe nominare altri assessori, togliere le deleghe a noi, a me, ad Agnese Sannino ed eventualmente a Giorgio Gallo e fare quello che vuole, in modo da far funzionare la giunta ma non lo si fa perché certi provvedimenti non devono passare! E il provvedimento fondamentale era questo».

    Si tratta di investire quei soldi nelle famose strade di cui tanto si parla in questi giorni?
    «No, si erano recuperate queste somme dai residui dei mutui dal 1990 ad oggi. Il comune accede a dei prestiti per le opere pubbliche, grazie a una legge regionale di un paio di anni fa, che prevedeva che tutti i soldi accantonati e non spesi potevano essere messi insieme per fare opere di interesse pubblico, abbiamo verificato mutuo per mutuo, siamo arrivati a una cifra consistente di oltre 100.000 €. C’è l’idea! Quindi ci sono i soldi e c’è l’accordo in giunta, bisognava solo votarlo, questo era l’impegno preso! Mentre adesso: “sai si potrebbe pensare di farlo senza avere quei costi, cosi quei soldi li possiamo impiegare per fare i marciapiedi sotto la casa di Salvatore Sannino!” Questo è il problema se vogliamo dirla tutta!
    Si sono dati la zappa sui piedi ed io a questo punto mi sento legittimato a fare quello che voglio».

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    COMMENTI:

    Autore: Veritas | Data: 27/04/2011 | Ora: 16.22.16
    Addio SSV
    Questa è la dimostrazione netta di quello che è diventata SSV… non più 1 Sindaco che ama la sua città, come accadeva in passato, ma soltanto interessi e magna magna; speriamo non si arrivi anche al bunga bunga.
    NON È ASSOLUTAMENTE UN INVITO A VOTARE IL CERCOLESE a quel punto meglio annullare la scheda

  7. “Il mediano”, 29 aprile 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13370

    IL POPOLO DI SSV: SIAMO NOI LA LISTA VINCENTE!
    Ciro Teodonno
    Iniziamo il giro delle liste civiche che si affronteranno di qui a poco per il governo della cittadina vesuviana. Incontriamo nella sua sede di via Plinio, Gennaro Manzo, il candidato a sindaco del centro destra.

    È una giornata uggiosa ma di mezza festa, quindi ne approfitto per iniziare il mio giro di interviste ai candidati delle comunali del 15 e 16 maggio.
    Passeggio al riparo della pioggia sotto i diruti portici di una via Plinio semi deserta, cerco un simbolo elettorale del centro destra, mi dicono sia facilmente riconoscibile, e così è, lo trovo subito, entro nella sede, dal candore abbagliante e mi presento. Vengo gentilmente accolto da una candidata, Anna Amelia Auricchio, attiva ed entusiasta docente di lettere e residente in via Archimede, mi intrattiene nell’attesa di Manzo con la sua visione dello stato delle cose in quel di SSV. La parola più ricorrente, sarà, come per il successivo colloquio col candidato sindaco, la sicurezza e come dargli torto?
    Dopo poco arriva Gennaro Manzo, preceduto dal suo addetto stampa, una vecchia conoscenza, Gaetano Busiello, direttore del giornale il secolo nuovo. Dopo i convenevoli ci accordiamo per restare lì e iniziamo l’intervista. Mi colpisce subito il fatto che Manzo, persona dall’aria mite ma decisa, non apprezza la presenza del mio registratore, è la prima volta che mi capita, pazienza! Ripiegherò sulla vecchia carta e penna, questo a prescindere dalla mia brutta grafia e da una cattiva fama che sembra avermi preceduto. Mi accorgo che alla spicciolata mi attorniano altre persone che scoprirò poi essere altri candidati, tutti giovani e ben disposti al dialogo e talvolta anche al confronto, chiedo loro un programma, non avendone trovato ancora uno e mi promettono di inviarmelo via e-mail e incominciano allora a parlarmene a braccio.
    Gennaro Manzo esordisce con il problema sicurezza in città: “a SSV ci sono telecamere finte, che non funzionano, noi, se vinceremo, ne metteremo una ad ogni via d’accesso alla città”, e promette di assumere personalmente l’onere di un assessorato alla sicurezza. Un secondo punto è quello della viabilità, Manzo, spalleggiato da quel ruspante “Buonaiuti” di Busiello (spesso lo interrompe ma poi si dà pace placato dagli invitanti stuzzichini) mi illustra una serie di progetti che dovrebbero snellire la viabilità cittadina ed evitare che il flusso esterno del traffico intasi le vie del paese. In verità la via di raccordo prospettata tra viale delle Industrie e via Villa Romana a Ponticelli e quello non meglio definito con la Benedetto Cozzolino sono già una leggenda metropolitana, che si sposta di bocca in bocca e da candidato in candidato.
    C’è comunque chi sostiene che appartenesse già ai progetti di Raffaele Capasso, si vedrà! Ben diversa mi è sembrata la proposta dello “smussamento degli angoli” di via Catini, per evitare, almeno nel tratto sansebastianese, la strozzatura dell’importante raccordo verso la 268. Si è parlato poi di tante altre cose come ad esempio il riutilizzo di strutture pubbliche, per affidarle a cooperative di giovani sansebastianesi. In primis l’abbandonata villa comunale o le numerose opere sportive date a privati “spesso inadempienti”. A dire di Manzo, tra questi, anche il centro Ester, per quel che concerne la piscina pubblica. Altro argomento di rilievo è stato quello della presenza giovanile, sia nella lista che nel futuro assetto del paese.
    Soprattutto, quello che viene messo in rilievo, non senza punti di forza, è la presenza nella lista del centro destra, di ben sei donne su dodici candidati, contro le tre della Federazione della Sinistra e le due di Uniti per SSV, il che ci sembra in linea con la logica delle pari opportunità e un bello schiaffo morale alla sinistra. Meno forti mi sono sembrati invece un certo assecondamento degli incontentabili commercianti locali per quel che riguarda lo spazio pedonale di via Plinio e soprattutto la critica all’amministrazione uscente per una differenziata a suo dire efficace più per la “civiltà” dei cittadini che per una corretta gestione della raccolta. Chiedo al candidato di presentarsi a quei cittadini che non lo conoscono ancora e se ritiene la sua lista la vera risposta, in opposizione allo strapotere della lista di Giuseppe Capasso.
    Lui mi risponde non con poca enfasi e con una certa fermezza che la sua “non è l’opposizione ma la lista vincente!”. Per quel che riguarda poi la sua provenienza si definisce un imprenditore vicino ai giovani, “ho iniziato come promotore delle sale da ballo, quindi vicino ai giovani, oggi mi occupo di opere pubbliche, di bonifiche ambientali … ci vuole maggiore socializzazione, i giovani devono comunicare”.

  8. “Il mediano”, 2 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13411

    MICHELE CAPASSO: “A SSV I GIOCHI LI DECIDIAMO NOI!”
    Ciro Teodonno
    Michele Capasso, assessore uscente dei SDI, non si dà per vinto e rilancia la sfida al PD e al cugino, il sindaco Giuseppe Capasso. «Faremo votare Rifondazione e PdL, ma non voteremo il sindaco uscente».

    SSV, serata di fine aprile, ore 19.00 circa, Gran Caffè Sterminator Vesevo, Michele Capasso continua irrefrenabile nella sua catilinaria contro i suoi ex compagni di squadra. Siamo in buona parte tutti giornalisti e siamo stati convocati dall’assessore socialista in una conferenza stampa per la comunicazione di nuove dichiarazioni sull’amministrazione democratica della cittadina vesuviana.
    Sostanzialmente la questione si dibatte sulla mancata convocazione della giunta, cosa già accennata nella nostra precedente intervista a Capasso ma stavolta c’è molta più carne a cuocere.
    «Crediamo di avere il senso delle istituzioni, possiamo votare a favore, possiamo votare contro, votiamo sempre a favore dell’interesse del paese, al di là dello schieramento politico…», questo è l’esordio di Michele Capasso.
    «Il fatto di ritenere che si debba andare in giunta e la gente voti solo in base a un mero calcolo di schieramento è un fatto abbastanza avvilente. Uno potrebbe dire che non c’era niente da votare! C’erano invece delle cose importanti, una è quella già uscita sui giornali, è quella della delibera degli spazi elettorali, una delibera di routine, un atto dovuto per legge e di competenza esclusiva della giunta municipale. Era una cosa talmente tranquilla perché su dieci domande fatte, erano tutte per il PD!».
    A quest’ultima affermazione e dopo un’obiezione di Gaetano Busiello, direttore del “secolo nuovo” (nonché addetto stampa del candidato Manzo), si è entrati nello specifico della questione. Esiste infatti la possibilità, durante la campagna elettorale, di propagandare la candidatura di un determinato partito anche in maniera indiretta ovvero, là dove esistessero associazioni disposte a farlo, le si dà la possibilità e lo spazio per farlo ma in maniera palese. Il Busiello e la lista di Manzo sostengono invece che la propaganda sia tutta diretta ovvero che, gli spazi disponibili, per quelli che in gergo politico vengono definiti “fiancheggiatori”, siano stati affidati tutti al PD. Questo è comunque dato per scontato da Michele Capasso, ritenendo tali associazioni tutte vicine al partito democratico.
    «Il problema non è questo – insiste Capasso – ma nel fatto che hanno avuto la brillante idea di farlo con determina dell’ufficio, senza passare per la giunta! Dopodiché è intervenuto il prefetto e ha detto addò Jate? Fermateve! E ha dovuto nominare un commissario ad acta per questa questione, per fare questa delibera. E questa è la questione più banale! Ce ne sono però altre due!
    Una di queste, in particolare, è relativa alla delibera al Centro Polifunzionale Giovanile. Su questa delibera, la settimana scorsa, c’era un sostanziale accordo, c’era un punto da verificare e superato durante la settimana con l’impegno di attuarlo la volta successiva» (i dettagli nell’articolo correlato, ndr).
    C’è un terzo aspetto da evidenziare, molto importante. Ma nel frattempo si unisce al gruppo anche l’altro assessore dei SDI, Agnese Sannino – «Che cos’è successo?» – continua Capasso – «È successo un problema in una gara d’appalto (riguardante la pubblica illuminazione in via degli Astronauti, ndr.), il comune ha chiesto il parere alla regione per l’assegnazione dell’appalto a una ditta specifica, siccome la regione non rispondeva abbiamo fatto l’assegnazione provvisoria della gara a quella ditta. La regione poi ha risposto, dando ragione ad un’altra ditta. L’ufficio tecnico ci risponde e dice guardate, siccome la regione ha risposto con parere contrario alla vostra delibera e siccome, entro trenta giorni si deve rispondere alla regione, propongo di revocare la delibera. Non convocandosi la giunta per revocare questa delibera, il fatto incomincia a diventare un poco più pesante e noi rimaniamo esposti come tanti fessi!».
    Sopraggiunge alla conferenza anche un altro degli assessori dimissionari, Giorgio Gallo, che sulla questione dichiara: «Il sindaco ha detto che non c’era la base per farla (la giunta, ndr.), non c’erano i requisiti per convocarla, probabilmente c’erano problemi di numeri che avrebbero potuto portarlo sotto in un eventuale votazione. Mi sento comunque mortificato, e questo dovete accennarlo, mi sento offeso per questo atteggiamento del sindaco … Non darò indicazioni al mio elettorato (Gallo fu alle passate elezioni il candidato più votato, ndr.), qualcuno voterà a destra, qualcuno a sinistra. Bloccare l’attività della giunta è un atto antidemocratico e mai successo, senza precedenti! Lanciamo un appello attraverso la stampa per avere una risposta su tale atteggiamento e che convochi al più presto una giunta».
    Riprende Michele Capasso, sollecitato dai presenti sulla scelta elettorale dei Socialisti:
    «Noi abbiamo una prima indicazione di voto, alla fine della settimana saremo più precisi. La prima indicazione è quella di non votare la lista della pigna d’uva (Uniti per SSV, ndr). Il guaio comunque l’ha fatto Giorgio, con la sua decisione di non candidarsi, l’ha tirata fuori all’ultimo momento, siccome, in questa giunta, dopo le dimissioni di Stefania Achella (Assessore alla Pubblica Istruzione, convocato fuori lista, ndr) c’erano tre persone che tenevano il vizio di ragionare con la testa loro e che tutto sommato avevano anche un certo consenso elettorale sul territorio, allora il discorso diventa semplice, nella lista di maggioranza sono nove, da una parte e quattro dell’opposizione, nove meno tre (tolta Stefania Achella, ndr.) fanno sei, zompava la situazione, non c’era più controllo».
    «Il problema era quello di non candidare persone le quali avendo un consenso elettorale ed essendo probabilmente elette, si trovava a doversi confrontare, duje ‘e cuntrolle, tre no!
    Per quanto riguarda il discorso di carattere politico, la scelta è: uno, fare attività politica sul territorio, in maniera chiara. Poi diamo un’indicazione al nostro elettorato, senza sbatterci troppo, chi vuol votare a Pino votasse a Pino, noi non votiamo Pino Capasso. Saremo molto attenti nelle indicazioni, siccome le altre due liste sono caratterizzate politicamente, se a qualcuno, ad esempio gli diremo vota PDL e lui mi risponde manco muorto, allora in quel caso gli diremo di votare Rifondazione, basta che non mi voti a Pino, se, viceversa, gli dico votare Rifondazione Comunista e risponde allo stesso modo, gli dico vota PDL».
    «Detta con molta chiarezza e con un attimo di presunzione, una cosa è chiara in questa campagna elettorale, chi farà e lo dico con poca umiltà, chi farà la campagna elettorale non saranno le liste che si sono presentate! Chi stabilisce il gioco e le cose da discutere, in questa campagna elettorale non sono le liste che si sono presentate! Ne sono talmente certo, la campagna elettorale la facciamo noi a SSV! … Abbiamo portato alle scorse elezioni un contributo di circa 600 voti (su circa 6.000 votanti, ndr.), il Partito Socialista, la volta scorsa ha assicurato la vittoria di questa amministrazione! Per valutazione unanime di tutti i giornali che sono usciti la volta scorsa, la vittoria di Pino Capasso è stata data dai voti socialisti, matematicamente».
    «Ah! Dimenticavo, c’è poi un’altra cosa. Tra le delibere da approvare, credo che ci siano delle richieste di finanziamento, ma credo che lo sappia il vicesindaco!»
    Infatti, visto che il contesto era pubblico, tra le tante facce, più o meno note e più o meno curiose che s’affacciavano, si presenta anche quella del vicesindaco di SSV, Biagio Pizzo, che viene interpellato da Michele Capasso sull’ultima questione.
    Capasso così ci relaziona il consulto:
    «Ci ha detto il vice sindaco che ci sono due progetti uno di 400.000 € e un altro di 250.000 € che hanno scadenza il trenta aprile e siccome la progettazione dovrebbero farla normalmente con atti di giunta, adesso stanno vedendo di lambiccarsi con una determina del sindaco, dell’ufficio tecnico, eccetera, eccetera, con il rischio di perdere i 650.000 €! Si tratta di due impianti sportivi» (tanto per non cambiare! Ndr).

    ARTICOLO CORRELATO (che poi è lo stesso di due commenti più su)

  9. “Il mediano”, 7 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13467

    LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, LA LORO SSV
    Ciro Teodonno
    Conosciamo stavolta il secondo dei tre candidati alla poltrona a sindaco di SSV. Una tranquilla chiacchierata con Roberto Di Bernardini, sulle sue idee, il suo passato, il loro futuro.

    È un piacevole pomeriggio primaverile di fine aprile; ho appuntamento con il candidato a sindaco della lista, ispirata a Rifondazione Comunista, nella loro sezione in via Piromallo, la Casa dei Popoli. Incontro Di Bernardini davanti alla porta della sede, è persona affabile, informale, dal passato sportivo e un presente di perito agrario presso la provincia; mi conduce in quell’antro che è il loro quartier generale, lì ci accomodiamo tra i cimeli antichi e moderni dell’iconografia comunista ed entriamo subito nel vivo della conversazione.

    Signor Di Bernardini, la partecipazione femminile, che da sempre è stata un cavallo di battaglia delle sinistre, ora sembra appartenere al centro desta, vista la maggiore partecipazione delle donne alla lista di Manzo, ben sei candidate!
    «E noi solo tre! Non è che sia sta una scelta voluta, si sono create delle situazioni che hanno portato a far sì che questa lista potesse essere così».

    Non esiste una norma a riguardo?
    «No! Credo che la norma esista per i comuni da 50.000 abitanti in poi, non vorrei sbagliarmi ma non riguarda i piccoli comuni».

    Come vede la situazione politica attuale nella scena di SSV? C’è un bel numero di voti liberi in ballo, come quelli dei SDI, di Giorgio Gallo o della mancata lista di Stefano Mollo. Eventualmente questi voti convergessero verso di voi o vi fossero fatte delle proposte, più o meno palesi di alleanza, come vi porreste a riguardo?
    «Per quanto attiene le alleanze palesi, oggi bisogna guardare in faccia alla realtà! Qui esiste una sinistra che si è schierata, non volutamente ma dettata anche da fattori che si sono venuti a creare in questo paese e abbiamo fatto così una scelta di campo, quella di correre da soli.
    Noi ci troveremo a confrontarci con altre forze politiche di ispirazione di sinistra, che sicuramente sono molto più vicine a noi ed è giusto che ci sia un confronto democratico, un confronto su quelle che possono essere i raggiungimenti di quelle che possono, tra virgolette, essere considerate amministrazioni più elastiche, a portata dei cittadini, quindi su dei programmi condivisibili e condivisi, sicuramente se ci verranno fatte delle proposte anche in sede di opposizione, noi le faremo sicuramente oggetto nostro, perché è nostro dovere sentire la voce, che sia prettamente politica o che sia il cittadino singolo, secondo me, non è che cambi molto sotto questo aspetto. Sicuramente davanti a delle scelte che non siano devianti dal nostro cammino».

    Lasciate quindi spazio a tutte le opportunità, purché siano coerenti con le vostre scelte, i vostri ideali.
    «Questa è cosa ovvia».

    Non sempre lo è! Ma questo varrebbe anche se ci fosse un eventuale appoggio destrorso?
    «Io non credo. Ma lo escludo perché ci sono dei modi di vedere la politica diametralmente opposti. La destra crede, secondo il mio punto di vista, nella mercificazione della politica e sicuramente con queste persone, con questo tipo di politica non vedo il modo …».

    Neanche con questi voti in sospeso della cosiddetta quarta lista?
    «Dipende chi è più vicino a quel tipo di centro destra e chi è più vicino al centro sinistra, poi è una scelta di campo che faranno coloro i quali ne fanno parte ma non vedo proprio possibile che un elettorato di destra possa votarci, assolutamente no».

    Neanche in presenza di un referente tale da coalizzarla? Come sappiamo, anche la destra sembra frazionata.
    «Bisogna prima guardare in casa propria e poi cercare di allargare gli orizzonti e cercare di capire quello che sta accadendo nelle altre case. Ma ripeto, non credo assolutamente che ci possa essere una convergenza di voti, o ci sarà un’astensione oppure confluiranno nell’attuale amministrazione. Lei sa meglio di me che fra le consultazioni amministrative e le consultazioni nazionali, il paese di SSV è sicuramente di centro destra, è inconfutabile. Se c’è quindi oggi, tra virgolette, il centro sinistra a SSV e si presenta ancora più marcatamente di sinistra significa che effettivamente c’è stata una scelta e quindi se vincerà le elezioni, il buon Pino Capasso, certamente, una quota parte di quei voti sono di centro destra. È indubbio».

    Giusto per presentare il candidato sindaco agli elettori, chi è Roberto De Bernardini?
    «Io nasco in quel di Velletri, e nel 1962, all’età di nove anni mi trasferii in questo paese, all’epoca connotato dalla lava a destra e a manca. Ho vissuto per vent’anni in via Bruno Buozzi. Nel 1972 aprimmo la sezione del PCI, dove adesso c’è la pizzetteria, sotto i portici; io, mia moglie, Gaetano Ascione, Franco Ascione, eravamo giovani, pieni di volontà, non c’erano i computer, battevamo a macchina ma era piacevole fare queste cose. Poi ci trasferimmo a via Parco del Sole, nelle case di Mario Sannino, vicino alla Tamoil dove c’è il fotografo. Raggiungemmo buoni risultati, per quattro voti non prendemmo il quarto consigliere!
    Ed erano i tempi dell’egemonia di Raffaele Capasso! Eravamo il primo partito politico! All’epoca c’era il vero spirito della politica. Dopo sposato, mi sono trasferito per pochi metri a Cercola ma la mia vita politica l’ho svolta sempre a SSV. Ho fatto questa scelta anche nel rispetto di molte persone che per anni mi hanno sopportato quando andavo per le case a presentare il candidato di turno, mi presentavo a casa di queste persone per la propaganda elettorale. Poi mi è stato detto, ma sono tanti anni che fai questo, perché non concorri almeno una volta e questo mi ha dato anche la spinta per poter partecipare a questa contesa elettorale».

    Qual è la vostra professione?
    «Sono un funzionario tecnico dell’amministrazione provinciale di Napoli. Sto alla direzione agraria».

    Quali sono le vostre proposte? Sulla viabilità ad esempio.
    «È stato creato un ingorgo all’incrocio di via Valente con via Figliola e non si è fatto altro che inquinare via Bruno Buozzi. Durante il mercatino ci troviamo un flusso di macchine obbligate a passare di lì, anche là ci sono famiglie e attività economiche. Si è ristretta poi via Luca Giordano con i parcheggi, andrebbe, secondo me, rivista un po’ anche con Cercola questa situazione, perché è veramente diventata difficile e non lo dico perché ci vivo, dico questo perché è un problema che effettivamente andrebbe risolto. C’è comunque il problema di via Valente che da anni si dovrebbe allargare verso Pollena ma poi s’è arenato il progetto, per un problema giù ai Catini. Lei sa della strada che stanno facendo da MdS e che va a sfociare all’incrocio di via Catini? Dove sta la chiesa!».

    Sì! Da via Orefici!
    «Io vorrei capire, dopo, là, che cosa fanno? So che c’è il progetto di una bretella che partirebbe da via Astronauti e va a finire a Tufarelli, fin dove c’è il Giudice di Pace (Ponticelli, via della Villa Romana, ndr.), c’è questo progetto ma da anni e non so a che punto stia».

    Ma progetto di chi?
    «Della provincia! Sono anni che se ne parla ma di concreto ancora nulla. Saranno stati i comuni limitrofi che avranno raccolto quest’istanza. Poi, noi, abbiamo la cosiddetta SSV-San Vito di Resina, che sarebbe via Falconi, una strada statale, che va verso via Canale, verso San Vito, è un progetto che se ne parlava da quando ero bambino, adesso, è un ricettacolo di immondizia. Se si aprisse quella strada si metterebbe realmente in contatto SSV. Non voglio progetti megagalattici ma qualcosa che desse spazio anche ai giovani, magari un casotto in via Panoramica Fellapane, una cooperativa, che possa dare un inizio di lavoro a questi ragazzi!
    Delle guide atte a ripristinare quei sentieri che vanno da Zi’Rosa ad andare in su, tutto ciò può essere fonte di guadagno, di sviluppo, un piccolo mercatino di prodotti tipici! C’è la possibilità, e noi questo vogliamo; del resto le grosse infrastrutture negli anni sono state fatte, anche se la manutenzione è carente e questo va sottolineato, non vedo infatti da anni la pulizia della rete fognaria, quando piove, via Luca Giordano diventa il fiume Giordano!».

    Che ci può dire della discarica Ammendola/Formisano?
    «La discarica vecchia, ‘a muntagna? Andrebbe bonificata! Noi abbiamo il problema della discarica di Terzigno!».

    Certo! Ma in qualità di candidato a sindaco di SSV…
    «Certamente! Sarà nostra intenzione di bloccarla!».

    E per i giovani cosa prevedete di fare?
    «Per i giovani, noi riteniamo, di base, che la Carta Costituzionale venga presa in considerazione, se l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Noi riteniamo che le opportunità che vengono offerte da questi progetti finanziati dalla Comunità Europea, i giovani dovrebbero farne uso. Io mi interesso, proprio per la mia natura di tecnico, dei POR (Programmi Operativi Regionali, ndr.), di FEP (Fondi Europei per la Pesca) dei PSR (Programma di Sviluppo Rurale, ndr.), però vedo che da una parte ci sono questi fondi, da un’altra c’e molta burocrazia! Non c’è uno snellimento, una possibilità di potervi accedere. Chi intraprende un’attività, per lo meno per dieci anni non può, a seconda delle varie misure, distogliere la sua attività. Da una parte li fanno apparire così facilmente accessibili, dall’altra parte, ci vogliono sessanta documenti per un collaudo!».

    Volendo concludere, quali sono i vostri punti di forza?
    «A prescindere dalla centralità della politica, quindi del cittadino, quello che interessa molto noi è la scuola, la cultura! Perché solo con la cultura e la scuola puoi far lievitare ed emergere le contraddizioni all’interno della comunità. Quando c’è una sottocultura questa è di facile avvicinamento, è facile preda, sia della criminalità, sia del favore spicciolo. Bisogna investire quindi nella cultura e nella scuola».

    In che senso?
    «Dagli asili! Noi abbiamo proposto una ludoteca, anche a tempo pieno! Oggi purtroppo gli spazi sono ristretti, non è come quando eravamo giovani e giocavamo a pallone per strada e ci si aggregava spontaneamente. Bisogna stare molto attenti da questo punto di vista, già nella scorsa legislazione abbiamo fatto una lotta ferrea per far sì che non si privatizzasse l’asilo nido! Per il momento è stata una battaglia vinta. Noi abbiamo anche chiesto dei locali per una biblioteca, ma mai possibile che non esista un locale per poter mettere dei libri! Ci sono poi tanti anziani che potrebbero dare una mano! Ma anche un’associazione, dei giovani! Poi sono anni che stiamo chiedendo degli spazi per l’affissione, per la propaganda elettorale, per l’associazionismo. Non so per quale motivo, qua, non lo si vuole fare!».

    E rispetto all’edilizia, quella che sembra essere sempre la voce portante di molti candidati …
    «Sicuramente non di questo schieramento! Se poi c’è la possibilità di recuperare uno stabile già esistente, allora sarebbe opportuno snellire quanto più è possibile la procedura nell’ambito della legge, per quanto riguarda la cubatura, etc., bisognerebbe fare questo piano di recupero. Che non sia il famoso Piano Casa, senza intaccare altri spazi, che in realtà già non esistono. Oggi è facile fare programmi ma devono restare con i piedi per terra».

    Voci vogliono il comune in dissesto finanziario come gestireste eventualmente tale situazione?
    «Secondo me l’unione di più comuni potrebbe essere una delle tante soluzioni, consorziarsi per cercare di lenire questi tagli che da più parti …».

    Come mai c’è questa situazione? Forse il venir meno dell’ICI o …
    «Sicuramente l’ICI ha dato una buona spallata. Perché in bilancio erano soldi sicuri, che all’80% erano incamerabili».

  10. “Il mediano”, 12 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13513

    UNITI PER SSV: «A NOI INTERESSA LA SFIDA SUI CONTENUTI»
    Ciro Teodonno
    Le comunali a SSV. Concludiamo il nostro giro di interviste con il sindaco uscente, Pino Capasso. «Lavoreremo nel segno della continuità».

    Vengo accolto presso la sua abitazione, in via Piromallo, arriviamo praticamente assieme ed entriamo in uno studiolo dall’aspetto spartano, al piano terra dell’edificio. Ci troviamo l’uno di fronte all’altro, la sua calma è olimpica come sempre, solo il continuo ticchettio di una penna a scatto tradisce un eventuale, celato nervosismo, o una forma di concentrazione, un ripiego sui suoi pensieri.

    Sappiamo chi è Pino Capasso, conosciamo il suo passato così come il suo presente. Ci parli quindi dei suoi proponimenti per il futuro di SSV.
    «Io indico il mio messaggio ai cittadini “oltre la crisi”, è un obiettivo ambizioso, in particolare per i piccoli comuni, che ne hanno fatto le spese, schiacciati tra le esigenze dei cittadini e il contenimento della spesa da parte del governo».

    A causa anche della parziale scomparsa dell’ICI …
    «È tutta un’infilata, il governo per non stringere la cinghia degli italiani, l’ha stretta ai comuni. Come se poi i comuni non finissero per rivalersi sui cittadini, nel senso che, se non inasprisci la leva fiscale, finisci per ridurre i servizi e il welfare è già al lumicino. Noi abbiamo un programma preciso, per fare sacrifici ma per indirizzarli allo sviluppo. Ai cittadini abbiamo spiegato quello che abbiamo fatto, la nostra educazione alla politica è stata in tal senso, di spiegare intanto quel che si è fatto, un bilancio delle cose fatte per poi assumere degli impegni per il futuro».

    Fateci allora un esempio delle cose fatte!
    «Un buon sistema di raccolta differenziata, è sicuramente tra le cose più importanti. Cosa che ci ha protetto dalla nuova emergenza e addirittura ha finito per fare scuola. È diventata una soluzione visibile di come si poteva affrontare questo problema, dopo di noi sono partiti un po’ tutti, Massa, Portici, ecc.».

    Mentre un qualcosa che avreste voluto fare in questi cinque anni e che non siete riusciti a realizzare?
    «Intervenire contemporaneamente su tutti i plessi scolastici che hanno bisogno di essere messi in sesto. Anche qui però, un po’ il governo, un po’ la stretta finanziaria, fanno sì che il settore della manutenzione, sia stradale e soprattutto scolastica non sia completo. Seppure tu hai le risorse come nel nostro caso, non le puoi spendere per il rispetto del patto di stabilità. Quindi noi ci siamo dati come agenda l’impegno di mettere in sesto un plesso all’anno».

    Ci chiarisce meglio questo patto di stabilità?
    «Prevede che se ci sono dei fondi disponibili sul titolo secondo del bilancio, per attività infrastrutturali, per opere pubbliche, tu comunque non li puoi spendere per rispettare il saldo del patto di stabilità e quindi bisogna procrastinare l’intervento. Faccio un esempio, se hai cinque milioni di euro da spendere e il patto ti impone di spenderne due, quei tre li devi conservare per gli anni successivi, perché hai un budget di cassa da rispettare per i famosi parametri di Maastricht. C’è il paradosso che uno dispone di risorse e non le può spendere».

    Da dove provengono queste risorse?
    «Ci siamo allenati nel reperire risorse all’esterno del comune, il bilancio del comune è così magro che non si può che fare fund raising, un’attività nella quale, in un certo senso ci siamo specializzati».

    Proprio in base a questa raccolta fondi non si può evitare di pensare a una delle precedenti interviste a Michele Capasso, relativa alla problematica del centro polifunzionale per i giovani.
    «Quello è un falso problema, per il quale, proprio stamattina abbiamo fatto una giunta …»

    Ah! Poi la famosa giunta è stata fatta!
    «Certamente! Alla vigilia delle elezioni ho detto chiaramente come la penso, senza tattiche. Ho detto che non sono d’accordo a dare 150.000 € ai giovani, anche perché quei soldi ci servono per completare la via Leonardo da Vinci. Perché non esiste, mezza strada sì e mezza strada no! Ma non esiste anche per un altro motivo! Perché, come le dicevo, la questione del centro polifunzionale è un falso problema. Il comune dispone di immobili che può decidere di mettere a reddito o di mettere a reddito sul piano culturale, sociale e quindi affidandoli ai giovani. Che è anche bene che si facciano le ossa! Nel senso che, noi diamo la struttura e lanciamo una “OPA pubblica” su quelle che sono le possibilità di intervento nel settore sociale e insieme ci andiamo a ristrutturare un’immobile, magari personalizzandolo, dove intervengono anche i ragazzi.»

    Se lo devono pagare loro praticamente!
    «No! Sto dicendo un’altra cosa. Sarebbe bello che, la comunità intervenisse per ristrutturare un immobile. Mettiamo il caso di Piazza della Meridiana. 100 m², fronte strada, può essere quella una base per i giovani?».

    Con degli sponsor privati, dei cittadini …
    «I cittadini, il mastro che ci offre due giornate di lavoro, utilizziamo quella che è una nostra idea fissa da tempo, “la banca del tempo”!».

    Un bel banco di prova per il nostro senso civico!
    «Ce la sentiamo un po’ più nostra e risparmiamo quei 150.000 €».

    E a riguardo le altre obiezioni poste dall’assessore uscente Michele Capasso? Con la convocazione della giunta è stato tutto risolto?
    «No! Non è stato risolto. È stata risolta l’ambiguità, perché si diceva che io non convocavo le giunte perché stavano scadendo delle cose importanti per il comune. Io stamattina ho portato in giunta un provvedimento per reperire 40.000 € di finanziamento, inopinatamente, gli assessori che dicevano che avrebbero votato, fino all’ultimo giorno, in favore della cittadinanza hanno votato contro!».

    Quale provvedimento?
    «Un progetto nuovo, un bando della regione. Si chiama “Raccontando in Musica”, è un’iniziativa per attività culturali e turistiche, da fare tra giugno e ottobre e abbiamo fatto una richiesta di finanziamento».

    E relativamente al problema sorto per la mancata convocazione della giunta, la gara d’appalto per l’illuminazione in via degli Astronauti …
    «C’è una contesa tra il primo e secondo arrivato, sulla base di un’interpretazione normativa piuttosto complessa. L’autorità di vigilanza preposta a fornire un parere, tra l’altro non obbligatorio, si è espressa con sei mesi di ritardo! E chiede a noi di rispondere entro venti giorni! È una cosa veramente singolare e bizzarra! Cosa che, in ogni caso, è irrilevante, perché noi, finché la cosa non si conclude, e a questo punto lo deciderà il tribunale amministrativo, al quale gli interessati si sono rivolti, non è che abbiamo prodotto atti!».

    Quindi non implica nessuna problematica, neanche nei confronti della giunta?
    «È assolutamente irrilevante».

    Ma dalla conferenza stampa di Michele Capasso è uscita fuori tutt’altra cosa …
    «C’è un po’ di ambiguità. Comunque, oltre alla differenziata, siamo usciti dal guscio per quel che riguarda la cultura e spettacolo, nel senso che, nella prima volta in cinque anni abbiamo ospitato eventi di un certo rilievo, non solo l’importantissima vetrina delle glorie locali ma abbiamo avuto un premio Nobel, due vincitori del festival di Sanremo, artisti internazionali, una serie di eventi significativi che vorremmo riproporre. La delibera di stamattina andava in quella direzione».

    E lei pensa che questo sia importante per la cittadinanza?
    «Io credo di sì, nel dibattito politico, diciamo sempre che SSV è una città dormitorio, in cui la gente ci dorme ma non la vive. Questi eventi servono a fare comunità. Come ad esempio la rassegna di cinema estivo, SSV resiste con l’unica rassegna di cinema all’aperto, l’unica!».

    Ma qualcosa che favorisca di più la socializzazione, un luogo d’incontro!
    «Noi abbiamo la scuola che funziona benino! Poi abbiamo la chiesa che funziona bene e non è merito nostro ma motivo di orgoglio sia civile che religioso. Poi, che fanno i ragazzi dopo la scuola? Soprattutto sport! E noi qui abbiamo 11 impianti sportivi per 2.200 allievi! Non solo quelli di SSV ma abbiamo un bacino d’utenza esteso. Adesso, quello di cui sentiamo l’esigenza sono dei punti d’incontro, su questi siamo interessati al dialogo, al confronto. Normalmente ce ne sono per fasce d’età ma è proprio giusto fare così o probabilmente bisogna pensare a dei luoghi dove si agevola la promiscuità? Un “centro commerciale naturale”».
    «Anche l’Unione Europea li promuove fortemente, bisogna fare rete tra i commercianti, oltre quello che già offrono, qualità, servizio, vicinanza, c’è bisogno di un po’ di valori aggiunti, mettersi in rete, fare un marchio, fare un azione di marketing, inventarsi quegli strumenti di seduzione, che colpiscono i consumatori che adesso sono un po’ delusi dal centro commerciale. C’è un target che corrisponde agli abitanti di SSV e dintorni, che può preferire il passeggio lungo la strada a condizione che trovi dei prodotti e dei servizi.
    Per i giovani invece, la questione principale è il lavoro! I giovani non trovano lavoro neanche a SSV! Non siamo stati con le mani in mano e vogliamo proseguire con le attività dell’ufficio giovani, che in due anni ha fatto 200 avviamenti al lavoro».
    «Non è che ci siamo rassegnati al volontariato ma non è che possiamo da soli curare questa malattia. Anziché dire – non si può far nulla – abbiamo trovato delle soluzioni, seppure temporanee, per questi giovani. In attesa che chi di competenza possa creare dei posti di lavoro, perché ce ne hanno promessi un milione ma ne abbiamo persi un milione! Noi abbiamo dato ai ragazzi una possibilità di non stare per strada ed essere inseriti in un tessuto produttivo».
    «Ci si aspettano anni difficili e in questo il cittadino è consapevole e proprio per questo c’è bisogno di esperienza e capacità amministrativa, di capacità relazionali con altri enti, per poter preservare SSV dagli attacchi quotidiani, non è che stiamo sulla luna, stiamo gomito a gomito con la periferia inquieta di Napoli. Dobbiamo quindi conservare il nostro valore aggiunto e se possibile rilanciare sul versante della vivibilità. Noi riteniamo di essere in grado di farlo e lo faremo volando alto sulle sterili polemiche».

    In questa tornata elettorale è però venuta a mancare una buona fetta, se non altro storica, della compagine amministrativa, mancano i socialisti, manca un buon apporto di voti, concretizzati nella persona di Giorgio Gallo. Non temete che questo distacco possa penalizzarvi? O vi sentite forti comunque?
    «No, un elezione è sempre un elezione, la presunzione non paga, in politica e soprattutto nei momenti elettorali, un’elezione va affrontata sempre seriamente e con umiltà. Le persone che mancano all’appello, per diverse ragioni non sono ricandidate ed è difficile orientare il consenso quando …».

    Sì ma c’è un bel numero di voti che …
    «L’assessore Gallo ha correttamente, con stile, lasciato liberi i suoi elettori, secondo coscienza, e noi riteniamo, per il lavoro fatto, sia possibile richiedere il consenso agli elettori, perché SSV deve continuare a essere una realtà un po’ diversa. È rarissimo trovare un comune che in 56 anni non ha mai conosciuto una crisi politica amministrativa, SSV non ha mai conosciuto l’onta del commissariamento».

    Ah! A riguardo la questione degli spazi elettorali per le affissioni? Ci sono state proteste anche da parte del candidato di centro destra …
    «Sa che diventa? Una virtù diventa un difetto! La norma è veramente strana, consente e obbliga gli amministratori a decidere su se stessi. Io avrei potuto decidere di assegnare a me tutti gli spazi elettorali, visto che non ci sono state domande e ci sono state solo quelle a sostegno della nostra lista, non me la sono sentita e ho preferito che venisse un rappresentante del governo a fare quello che si presentava come un evidente conflitto di interessi».

    Però voci del centro destra sostengono che il commissario sia intervenuto nel momento in cui c’è stata una loro denuncia …
    «Nessuna denuncia, solamente la giunta non ha deliberato, anziché apprezzare l’eleganza del gesto si vede la patologia del problema è nello stile dei nostri competitors, si vogliono vedere i manifesti abusivi poi, se ti affacci a Cercola e a Pollena, in assoluto dispregio della legge sono stati affissi dei tabelloni del candidato. A noi interessa la sfida sui contenuti, non in base alla quantità di volantini che getti per terra sporcando il paese ma con gli argomenti e la capacità di governo».

  11. “Il mediano”, 13 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13526

    SSV. IL CONFRONTO TRA I CANDIDATI A SINDACO
    Ciro Teodonno
    Candidati allo scranno di Primo cittadino ed elettori si sono dati appuntamento per un confronto al Forum dei giovani.

    Finalmente c’è stato l’atteso incontro tra le parti in contesa in quel di SSV. Da questa tribuna elettorale ci si aspettava qualcosa di meglio, qualche frecciatina in più da parte dei contendenti, magari un po’ di tensione per qualche stoccata ben assestata ma nulla di tutto ciò.
    Il luogo è quello più volte utilizzato del Centro Sociale Anziani, in via Roma, nella sede del vecchio edificio comunale e dove trovano, antitetico appoggio, i giovani del Forum.
    La sala è maleodorante per un bagno mal funzionante e ci si accaparra tutti la postazione migliore, magari vicino un portone o una finestra. In prima fila c’è tutto lo schieramento del PDL in lizza, in perfetta tenuta d’ordinanza, gli uomini in tenuta scura e le donne nel loro beige militante. Alle loro spalle individuo molti dei più sportivi simpatizzanti del PRC e tutt’attorno, a mo’ d’accerchiamento il PD impera.
    Modera la serata la squisita Rachele Tarantino che ben gestisce gli interventi dei tre candidati, sanciti da un ineccepibile sorteggio.
    Le domande sono state elencate in base a un sondaggio degli stessi membri del Forum dei giovani o che sono loro pervenute attraverso una casella di posta, utilizzata all’uopo presso la casa comunale ma anche su questo non sono mancate le critiche, a causa di un’informazione non propriamente capillare.
    Con le circa dieci domande poste ai candidati si è spaziati più o meno su tutti gli argomenti pertinenti ai programmi delle liste e, se si esclude qualche accenno critico di Manzo verso l’amministrazione Capasso, tra l’altro ben rintuzzato da questi, la serata è scorsa tutto sommato monocorde, in un sodalizio di intenti e buoni proponimenti.
    Il candidato del Popolo di SSV è sembrato più volte che si rivolgesse verso l’elettorato in quota socialista, più che al generico elettore presente in quel contesto, ammiccando soprattutto agli ultimi dissensi, istauratisi tra Michele Capasso e la maggioranza pidiellina, non ultimo il diniego del sindaco a supportare la creazione del centro polifunzionale. Sempre da parte di Manzo, in tema di strutture sportive, non sono mancate critiche alla gestione privata di queste, con l’auspicio che passino dalle mani di “gente che viene da fuori” in quelle della gioventù locale.
    Viene, date per veritiere le affermazioni sulle inadempienze del gestore della piscina e per le quali Capasso non sembra abbia voluto metter parola, che se volessimo stigmatizzare tutti coloro che vengono da fuori comune, Giuseppe Capasso rischierebbe di trovarsi da solo a concorrere in questa tornata elettorale. Capasso ha, tra le tante cose, risposto in merito ad una eventuale riorganizzazione di via Plinio ricordando che furono gli stessi commercianti, ora recalcitranti, a volere l’attuale sistemazione e dopo specifica consultazione. Il sindaco uscente ribatte anche in merito alle affermazioni di un Gennaro Manzo, in veste bolscevica, a riguardo l’inopportunità di una nuova chiesa, soprattutto se fatta con i soldi del comune!
    “La chiesa sarà fatta con i soldi del Vaticano” (sembra con l’8×1000) e non con quelli comunali, controbatte il capogruppo provinciale del PD ma è anche “un oggettiva necessità a causa del prestito della tendostruttura” di via Falconi per la celebrazione delle messe domenicali.
    Visto poi il luogo s’è sprecata la retorica su giovani e anziani. Messa in luce dall’intervento dell’altro candidato, Roberto Di Bernardini che ha asserito che quando si parla di occupazione giovanile non si può non tener conto della precaria situazione di “chi li deve mantenere” evidenziando una problematica ben più complessa di quella racchiusa nel mero contesto demagogico di una campagna elettorale. Il candidato della federazione della Sinistra rispolvera il vecchio andante della TARSU a peso e non a metri quadri; Capasso rilancia invece i siti di compostaggio, mentre Manzo non manca di molto il bersaglio con la sua accusa della mancata iscrizione, nell’anagrafe tributaria, di molti dei residenti sansebastianesi.
    C’è tempo anche per qualche altra domanda da parte della stampa presente e la serata sfuma così senza infamia e senza lode, così come i presenti sgattaiolano guadagnando la strada di casa, sicuri del loro voto, sicuri della loro scelta.

  12. “Il Mattino”, 14 maggio 2011, http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=149175&sez=NAPOLI

    SSV, campagna del fair-play
    di Salvatore Esposito

    Ancora poche ore e la campagna elettorale, toni bassi e pacati tra i candidati alla carica di sindaco, terminerà e la parola passerà ai cittadini sansebastianesi che domenica quindici e lunedì sedici saranno chiamati alle urne per eleggere la nuova fascia tricolore sansebastianese e il nuovo consiglio comunale.
    Tre le liste in campo a sostegno di altrettanti candidati primo cittadino: «Uniti per SSV», lista costituita dai democratici sansebastianesi e guidata dal sindaco uscente Giuseppe Capasso, che oltre alla riconferma punta alla sua quarta elezione a primo cittadino di SSV. A sostegno di Capasso una lista monocolore costituita da tutti i consiglieri e assessori uscenti del Partito democratico, manca all’appello solo l’assessore alla sicurezza Giorgio Gallo, che ha preferito non candidarsi anche alla luce di dissapori politici e personali con Capasso.
    Per la lista «Il popolo di SSV», lista di centrodestra battezzata dai vertici provinciali e regionali del Popolo della libertà guidata da Gennaro Manzo, in campo molte facce nuove, soprattutto giovani e donne.
    Per la lista «Federazione della sinistra», lista comunista guidata dal segretario di Rifondazione Comunista, Roberto Di Bernardini, in campo anche l’ex assessore sansebastianese alla pubblica istruzione dimissionaria dopo la fuoriuscita di Rifondazione dalla giunta guidata da Capasso.
    Se i toni tra i candidati sindaco sono stati abbastanza pacati, lo stesso non si può dire per i poli della rappresentanza politica. Infatti prima è esploso il centrosinistra, poi è esploso il centrodestra.
    Il centrosinistra, infatti, è andato in fibrillazione a causa del mancato accordo tra socialisti e democratici sansebastianesi, mancato accordo che ha avuto come prima conseguenza l’uscita dello storico gruppo socialista dal consiglio comunale dopo sessant’anni di attività politica sul territorio. Altra questione che ha fatto saltare i nervi agli uomini del centro sinistra sansebastianese è stato il ritardo e le modalità con cui il sindaco uscente ha convocato l’ultima giunta, giunta di fatto spaccata in due e quindi paralizzata: da un lato infatti il sindaco Capasso, il vicesindaco Biagio Pizzo e l’assessore Salvatore Sannino, dall’altro lato i tre assessori uscenti e non ricandidati al consiglio comunale Michele Capasso, Agnese Sannino e Giorgio Gallo.
    In queste settimane le acque sono sembrate più che agitate anche nel centro destra, il fuoco amico contro il candidato del centro destra Gennaro Manzo è stato infatti aperto, in ordine di tempo, prima dal consigliere uscente d’opposizione Leonardo Monatanaro e poi dal leader degli imprenditori vesuviani Ciro Di Dato.
    Ora però la parola passa ai cittadini sansebastianesi che potranno decidere se confermare l’amministrazione uscente e promuovere quindi Giuseppe Capasso, oppure potranno decidere se sanzionare l’operato di giunta e maggioranza uscente sostenendo o l’opzione di centro destra rappresentata da Gennaro Manzo oppure l’alternativa di sinistra rappresentata da Roberto Di Bernardini.

  13. Le elezioni comunali del 15 e 16 maggio 2011 hanno decretato la riconferma del sindaco uscente Giuseppe Capasso.
    I risultati dei tre candidati sono i seguenti:

    Giuseppe Capasso: 3.941 voti (74,44%), Lista Civica – Uniti per San Sebastiano (8 consiglieri)
    Gennaro Manzo: 840 voti (15,86%), Lista Civica – il Popolo di San Sebastiano (3 consiglieri)
    Natale “Roberto” Di Bernardini: 513 voti (9,69%), Federazione della Sinistra (Prc + Pdci) (1 consigliere)

  14. I PRIMI COMMENTI AI RISULTATI ELETTORALI:

    ——————

    “L’Ora Vesuviana”, 16 maggio 2011, h20:50, http://www.loravesuviana.it/news/le-amministrative-a-san-sebastiano-vittoria-bulgara-per-pino-capasso-io-e-mio-padre-piu-longevi-della-regina-elisabetta-governiamo-da-56-anni.html

    LE AMMINISTRATIVE A SSV – Vittoria bulgara per Pino Capasso. “Io e mio padre più longevi della Regina Elisabetta. Governiamo da 56 anni”

    Squadra che vince, rivince nonostante con Pino Capasso (sindaco uscente riconfermato dalle urna) non ci siano più i socialisti degli ex assessori Michele Capasso e Agnese Sannino. Con un plebiscito bulgaro di 3841 voti Uniti per San Sebastiano, la lista che fa capo a Pino Capasso (“Io e mio padre Raffaele – il commento a caldo del primo cittadino riconfermato – siamo più longevi della Regina Elisabetta: governiamo da 56 anni”) ha sbaragliato gli avversari Gennaro Manzo (Il popolo di San Sebatiano) con 840 voti e 3 posti in consiglio e la lista di Rifondazione Comunista che con 513 voti in consiglio ci porta solo il candidato a sindaco Roberto Di Bernardini. Plebiscito di voti per Andrea Addeo (il primo eletto con 587 voti), per Salvatore Sannino e per Giuseppe Panico. E proprio questi tre nomi comporranno in prima battuta la (super) giunta del Capasso quater, in quanto dopo l’accordo pre elettorale (sottoscritto da tutti i candidati) si è stabilito che a finire in giunta ci sarebbero andati i primi quattro eletti della squadra.

    ——————

    “Il gazzettino vesuviano”, 16 maggio 2011, http://www.ilgazzettinovesuviano.com/2011/05/16/san-sebastiano-capasso-ampiamente-riconfermato/

    Ssv, Capasso ampiamente riconfermato
    Appoggiano Di Bernardini e Manzo soltanto il 25% dei votanti
    di Armando Madeo

    Pino Capasso, Sindaco uscente e neo-candidato, ha vinto le elezioni comunali 2011 con un totale di 3942 voti sui 5424 voti validi disponibili.
    La lista “Uniti per San Sebastiano” ha dunque ottenuto il 75,44%, Manzo il 15,86% (totale di 839 voti) e Di Bernardini il 9,69% (512 voti). Incerta invece la situazione dei consiglieri. Si va verso 8 consiglieri per la lista Capasso, 3 per la lista Manzo e 1 per la lista Di Bernardini; ciò non toglie che potrebbe esserci un 8:2:2
    L’affluenza si attesta al 72%.
    Ecco la situazione per i consiglieri di maggioranza: Addeo 17%, Sannino Salvatore 16,4%, Panico 11,7%, D’Avino 10,9% seguono Pizzo, Rivellini, Riccardi e Aratro, con percentuali al di sotto del 10.

    COMMENTI:
    Annaformicola
    congratulazioni! Ero certa della vittoria perchè San Sebastiano, nonostante le difficoltà, continua ad essere una “Piccola Svizzera” come ai tempi di Raffaele Capasso…..Grazie a nome di tutti i cittadini

    Vuologiovanni
    e vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii auguroniiiiiiiiiiiiiii

  15. “Il mediano”, 16 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13558

    IL LUNEDÍ ELETTORALE DI SSV
    Ciro Teodonno
    Una giornata al seggio, lo scenario di varia umanità che ruota intorno quella che, tutto sommato è la grande festa delle elezioni. Una tornata elettorale confusa e dalle molte incognite e che potrebbe ridimensionare la politica a SSV.

    Per fortuna, il clima delle giornate elettorali non lo si è ancora riusciti a guastare ed è sempre un piacere vedere, anche di lunedì, famiglie al completo, presentarsi presso le sezioni elettorali a celebrare il rito democratico che da circa sessant’anni si svolge ancora nel nostro paese.
    Dopo una domenica un po’ fiacca, con un’affluenza che si aggirava attorno al 50% degli aventi diritto, questo lunedì elettorale ha visto salire le percentuali di affluenza, rasentando il 70% verso mezzogiorno. C’è comunque chi reputa, come il candidato della Federazione della Sinistra, Di Bernadini, la possibilità di un forte astensionismo rispetto alle precedenti tornate elettorali amministrative, dove in passato si era raggiunto anche il 90%.
    Il clima di festa dicevo; e dire che c’è stato chi, il clima disteso non gli è proprio andato a genio e ha fatto di tutto per guastarlo. C’è chi vuol vedere ovunque il male negli altri, dimenticando una buona analisi di coscienza.
    Si sa che di questi tempi è d’uso alzare polveroni per creare confusione e cristallizzare la posizione del proprio elettorato, con questioni che hanno tutt’altro a che fare con la politica vera, quella che deve gestire la società civile e risolverne le sue problematiche e non quelle dei diretti interessati. Ed è così che strani individui, quelli che generalmente si vedono solo in questi frangenti, si ripresentano alla ribalta cittadina, per porre basi per nuovi sodalizi.
    Per fortuna c’è pure l’elettore, che non è sempre così stupido e accondiscendente come vogliono farlo sembrare e c’è anche chi è stato capace di rinfacciare al caporale di turno la nuova e antitetica posizione.
    Ma torniamo alla giornata elettorale, sembra, a detta del candidato de Il popolo di San Sebastiano, che ci siano stati dei brogli, regolarmente denunciati alle forze di pubblica sicurezza ivi presenti. Sostiene infatti Gennaro Manzo, che, un non ben definito Battaglia abbia, in assenza dei rappresentanti di lista, manipolato, non si è ben capito cosa, se le urne o i plichi contenenti il materiale elettorale. Dice di aver sporto regolare denuncia, così come ribadisce le vie legali nei confronti del sindaco uscente Capasso, in merito alla questione dei manifesti elettorali. Che dire? Tutti i nodi vengono al pettine prima o poi.
    Andando in giro tra le persone per sondare gli stati d’animo, com’è giusto che si faccia in questi momenti così importanti per una comunità, riscontriamo una sostanziale tranquillità all’interno dei seggi, privi di code e dove stancamente si aggirano i rappresentanti di lista, sorretti da un immancabile caffè in bottiglietta di vetro riciclata. I carabinieri e la Polizia Provinciale vigilano attentamente, a far sì che tutto si svolga nella regolarità.
    Un gruppo nutrito di rappresentanti della lista di ispirazione pidiellina, accompagnato da alcuni socialisti (ecco spiegati gli ammiccamenti di Manzo a Michele Capasso nelle sue ultime uscite pubbliche), presenzia l’accesso allo spazio, più in là, in ordine sparso, i rappresentati di Uniti per San Sebastiano e qualcuno di Rifondazione. Già c’era stato qualche alterco tra le fazioni, in merito all’opportunità o meno che rappresentanti e candidati restassero lì, ma la cosa, vecchia come il mondo, s’è appianata con l’intervento chiarificatore della forza pubblica e la tregua armata è proseguita così per tutta la mattinata.
    Il battibecco però regna, ed è divertente notare come si riescano a vedere “fantasmi” dappertutto. Quasi un delirio di accuse di parzialità rivolte a tutti quelli che capitavano a tiro.
    Insomma, fuori a quel seggio i faziosi astanti gracchiavano come tanti corvi, ciascuno a dare sulla voce degli altri, in una sorta di dejà vu di marca televisiva, dove le voci si mescolano, solo ed esclusivamente, per confondere chi invece vorrebbe seguire e capire. Ma le tre di pomeriggio sono vicine e l’ora del responso pure.

  16. “Il mediano”, 17 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13562

    SSV SCEGLIE LA CONTINUITÀ
    Ciro Teodonno
    Nulla è cambiato al vertice, SSV si riconferma punto di riferimento per il centro sinistra all’ombra del Vesuvio. Il PDL guadagna tre consiglieri, uno va a Rifondazione Comunista.

    Ore 3 in punto. Il seggio 9 chiude per primo, è poi la volta del seggio numero 10 e infine, il numero 8, tutti in via degli Astronauti. Il gruppo de Il popolo di San Sebastiano è già là, pronto davanti alla porta del plesso Collodi, adibito a seggio come ormai è consuetudine. Si entra ma vengono subito bloccati davanti al seggio numero 8, dove, il presidente impedisce loro l’accesso.
    La presidentessa, sostiene che, a rigor di legge non può ammettere il pubblico allo spoglio. È presente lo stesso candidato Manzo, che protesta con veemenza e dopo una convulsa ricognizione telefonica, e dopo aver appurato la situazione presso tutti gli altri seggi, intima il suo diritto d’accesso alla stanza, urlando verso la responsabile del seggio e facendo intervenire ancora una volta i carabinieri. La presidentessa decide dunque di ammettere solo i rappresentanti di lista e i cittadini elettori del seggio n°8, muniti di regolare documento elettorale, assumendo, davanti alla forza pubblica, la propria responsabilità per tale decisione.
    Pare, a detta dei presenti, che la decisione sia scaturita dalla confusione creatasi in questi giorni e la volontà di voler lavorare in piena tranquillità. Accettata l’alternativa anche dagli altri seggi della Collodi ma in verità in maniera non troppo pignola, si prosegue regolarmente all’apertura delle urne e la lettura delle schede. Dai primi momenti della lettura delle schede elettorali si evince quanto già era nell’aria, una netta affermazione della lista Uniti per San Sebastiano, di ispirazione PD. Le prime proiezioni, dati della segreteria locale del Partito Democratico, portavano, verso le 17.30, la lista di Capasso intorno al 73%, Il popolo di San Sebastiano al 16% e la Federazione della Sinistra a 9,5. Presupponendo una ripartizione dei consiglieri rispettivamente di 8 a Uniti per San Sebastiano, e un 3 a 1, se non un pareggio tra PDL e PRC.
    E in effetti col passare dei minuti il risultato si delinea sempre più chiaro in tutti i suoi contorni e nella sua globalità. La lista civica Uniti per San Sebastiano ottiene 3.942 voti, confermando gli otto consiglieri, Il popolo di San Sebastiano ne ottiene 839 con tre consiglieri mentre, 517 La Federazione della Sinistra che per soli 24 voti perde il pareggio con la lista del PDL. Di conseguenza, i prossimi consiglieri comunali dovrebbero essere i primi eletti del PD, che con i loro voti sono i seguenti: Andrea Addeo (587); Salvatore Sannino (566); Giuseppe Panico (403); Pasquale D’Avino (377); Biagio Pizzo (284); Vito Rivellini (235); Nunzia Riccardi (219); Raffaele Aratro (196).
    Nella precedente tornata elettorale la lista del sindaco Capasso aveva ottenuto circa 2.800 voti ma con un testa a testa con l’allora rivale Salvatore Sannino. La percentuale dei votanti s’aggira dunque intorno al 73%, su 5.424 elettori votanti e su un elettorato attivo pari a 7.400 elettori circa. Per cui l’astensionismo si rivela essere quarta parte in causa raggiungendo 30% rispetto alle precedenti elezioni dove si assestava solo attorno al 13%. Si è visitato di conseguenza le sedi dei comitati elettorali dove abbiamo incontrato per primo il riconfermato Capasso, che visibilmente emozionato, ha dichiarato “sono soddisfatto per la conferma dei tre quarti dell’elettorato e di essere presente nel cuore e nella mente di San Sebastiano”.
    Passiamo poi alla sede del PDL, dove il clima che si riscontra è tra il disilluso e l’attendista per le alte aspettative disattese, non riesco a parlare col candidato Manzo, mi si rimanda a una conferma telefonica dei risultati e che avverrà verso le 21.00, dove mi verranno anche comunicati i probabili consiglieri, che saranno lo stesso Manzo, Giuseppe Ricci e Antonio Muccio. Nella sede di Rifondazione il clima è più disteso e ottimista, anzi addirittura si festeggia e forse in quest’epoca di bipolarismo e in un contesto dal sostrato fortemente destrorso, quell’unico consigliere è oro colato.
    Incontro un esponente di rilievo della lista, al quale chiedo conferma dello strano atteggiamento dei SDI fuori il seggio di via degli Astronauti, mi si conferma il dubbio con la notizia di una divisione d’intenti tra Michele Capasso e Agnese Sannino, il primo pare abbia dirottato i suoi voti in favore dei PRC, la seconda in favore del PDL. Ho cercato di strappare qualcosa anche a Michele Capasso, lì presente assieme a Giorgio Gallo, il quale ha negato perentoriamente quest’eventualità dando garanzie per i voti socialisti, tutti riscontrabili matematicamente.

  17. “Il Mattino”, 17 maggio 2011, http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=149512&sez=NAPOLI

    Premiata la dinasty Capasso
    Salvatore Esposito

    Giuseppe Capasso conquista la fascia tricolore sansebastianese per la quarta volta con un risultato schiacciante e si appresta ad iniziare la consiliatura che dovrebbe portare a compimento un percorso amministrativo e politico ventennale. Percorso che per longevità è secondo solo all’esperienza da sindaco del padre, Raffaele Capasso, primo cittadino sansebastianese dalla ricostruzione ai primi anni novanta.
    Il sindaco uscente è stato riconfermato infatti con il settantatre per cento dei consensi, un risultato importante se si considera sia l’incremento di oltre venti punti percentuali rispetto alle passate elezioni amministrative del 2006, sia il valore assoluto di voti che fa registrare un balzo in avanti di circa ottocento nuovi elettori, risultato quest’ultimo ancor più significativo se si tiene conto del ridimensionamento dei candidati al consiglio comunale.
    Una partita senza competizione, dunque, che ha confermato lo stato di salute del Pd sansebastianese che conquista oltre tre voti ogni quattro elettori. Resta invece inchiodato al quindici per cento dei voti la lista di centro destra «Il popolo di San Sebastiano» guidata dal candidato Gennaro Manzo, supera il nove per cento dei voti la lista «Federazione della sinistra» a sostegno di Roberto Di Bernardini.
    Con Giuseppe Capasso entreranno in consiglio comunale otto candidati del Pd – tutti uscenti – a guidare la folta pattuglia il primo eletto, con quasi seicento preferenze, Andrea Addeo, capogruppo uscente del Pd, seguito dall’assessore uscente Salvatore Sannino e dall’under quaranta Giuseppe Panico. Siederanno tra i banchi dell’opposizione oltre Gennaro Manzo altri due consiglieri del «Popolo di San Sebastiano», con loro anche Roberto Di Bernardini.
    «Un risultato che è andato oltre ogni più rosea aspettativa»: questo il primo commento a caldo di Giuseppe Capasso che ha aggiunto: «I cittadini hanno premiato il nostro progetto politico, progetto di condivisione e visione strategica che lega diverse generazioni che da oltre cinquantasei anni sostengono lo sviluppo della nostra città. Se oltre tre elettori su quattro hanno deciso di dare ancora fiducia alla nostra squadra significa che la cittadinanza ha apprezzato quanto di buono è stato fatto in questi anni, e che soprattutto i candidati della nostra lista hanno saputo dare testimonianza di competenza e di legame con il territorio. Da domani – ha concluso Capasso – continueremo a lavorare per il bene dei sansebastianesi impegnandoci ad affrontare nei migliori dei modi i diversi problemi legati alla difficile situazione economica in cui versa il nostro paese, situazione economica segnata da una congiuntura sfavorevole che incide negativamente anche sulle casse di piccoli comuni come il nostro».
    Passata la festa per il successo elettorale, il sindaco riconfermato avrà almeno due importanti questioni da risolvere: la composizione e la nomina della giunta e tentare di ricostruire un centro sinistra sansebastianese, centro sinistra che oggi fa a meno non solo dell’opposizione comunista ma anche – e soprattutto – dei socialisti, storica formazione politica che dopo sessant’anni è uscita dal consiglio comunale e che ha promesso una dura opposizione extra consiliare già dalle prossime settimane.

  18. Dalla pagina FB dell’utente “SSV” (aggiornata il 18 maggio 2011, h10.40):

    di Pasquale D’Avino
    La lista “Uniti per SSV” ha organizzato una serata per festeggiare questa travolgente vittoria per Giovedì 19 Maggio ore 20.00 in Piazza Belvedere. Prego tutti voi, per il successo della serata, di invitare quanti più cittadini possibile.

  19. La composizione del nuovo Consiglio Comunale di SSV.
    Dal documento ufficiale (il cui pdf è qui):

    ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SSV

    I L S I N D A C O
    Visto l’art. 61 del testo unico delle leggi recanti norme per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni;
    Vista la legge 25 marzo 1993, n. 81, sull’elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale, e successive modificazioni;
    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 1993, n. 132, concernente il regolamento di attuazione della legge 25 marzo 1993, n. 81;
    Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, e successive modificazioni;

    R E N D E N O T O

    che, a seguito dell’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale del 15-16 maggio 2011, è stato proclamato eletto sindaco il candidato

    GIUSEPPE CAPASSO

    e che sono stati proclamati eletti alla carica di consigliere comunale i seguenti candidati:

    per la lista n. 3 – “UNITI PER SAN SEBASTIANO” collegata con il candidato eletto sindaco:
    1 – ANDREA ADDEO
    2 – SALVATORE SANNINO
    3 – GIUSEPPE PANICO (detto Peppe)
    4 – PASQUALE D’AVINO
    5 – BIAGIO PIZZO
    6 – VITO RIVELLINI
    7 – NUNZIA RICCARDI
    8 – RAFFAELE ARATRO

    per la lista n. 1 – “IL POPOLO DI SAN SEBASTIANO”
    1 – GENNARO MANZO, candidato alla carica di sindaco non eletto
    2 – GIUSEPPE RICCI
    3 – ANTONIO MUCCIO

    per la lista n. 2 – “RIFONDAZIONE COMUNISTI ITALIANI”
    1 – NATALE DI BERNARDINI (detto Roberto), candidato alla carica di sindaco non eletto

    SSV, addì 19 maggio 2011

    IL SINDACO
    Giuseppe Capasso

  20. “Il mediano”, 8 giugno, 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13820

    SSV. S’INSEDIA LA NUOVA GIUNTA ED È SUBITO POLEMICA
    Ciro Teodonno
    Lunedì è stata presentata alla cittadinanza la nuova giunta comunale, il consiglio comunale e il programma di governo per il prossimo quinquennio amministrativo. L’opposizione innesca la polemica sulle quote rosa.

    Era tempo che non si vedeva un consiglio comunale così affollato. Sarà stata l’adunata del Popolo di SSV che ha chiamato a sé tutti i suoi o la presenza sul carro dei vincitori di chi ama cavalcare la tigre per sentirsi parte dell’evento; ma l’aula consiliare, così piena, non la si ricordava, almeno in tempi più recenti. Sarà stato il giuramento del “nuovo sindaco uscente” o l’aspettativa di sentire qualcosa di veramente nuovo, qualcosa che scuotesse animi e coscienze ma niente di tutto questo, solo un caldo asfissiante che ha reso il salone una sauna pubblica. Volendola cercare c’è stata però qualche novità, infatti, per prendere l’incarico dell’assessorato i due primi eletti del paese, Andrea Addeo e Salvatore Sannino, hanno rinunciato alla carica di consigliere, cedendo il posto ai due primi non eletti della lista vincente, Gianluca Sannino e Pasquale Formisano.
    Ai primi due è andato l’assessorato ai Lavori Pubblici e all’Ambiente e ad Aratro e Panico, rispettivamente Istruzione e Promozione Territoriale. Il sindaco Capasso ha poi letto, dopo aver sovrinteso all’elezione dei componenti della Commissione Elettorale Comunale, il programma di governo. Tante belle parole: “una città vivente”, dove i cittadini partecipano attivamente alla cosa pubblica, un paese che s’avvia a essere cittadina, dove svago, cultura e sicurezza saranno il suo emblema. Da cittadino mi basterebbe, tanto per cominciare, che almeno la comunicazione fosse fattiva, per sentirmi, se non parte del tutto, almeno informato su tutto quello che accade a SSV, che certo metropoli non è.
    Sta di fatto che, se non fosse stato per un caso, non avrei mai saputo del Consiglio Comunale di ieri sera.
    Ma qui sfruttiamo un vecchio andante che, a parte il consigliere PRC Di Bernardini, che ha sottolineto lo stato d’abbandono delle periferie, non sembra tocchi l’animo dei locali e delle loro rappresentanze. Il neoconsigliere Manzo invece promette battaglia e lo fa sulla questione delle quote rosa e il sindaco Capasso se ne assume la piena responsabilità, qualora ci fossero gli estremi del paventato illecito (se Manzo fa riferimento al cosiddetto “DL Carfagna”, sembra che questo, al momento, non sia passato all’esame delle camere e quindi non applicabile all’ultima tornata elettorale).
    E neanche la promessa di telecamere e caserme distolgono i pidiellini dal muovere critiche all’ininterrotta amministrazione capassiana, chiedendo al più presto un tavolo consiliare straordinario sulla sicurezza a SSV, vista anche la recrudescenza di eventi delittuosi che negli ultimi tempi hanno visto vittime i cittadini di SSV nelle loro stesse abitazioni.Si è passati poi all’approvazione dell’adesione alla rete “Rifiuti Zero” che si basa sul protocollo del professore statunitense Paul Connett, che già molto successo sta riscuotendo nel mondo dell’ecologia. Ultimo atto di prassi in questi frangenti è stata l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, la maggioranza propone Biagio Pizzo, vicesindaco uscente, mentre l’opposizione, votandolo, si schiera dietro “l’imparzialità” di Roberto Di Bernardini.
    Il maggior eletto risulta comunque Pizzo ma, secondo norma, la non raggiunta unanimità obbliga a una seconda elezione, non prima di sette giorni, dove varranno in quel caso i due terzi dei voti per il nuovo presidente. Ci auguriamo che l’ampia partecipazione popolare dell’altro ieri si ripeta, a testimonianza di un’inversione di tendenza del disimpegno civico.

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