La “piccola Svizzera”

Il Sud è pieno di “paesi presepe”, borghi tradizionali aggrappati alle montagne appenniniche o, più raramente, alle coste mediterranee. Leonardo Sciascia odiava quella definizione e nel 1980, dopo il sisma in Irpinia, scrisse sul Mattino che è “una delle espressioni più retoriche e mistificanti che siano venute fuori su questa grande tragedia del terremoto” [cit. in Niola].
I “paesi presepe”, però, non sono soli. Una definizione della stessa tipologia, infatti, è presente in numerosissime aree: quella con cui, attraverso una serie di elementi convergenti e per mezzo di una comparazione con il circondario, uno specifico paese viene etichettato come “piccola Svizzera”. Si tratta di un’espressione emersa nell’Ottocento per connotare i paesaggi che rispondevano a determinate caratteristiche estetiche: “A little Switzerland or Schweiz is a landscape, often of wooded hills. This Romantic aesthetic term is not a geographic category, but was widely used in the 19th century to connote dramatic natural scenic features that would be of interest to tourists. Since it was ambiguous from the very beginning, it was flexibly used in travel writing to imply that a landscape had some features, though on a much smaller scale, which might remind a visitor of Switzerland” [qui].
SSV è uno di questi paesi. La “piccola Svizzera” vesuviana (e napoletana) è la località più ambita dell’area. La definizione, come qualsiasi etichetta, nasce dal confronto con la regione più ampia in cui è inserito il paese: la sua qualità della vità è ritenuta più alta, vi è maggior verde urbano, meno traffico e più quiete, meno imprevisti e più disciplina, in generale vi è un reddito più alto, ma nel successo di questa definizione incide anche la maggior altitudine rispetto ai paesi confinanti e, non di rado, l’essere inserito in un paesaggio montano; altre volte ancora quell’etichetta è attribuita alle località con un certo spirito d’indipendenza da un lato e una buona capacità di pluralismo dall’altro (è ciò che dice, ad esempio, lo scrittore Gyorgy Konrad a proposito della Transilvania, come riferisce Rumiz).

Le cosiddette “piccole Svizzere” sono innumerevoli. Cercando con google se ne trovano in ogni parte d’Italia.
Lo è la Sila in Calabria, le Madonie in Sicilia, Pescasseroli e Tagliacozzo in Abruzzo, la Valle del Turano nella Sabina laziale, Archinazzo sempre nel Lazio, Frontone nelle Marche, Monesi di Triora in Val Tanaro in Liguria, l’Alpe Noveis nel biellese, la Val Taleggio nel bergamasco, l’Altopiano di Asiago in Veneto…
Ma sono “piccole Svizzere” anche San Carlos de Bariloche in Argentina, Saint Martin Vésubie nei pressi di Nizza, il Mullerthal lussemburghese, Ifrane in Marocco e addirittura tutto il Lesotho nell’Africa meridionale e il Rwanda nel centro del continente.
In Campania, oltre SSV ci sono anche Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno e Piedimonte Matese in provincia di Caserta. Ma probabilmente se ne possono trovare molte di più.

A SSV la definizione si rafforza con un ulteriore elemento, la pulizia e la raccolta differenziata di immondizia: “E’ uno dei comuni campani con il più alto tasso di “raccolta differenziata”. SSV ritorna ad essere quindi la “Piccola Svizzera”,  che negli anni 60 e 70 segnò il boom economico del vesuviano” [Luigi Ferraro in un articolo del 4 luglio 2008: qui].

“Piccola Svizzera” è un luogo comune, ma positivo e per questa ragione emerge spesso nei discorsi socio-politici, soprattutto in questo periodo, in vista delle elezioni della prossima primavera: dietro quel semplice slogan c’è un sentimento di prestigio che va continuamente difeso perché costantemente assediato.

ALL’INTERNO, ARTICOLI SULLA VIVIBILITA’ DEL PAESE (e relativi commenti):
– Ciro Teodonno, L’ESEMPIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SSV (10.10.10, qui)
– Umberto Vastarini, LETTERA APERTA AL SINDACO DI SSV (11.05.09, qui)
– Ciro Teodonno, QUANTO CONTA SAN SEBASTIANO NEL CONTESTO VESUVIANO? (19.12.10, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. POCO FLORIDE LE AIUOLE CONCESSE AI PRIVATI (26.03.10, qui)
– Ciro Teodonno, LE NOSTRE STRADE. INSICURE, SPORCHE E ABBANDONATE (17.01.10, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. «DENUNCIATE LE ESTORSIONI» (20.01.10, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. COME SI FA POLITICA DALLE NOSTRE PARTI (20.06.09, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. IN CONSIGLIO SI DISCUTE DI ANTIFASCISMO, PIANO CASA E VIABILITÀ (18.02.11, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. MORIRE PER ATTRAVERSARE UNA STRADA (18.03.11, qui)
– Ciro Teodonno, GLI ABITANTI DI SSV NON SI SPORCANO LE MANI (20.03.11, qui)
– Giampiero Barbato, PIAZZA CAPASSO TRA DEGRADO E ABBANDONO (16.03.11, qui)
– Redazione, SSV. ARRESTATO PER FURTO D’AUTO (21.05.11, qui)
– Ciro Teodonno, NON SONO IO RAZZISTA, SONO LORO CHE SONO ZINGARI! (04.06.11, qui)
– Ciro Teodonno, CONSIGLIO STRAORDINARIO SULLA SICUREZZA (06.07.11, qui)
– N@po, IL PUNTO SUI LAVORI STRADALI A SSV (01.08.11, qui)
– N@po, INNAFFIATE LE PIANTE! (25.08.11, qui)
– Ciro Teodonno, SSV. UN PROGETTO PER LA LEGALITÀ (22.09.11, qui)
– N@po, INCENDIO DOLOSO IN PIAZZETTA CAPASSO (24.12.11, qui)
– N@po, LA “PICCOLA SVIZZERA” PIACE ANCORA (29.01.12, qui)
– Ciro Teodonno, SAN SEBASTIANO E IL PARADISO PERDUTO (22.10.13, qui)
– Ciro Teodonno, SAN SEBASTIANO, LE DISCARICHE DELLE VIE NASCOSTE (16.12.13, qui)

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INTEGRAZIONE del 17 luglio 2015:
La Piccola Svizzera vesuviana esiste ancora? Se lo domanda la pagina facebook “San Sebastiano al Vesuvio News“:

Siamo ancora legati in qualche modo all’immagine della Piccola Svizzera. Della cittadina gioiello in cui tutti speravano di vivere, guardata con ammirazione ed assunta come modello dagli altri paesi del vesuviano. Quell’immagine, legata indissolubilmente all’azione di uomini d’altri tempi, in cui l’orgoglio, il rispetto e l’amore per il territorio e pa’ Muntagn, non avevano confini, è però oggi sbiadita e confusa. Resta sullo sfondo, a ricordare che vivere di rendita, cullarsi sugli allori, comporta il rischio di perdere terreno, restare inermi a guardare gli altri che avanzano. E gli altri sono quei paesi vicini i cui sguardi di ammirazione ricambiavamo con supponenza e presunzione. Massa di Somma, Pollena Trocchia, Ercolano, San giorgio a Cremano, hanno fatto notevoli passi in avanti in questi anni.
E noi? Fermi in attesa che qualcosa potesse cambiare.
San Sebastiano al Vesuvio appare oggi un territorio abbandonato e sofferente. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato ed alla luce sono venuti i piccoli grandi mali, fatti di concessioni e privilegi. Un intreccio di cui in molti erano, se non a conoscenza, almeno sospettosi e che ora emerge prepotente. L’interesse personale ancora una volta vince rispetto a quello collettivo.
Sullo sfondo restano i cittadini che nulla hanno a che vedere con certe cose, ingannati e traditi nelle scelte e nei valori. Ma indignazione e rabbia non bastano ad assicurare un cambiamento che sia autentico e duraturo. Quel cambiamento che la nostra San Sebastiano merita davvero, e noi con Lei.

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28 thoughts on “La “piccola Svizzera”

  1. “Il mediano”, 10 ottobre 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=11173

    L’ESEMPIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A SSV
    Ciro Teodonno
    Ora che la nuova crisi dei rifiuti sembra riportare l’attenzione sul problema mai risolto del loro smaltimento ci interessa esaminare tutti i passaggi che le immondizie seguono per essere smaltiti ed eventualmente rigenerati.

    Visto che non tutti i comuni del napoletano effettuano la raccolta differenziata o per lo meno non raggiungono i termini di legge, abbiamo pensato di chieder lumi a chi nell’arduo scenario vesuviano, non solo attua la raccolta differenziata da ben prima della “crisi” ma viene addirittura premiato per il suo virtuosismo (nel 2008 la provincia ha premiato il comune in questione per il suo alto tasso di raccolta differenziata con 20.000 € dilazionati in quote mensili di 5.000 €). È questo il caso di San Sebastiano al Vesuvio, cittadina di 9.570 abitanti alle falde del Vulcano.
    Abbiamo a tal proposito intervistato l’assessore all’ecologia Salvatore Sannino.

    Assessore Sannino qual è il segreto di San Sebastiano?
    «Non si tratta di nessun segreto ma di un buon mix di intenti tra il comune e i cittadini di San Sebastiano. I cittadini si sono sempre evidenziati, nel migliore dei modi, nel loro impegno e noi, assieme a loro, stiamo vincendo questa scommessa. Tanta buona volontà da parte di tutti. Ma anche l’impegno, il controllo reciproco, quello della polizia municipale… Ci sono state delle norme che ci hanno obbligato a scegliere la raccolta differenziata come strada primaria. Stamattina ad esempio siamo stati a San Vitaliano, sulla piattaforma dove conferiamo plastica e lattine, per controllare cosa usciva dai nostri sacchetti!».

    Ma più nel concreto qual è la filiera di questi rifiuti?
    «La plastica viene selezionata, viene pulita e assemblata dalla CO.RE.PLA. (Consorzio Recupero Plastica con sede a Milano). Gli ispettori del consorzio tra l’altro quando ci hanno visto lì sul posto, amministratori e dirigenti, a verificare con i nostri occhi cosa andavamo a conferire, sono rimasti meravigliati, asserendo che era la prima volta che vedevano una cosa simile.»

    Questa plastica che strada prende?
    «Ci sono società che hanno bisogno di materia prima».

    In ambito regionale o …
    «In ambito regionale, il vetro va a Venezia. Le vetrerie della regione sono già sature. C’è infatti un altro consorzi, il CO.RE.VE. (Consorzio Recupero Vetro) che si occupa di questo.»

    In una recente conversazione col Presidente dell’Ente Parco era risultato però che tutto il “riciclato” andava fuori regione …
    «Una parte rimane nella regione e un’altra va fuori. A livello nazionale questi consorzi funzionano un po’ come un pronto soccorso che smista un paziente, allo stesso modo portano la materia prima là dove ce n’è bisogno. Comunque l’unica cosa che purtroppo non trattiamo in Campania è l’organico. Non esistono centri di compostaggio».

    Non sarebbe opportuno incentivare un compostaggio individuale per incominciare ad affrontare il problema, magari con delle compostiere in usufrutto gratuito come avviene in alcuni comuni dell’Alto Casertano?
    «Noi vogliamo procedere gradualmente, per step, non vogliamo mettere tutta la carne sulla brace per poi rischiare di bruciarla tutta. Detto questo noi non siamo felici e contenti e stiamo allentando i cordoni del controllo, no! Perché se tu lasci mentre stai raggiungendo il livello di percentuale rischi di perdere tutto il lavoro già fatto».

    Che percentuale di raccolta differenziata s’è raggiunta ad oggi?
    «Ci siamo stabilizzati intorno al 62%.»

    E come lo si è calcolato, visto che il SIR (Sistema Informativo dei Rifiuti), almeno sul sito, non sembra attivo?
    «No, il SIR funziona! Hanno creato altre griglie per entrare (a tutt’oggi, da un esame accurato del sito web della provincia di Napoli, siamo stati capaci di riscontrare soltanto i dati risalenti al 2007, inoltre il link relativo al SIR è inattivo ndr)».

    Legambiente piazza San Sebastiano, nell’arco dell’anno solare 2009 (“Comuni Ricicloni” 2010 ndr), al 112 posto con il 54,8% di raccolta differenziata. Un buon risultato se si pensa che nel 2007 il comune era al quintultimo posto nella regione.
    «Lo trovo un po’ basso, le mie stime si aggirano intorno al 56% di media annuale e con una percentuale mensile appunto del 62%. Ecco anche il perché non modifichiamo più settimanalmente il cartellone in piazza (cartellone sito in piazza Belvedere che aggiorna con una certa costanza la percentuale di raccolta differenziata ndr)».

    Tornando un attimo alla filiera dei rifiuti, l’indifferenziato, dove va?
    «In discarica, a Terzigno e a Tufino.
    Anche quella di ridurre settimanalmente la differenziata è stata una scelta coraggiosa, altri comuni, dove vige la raccolta, non l’hanno applicata. In questo modo impegni maggiormente il cittadino nella selezione dei rifiuti. In questo modo però ci siamo messi anche al riparo dalle emergenze. Proprio come accade adesso dove ovunque si trovano rifiuti per terra. Da noi, hai il problema di scaricare solo una volta alla settimana il secco residuale, l’indifferenziata. Ci auguriamo che creino questi centri di compostaggio anche in Campania, in modo tale che i costi possano abbassarsi e che pure possa funzionare a pieno regime il termovalorizzatore. Un altro step che stiamo mettendo in essere è quello relativo al codice a barre, con un programma di tracciabilità di tutti i rifiuti e faremo dei controlli a campione su tutto il territorio, tutto sarà catalogato, come, quando e come si scarica!».

    In effetti facendo qualche giretto nelle zone limitrofe o di confine, come ad esempio Contrada Novella Castelluccio o via Figliola non sarà difficile trovare buste del comune di San Sebastiano scaricate lungo la strada!
    «C’è bisogno di deterrenti, tanti deterrenti assieme ci permettono di portare a casa il risultato. La vigilanza, eventualmente, in qualche punto più critico la telecamera, pensare anche, un domani di dare un incentivo al cittadino; noi c’eravamo già incamminati su questa strada ma poi ci siamo un attimo arrestati perché già l’anno prossimo o forse per il 2012, questo tipo di attività passerà nelle mani della provincia. Questo in virtù del decreto di fine crisi che demanderà tutte le competenze in materia di rifiuti alle province (Legge 195/2009 ndr). La provincia di Napoli, al momento, la prima cosa che ha incominciato a prendere dai comuni, sono gli elenchi dei contribuenti della TARSU che in futuro spetterebbe proprio alle lei. Non hanno certo valutato le singole condizioni dei singoli comuni, non hanno certo valutato il nostro patrimonio arboreo, i nostri pini e tutti problemi che ci procurano con il loro fogliame».

    La raccolta differenziata va bene, soprattutto se paragonata a quella dei comuni limitrofi ma la sporcizia non manca del tutto …
    «Abbiamo dovuto fare di necessità virtù, abbiamo rispettato delle priorità, privilegiando la raccolta differenziata. Abbiamo fatto la scelta di non aumentare le tasse.»

    Sì, però, se si vedono gli operatori, solo una volta al mese, ammucchiare la spazzatura per vederla poi nuovamente soffiare via dal vento, nell’attesa vana che venga raccolta, si rischia di comportarsi come gli abitanti di Viale delle industrie. Questi hanno raccolto tutto in strada e gli hanno dato fuoco anche a mo’ di protesta!
    «Questo è il personale, queste sono le risorse, questi sono i mezzi, allora che fai? Sei obbligato, gioco-forza, di dare la priorità alla raccolta differenziata».

    Quanti sono i dipendenti comunali?
    «Sono tre autisti, di cui uno è diventato capo-squadra e che segue lo spazzamento e il coordinamento. E poi quattro operatori. Poi c’è la ditta privata (Leucopetra ndr) che si occupa dello spazzamento e del trasporto dei rifiuti presso le piattaforme. Nell’ordine delle dieci unità.
    Così succede che ogni giorno andiamo ad attingere dal personale di questa ditta fornendo anche un servizio personalizzato al cittadino, là dove vi sono rifiuti ingombranti da prelevare casa per casa. Poi c’è un servizio di recupero di imballaggi presso gli esercizi locali il venerdì. Il martedì poi, per non creare problemi ai ristoratori, andiamo pure da loro a prelevare altra indifferenziata così come l’andiamo a prendere presso quelle famiglie che hanno anziani o degenti che usano pannoloni».

    «Tutte queste attività che eroghiamo vengono sottratte alla società addetta allo spazzamento. Anche a livello di giardinaggio abbiamo un sol operatore e siamo costretti ad attingere ai lavoratori socialmente utili della provincia per curare il verde pubblico.
    Tutto questo lavoro rischia comunque di essere fortemente ridimensionato col subentrare della provincia nella gestione della raccolta dei rifiuti».

    Per visionare i dati di Legambiente /Comuni Ricicloni – http://risorse.legambiente.it/docs/RO_comuni_ricicloni_bassa.0000001316.pdf
    Per verificare i dati provinciali ed eventualmente quelli del SIR – http://opr.provincia.napoli.it/

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    COMMENTI

    1) bastian contrario
    Carissimo Amico Signor Teodonno, come ho scritto nel titolo del commento, non mi piace fare il solito bastian contrario, perciò ho da dare un annuncio.
    Per anni, ho accusato l’ amministrazione ed in particolare il sindaco di non fare nulla per quanto riguarda un problema di viabilità dell’ incrocio di Via Tufarelli con Via Figliola.
    Durante l’ ultimo consiglio comunale, ho presentato allo stesso sindaco un’ ulteriore denuncia. Pochi giorni dopo, lo stesso sindaco mi ha fatto pervenire la mia stessa denuncia corredata di una sua, FINALMENTE, precisazione.
    Per quanto riguarda l’ incrocio, gli eventuali lavori che, da anni lo stesso sindaco si era impeganto a far fare, sono materialmente impossibili perchè inficierebbero l’ ingresso e l’ uscita da una proprietà privata.
    Altro argomento, era un marciapiede a Via Tufarelli. Ed anche per questo, lo stesso sindaco mi fa notare che ci sarebbe da discuterne con il Comune di Cercola. visto che Via Tufarelli è sì, San Sebastiano al Vesuvio, ma confina con Via Madonnelle, appartenente a Cercola.
    La domanda, perciò, sorge spontanea.
    Non poteva, il signor sindaco Capasso, rispondere in tempo utile alle domande di un Cittadino e NON attendere le calende greche? Avremmo risparmiato, da parte mia carta ed elettricità; e da parte sua una sequela di accuse, peraltro errate.
    E adesso, veniamo al nostro discorso circa la spazzatura.
    certo, asessore sannino, fate tutto quanto sia nelle vostre capacità per mantenere il nostro Paesino il più possibile pulito. Si dà il caso, però, che anche se erano trascorsi ” soltanto ” 8 mesi dall’ ultima volta che avete ripulito Via Tufarelli, resta il fatto che quei cumuli di immondizia che avete raccolto, SONO ANCORA LI’!!!!! Nel senso che, avete fatto sì pulizia, ma avete lasciato in bella mostra i cumuli stessi. E son trascorsi già 7 giorni dalla pulizia.
    Orbene, così come vi lamentate che in altre zone, i Ciattadini esasperati abbiano provveduto a bruciare quei cumuli, da parte mia NON facendo parte di quei Cittadini, mi permetto di richiamare la sua attenzione su quanto NON è stato ancora fatto. Per cui: i cumuli sono ancora lì, in attesa che qualcuno provveda a rimuoverli. Naturalmente, lei si rifarà sul fatto che: c’ è poco personale; quel poco si è ammalato; il camioncino si sarà, nel frattempo, rotto, per cui NOn c’ è possibilità di rimozione… e varie altre ragioni. fatto sta che i cumuli sono ancora lì. Un’ ultima domanda:
    se mostrate quelle percentuali circa la differenziata e quelle percentuali NON raggiungono, come dovrebbero, il 100%, mi saprebbe spiegare che fine fa la differenza? Mi spiego: se la percentuale è del 59%, l’ altro 41% dove si trova? NON viene consegnato? E come potreste fare perchè quella percentuale mancante venga a scomparire, per cui arrivereste al 100%, come si dovrebbe? In attesa che i cumuli vengano ad essere rimossi, un caro saluto.
    Autore: il capitano | Data: 15/10/2010 | Ora: 16.50.54

    2) Risposta
    Caro capitano, anche se in ritardo le rispondo all’acre quesito.
    Quel circa 40% di raccolta non differenziata va, assieme al secco residuale anch’esso e purtroppo in discarica.
    Attualmente secondo i rilevamenti forniti dal comune di S.Sebastiano, il cosiddetto indifferenziato, ammonterebbe al 34,59%, calcolato nella percentuale totale dei rifiuti raccolti e differenziati a San Sebastiano.
    Se ne deduce una cifra di materiale da discarica ancora molto alta, questo anche senza cifre precise in relazione al peso di questi rifiuti, normalmente espressi in tonnellate. Resta il fatto che questa è la percentuale più alta rispetto agli altri materiali recuperati, segue l’umido al 32,01% e così via con gli altri, raggiungendo una percentuale del 64,63%.
    Queste sono le cifre relative fornitemi e facenti riferimento allo scorso mese di settembre.
    Autore: Ciro Teodonno | Data: 19/10/2010 | Ora: 16.41.36

  2. “Il mediano”, 11 maggio 2009, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=5630

    LETTERA APERTA AL SINDACO DI SSV
    Umberto Vastarini
    Umberto Vastarini è un cittadino di SSV e un nostro lettore. Con questa lettera rappresenta delle doglianza già sottoposte al sindaco. Ad oggi ancora senza risposte.

    «Carissimi lettori de ilmediano.it,
    sono anni che oramai conduco una battaglia per ridare dignità alla strada in cui vivo. Ogni mio singolo sforzo è stato fino ad oggi vano; ho portato all’attenzione del Sindaco, dei Vigili Urbani, dell’assessorato, svariate citazioni, sin anche delle foto per mostrare il degrado e la pericolosità di Via Tufarelli (vedi foto, ndr). Mi sento vittima di trovarmi in periferia e mi sento impotente di fronte a questa situazione, nonostante abbia fatto tutto il possibile per poter cambiare le cose. Mia moglie, Angela Zappa, ha addirittura rischiato di farsi seriamente male a causa di una delle numerose buche che vi sono nella su citata via. Il sindaco, nel Luglio del 2008, si fece carico lui stesso, in un incontro all’incrocio con Via Figliola, di sistemare la faccenda, ma a tutt’oggi non è stato fatto nulla per migliorare la situazione.
    Ad una mia carta protocollata nel 23 Maggio 2008 è seguita dunque una lettera di mia moglie, che non ha riscosso lo stesso successo. È inoltre mio rammarico vedere come a ridosso della campagna elettorale viene data una priorità alle strade del centro come Via Plinio, mentre viene completamente lasciata a se stessa questa strada che ha necessità di manutenzione urgente e che deve essere messa in sicurezza.
    Ho inoltre notato in questi giorni che il nostro primo cittadino si è candidato alle provinciali e allora mi chiedo con quale capacità il sindaco pretende di governare la provincia, quando non sa governare il suo stesso comune?
    Quando chiedo quanto è in mio diritto mi sembra di dover lesinare qualcosa a qualcuno. Mia madre è invalida civile al 100%, e non solo è stata abbandonata dagli assistenti sociali, ma sin anche dalle autorità locali. In ultimo sono stati modificati i giorni per la raccolta differenziata a causa dell’introduzione della busta rossa. Tale modifica ha comportato che il prelievo della indifferenziata avvenisse un solo giorno alla settimana. Mia madre, essendo immobile a letto, consuma un dato quantitativo di pannoloni e adesso è costretta, a causa di tale riforma, a tenerli in casa per una settimana intera.
    I nostri stipendiati hanno risposto, nella persona di Michele Esposito e nella persona dell’assessore Sannino, di portarla noi personalmente all’isola ecologica; ma come può mia madre, essendo invalida, portare lei l’immondizia all’isola ecologica? E perché i figli dovrebbero trasformare i propri veicoli in camion dell’immondizia quando poi mia madre, Langella Immacolata, paga all’anno la bellezza di 1499 € di spazzatura?
    Mi viene da pensare che con quei soldi si sia pagato quel libricino che molti di voi hanno ricevuto a casa “Viaggio attorno al Vesuvio 2”, che non risulta essere altro che un elogio al nostro bene amato Sindaco. Con questi interrogativi attendo che qualcuno mi dia quanto meno delle risposte».

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    COMMENTI:

    1) Sei di San Sebastiano! Non puoi lamentarti!
    Porgo tutta la mia solidarietà al Sig Vastarini e alla madre.
    Colgo l’occasione per sottolineare che altri cittadini hanno più volte segnalato al sindaco, ai vigili e allo stesso assessore provinciale di competenza, e con tanto di protocollo, la situazione viaria locale (via degli Astronauti, via Figliola e zone limitrofe).
    Purtroppo, l’esito è stato il medesimo ottenuto dal tenace cittadino Vastarini.
    E’ notevole il contrasto tra l’immagine offerta pubblicamente, di una amministrazione attiva e vicina al cittadino, e quella reale, non più differente dalla consuetudine partenopea, di distacco e noncuranza.
    So che il nostro sindaco è stato contattato anche sulla questione rifiuti, da chi, oltre a complimentarsi sull’esito positivo della raccolta differenziata gli richiedeva però chiarimenti sulla disparità delle cifre dichiarate dal comune e quelle della provincia. A tutt’oggi purtroppo non ci sono state ancora risposte, evidentemente gli sono bastati i complimenti! A San Sebastiano sembra che chi protesta per un disservizio sia in malafede, che abbia scopi reconditi o, nel migliore dei casi, che si lamenti del superfluo. Credo che il comune vesuviano viva da anni di rendita sul suo passato e abbia ormai perso quell’aura di guida rispetto alle altre municipalità del Vulcano.
    Invero, rispetto agli altri comuni c’è qualcosa in più che lo differenzia ancora, qui non ci si può lamentare. Si perché il nostro è un paese perfetto! Guai lamentarsi se non ti spazzano la strada per mesi, guai lamentarsi se non esiste una pubblica illuminazione degna di questo nome. Sei di San Sebastiano! Non puoi lamentarti!
    Mi chiedo però, quando si usufruisce dei servizi di un esperto o di un professionista, si pretende che questi fornisca un operato perfetto, poiché lo paghiamo. Allora perché quando il nostri incaricati, eletti alle questioni della cosa pubblica, e che paghiamo con le nostre tasse, non rispondono, con parole e ancor meno con i fatti, alle nostre sollecitazioni, dobbiamo esser noi a sentirci in difetto?
    Non ho poi sottolineato la questione morale che dovrebbe spinger costoro se non a muoversi, almeno a farsi un esame di coscienza. Ma questo è davvero un altro livello, un altro mondo!
    Credo che tutto sommato San Sebastiano, non sia più di tanto differente dal resto dell’entroterra vesuviano e di buona parte del napoletano, è infatti evidente che soltanto le dimensioni ridotte e una politica univocamente accentrata nelle mani di una sola famiglia ne hanno permesso un’amministrazione regolare e a lungo andare insipida. La stessa opposizione si è inoltre dimostrata alquanto fluttuante come del resto gli stessi colori della maggioranza. Dalla roccaforte del PSI alle liste civiche del post muro di Berlino, per poi sfociare attraverso la parentesi PP alla grande accozzaglia PD. Il tutto in un paese con un’anima spiccatamente destrorsa. Ma ricordate che a San Sebastiano tutto è possibile, anche perché la possibile alleanza UDC-PD potrà aprire nuovi spiragli alla fantasiosa politica locale.
    Uno dei vanti del paese è la settimana della legalità dove si sprecano dibattiti e personalità. Ma fatevi una passeggiata per il paese e vedrete quanta della decantata legalità fa a pugni con la dura realtà, non quella della grande criminalità organizzata, ma quella dei piccoli crimini, delle esplicite angherie, degli abusi quotidiani che sottendono l’humus per il salto di qualità delinquenziale che comunemente chiamiamo camorra. Ma è risaputo che tutto ciò a San Sebastiano non esiste.
    Autore: Iberista Partenopeo | Data: 11/05/2009 | Ora: 12.58.02

    2) Commento
    Ho letto con attenzione la lettera del signore Umberto Vastatini e il primo commento lasciato da Iberista Partenopeo.Purtroppo via Figliola(quella in foto,però,sembra via Madonnelle) non è l’unica strada del territorio comunale a versare in queste condizioni penose.Vi segnalo,a tal proposito,via della Scalea,una traversa di via L.Da Vinci.La strada si estende per un centinaio di metri ed è un colabrodo:dossi non omologati,buche e rattoppi la rendono pericolosa.Ho segnalato al Sindaco in persona questa situazione e mi ha promesso che avrebbe provveduto entro maggio. Per quanto riguarda la questione”raccolta differenziata”,non fidatevi del cartello esposto a Piazza Belvedere,consultate i dati sul sito del S.I.R.
    Ritengo estremamente positiva l’introduzione del sacco rosso,però mi rendo conto che per alcune famiglie,l’aver tolto un giorno per il conferimento dell’indifferenziata,può dar luogo a qualche problema;purtroppo non è semplice”accontentare tutti”.
    Autore: immaginando | Data: 11/05/2009 | Ora: 14.27.17

    3) Capitano! Mio Capitano!
    Ha tutta la mia disponibilità, scelga lei come metterci in contatto per eventuali iniziative.
    A presto.
    Autore: Iberista Partenopeo | Data: 12/05/2009 | Ora: 16.31.16

    4) risposta agli Amici del blog
    Carissimi Amici intervenuti a commentare la mia lettera.
    Abito a San Sebastiano da più di 40 anni. Buona parte di essi vissuta navigando. E da quando abito a Via tufarelli ( Via Madonnelle è la parte di Cercola, dirimpetto è San Sebastiano ) chiedo, costantemente, ai vari sindaci che si sono succeduti negli anni, di poter ” godere ” di un minimo di sicurezza per me, PEDONE!!!!! Non guido e NON ho mai preso la patente. Per cui, il mio transito per Via Tufarelli è SEMPRE a piedi. Ricordo che una volta, ho atteso sino alle 2 di notte, quando ebbe termine il consiglio comunale, perchè l’ attuale sindaco mi ricevesse. Credo sia inutile riportarvi le ” promesse ” fattemi quella notte.
    Mi accorgo che, anche se solo in due a commentare l’ articolo, ci sarebbe bisogno di un maggiore impegno da parte di tutti coloro i quali siano stanchi dei continui soprusi commessi nei confronti dei cittadini da parte dll’ amministrazione comunale.
    Non mi vergogno a dirlo, ma in parecchie occasioni, ho avuto l’ indubbio ” privilegio ” di ” consegnare ” nella stanza del sindaco grosse buste contenebti l’ immondizia che DA GIORNI NON VENIVA RITIRATA DA CASA MIA. Credete che qualcosa fosse cambiata? Ho ricevuto una multa perchè appoggiai due buste contenenti carta PULITA, accanto all’ ingresso della casa comunale. La multa, però, mi fu consegnata DOPO l’ usita su un giornale di Napoli foto ed articolo concernenti. Contestualmente, fui invitato da radio Kiss Kiss a commentare l’ accaduto. Lo feci. Potete immaginare quanta ” gioia ” abbia riempito i cuori degli amministratori…..
    Sono certo che se mettessimo un tantino di impegno in più a chiedere IL RISPETTO dei NOSTRI DIRITTI agli amministratori, forse forse potremmo ottenere un minimo di attenzione in più. Basta volerlo…. Un caro saluto e… teniamoci in contatto….
    Autore: ” capitano ” | Data: 12/05/2009 | Ora: 14.57.25

  3. “Il mediano”, 19 dicembre 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=11947 (grassetti miei)

    QUANTO CONTA SSV NEL CONTESTO VESUVIANO?
    Ciro Teodonno
    Situazione politica locale ma anche tendenze e contraddizioni della (ex?) “piccola Svizzera” della provincia di Napoli. Ne abbiamo discusso nella sede di Rifondazione comunista della cittadina vesuviana.

    Come più volte abbiamo sostenuto su questo giornale, la realtà di San Sebastiano è sui generis. Da piazzaforte destrorsa alle elezioni politiche a roccaforte del centro-sinistra durante le ultime provinciali e regionali. La cittadina, riconosciuta unanimemente come la realtà felice del disastrato contesto vesuviano, con una raccolta differenziata che supera abbondantemente il 60%, appare però isolata, in un più che arido contesto di abbandono e inefficienza nel quale versano i comuni limitrofi.
    In questo isolamento dorato, avremmo voluto una presenza più attiva dell’amministrazione e del sindaco su un tema così importante come quello delle discariche, se non altro per il ruolo di presidente della comunità del Parco ricoperto dal primo cittadino. Non che sia mancata in verità la sua presenza e la sua opinione contro l’apertura della Vitiello ma c’è sembrato ridimensionato il suo parere, nel momento in cui gli interessi cittadini sembravano dover essere intaccati dalle ordinanze dei sindaci di Boscoreale e Terzigno, che di fatto impedivano lo sversamento dei rifiuti di San Sebastiano nella SARI.
    La questione è assai complessa ma badare solo ai propri confini risulta alla lunga controproducente, soprattutto se si considera che, a poca distanza dalla casa comunale, ci si trova davanti a due realtà tanto affini quanto pericolose, il sito di stoccaggio “provvisorio” dell’Ammendola-Formisano e Contrada Novelle-Castelluccio, due vere e proprie bombe ecologiche in pieno Parco e che da decenni celano rifiuti di ogni risma e attendono una bonifica mai attuata. Purtroppo, grazie anche all’ultimo decreto governativo, il rischio, che l’Ammendola-Formisano venga rimpinguata di altri rifiuti è evidente e incombe soprattutto sulla piccola Svizzera del Vesuviano.
    Abbiamo discusso di questo e altre cose con l’unica vera opposizione esistente sul territorio, quella di Rifondazione Comunista, cercando di capire quale potesse essere ancora il ruolo della cittadina nel contesto vesuviano, con la speranza futura di approfondire il discorso anche con chi è alla maggioranza e la governa.
    «San Sebastiano deve uscire da quest’isolamento che ormai lo contraddistingue ma soprattutto il problema che più l’attanaglia è quello della mancanza di un’interlocuzione politica e che ricade su ogni problematica con la sua assenza di confronto politico».
    Con queste parole esordisce Eugenio Giordano, consigliere comunale di Rifondazione Comunista, che ci ospita in un angusto locale tappezzato di vecchie e nuove glorie della rivoluzione socialista. I problemi sono però concreti, e si entra subito nel vivo del discorso, accennando al forum dei giovani che apre le sue attività con la gara solidale di Telethon.
    «S.Sebastiano è un paese dormitorio che affida le sue forze migliori alla beneficenza e non al confronto, probabilmente perché si vuole che il paese resti nel suo piccolo guscio. Se giri, anche per il centro del paese, la zona è morta, per non parlare delle zone periferiche. Esistono inoltre una quarantina di associazioni ma se si esclude il periodo natalizio e quella manifestazione stantia che è la Festa del Verde queste non hanno vita».

    Per quanto riguarda il Forum dei giovani, non avrebbero potuto scegliere come prima iniziativa un qualcosa di più impegnato? Del resto, Telethon è una realtà ben avviata e gestita da tanti enti, non ultime le scuole che collaborano con vendite di beneficenza…
    Risponde Laura Petrone, segretaria della locale sezione del PRC:
    «Non farei un processo alle intenzioni anche se, per quello che vedo, esiste un certo criticismo da parte dei giovani del Forum che però come primo atto della loro attività fanno un qualcosa che potrebbe fare chiunque, senza magari approfondire argomenti come la ricerca».

    Certo, nel momento in cui si parla di malattie e di ricerca per la loro cura si sarebbe anche potuto, in concomitanza con l’evento, organizzare un incontro informativo sulle patologie che incombono a causa delle discariche, i risultati delle indagini epidemiologiche sulle malattie tumorali etc. Si coglierebbero in tal modo due piccioni con una fava, l’informazione e la beneficenza …
    Risponde Eugenio Giordano:
    «Concordo con questo ma bisogna porre la questione dal punto di vista culturale che metterebbe l’amministrazione comunale davanti a un paese che cresciuto culturalmente e socialmente non sarebbe certo più passivo e che attivamente potrebbe metterla in difficoltà! Quindi bisogna avere anche la capacità di mettersi in discussione ed è questo che manca qui.
    Faccio un esempio; il 9 dicembre scorso si discuteva in consiglio comunale di un mastodontico progetto privato, destinato alla costruzione, in viale della Pace, di una galleria commerciale di quattro piani con sottolivello».

    «La discussione è stata demandata al prossimo consiglio ma quello che più ci preme e che sentiamo mancare proprio quel bilancio partecipativo che priva i cittadini di essere informati e interpellati su cose li riguardano direttamente. Questo al di là se si è d’accordo o meno e del fatto che non si capisce come si voglia ancora investire in tal modo in un territorio in piena “zona rossa”.
    Altro problema importante è quello delle strutture scolastiche comunali, che versano in uno stato di completo abbandono …».

    Il plesso Capasso delle Scuole Primarie ha avuto, proprio in questi giorni di cattivo tempo, seri problemi con copiose infiltrazioni d’acqua, creando serie difficoltà per il corretto svolgimento delle attività didattiche…
    «… a questo punto bisognerebbe chiedersi che fine abbiano fatto tutti soldi che sono arrivati a S.Sebastiano, stanziati grazie a uno degli atti più qualificanti dell’Assessore Achella …».

    … Ovvero?
    Risponde Laura Petrone:
    «Quattro anni fa l’assessore Stefania Achella (Assessore del PRC alla Pubblica Istruzione dal 2006 al 2008 ndr) riuscì ad ottenere uno finanziamento regionale di due milioni di euro per i forti interventi strutturali nelle scuole del paese ma a tutt’oggi non si sa che fine abbiano fatto quei soldi. Un anno fa abbiamo cercato di informare la cittadinanza con un volantinaggio sul rischio di perdere quei fondi ma fummo tacciati di menagramo. Purtroppo gli ultimi fatti alla Capasso e lo stato delle scuole comunali parlano da sé».

    «Un altro versante –interviene Eugenio Giordano- è quello della festa della Legalità, noi non ci siamo mai andati perché l’abbiamo sempre considerata per addetti ai lavori; c’è un coinvolgimento delle scuole ma in maniera passiva, c’è lo spettacolo ma poi il paese non conosce! Legalità e sicurezza sono due aspetti importantissimi che se non legati allo sviluppo sociale e culturale e alla consapevolezza del cittadino non sono consequenziali alla difesa e allo sviluppo del territorio. Ma allora di che stiamo parlando? Si spendono solo soldi e non ne ricavi nulla in termini sociali e culturali. Altro elemento che mostra la chiusura dell’attuale amministrazione è quello della destinazione del vecchio municipio, destinato come da programma elettorale, a essere impegnato quale centro polifunzionale, per dare la possibilità ai cittadini di fruire di una struttura comune».

    «A tutt’oggi non vedo altro che un negozio di una compagnia di telefonia mobile e una scuola privata di informatica, si sottrae dunque il bene pubblico al cittadino.
    Tutto sommato in consiglio comunale abbiamo ottenuto un grosso risultato; nonostante i tagli regionali sui titoli di viaggio per pensionati, disoccupati e studenti, siamo riusciti a far sì che non fossero tagliati, ad opera del comune, quei 7.000 euro di sussidio. Non potevamo concepire il fatto, che a fronte di tanto sperpero, l’amministrazione comunale non riuscisse a mantenere un impegno relativamente esiguo».

    —–

    COMMENTI:

    1) Forum dei Giovani San Sebastiano al Vesuvio
    Caro ciro,
    mi farebbe piacere dire la mia per quanto riguarda il Forum dei Giovani di San Sebastiano, attivo da appena 60 giorni, all’interno del quale ho la figura da presidente.
    Mi avrebbe fatto piacere che mi fosse stata rivolta in prima persona la domande in merito all’organizzazione e programmazione delle Attività del Forum.
    Anche perchè quella di Telethon è solo una delle attività in programma, le altre proposte riguardano un progetto sulla tossicodipendenza e educazione alla salute (che riguarda anche la situazione delle discariche).
    Inoltre come forum abbiamo appoggiato anche un’evendo tenutosi dall’associazione Sott’è Ncoppa “RICICLO: un invito al recupero per rivalutare e riqualificare!!”
    Come presidente del Forum mi sento di dire che ciò che si stà mettendo in piedi è qualcosa di “nuovo” che spazia dall’evento, ai dibattiti, alla creazione di una rete di Enti ed Associazioni, alla creazione di progetti interassociativi, alla progettazione di un centro polifunzionale!!! E TUTTO questo in soli 60 giorni con’una realtà non consolidata, fatta di ragazzi volontari che desiderano dare il loro contributo nella società nella quale vivono, quella di san Sebastiano.
    Ritengo inoltre che in 30 giorni sia davvero difficile, ma sono soddisfatto nel dire che non è impossibile, organizzare un’evento rivolto ai giovani che ha visto la collaborazione e la presenza di:
    – più di 50 volontari
    – Organizzazioni e Associazioni di Volontariato
    – Imprenditori (Tipografia, 3 locali, panifici, bar, ascom, ecc…)
    – Forze dell’ordine
    – Scuole
    – più di 10 artisti che si sono esibiti gratuitamente
    – con la proiezione di cotrometraggi del Miglio D’oro Film Festival
    Ciò ha permesso di (oltre che di donare il netto dell’evento, che purtroppo non è stato tanto a causa dei pochi partecipanti):
    – Creare una rete di Volontari per il sociale
    – creare una rete di artisti che si muovono per progetti sociali
    – creare una rete di imprenditoria rivolta al sociale
    – iniziare dopo anni a organizzare e vivere l’organizzazione di un’evento sociale, che per quanto avvantaggiato dal “Nome – Telethon” è stata sicuramente impegnativa da portare avanti nei tempi previsti.
    Si sono invitati tutti gli iscritti a partecipare alla riunione che si è tenuta in data Venerdì 19 alle ore 20.30 al Centro Anziani a poter dare il proprio contributo costruttivo.
    Ti rivolgo quindi la seguente domanda:
    Perchè ritieni che i progetti (non si può prendere in considerazione solo Telethon) che stiamo portando avanti non siano impegnati?
    a presto
    Grazie Mille
    Vincenzo Capasso – Presidente del Forum dei Giovani
    Autore: VincenzoCapasso | Data: 20/12/2010 | Ora: 1.23.10

    2) Mah…
    Mi chiamo Roberta e ho partecipato come volontaria all’evento Telethon per una notte.
    Premetto che non sono una cittadina di San Sebastiano, ma ci vivo da due mesi per motivi personali. La cosa che mi ha davvero toccato è vedere tanti giovani come me che, pur non essendo del paese, si sono mobilitati spendendo il loro tempo, i loro soldi, le loro energie per una buona causa. Sappiamo bene che la causa Telethon è ormai anche spesso inflazionata, ma ciò non toglie che abbiamo deciso di collaborare insieme, tutti, e tutti siamo stati ascoltati. Abbiamo raccolto una discreta cifra, anche se il meteo di certo non ci ha favoriti. Senza contare che non è affatto facile organizzare un evento in così poco tempo.
    Non vogliamo fermarci qui. è nata ormai una piccola comunità, o comitiva, abbiamo parlato anche di possibili destinatari futuri di questo tipo di eventi. Certamente non possiamo aiutare tutti. Pensateci: se ci mettessimo a fare la carità a ogni lavavetri al semaforo, a ogni sistema di adozioni a distanza, se inviassimo un sms per ogni nobile causa, non avremmo neanche il tempo di respirare! Certamente le cause locali ci interessano molto, e credo di poter parlare a nome di tutti i ragazzi.
    Soprattutto ci interessa creare una rete di gente onesta, che persegue i propri obiettivi in trasparenza, e sposare cause che possiamo seguire dall’inizio alla fine della causa. Certamente ci piacerebbe aiutare la casa famiglia di San Sebastiano, ma è stato più facile organizzare Telethon (anche se in questo caso “facile” non è proprio il termine adatto), perché contavamo sul loro aiuto con la comunicazione e su maggiori sgravi burocratici.
    Ripeto, non ci fermeremo qui e abbiamo tanti progetti in cantiere, sia per il paese di San Sebastiano, che per chi è meno fortunato oltre il paese. Intanto, ringrazio tutti quelli che hanno reso questa serata speciale, dai gruppi musicali, alle ballerine, alle hostess, ai volontari tutti.
    Mi permetto anche di fare un’osservazione: perché non avete chiesto direttamente a noi o al Presidente del Forum come mai abbiamo scelto la ricerca e Telethon? Mi sembra scorretto parlare e sentenziare senza consultare i diretti interessati….
    Autore: Rob | Data: 20/12/2010 | Ora: 17.10.54

    3) Risposta a Vincenzo Capasso
    Caro Vincenzo, a scanso di ogni equivoco, il sottoscritto non ha nulla contro il Forum dei Giovani e se non sei stato interpellato è perché questo non era materia di discussione nell’intervista ma è scaturito nel suo svolgersi.
    Ciò non toglie che si possa fare un’intervista ad hoc per delinearne meglio le attività. Per quel che concerne Telethon, è un’iniziativa benefica che rispetto ma che non fa parte completamente della mia visione delle cose, poiché gradirei uno stato più presente e attivo e che non delegasse al volontariato uno stato sociale di per sé già minimo, se non addirittura inesistente.
    Non amo criticare chi fa, chi agisce, e per questo credo che, proprio come fate voi, non bisogna attendere dall’alto quel che si può fare con le proprie mani. È opportuno però che il tutto venga ben fatto e che non si trasformi in una mera cornice natalizia.
    L’informazione è fondamentale e, pur ringraziandoti degli avvisi che mi mandi, salvo mie distrazioni, non mi è pervenuta alcuna notizia sulle altre attività da te menzionate, né ne ho viste sul sito che dirigi, questo escludendo la formazione del Forum e la sua organizzazione delle attività legate a Telethon.
    Mi parli di scarsa partecipazione ed è questo il problema di San Sebastiano, un paese per lo più residenziale, con un’economia stagnante e con una partecipazione globale al lumicino. Ben vengano dunque iniziative come quelle del Forum ma che siano di rottura con questo stato di cose e che coinvolgano tutti e non solo un gruppo di pochi eletti.
    Non prendere queste mie parole come avverse ma come stimolo a un miglioramento che di certo contempli tra le tue capacità; proprio per questo ti propongo un’intervista dove si possa meglio spiegare cos’è il Forum dei Giovani e quali siano le sue attività presenti, passate e future, in modo da non mortificare il tuo lavoro e quello di tutti coloro che vi hanno partecipato e magari allo stesso tempo coinvolgere un’opinione pubblica alquanto assopita.
    Un caro saluto
    Autore: Ciro Teodonno | Data: 20/12/2010 | Ora: 21.30.03

  4. “Il mediano”, 26 marzo 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=9191

    SSV. POCO FLORIDE LE AIUOLE CONCESSE AI PRIVATI
    Ciro Teodonno
    Quando mesi fa il comune affidò la gestione del verde pubblico ai privati, si sperava in una “primavera” delle aiuole. Così non è stato. Il caso delle palme colpite dal punteruolo rosso.

    È giunta la primavera, che con i suoi alti e bassi, ci condurrà alla bella stagione.
    Luoghi comuni permettendo e con il permesso delle mezze stagioni, la cui esistenza ci si ostina ancora a rinnegare, accettiamo il tepore che avanza con tutta la sua promettente carica di aspettative.
    Tutto questo però stenta ad accadere nelle aiuole di San Sebastiano al Vesuvio, dove sembra ancora incomba un tetro e sterile inverno!
    Quasi un anno fa, con lungimiranza e cospicuo senso pratico, l’amministrazione del piccolo paese vesuviano aveva deciso di affidare ai privati la gestione di alcuni spazi di verde pubblico, dando in cambio la possibilità di usarli per la loro pubblicità.
    La cosa sembrava che dovesse convenire ad entrambi i contraenti, il risparmio di spese pubblicitarie per il privato, soprattutto se del campo, e la sicurezza, da parte del comune di una più ordinata e meno costosa gestione del verde pubblico.
    Ad un anno circa di distanza però non sembra che la gestione dei privati offra un panorama migliore di quello offerto in passato dal pubblico, infatti, la porta d’accesso alla cittadina, piazzale della Repubblica, oltre ad un prato ben rasato, due alberelli striminziti e l’insegna pubblicitaria, non presenta gran che di accogliente, almeno dal punto di vista arboreo.
    Il gigantesco e annoso olivo, all’imboccatura di via degli Astronauti, estirpato chissà dove, agonizza rimembrando tempi e latitudini migliori.
    Sorte migliore sembra aver invece ottenuto quello all’incrocio di viale dello Zodiaco con viale della Pace che da tempo mostra i suoi verdi germogli tra le palazzine e l’asfalto.
    Il buon senso poi ha voluto che sparisse la pubblicità che spiccava sull’incolta aiuola all’incrocio tra viale della Pace e via Libertà, perché veramente non se ne capiva la ragione, se non quella di una pubblicità gratuita e senza gravame alcuno.
    Il Fort Apache del verde sebastianese è piazza della Meridiana, dove uno strenuo sponsor, arroccato nel suo presidio commerciale mantiene ai limiti della decenza la piazzetta, contro atti vandalici e civica noncuranza.
    Capitolo a parte spetta infine alla questione delle palme, quelle poche che ormai restano sul territorio a causa della malattia che le sta distruggendo.
    Per le quali poco o nulla c’entra il privato (se si vuol sorvolare sul fatto che la massiva importazione di essenze aliene ha permesso il proliferare di infermità fin qui sconosciute), se non per il fatto che proprio in questo caso avrebbe potuto intervenire in ausilio del pubblico e salvare il salvabile.
    Il caso delle palme, quelle di tipo Phoenix per la precisione, è emblematico. A causa dell’esoso contributo a carico del cittadino, imposto dall’ASL per la potatura e l’opportuno smaltimento, molti hanno preferito un ancor più deleterio fai da te.
    Questo comportamento ha fatto sì che la malattia si diffondesse ancor più di quanto non facessero, già il cosiddetto punteruolo rosso e gli uccelli, vettori delle uova del coleottero, un curculionide, le cui larve devastano il tronco delle palme, portandole inesorabilmente alla morte.
    Ma c’è di più, visto il rapido incalzare della malattia, molti proprietari hanno visto bene di disfarsi anche di quelle piante non ancora intaccate dal parassita, incrementando così la scomparsa dell’elegante albero dal territorio vesuviano.
    Eppure altrove, come ad esempio a Sanremo, l’abbattimento o la messa in sicurezza delle suddette piante è a completo carico dell’amministrazione che intende, impedendo l’azione di mani poco esperte, salvaguardare il patrimonio verde che da sempre ne ha caratterizzato il paesaggio.
    In verità assistere al triste spettacolo di quelle palme nelle pubbliche aiuole, deperire senza che nessuno intervenga oppure vederle potate alla meno peggio, senza coperture di sorta a protezione della pianta e di quelle vicine, lascia perplessi.
    Perché, se non si può venir incontro al cittadino con operazioni di bonifica meno costose, non si attua lo stesso criterio dell’intervento privato. Se le casse comunali non riescono a far fronte alla situazione, magari, sprovvisti di esperti capaci di agire con la giusta tempistica e conoscenza, questa potrebbe intervenire attraverso l’ausilio delle tante aziende che operano sul territorio nel campo della florovivaistica, che saranno magari interessate ad intervenire in questo risanamento e pubblicizzarne i successi con il loro nome.
    A meno che, anche quella di affidarsi ai privati, non sia stata un’altra delle tante operazioni di facciata, destinate a non durare a lungo e di scadere giusto al limite della memoria.

    —–

    COMMENTI:

    1) Pubblicita’ non a norma
    Salve carissimo Ciro, come Lei delineava nella famigerata cittadina Vesuviana e zone limitrofe sono state affidate alla manutenzione alcune aree del verde pubblico,in particolare nelle rotatorie ad aziende private, qualche mese fa precisamente durante la puntata di striscia la notizia dell’ 8/02/2010 ho ascoltato un servizio condotto dall’ inviato Valerio Staffelli nel quale vi era il Vice Questore della Pol strada di Milano,che affermava inoltre che questo tipo di pubblicita’non e’ a norma perche’puo’ provocare distrazione alle auto che percorrono la viabilita’ ordinaria.Quindi non solo scarseggiano di manutenzione queste aree, ma andrebbe anche verificato se siano a norma.
    Autore: Vulcanico | Data: 26/03/2010 | Ora: 22.47.32

  5. “Il mediano”, 17 gennaio 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=8364

    LE NOSTRE STRADE. INSICURE, SPORCHE E ABBANDONATE
    Ciro Teodonno
    Ci siamo abituati al brutto e niente più fa scandalo. Percorrendo le nostre strade bisognerebbe indignarsi, ma ormai c’è solo rassegnazione e tanta complicità. Video

    Campa cavallo che la monnezza (e l’indifferenza) cresce!
    Il tempo passa, ma i problemi rimangono! Percorrendo le nostre strade, si assiste con apatia allo scempio della nostra città e ancor peggio della nostra campagna. Non ci si scandalizza più, ammesso che lo si sia mai fatto con consapevolezza, per i cumuli di spazzatura che stanziano in qualche stradina di periferia così come sulla strada principale, e forse è anche questa è la vera forza di chi ci amministra, la nostra rassegnazione, quando non la nostra complicità!
    Utilizzando la normale viabilità, in un giorno qualsiasi dei nostri, di quelli intenti nelle faccende quotidiane e ignari di ciò che ci circonda, ci si imbatte in scenari che altrove si definirebbero da terzo mondo e si griderebbe allo scandalo, con le attenuanti del caso per chi terzo mondo lo è per davvero.
    Ma come definire lo spettacolo tra via Cimitero e la SP 416, proprio all’imboccatura della Circumvallazione Esterna? Vi sembra uno scenario degno di un paese dalle alte pretese internazionali quale il nostro?
    All’imboccatura della rotonda che introduce alla SP1 che conduce a strade di notevole importanza locale come la SS 260 o la SS 162 e alle autostrade, è stata praticamente ridotta la carreggiata per l’accumulo di rifiuti d’ogni genere, depositati da chi, di passaggio (si spera!), se ne libera nella più totale impunità.
    Già in passato il comune di Pollena aveva operato una bonifica della zona, e in più occasioni, addirittura alzando una sorta di recinzione, nella vana speranza di frenare lo sversamento o chissà volendo mostrare con una azione eclatante che stavano pur facendo qualcosa, ma il tutto è risultato inutile, i rifiuti stanziano al di là e al di qua dello steccato. E gli abitanti delle palazzine limitrofe, che fanno, si tengono topi e monnezza o sono anche loro complici della discarica? Una volta subito il danno, tanto vale denunciare, no?
    Tornando al comune di Pollena Trocchia (nella foto via Cimitero, ndr), gli basterebbero due o tre multe ben assestate per creare un buon deterrente a questa scabrosa situazione, visto anche l’inasprimento delle sanzioni, annunciate in pompa magna durante la crisi dei rifiuti, ma il sospetto che manchi una reale e motivata politica del riciclaggio ci pervade e sembra che tollerare tutto ciò non faccia altro che gestire al meglio l’eterna situazione di precarietà che rappresenta il nostro territorio.
    Percorrendo la nuova strada per Casoria, la SP1 (circa cinque anni di vita!) senza soffermarci sulle condizioni penose dell’asfalto che denotano più un preventivo ridotto che un effetto da ultima pioggia, non possiamo invece esimerci dal constatare, anche qui, come fatto in passato per la SS 268, che le piazzole di sosta sono inutilizzabili per lo scarico di rifiuti effettuato sistematicamente ad ogni pulizia fatta da chi di dovere. Si noti che stiamo parlando di strade frequentatissime, che conducono ai grandi centri commerciali dell’hinterland e alle autostrade, nonché a un grande mercato ortofrutticolo, mai possibile che nessuno vede niente?
    Un’altra riflessione ci sovviene, ma tutto il lavoro e il denaro impiegato per ripulire e smaltire lecitamente (si spera anche in questo caso nella buona fede di chi opera all’uopo) questa spazzatura non sarebbe meglio investirli in una corretta e reale politica locale di smaltimento? E perché no, con qualche valido deterrente, del tipo telecamere e ronde di vigilanza? Una volta che si può spendere lo si faccia bene!
    Infine, vogliamo toccare anche stavolta la situazione di un luogo, che se per lo smaltimento dei rifiuti può dare il buon esempio, non può farlo certo per le condizioni della sua viabilità. Parliamo di San Sebastiano al Vesuvio. Qui abbiamo già trattato della pericolosità e le cattive condizioni di strade come via degli Astronauti e via Tufarelli, e delle condizioni peggiori in cui versano dopo le opere di adeguamento della rete elettrica, tutt’ora in atto nella cittadina vesuviana.
    Stessi lavori che attualmente riguardano via Figliola, lunga strada che attraversa ben tre comuni (nell’ordine San Giorgio, San Sebastiano e Cercola) e che uniti ad un illuminazione che definiremmo inesistente, se non fosse per i fantasmi di quei già inutili lampioni che di tanto in tanto sfumano le tenebre vesuviane, rendono non solo precaria ma pericolosissima la circolazione.
    Si ricordi che un paio d’anni fa, fu investito e ucciso un uomo che si allenava proprio lungo via Figliola. Era il 14 aprile 2008, il podista e tecnico RAI Salvatore Laureto fu sbalzato per aria mentre si allenava per una maratona, e il tutto accadde in pieno giorno!
    Da allora niente si è fatto per rendere più sicura la via.

    IL VIDEO

    —–

    COMMENTI:

    1) concordo in pieno…
    Concordo in pieno…i nostri concittadini sembrano ormai assuefatti ai cumuli di rifiuti che stazionano sulle carreggiate di strade e superstrada. E’previsto l’arresto per chi scarica ingombranti, ma chi agisce sembra non curarsi di questo rischio. La proposta avanzata di ronde e telecamere è auspicabile, ma sarà mai attuata? P.S. quando scrivo un messaggio, la pagina dopo alcuni minuti si ricarica e così sono costretto a riscrivere il commento.
    Sì, la pagina si aggiorna esattamente ogni cinque minuti; è una scelta dettata dall’esigenza di promuovere i contenuti che di volta in volta inseriamo. Ci sono computer che non si aggiornano automaticamente, e noi proviamo ad agevolare i lettori.
    Grazie per la sua attenzione.
    L.P.
    Autore: immaginando | Data: 17/01/2010 | Ora: 14.04.37

    2) E’ una questione di cultura
    Speravo molto nelle nuove generazioni. Ma, guardandomi intorno e vivendo giorno per giorno le vie della quotidianità, mi rendo conto di dover riporre ogni speranza. Non c’è età che tenga.
    Grandi vecchi, super giovani, piccoli, grandi, anziani, uomini, donne…
    Non c’è differenza.
    Vado al bar e osservo gente che sull’uscio della porta, mangia e beve per poi lasciar cadere in terra bicchieri e carte sporche.
    Sono in strada ed osservo che dalle auto che mi precedono esce ogni tipo di rifiuto (bucce di agrumi, bicchieri, bottiglie, carte sporche ed una volta addirittura una boccetta di deodorante, e tanto altro).
    Sono fuori al supermercato, una bimba mangia una merendina e lascia cadere una carta in terra, il papà: andiamo dai lasciala stare non la prendere….
    Sono fuori alla banca ed una signora anziana scarta un dolce e getta l’incartamento in terra, poi entra nelle porte girevoli. Sono all’interno della posta ed un signore molto anziano prende i numeri dal distributore automatico.
    Ne prende 2 per sbaglio, e li getta in terra dicendo: tanto passa qualcuno e pulisce, hanna faticà pur llor!
    Ho visto un auto procedere lentamente all’imbocco della 268.
    Ad un certo punto si apre il finestrino lato passeggero, e qualcuno sgancia una busta di spazzatura sulla carreggiata. Poi via, a gambe levate.
    Li ho raggiunti, era una coppia di anziani, la signora aveva sganciato la busta in strada. Le donne, una volta da loro ci si aspettava coscienza e dolcezza.
    Poi si interagisce con queste persone, ci ho provato tante volte, ma, seppure usando tatto e cortesia, facendo notare queste cose a chi inquina, ne tiri fuori solo bestemmie e litigi verbali.
    Perchè loro hanno pure ragione, e tu, devi farti i fatti tuoi.
    E non ne facciamo una questione di classe, il sudiciume è un qualcosa di trasversale, che riguarda l’operaio fino ad arrivare agli intellettuali.
    Con questo scenario, non c’è da stupirsi se ci sono e ci saranno strade putridescenti, marciapiedi discarica, scenari da quarto mondo. Non siamo pronti ad essere puliti, non possiamo profumare, non possiamo avere dignità, e non ci sarà esercito che riuscirà ad educarci.
    E’ la nostra cultura che ci fa restare sul fondo e ci impedisce di progredire. Che senso ha possedere case e ricchezze se poi fuori da noi stessi e fuori al cancello di casa nostra c’è il degrado più assoluto? Ma ci vuole poi tanto ad essere migliori? Per questo non me la prendo con amministrazione ed istituzioni, ma con la gente, il cittadino.
    Magari si potrebbero organizzare a cadenza periodica, degli eco-incontri con la popolazione locale, per promuovere delle corrette politiche sociali e di civile convivenza e far capire alle nuove generazioni che il menefreghismo e l’opportunismo, può soltanto andare a proprio discapito. Questo il mio pensiero….
    Autore: Nino D’Errico | Data: 18/01/2010 | Ora: 10.17.37

    3) Risposta
    Noto con piacere che c’è qualcuno, che come me, s’indigna ancora davanti a tanto sfacelo, delle cose e dei principi.
    Devo dire però che la mia opinione è leggermente opposta alla sua, caro Nino, nel senso che credo nell’uguaglianza degli uomini, che come tali hanno pregi e difetti in comune, che vengono a galla a seconda delle situazioni e credo quindi che non esista un popolo che prevalga negli uni così come negli altri.
    Per quel che concerne i difetti, questi vanno redarguiti e sanzionati da chi è stato demandato democraticamente a farlo, e se ciò non accadesse, si piomberebbe nel caos che da epoche immemorabili danna le nostre latitudini. Come accade in famiglia, o a scuola, e in tutti gli altri ambiti sociali, se non c’è chi fa le regole e soprattutto se non c’è chi le fa rispettare, nessuno, neanche il più “nordico” dei cittadini adempierà ai suoi civici doveri.
    Perciò, io, me la prendo con chi ha la responsabilità di controllare, perché è moralmente responsabile e perché lo è civilmente per la funzione alla quale dovrebbe ottemperare.
    È ovvio che esiste un circolo vizioso, dove il controllore è strettamente legato al controllato, in un più o meno tacito patto di mutua assistenza, ma bisognerà pur iniziare da qualche parte per rompere questo scellerato patto. Che si inizi quindi con i primi, perché, se dopo rimarrà ancora qualche oltranzista dell’irregolarità, allora saremo tutti ben lieti di additarlo quale vergogna nazionale. Si faccia questo, si parta dall’alto, perché, se pur difficilmente si sopportano le scene da lei descritte, caro lettore, dare la colpa esclusivamente a noi stessi, non fornirà altro che alibi a chi lucra sulle nostre disgrazie, non farà altro che offrire il fianco scoperto a chi, per nascondere colpe e secondi fini, enfatizzerà le nostre presunte antropologiche velleità.
    Un saluto
    Autore: Ciro Teodonno | Data: 18/01/2010 | Ora: 19.40.10

    4) le nostre stradelediamobuonavi
    Premetto che il mio commento non ha valore di piaggeria nei confronti del mio carissimo Amico Signor Teodonno.
    Inviterei, però, il Signor D’ Errico, a dare una scorsa, ne avesse voglia e tempo, ai commenti sugli articoli precedenti e risalenti allo scorso anno, del Signor Teodonno, quando insieme, lui ed io denunciavamo l’ assoluto disagio vissuto dagli abitanti di Via Tufarelli davanti allo sconcio dell’ apertura della ” succursale ” dell’ isola ecologica. Succursale sita all’ angolo fra Via Bernacolo e Via Tufarelli. Sconcio e disagi vissuti a lungo, caro Signor D’ Errico. E mentre lei denuncia e condanna il modo di fare, assolutamente, incivile di tanti cittadini, da parte nostra, del Signor Teodonno e mia, si denunciava, allora come oggi, l’ ignavia da parte dei nostri amministratori(?) davanti ad una denuncia, ben circostanziata, ed evidente, perchè sotto gli occhi degli stessi amministratori(?), i quali se ne infischiavano, mi si consenta il dire, se ne infischiano altamente, malgrado i loro supponenti proclami, a farci vivere in uno stato di degrado, mi creda, Signor D’ Errico, paragonabile SOLTANTO a quanto vediamo in televisione, ad haiti: la stessa mancanza di volontà di voler intervenire ad alleviare, se non eliminare, questo stato di incivile degrado. malgrado, e tengo a sottolinearlo, gli interventi di SIGNORI che hanno ancora a cuore il vivere civile in una cittadina che si ” propone ” come la ” piccola Svizzera “. ed io son sempre lì a sperare che in Svizzera restino ancora all’ oscuro di questo ” paragone “. Altrimenti ci vedremmo costretti ad imbracciare le armi contro i … lanzichenecchi di vecchia memoria…. ( tipo il sacco di roma del 1517 …. ) Così, tanto per riaprire una ferita mai chiusa: ma lei, Signor D’ Errico, ha mai più sentito parlare di ” pericolo del vesuvio … di zone rosse o gialle o verdi…. di evacuazioni … di destinazioni in caso, Dio non voglia, di evacuazioni?
    Via, le strappo un sorriso. Per quanto, amaro sorriso.
    Quando l’ attuale sindaco fu eletto, ricordo che la prima cosa che fece, fu la FARSA dell’ esercitazione di ” evacuazione “. Decine di pullmann schierati e pronti ad imbarcare 100, diconsi CENTO cuttadini scelti ( COME? SECONDO QUALI CRITERI? ) e trasportti non sappiamo ancora in quale luogo. Oh, a detta di chi quella ” evacuazione ” l’ ha subita, FU TUTTO UN FIASCO!!!!! perchè, propio QUEL giorno, il padreterno decise di mandar giù tanta di quell’ acqua che la metà bastava. Ma NON diamo la ” colpa ” a Lui!!!!! Io me la ricodo quella domenica: il campo sportivo ” brulicava ” di individui in tuta mimetica e con la tuta della protezione civile; tende enormi erette, sempre nel campo sportivo, pronte a … A RICEVERE CHI??????? E, naturalmente, su una tv locale, si ” osannava ” a questa ” esercitazione ” ed ai suoi progettisti, per l’ ” efficienza ” dimostrata e per la ” preparazione ” degli … addetti.
    Vede, carissimo Signor D’ Errico, in casa viviamo un problema enorme: abbiamo una nostra carissima parente ALLETTATA!!!!!! Invalida al 100%. Elei, carissimo Signor D’ Errico, Lei davvero davvero crede che, DA QUELLA DOMENICA, qualcuno di quei signori che tanto si auto osannavano, abbia avuto, non dico la creanza, ma NEMMENO la buona volontà di DARE PROSIEGUO A QUELLA CHE CONSIDERO UNA FARSA, IN ASSOLUTO, MA CHE ABBIA AVUTO LA CAPACITA’ ORGANIZZATIVA DI SPIEGARCI IN CHE MODO E CHI AVREBBE IL COMPITO DI AIUTARCIA, appunto in caso di ” evacuazione “!!!!!!! Tutto ciò che sento è SOLTANTO un auto incensarsi per varie farse messe in atto. Tipo la farsa della ” festa della legalità “. Non so se lei ne sia la corrente.
    Giustamente, lei se la prende con quegli incivili di cui ci parla. Encomiabile, da parte sua.
    Sposti, però, il tiro un tantino più in là….. tiri le sue frecciate, giustissime, contro chi ACCETTA tanta inciviltà. Infischiandosene di intervenire. Sarebbe bello, ci spiegassero il perchè di tanta abulia…… E lei, carissimo Signor Teodonno, davvero davvero, lei cree che il suo messaggio sarà … ricevuto da quegli individui ai quali fà cenno? Davvero davvero, lei crede che ciò smuova, qualora ne avessero, le loro coscienze? Quant’ è che lei scrive e mette in evidenza quefgli stessi scempi di cui ci parla in questo articolo? Lei mi dirà che bisogna aver fede… Oh, ma io ne ho tanta…. bisogna vedere in ” cosa ” lei ha fede ed in ” cosa ” io ne abbia…..
    Un carissimo salutone e dun abbraccione, carissimo Amico Signor Teodonno. Ed un saluto per lei, signor D’ Errico. Continui, pure, a denunciare quegli scempi ai quali assiste, purtroppo. E chissà che un giorno qualcuno vorrà schiodare il suo augusto sedere dal cadreghino sul quale lo appoggia e comprendere, FINALMENTE, che E’ LUI AD ESSERE AL NOSTRO SERVIZIO, NON, per quanto pssa pensarlo, IL CONTRARIO. Cordialmente, vostro Capitano.
    Autore: il capitano | Data: 22/01/2010 | Ora: 16.31.03

    5) al posto di arlecchino, un ulivo
    Carissimo Signor Teodonno e Carissimi tutti Voi Amici Bloggers che ci seguite su questo giornale. Ed eccovi, fresca fresca l’ ultima del comune nel quale abbiamo la sventura di abitare.
    Era di soli pochi anni fà la ” trovata ” di esporre una sorta di pupazzo che avrebbe voluto, nelle pie intenzioni di chi l’ aveva prima ordinata e poi imposta ai Cittadini, un qualcosa tipo Arlecchino, stilizzato e che avrebbe voluto essere l’ emblema, a mio modestissimo avviso, del nostro ” amato ” Vesuvio, recante, su una ” mano ” un ” qualcosa ” che sarebbe dovuto essere un piatto con sù una pizza.
    Spero che la descrizione sia stata chiara, anche perchè ci ho messo del bello e del buono per sforzarmi di capire ” cosa ” volesse rappresentare.
    Ricordo, con vivo rammarico, la posa di cotanto monumento, al centro della rotonda fra Via Libertà, via Figliola e Via Catini. Credo che nelle pie intenzioni di chi avrebbe commissionato quella sorta di monumento ALLO SPRECO DI SOLDI PUBBLICI, ci fosse il desiderio di tentare di far sorridere i poveri automobilisti che si ritrovano alle prese con quella rotonda.
    O, almeno, lo sforzo di rasserenare gli abitanti delle case circostanti, alle prese col frastuono, quello sì: assordante, dei clacson delle auto dei poco pazienti automobilisti.
    Fatta questa ” semplice ” premessa, mi pungerebbe vaghezza, che qualcuno che PRIMA HA COMMISSIONATO QUELLA SORTA DI MONUMENTO,MI SPIEGHI, QUINDI, PERCHE’ HA PENSATO BENE DI ELIMINARLO E DI PIANTARE AL SUO POSTO UN ULIVO!!!!
    Sì, miei carissimi Amici!!!! Al posto dell’ Arlecchino ” pizzaiolo ” adesso ci ritroviamo un bell’ albero di ulivo.
    E ci foste stati, carissimi Amici, all’ inaugurazione del ” monumento “!!! E le aveste viste, le nostre ” autorità ” a farsi fotografare in coppia, o in gruppo accanto a tale opera d’ arte!!!! E giù, pacche sulle spalle e abbracci vari e sorrisi a 42 denti!!!!! Tanto, pagava Pantalone, vero, signor sindaco? Le ha ancora, signor sindaco, quelle foto? Credetemi, miei carissimi Amici, sembrava che avessero inaugurato, chessò… la Salerno – ReggioCalabria. Tanto era l’ entusiasmo che ci mettevano in quelle pose ed in quegli abbracci….
    Non voglio essere più cattivo di quanto lo possa apparire, ma sarei curioso di sapere QUANTO E’ COSTATO ALLA COMUNITA’ QUELL’ ORMAI EX MONUMENTO!!!!!!! Come dite? Sono troppo curioso? E vabbè. Ma a Voi NON INTERESSA SAPERE COM VENGANO SPESI I SOLDI DELLE VOSTRE TASSE? E poi: MA CHE FASTIDIO VI DAVA QUELLA SORTA DI MONUMENTO ALL’ INAUGURAZIONE DEL QUALE VI SIETE SPESI IN QUEL MODO? E d’ accordo: sono troppo curioso. IO!!! E VOI???????? Signor D’ Errico, mi perdoni se la chiamo in causa, ma lei NON E’ CURIOSO PER CERTE FACCENDUOLE????? E lei, Carissimo Signor Teodonno, NON è proprio in grado di fornire ai suoi Lettori ed ai suoi Concittadini spiegazioni in merito? Cosa ne direbbe di porre qualche domandina al sindaco in merito a QUELLA SPESA ED ALLA SUCCESSIVA SPESA PER LA RIMOZIONE DEL ” MONUMENTO ED ALLA SOSTITUZIONE CON QUELL’ ALBERO??????
    Io son nato in una regione prevalentemente agricola, ed in particolar modo in una parte prevalentemente a piantagioni di uliveti. E posso assicurarvi che ERANO PIANTE TENUTE BEN LONTANE DALLE STRADE A GRANDE TRAFFICO. A quando la SPESA PER LA RIMOZIONE DELLA PIANTA DI ULIVO CHE NON TARDERA’ PIU’ DI TANTO A SECCARSI, VISTA LA ENORME QUANTITA’ DI SMOG CON LA QUALE VERRA’ RICOPERTA AD OGNI ORA DEL GIORNO E DELLA NOTTE? Proprio a nessuno dei miei Amici che leggono questo giornale vengono in mente queste domande? Ed a quando un’ altra ” cerimonia ” per la posa di un altro ” monumento “? Crede il signor sindaco e qualche altro dei nostri amministratori(?) di NON dover rispondere a queste domande? Spero di tutto cuore che ci sia qualcuno di buona volontà che possa liberare il mio cuore da questi crucci. Carissimo Signor Teodonno, mi consenta: A LEI LA PAROLA!!!!!! Mi pregio salutarla con l’ usuale infinita stima e cordialità e, mi creda, con sincero affetto, suo Capitano.
    Autore: il capitano | Data: 23/01/2010 | Ora: 16.20.58

    6) via figliola…a tratti senza marciapiedi!!!
    cari signori, sono un abitante della “famosa” via figliola!!volevo far notare a Voi e alla “illustrissima” amministrazione comunale, che per circa 250 mt, il tratto di strada difronte l’ex ristorante princess, è privo di marciapiede…perchè??è normale?? forse non sono stati fatti i marciapiedi per permettere ai clienti del ristorante princess, o mama club, oppure la nuova pizzeria funiculì funiculà, di parcheggiare l’auto??non capisco perchè le auto non le sostino davanti i loro locali invece di dare fastidio le abitazioni difronte…queste cose il sindaco non le vede??è normale che io non posso uscire dal cancello perchè ci sono auto parcheggiate davanti che intralciano l’uscita??e l’ammministrazione non fa un c….!!!mi hanno detto che essendo una strada provinciale i lavori spettano alla Provincia, e sono in appalto..manca poco!!ma si faranno… speriamo bene! chi ne sa qualcosa di piu concreto mi faccia sapere..ma per 30 anni il comune non ha visto niente??alcuni amministratori della “zona” si facevano vivi con le solite promesse nei periodi delle elezioni..ma ora non ci incantano piu..non bastano “piante di ulivo”…ma i fatti!! e san sebastiano è si un bellissimo paese..ma perchè i cittadini san sebastianesi sono civili e amano il loro paese.. non certo per i grandi meriti dell’amministrazione!!!
    Autore: sansebastianese.doc | Data: 08/05/2010 | Ora: 19.33.37

  6. “Il mediano”, 20 gennaio 2010, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=8400

    SSV. «DENUNCIATE LE ESTORSIONI»
    Ciro Teodonno
    L’isola felice del Vesuviano fa i conti con la realtà e con inquietanti segnali che vedono nel mirino alcuni esercenti locali. L’appello del sindaco Capasso e del sindaco di Portici, Enzo Cuomo.

    Ieri sera a San Sebastiano al Vesuvio si è tenuto, presso il locale “Ricomincio da te”, un incontro tra le autorità locali e la cittadinanza, radunati da un’accorata lettera/appello del sindaco Giuseppe Capasso.
    Il primo cittadino ha deciso di convocare questa assemblea per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla recente recrudescenza degli atti vandalici ed estorsivi che sembra abbiano preso di mira alcuni esercenti sebastianesi.
    Uno degli ultimi avvenimenti s’è verificato lo scorso 14 dicembre, proprio a danno del locale che ha ospitato l’incontro, che ha subito danni rilevanti alla struttura esterna, che ha preso fuoco a seguito della deflagrazione di un ordigno.
    All’incontro, a dar sostegno ai due gestori dell’esercizio, c’era buona parte del consiglio comunale, i rappresentanti della forza pubblica e della società civile nonché il sindaco di Portici Cuomo e il parroco di San Sebastiano padre Enzo, che ha sancito con la sua gioviale presenza la vicinanza della chiesa alle vicissitudini dei due proprietari.
    Va detto però che all’inizio della serata, l’atmosfera al “Ricomincio da te” era tutt’altro che tranquilla, pur se disponibili e ospitali, i proprietari, evidentemente tesi, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, rimandando ogni chiarimento agli interventi degli organizzatori dell’evento, asserendo di non esser avvezzi a tanta pubblicità. Non sappiamo se la loro sia stata semplice timidezza o volontà di attenersi al segreto istruttorio, ma le parole degli intervenuti hanno più volte fatto cenno alla presenza della criminalità organizzata.
    Spesso a San Sebastiano si stenta a credere che fenomeni come racket e violenza possano insinuarsi nel tessuto cittadino, ma le dichiarazioni del presidente dell’ASCOM locale, Giovanni Nocerino, sulla totale assenza di denunce da parte dei commercianti, contrasta con la pur lodevole azione del sindaco. In effetti lo spirito dell’iniziativa è stato quello dell’appoggio ma anche della denuncia, il sospetto però che molti tacciano è forte.
    È comunque importante il principio sostenuto della prevenzione, del tener alta la guardia rispetto a un fenomeno tutt’altro che sommerso, trovando la forza della denuncia, unico innesco per l’azione giudiziaria.
    La serata è stata comunque ravvivata anche dalla presenza di molti giovani che si sono trattenuti a lungo negli ambienti della struttura, un esempio questo di coesione e forza civica, alla vigilia del momento più importante della vita cittadina, la festa del santo patrono.
    Che questi sia, come vuole padre Enzo, la guida morale per tutte le persone oneste di questo paese.

  7. “Il mediano”, 20 giugno 2009, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=6079

    SSV. COME SI FA POLITICA DALLE NOSTRE PARTI
    Ciro Teodonno
    Via degli Astronauti è un tratto di strada pericoloso, già teatro di numerosi incidenti, in particolare perché il manto d’asfalto è consumato. Il sindaco, però, intende nascondere il problema installando dei dossi.

    Lo scorso 19 maggio, qualcuno, a nome del sindaco di SSV, Giuseppe Capasso ha citofonato casa per casa avvertendo i cittadini di via degli Astronauti di una riunione presso una privata abitazione, per discorrere sulle problematiche più sentite dalla cittadinanza.
    Il sindaco Capasso non è certo figura di secondo piano nel panorama politico partenopeo, infatti, oltre alla carica pluriennale di primo cittadino, ha ricoperto vari incarichi istituzionali e provinciali di rilievo, tra questi l’assessorato provinciale alle Risorse Umane e all’Innovazione Tecnologica e la presidenza delle Comunità del Parco del Vesuvio.
    Si rimane quindi meravigliati dal modo di fare, a dir poco affrettato se non facilone, nel trattare con i suoi concittadini. La sua lunga e ben radicata carriera politica, il suo “palmarès”, facilmente consultabile nel pieghevole inviato a tutti i cittadini del suo collegio, poco prima delle elezioni, contrasta con l’atteggiamento irrispettoso rivolto verso coloro che, assenti o impossibilitati a intervenire non hanno potuto partecipare all’inattesa quanto sbrigativa assemblea e sostenere le loro ragioni. L’assenza di preavviso poi contrasta ancor più con l’annosa questione sollevata da molti degli assenti, che hanno più volte segnalato al comune e alla provincia la disastrata situazione viaria della zona.
    É vox populi che, di fronte ai numerosi incidenti, dove si è più volte rasentata la tragedia, il sindaco, rieletto nel frattempo al Consiglio Provinciale nelle liste del PD, abbia sofisticamente sostenuto la linea unica dei dossi, che in verità balenava nell’aria da giorni, quasi a preparargli il terreno per l’intento finale. A questi, sommessamente, i pochi cittadini presenti non hanno potuto far altro che assentire, pur di ottenere un qualcosa di concreto, nell’unico momento in cui si è avuta la possibilità d’essere ascoltati, ammesso che realmente ci fosse stata una volontà attuativa da parte del politico sansebastianese, e non semplicemente quella di cogliere lo spunto opportuno per sancire, con una pur scarna maggioranza popolare, un’intenzione maturata già da tempo.
    Non ci si soffermerà sull’intempestività di tale proponimento, visto che le prime segnalazioni al sindaco e ai vigili urbani risalgono al 06/09/2006 (n° prot. 9740) e quindi palesemente in ritardo rispetto alle effettive richieste formulategli a riguardo. Del resto sappiamo bene che tutti i politici s’accorgono delle necessità civiche solo allo scadere dei termini legislativi, privilegiando, come nel caso specifico, “il salotto buono” del paese, con asfalto e pasta e fagioli per i grati residenti. Ma va notato però, che spesso ci si è dimenticati delle aree marginali del comune, pur essendo state anch’esse fautrici del suo notevole successo elettorale.
    Da un candidato con tali aspirazioni ci si poteva aspettare un qualcosa di meglio che l’elemosina offerta agli esasperati cittadini di via degli Astronauti.
    É lecito chiedersi dunque, dove sia la pianificazione dell’abile uomo politico, e dell’organizzazione del suo seguito. Eppure, la propaganda elettorale, è a suo tempo arrivata, e i due portali web del comune avrebbero potuto diffondere la notizia, sarebbe bastato anche un manifesto, un’auto con megafono, una cosa qualsiasi, un po’ di fumo negli occhi per i rassegnati cittadini.
    Il sindaco Capasso, si è mostrato in più occasioni, non ultima quella della crisi dei rifiuti, abile e attento, e di questo gliene diamo atto. Del resto i successi elettorali potrebbero dargli anche ragione, se non vivessimo a Napoli, e non conoscessimo quali siano le peculiari dinamiche che legano l’elettorato meridionale a un candidato, a prescindere dai reali risultati della sua amministrazione. Ma vorremmo capire il perché, riasfaltare 100 m di strada, risulta tanto difficile per un amministratore dalle così grandi aspettative politiche.
    Stavolta sembra ci sia stata una sensibile caduta di stile, e che i suoi concittadini possano auspicare a un qualcosa di più che semplici promesse e inutili palliativi, soprattutto quando la loro incolumità è messa a costante rischio.

    —–

    COMMENTI:

    1) fatti non promesse
    La soluzione sarebbe quella di riasfaltare il tratto finale di via degli astronauti con un asfalto di tipo drenante.Per quanto riguarda i dossi,se sono realizzati nel rispetto della legge possono andar bene,altrimenti è meglio evitarli.Purtroppo alcune vie centrali del nostro paese sono in condizioni ben peggiori.Un esempio per tutte:via della scalea,prima traversa di via Leonardo da Vinci.E’ in condizioni penose da anni:l’asfalto è totalmente consumato e le buche aumentano di giorno in giorno;in più ci sono tre dossi non a norme,che causano danni alle auto.Gli sporadici rattoppi sono fatti male.Il sindaco ad aprile ci ha promesso che avrebbe riasfaltato la strada(lunga appena 100metri),ma a distanza di 3mesi,nulla è cambiato.Non vogliamo promesse,ma fatti!
    Autore: immaginando | Data: 20/06/2009 | Ora: 17.10.40

  8. Cercando nell’archivio online de “Il mediano”, ecco alcune notizie da SSV:

    SSV. ARRESTO PER FURTO DI ENERGIA ELETTRICA (28/01/2011)
    SSV, ARRESTO PER FURTO D’AUTO (24/01/2011)
    UNO SPORTELLO ANTIVIOLENZA PER LE DONNE DEL VESUVIANO (07/10/2010)
    A QUALE SANTO BISOGNA RIVOLGERSI PER OTTENERE REGOLE E CIVILTÀ? (03/10/2010)
    SSV. LE CONTRADDIZIONI DELLA FESTA DELLA LEGALITÀ (24/09/2010)
    SSV, I CITTADINI RIVOGLIONO L’EX SEDE DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO (22/07/2010)
    SSV, IMPRENDITORE SOFFOCATO DALL’USURA E DAL PIZZO: ’VOGLIO MORIRE’ (19/05/2010)
    SSV, LA SCUOLA ’SALVEMINI’ ANCORA NEL MIRINO (02/02/2010)
    OMICIDIO SUL VESUVIO, MOVENTE PASSIONALE (10/12/2009)
    SSV. UOMO SGOZZATO (10/12/2009)
    LA FESTA DELL’ALBERO A SSV (25/11/2009)
    SSV. LENTAMENTE SI TRASCINA STANCA LA FESTA DELLA LEGALITÀ (27/09/2009)
    SSV. VIA DELLA SCALEA, IN PIENO CENTRO: UNA FRANA (21/09/2009)
    SSV, GLI SVERSAMENTI ABUSIVI NON VANNO IN FERIE (12/08/2009)
    SSV. TOSSICODIPENDENZA OSCURATA (18/06/2009)
    SSV. LA FESTA NAZIONALE DEL PANE (25/05/2009)
    SSV, MORTO L’UOMO AGGREDITO VENERDI’ SERA (13/04/2009)
    LA STRADA DELLA VERGOGNA TRA ERCOLANO E SSV. 4/A PARTE (17/04/2009)
    LA STRADA DELLA VERGOGNA TRA ERCOLANO E SSV. 3 A PARTE (09/04/2009)
    LA STRADA DELLA VERGOGNA 2A PARTE. TRA ERCOLANO E SSV (07/04/2009)
    LA STRADA DELLA VERGOGNA 1A PARTE. TRA ERCOLANO E SSV (05/04/2009)
    SSV, INVESTITO ED UCCISO MENTRE FA JOGGING (14/04/2008)

  9. “Il mediano”, 18 febbraio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=12587

    SSV. IN CONSIGLIO SI DISCUTE DI ANTIFASCISMO, PIANO CASA E VIABILITÀ
    Ciro Teodonno
    Nell’assise il confronto ha riguardato la questione Fiat di Pomigliano, la tutela del territorio e la natura antifascista del comune all’ombra del Vesuvio. Spazio anche alla pericolosità di via degli Astronauti.

    San Sebastiano si dichiara all’unanimità comune antifascista. Questo è l’esito dell’interpellanza del consigliere dell’opposizione Eugenio Giordano di Rifondazione Comunista e promotore di altre due interrogazioni consiliari. Vedremo quanto sarà forte la militanza cittadina nel momento in cui sarà messa in atto la volontà di RC di porre in essere una lapide in onore a tale intento.
    Tra i punti all’ordine del giorno proposti dalla maggioranza e portati nel Consiglio comunale di mercoledì scorso, si è discussa la proroga del contratto alla Leucopetra, ditta che si occupa dello spazzamento e dello smaltimento dei rifiuti ingombranti. Scelta fatta all’epoca quando RC era ancora in maggioranza. Per l’attuale opposizione l’affidamento ad una società pubblica “fu fortemente voluto da noi anche per contrastare in modo deciso e politico qualsiasi tentativo di infiltrazione delinquenziale”.
    Questo contratto, fuori bilancio, determinerà un aumento della TARSU del 40%. “A questo punto abbiamo ribadito la scelta sbagliata di aver restituito circa 10 euro ai cittadini nel 2009 (sottratti dalla TARSU ndr.), sapendo bene che le politiche sui rifiuti, tutte incentrate sull’incenerimento e la mancanza di impianti di compostaggio, avrebbero poi portato inevitabilmente all’aumento”. Con queste parole il voto è stato comunque favorevole. Altro argomento all’ordine del giorno è stato quello relativo alla proroga della commissione ambientale. Secondo Giordano, gli attuali membri della commissione hanno esaurito il loro secondo mandato e non possono più essere rinominati. Il vicesindaco Pizzo ha proposto invece una proroga fino al prossimo giugno, motivandola con il ritardo della normale procedura amministrativa.
    “La proposta di Pizzo lascia sottintendere una lottizzazione politica di questi incarichi. La nostra posizione – sostiene ancora il consigliere di Rifondazione – già all’epoca della soppressione della commissione edilizia e il mantenimento di quella ambientale, fu quella di proporre una commissione di giovani neo laureati, esperti e specialisti, per dare un segnale innovativo”. In questo caso, il PRC esprime voto contrario, dopo aver fatto la proposta di sospendere questo punto e di ridiscuterlo in un altro, immediato consiglio che avrebbe ripreso la loro posizione iniziale. Questo è stato anche motivato dal fatto di non poter esprimere un giudizio sull’operato di questa commissione per l’assenza di un bilancio del lavoro svolto.
    Ben più serrato è stato invece il confronto sulla mozione relativa al pronunciamento comunale in merito alla questione FIAT. La richiesta dell’opposizione è stata quella di esprimere un netto dissenso sugli accordi di Pomigliano e la solidarietà verso la FIOM nonché la partecipazione di una rappresentanza comunale ad un eventuale sciopero generale. Queste richieste, accompagnate dall’appellativo di nazi-fascista, in riferimento al diktat della casa torinese, hanno suscitato la forte perplessità del consigliere socialista Michele Capasso, il quale ha, pur ritenendo ricattatorio l’atteggiamento di Marchionne, rifiutato l’epiteto, giudicandolo fuorviante rispetto a una logica ben più complessa e ricca di parti in causa, quali ad esempio i sindacati confederali CISL e UIL.
    Il consiglio vota a maggioranza contro, ad esclusione di RC e con l’abbandono dell’aula di Michele Capasso. In merito poi alla tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini, Giordano richiede che l’amministrazione “metta in atto misure di salvaguardia della Zona Rossa, ribadendo la non edificabilità sull’intero territorio comunale”. I timori del consigliere gravitano principalmente attorno alla nuova legge regionale n°1, nella quale spicca l’emendamento a modifica del comma 2 art. 5 della legge 21/2003 e che stabilisce la concessione per “gli interventi di ristrutturazione edilizia anche mediante demolizione e ricostruzione in altro sito, in coerenza con le previsioni urbanistiche vigenti, a condizione che almeno il cinquanta per cento della volumetria originaria dell’immobile sia destinata ad uso diverso dalla residenza”.
    Il consigliere di Rifondazione fa inoltre cenno al drammatico incidente accorso a due pedoni domenica scorsa in via degli Astronauti (foto). Giordano richiede al consiglio comunale una maggior attenzione verso lo stato della via e l’uso di deterrenti efficaci, tali da ridurre l’eccessiva velocità, causa di continui e gravi incidenti. Su questi argomenti il sindaco, risponde in primis sul cosiddetto “nuovo piano casa” rassicurando la non fattibilità del decreto, che sembra suscitare perplessità anche tra la stessa maggioranza regionale.
    In merito a via degli Astronauti, il primo cittadino conferma l’interesse dimostrato a suo tempo con il rifacimento dell’asfalto e preannuncia una risistemazione dell’obsoleto impianto di illuminazione, sopperendo in tal modo anche all’inerzia della provincia che ha appunto giurisdizione sulla lunga salita che da S. Giorgio porta fin su a S. Sebastiano. In merito alle misure da prendere contro l’eccesso di velocità, Giuseppe Capasso ribadisce l’illegalità dei dossi quali unico deterrente efficace, previsti tra l’altro, solo in caso di strade senza uscita. L’intenzione è quindi quello di rendere più sicura la circolazione impegnandosi anche nel potare i pini che in più punti offuscano le già flebili luci dei lampioni.
    Il Consiglio approva all’unanimità quest’ultimo ordine del giorno, impegnandosi per la non edificabilità dell’intero territorio comunale. Chi vivrà vedrà!

  10. “Il mediano”, 18 marzo 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=12913

    SSV. MORIRE PER ATTRAVERSARE UNA STRADA
    Ciro Teodonno

    Non ce l’ha fatta Luigi Velotti, l’uomo che circa un mese fa veniva investito assieme al suo badante in via degli Astronauti.

    Tre anni fa ci si chiedeva se Salvatore Laureto, l’operatore RAI investito e ucciso nella poco distante via Figliola, sempre a San Sebastiano al Vesuvio, fosse stato l’ultima vittima sacrificale alla follia delle nostre strade. E invece no, ci ritroviamo ancora una volta a domandarci come possa essere possibile morire mentre si attraversa la strada di casa.
    La provincia di Napoli, responsabile per la manutenzione di via degli Astronauti, sembrerebbe essere finalmente intenzionata a potare i pini e riassettare l’obsoleta illuminazione; è questa condizione necessaria ma non sufficiente a far sì che detta via divenga più sicura. Ci vorrebbero più controlli, tali da dare un significato ai vari divieti presenti sull’asse viario, e puntualmente disattesi. Purtroppo, il vero problema, a nostro parere, è culturale ed è legato al fatto che la nostra società tollera ormai come fisiologica la morte sulla strada, quasi come quella di una inevitabile malattia del progresso.
    Questo è il paese dei piloti, noi tutti infatti ci riteniamo abili artisti del volante e dobbiamo dimostrarlo, sfrecciando, a prescindere l’aver fretta o meno, tra un’autovettura e l’altra, con l’infantile consapevolezza dell’impunità, senza porci il benché minimo problema dell’imprevisto, del bambino che c’attraversa d’improvviso la strada o dell’imprevedibilità di un qualsiasi altro evento, certi di non fallire. Ma c’è anche chi con molta calma e con la stessa impunità parcheggia il proprio automezzo per andare a prendersi un caffè, al bar sulla strada, fregandosene altamente dell’intralcio che provoca a chi passa, chi lavora, chi soccorre. O come ancora chi, tra le forze dell’ordine accorse quella sera, non voleva complicarsi più di tanto la vita nel verificare il tasso alcolemico dell’investitore.
    Chi sbaglia e invece coglie il bersaglio, è un fallito, uno stupido, uno che fino a prova contraria non appartiene alla nostra razza di assi del volante. Questo finché non tocca anche a noi, ma in quel caso, si sa, è stata la fortuna, non la perizia a mancarci. I cigli e i fossi delle nostre strade sono ormai pieni dei risultati di tale presunta perizia al volante, e perche no, anche delle due ruote! C’è poi chi, con redivivo animismo, decide di ribattezzare talune vie come le strade della morte, tentando di sfumare colpe e responsabilità ben più tangibili e umane dell’incolpevole asfalto, come ad esempio, talune campagne pubblicitarie che normalizzano l’eccesso.
    A provocare l’incidente che ha visto coinvolti Luigi Velotti e il suo badante singalese, purtroppo non è stato un pilota ma un uomo comune, che con la sua famiglia sfrecciava lungo la discesa che conduce a San Giorgio, alticcio e senza assicurazione e ha scaraventato per aria, con la sua Seicento i due malcapitati pedoni. È questa la cosa che colpisce di più, la non straordinarietà dell’evento, passato in sordina, come se fosse normale correre senza ritegno, normale come le moto che gareggiano, le auto che occupano i marciapiedi o i SUV, di quelli che con tanta tracotanza scorrazzano ipertroficamente carenati dei loro inutili quanto letali e illegali bull-bar nelle nostre congestionate città e che mietono ormai vittime anonime perché scontate.
    Tutto ciò è di fatto normale, appartiene alla nostra routine, finché la dura realtà non tocca anche noi. Noi complici perché non vediamo o facciamo finta di non vedere, noi che ce la prendiamo con chi attraversa la strada incautamente e giustifichiamo chi percorre ad alta velocità le nostre carrozzabili. Noi che non denunciamo, perché tanto è inutile. Potrà avere la morte di un uomo una ragion d’essere?

  11. “Il mediano”, 20 marzo 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=12945

    GLI ABITANTI DI SSV NON SI SPORCANO LE MANI
    Ciro Teodonno
    A un mese circa dalla loro istallazione i contenitori per le deiezioni canine non assolvono alla loro funzione.

    Amministrare la cosa pubblica è cosa dura, realizzare le promesse elettorali non è cosa da tutti, i soldi della sussidiarietà mancano e realizzare quanto dichiarato all’elettorato va centellinato e fatto fruttare al meglio, meglio se in prossimità delle urne. Accontentare poi tutte le richieste dei cittadini, spesso antitetiche tra loro e che in questua si avvicendano presso gli uffici comunali, specie in questo periodo pre-elettorale, va riconosciuto, non è cosa facile, ci vuole la classica faccia da politico per resistere e uscirne indenni. Va comunque detto che gli stessi politici sono gli artefici dei loro guai e farebbero bene attenzione a quel che promettono, soprattutto in periodi di vacche magre. Spesso si conserva l’idea di un elettore ottusamente rinchiuso nei suoi precipui interessi, il che non si discosta più di tanto dalla realtà ma non tutti vivono in virtù del favore personale.
    Ci sarà ancora chi mira a una qualità di vita migliore, magari offerta dal comune di residenza ed è probabile dunque che siano proprio questi ultimi, quelli che generalmente escono fuori dai bacini elettorali, che faranno poi la differenza il giorno del voto. Sarebbe opportuno quindi centellinare gli scarsi introiti comunali per cose essenziali, necessarie alla vita di tutti i giorni come strade meritevoli di questo nome così come una pubblica illuminazione reale e non fittizia e tutte quelle piccole grandi cose che rendono civile e civica l’umana convivenza. In quest’ottica del risparmio ci si chiede allora quale sia la funzione dei cassonetti “Luisito” lungo le strade del centro cittadino di SSV.
    Ovvio lo scopo “igienico” che li ha voluti ma a nostro modesto parere, sembrano oltre che inutili per la loro scarsezza, anche irrisori nei confronti di chi, ogni mattina, si prodiga in ardue e talvolta scivolose gimcane tra gli escrementi dei SSV a quattro zampe. Infatti, i contenitori in questione sembrano esser stati posti esclusivamente nella zona del centro cittadino, disertando come d’abitudine le sue periferie. Tant’è vero che ormai, taluni cittadini passano a una sorta di fai-da-te, nel senso che ci si apposta per vedere chi è che imbratta i marciapiedi, i portoni di casa o i cancelli pedonali, attuando anche una segnaletica fatta in casa. È evidente che, anche se fossero stati distribuiti in numero congruo e su tutto il territorio comunale, i tanto carini “Luisito ama il pulito” non avrebbero nessuna funzione se non supportati da un sano senso di educazione civica, se non una semplice buona educazione, il tutto condito da qualche multa pedagogica.
    Basta fare i soliti quattro passi lungo le vie del paese, per rendersi conto di che fine abbiano fatto i contenitori, né più, né meno, che secchi dell’indifferenziata. Non vorremmo che tale pur positiva iniziativa finisca come quella che anni fa si concluse miseramente a SGaC, non vorremmo che questo fosse l’ennesimo belletto, palliativo ai mali di un paese che pretende ben altri provvedimenti, non vorremmo che i soldi impiegati fossero stati sottratti magari ai fondi per tappare qualche buco sulla disastrata viabilità cittadina o alle precarie condizioni degli edifici scolastici, e ci fermiamo qui.

    ———–

    COMMENTI:

    1) commento
    Autore: immaginando | Data: 21/03/2011 | Ora: 0.03.40
    Speravo che i padroni dei cani avessero compreso il senso dei raccoglitori per la raccolta di escrementi, ma a quanto pare sono stato smentito in pieno. Fin quando gli agenti della polizia municipale non eleveranno sanzioni ai trasgressori, non cambierà mai nulla. I giardinetti e le aiuole sono ancora visti come lettiere per i bisogni del proprio cane.

    2) @immaginando
    Autore: Ciro Teodonno | Data: 21/03/2011 | Ora: 11.04.49
    E fosse solo un problerma di giardinetti e aiuole, sarebbero già un passo in avanti, accamperebbero la scusante della concimazione! Il vero problema sono i marciapiedi, un vero e proprio “campo minato” di sterco. La già difficile percorrenza degli stessi, vuoi per esser malridotti per le radici dei pini o per i sampietrini divelti da tempo e incuria, vuoi per i lavori in corso, costringe i pedoni a camminare sulla carrozzabile, con gli ovvi rischi che ne conseguono. Concordo con te sul fatto che, a questo punto, solo le sanzioni potranno redimere questo paese. Tieni presente però che siamo in periodo elettorale e sarà molto difficile l’attuazione di seri e severi provvedimenti per chi non rispetta la legge. Un saluto

    3) ah!!!! beata ingenuità!!!!!
    Autore: il capitano | Data: 21/03/2011 | Ora: 15.38.40
    E certo!!!! nella speranza di non offendere e l’ Articolista, e l’ amico ” immaginando “, son quì a chiedermi se conoscete bene l’ argomento del contendere. pulizia dei marciapiedi? tsè… !!! illuminazione stradale adeguata? tsè…..!!! sicurezza dei pedoni contro i sanpietrini divelti? tsè…..!!! periferie all’ altezza di un Paese degno di questo nome? tsè….!!!!!! no, dico!!! ma santi ragazzi!!!! ma come? non vi siete ancora resi conto che, come disse un ” antico ” assessore, appunto, di questo nostro amato paesino: ” NON vi rendete conto che sono i problemi di tutte le grandi…. metropoli? ” Sì!! usò proprio queste parole, quell’ individuo quando gli prospettai quasi gli stessi problemi che oggi afrontiamo…!!!!! tsè….!!!! Il nostro amico Articolista, nella sua infinita ingenuità ” osa ” mettere in piazza dei problemi che ormai sono INCANCRENITI!!!!!!! Ma davverro davvero, pretenderemmo, noi Cittadini, che l’ amministrazione (?) possa mai volgere i suoi occhi misericordiosi sui REALI problemi della nostra Cittadina? Ma santo cielo!!! Così, giusto per parafrasare le parole di quell’ impunito, ma vogliamo renderci conto che l’ attuale amministrazione sta facendo tuitti gli sforzi per portare il centro cittadino all’ altezza dei centri delle… metropoli, tipo che so…. New York? o Sidney? o Vancouver? o Melbourne? non parlo di Tunisi o il Cairo, metropoli con i loro attuali problemi. Come non vi rendete conto che ” QUEI ” cestini, messi appositamente, nel centro ” strategico ” della Cittadina, faranno da ” mostra , appunto a quei Cittadini delle ” grandi Metropoli ” che verranno a visitare la nostra, di…… metropoli. Via!!! ve ne prego!!! Dovremmo innalzare peana di ringraziamento ai nostri amministratori per averci….. ” elevati ” al rango di ” QUEI ” Cittadini di QUELLE … metropoli….!!! Ah!!!! Ingrati!!!! consentitemi il dirvelo!!!!!! Vabbè… che poi ci sia qualcuno, appunto, dei nostri concittadini ai quali l’ uso, appunto, di quei cestini NOn sia stato spiegato… oh, beh…. diciamocelo…. costoro, certo, NON provengono da ” QUELLE ” METROPOLI.. i poverini, però, abituati a dover fare lo slalom fra, appunto cari Articolista ed Amico ” immaginando “, i vari sanpietrini divelti; o immettersi nel traffico automobilistico, appunto perchè i marciapiedi sono ormai diventati parcheggio ” autorizzato “; o devono procurarsi un flash da portare con sè quando percorrono le stesse strade cittadine perchè, appunto, la stessa illuminazione stradale è precarissima; oppure si ha, piuttosto cura di NON interferire con la politica stradale del Comune di Cercola, per cui NON si pensa alla sicurezza dei Cittadini sansebastianesi, viventi, appunto, in periferia…. come vedete, miei carissimi Amici, cosa volete che siano questi… problemucci, quando la nostra amministrazione fà di tutto per portarci al livello delle ” GRANDI ” metropoli di cui sopra? Come dite? ” Si spendono i nostri soldi ? ” Evvia!!!! sù…!!!! NON siamo così… fiscali…. Pensate … IN GRANDE!!!!! Appunto!!! Come pensano i Cittadini delle ” GRANDI ” metropoli!!!!!!!! Se non ci fosse da piangere, verrebbe da scompisciarsi dalle risate. Appunto, come credo si scompiscino i cani quando la vanno a fare, alzando la gambetta, o si accovacciano….., accanto ai pilastrini che sorreggono i loro…. cestini….. Dare la colpa ai Cittadini … inadempienti? Uh!!!! ma se quegli stessi Cittadini, scommetto che sono i primi a parcheggiare sui marciapiedi; o i loro figli sono i primi ad imbarattare i muri con lo spray. Cosa volete che gliene freghi se Fido la fà fuori del … seminato? Eppoi, perchè devono raccogliere la cacca di Fido? per depositarla nel cestino? Uh!! E da quando in quà, i Cittadini delle ” Grandi ” metropoli lo fanno? Per cui!!!! Adeguiamoci una buona volta a vivere come ” QUEI ” Cittadini!!!!! Giust’ appunto!!!! Beati, Amico Articolista ed ” immaginando “, vogliamo renderci finalmente conto che ai nostri amministratori importa tre fichi secchi del nostro parere? Per quanto possiamo credere di essere nel giusto!! Per quanto possiamo provarci a far sentire le nostre voci; per quanto i nostri ragionamenti possano essere logici, a loro importa un fico secco!!!!! Un giorno, un mio amico che correva per la carica di sindaco di un Paese vicino al nostro, ebbe a dire ” I Cittadini devono essere educati…. ” Beh… beh… per quanto mi fosse amico, credo che almeno nel nostro caso, la frase dovrebbe essere cambiata così ” GLI AMMINISTRATORI DOVREBBERO ESSERE EDUCATI AL RISPETTO DEI CITTADINI !!!!!! ” Ahiahi… quale tristo proponimento, vero? ( tristo con la ” o “, appunto per evidenziare la profondità del mio sentire….. ). Un carissimo saluto, miei Carissimi e, consentitemelo, ” ingenui ” Amici.

  12. “Pausacaffè.it”, 16 marzo 2011, h10:47, qui.

    Piazza Capasso tra degrado e abbandono, cittadini e associazioni protestano
    di Giampiero Barbato
    Lo scenario che si presenta agli occhi di chi passeggia nella centralissima Piazzetta Capasso, è desolante: superfici imbrattate, verde poco curato e illuminazione insufficiente. Andiamo con ordine.

    Le superfici imbrattate. Nei giorni scorsi, un gruppo di giovanissimi, complice il buio e la pessima illuminazione dell’area, armato di bombolette ha imbrattato ogni superficie disponibile, aggiungendo nuove scritte laddove sussistevano le vecchie e aggiungendone di nuove sulle superfici libere. L’ex fontana al centro della piazzetta, oggi fioriera, si è arricchita di nuovi colori, così come le panchine. Non sono stati risparmiati nemmeno il muretto perimetrale, ridotto, ormai, ad un colabrodo. Terminato lo spazio libero, per dare sfogo alla loro “creatività”, hanno pensato bene d’iniziare a scrivere sulla pavimentazione in porfido e sui mattoni di cotto.

    Il verde poco curato. Le aree verdi appaiono poco curate. Le piante secche (tra cui alcuni resti di palme) non sempre vengono rimosse e se vengono rimosse non sono più rimpiazzate, e così alcune aiuole, così come le quattro fioriere sul lato alto della piazza, sono solo invasi dalle erbacce. In origine, esisteva un impianto d’innaffiamento automatizzato, ma oramai non ve n’è più traccia.
    Illuminazione insufficiente. Tutti i lampioncini collocati nei giardinetti, vandalizzati, negli anni scorsi, non sono mai stati sostituiti e dai resti di alcuni fuoriescono dei pericolosi fili elettrici; gli altri quattro corpi luminosi, ai due lati della Piazza, diffondono poca luce.

    La voce dei residenti. Eppure, fino a qualche anno – come ricordano tristemente i residenti – la situazione era completamente diversa, la piazza non era imbrattata ed il verde aveva un aspetto curato ed ordinato. La fontana circolare era il cuore pulsante della “piazzetta”, come la chiamano affettuosamente da queste parti. Nei mesi primaverili ed estivi fungeva da sfondo per foto ricordo anche per coppie di novelli sposi. Non è una caso che da quando spenta e adibita a fioriera, con un solo alberello striminzito al suo interno, non abbia più attirato persone. A più riprese, i residenti hanno chiesto, senza successo, interventi di riqualificazione e ammodernamento.
    Col passare degli anni, l’amministrazione sembra essersi dimenticata di questo pezzo di suolo comunale. La piazza, ormai, ha perso la sua funzione primaria, ovvero quella di aggregazione, diventando un “non luogo”, capace di attrarre solo balordi in vena di distruggere e danneggiare quel poco che è rimasto integro.

  13. “Il mediano”, 21 maggio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=13604

    SSV. ARRESTATO PER FURTO D’AUTO
    Redazione
    Preso il complice della rapina di un’autovettura commessa lo scorso 23 gennaio: si tratta di Salvatore Gallo, accusato di aver rubato insieme ad un altro ragazzo già arrestato, una Giulietta Alfa Romeo, di un imprenditore sangiorgese.

    I Carabinieri di SSV hanno arrestato Salvatore Gallo, 24enne di Cercola, accusato di aver rubato insieme a Mario Noto, 22enne già noto alle forze dell’ordine, una Giulietta Alfa Romeo, di un imprenditore 29enne di San Giorgio a Cremano.
    La sera dello scorso 23 gennaio, i militari dell’arma sorpresero il 22enne a bordo della vettura insieme ad un complice. I due giovani alla vista dei Carabinieri scapparono per le vie del centro abitato, fino al piazzale Enrico Fermi ove riuscirono a scavalcare la recinzione di una villa, sempre inseguiti dagli operanti che bloccarono ed arrestarono solo Mario Noto. Dopo mesi di indagini, è stato indentificato l’altro ragazzo, Salvatore Gallo, appunto, riconosciuto attraverso l’utilizzo del sistema informatico web-lase in uso all’arma.

    ——————

    La notizia commentata su facebook:

    Teresa Langella
    Va benissimo che sia stato preso il complice della rapina di un’auto…. Ma i carabinieri e i rappresentanti dell’ordine pubblico sono a conoscenza che nelle ultime settimane SSV è stata presa da assalto per furti e rapine di ogni tipo… sopratutto di notte e mentre le persone sono in casa dormendo??? Per non parlare del fatto che oggetto di questi furti sono diventate anche le scuole, in particolare la scorsa settimana è stata depredata la scuola materna di Via degli Astronauti e quella precedente la scuola materna di Via Principessa Margherita di Savoia…Cosa si aspetta per prevedere una CONCRETA maggiore azione di controllo e prevenzione del territorio soprattutto durante le ore notturne????
    23 maggio alle ore 3.05

    Bonifacio VIII
    Sto seguendo in prima persona le indagini,visto che (ahimè)abito nella zona presa di mira da questa banda…e nella notte di venerdì mi è capitato di vedere questi che fuggivano dal balcone di un appartamento,dopo aver derubato e picchiato la proprietaria di casa,mentre nella notte di sabato (ieri) li ho visti appostati fuori casa mia,all’interno della loro macchina (la cui targa è naturalmente clonata -.-).Perciò ti posso dire che il maresciallo di SSV (almeno in questi ultimi giorni) sta facendo proprio un gran lavoro (meglio se non specifichiamo i metodi di indagine qui).
    29 maggio

    Bonifacio VIII
    però sarebbe meglio far sapere a tutti che si tratta di una banda di NORD EUROPEI (molto chiari di carnagione,forse slavi)…sono circa in 3 e fuggono a bordo di SUV (sempre diversi).Li ho sempre visti attorno alle 4 di mattina,entrano in casa quando tutti dormono,fregandosene di eventuali pericoli dovuti alla presenza dei padroni di casa
    29 maggio

    Teresa Langella
    Speriamo che is risolva presto la situazione… io abito di fianco alla signora che ha subito la rapina venerdi notte ed ho appreso, con grande dispiacere, che la ns caserma di SSV non è più attiva dopo le 10 di sera. Infatti la mia vicina del piano di sotto a quello interessato ha chiamato subito i carabinieri, ma dovendo venire dal comando di Torre ci hanno impiegato mezz’ora permettendo a sti disgrazioati di scappare… Cmq speriamo vivamente che li riescano a prendere, purtroppo non si riesce più ad essere sereni…
    30 maggio

  14. Come un’onda circolare, periodicamente torna la psicosi dello zingaro (l’altro “più diverso” che ci sia, perché il più sconosciuto, il più sfuggente, il più inclassificabile: il nemico perfetto, dunque il criminale ontologico). Il sospetto – alimentato dall’ignoranza – che sempre si trasforma in pregiudizio e in stereotipo, si alimenta di frasi fatte e luoghi comuni che permettano di semplificare l’ignoto. A volte si tratta di riduzioni banalizzanti e arroganti, delle vere e proprie vigliaccate perpetrate ai danni di chi è (ancora, si, il termine gramsciano ci sta tutto) subalterno.
    Con gli zingari (eterodenominazione razzistica) succede facilmente e spesso, non solo per il nostro (nostro di non-zingari) deficit o rifiuto di conoscenza, ma soprattutto per la fragilità della nostra identità che necessita di un “diverso” per potersi affermare.
    Lo dimostrano i politici più beceri e razzisti che il nostro Paese abbia prodotto dai tempi del fascismo ad oggi e che durante l’ultima campagna elettorale amministrativa hanno usato argomenti abominevoli (“invasione”, “degenerazione”) e hanno coniato termini osceni (“zingaropoli”).
    Il “diverso” e, più specificamente, le minoranze etniche sono (quasi) sempre state ritenute minacciose dalla maggioranza del corpo sociale. Innanzitutto gli ebrei nell’Europa cristiana sono stati tacciati per secoli di essere deicidi, usurai, untori, sovversivi e quant’altro. Il culmine di questa pratica del sospetto e dell’accusa arrivò con la pubblicazione di uno dei più eclatanti falsi storici: “I protocolli dei savi anziani di Sion” nella Russia zarista di fine ‘800, per poi essere utilizzata come “prova” durante la propaganda e il genocidio operato dai nazisti.
    Dopo la Shoah il pregiudizio antiebraico si è molto ridimensionato in Europa (tuttavia persiste in maniera strisciante e spesso assume le forme dell’anti-israelismo, ma questo è un altro discorso), mentre ha resistito e si è ulteriormente rafforzato quello contro gli “zingari”.
    In quanto “assolutamente altri”, sono invisibili e intoccabili, subdoli e criptici. Hanno un enigmatico linguaggio di codici e simboli. Sono evidentemente pericolosissimi e si macchiano del più grande dei crimini: rubano i bambini.
    Questo, l’atteggiamento diffuso e sempre più impudico con cui chi ha forza bolla chi non ha mai alcuna possibilità di replicare, né mediaticamente, né politicamente (in Bulgaria esiste un partito politico Rom, ma raccoglie meno del 1% dei voti, figuriamoci quale rappresentanza potrebbe avere in Italia, oggi).
    Come un po’ dappertutto, anche a SSV ultimamente si è diffusa la voce (che a furia di essere ripetuta, per qualcuno diventa certezza) che alcuni furti d’appartamento recenti siano da attribuire agli “zingari”, i quali segnerebbero le case da visitare con dei simboli segreti (segreti di Pulcinella, evidentemente, perché, guarda un po’, addirittura le forze dell’ordine hanno una copia del fantomatico linguaggio cifrato appeso alle pareti della caserma).
    Ciro Teodonno l’ha raccontato ieri, 4 giugno 2011, sul “Mediano“, con la consueta perspicacia e onestà.

    “NON SONO IO RAZZISTA, SONO LORO CHE SONO ZINGARI!”
    di Ciro Teodonno
    Una riflessione su quanto l’incertezza ci accomuni tutti in una psicosi di massa, dove il senso critico e il comune buon senso latitano in favore del pregiudizio.

    Mai come in questi tempi si impongono nel nostro contesto sociale stereotipi e luoghi comuni e mai come oggi si diffondono in maniera tanto rapida e purtroppo credibile. Il vettore telematico, internet su tutti, è acquisito, soprattutto presso i giovani come una sorta di verbo. Quante volte ci saremmo sentiti dire, l’ho trovato su internet, stava scritto su Wikipedia e così via, un po’ come una volta si affermava acriticamente, l’ha detto la televisione.
    Ad ogni modo, di questi tempi, va constatato quanto luogo comune aleggi tra la nostra società che, nonostante l’avanzare della tecnologia, persevera nel portare avanti certi pregiudizi.
    L’esempio dei rom calza a pennello. I rom, quelli che ci ostiniamo a chiamare, con mal celato disprezzo ancora zingari, è forse il più eclatante e lo è, non solo per il fatto che si attribuiscono a questa etnia caratteristiche e colpe peculiari (perché, per fortuna, pregi e difetti non lo sono per nessuno) ma anche perché, loro, ultimi tra gli ultimi, mettono in luce un annullamento del raziocinio e del senso critico più forte che in ogni altro contesto.
    Un primo, antico, pregiudizio verso i nomadi, vuole che essi rubino soltanto. Risulta chiaro che essendo esseri umani e quindi anche loro soggetti a sbagliare, esisteranno ladri anche tra rom ma sembra assurdo che, ogni qual volta si parli di furti in casa, rapimenti reali o presunti che siano e scomparse di minori, si pensi sempre, solo e in primo luogo a loro; spesso poi confondendoli con diverse etnie e spesso avallando storie poco credibili e che magari coprono malefatte altrui e più genuinamente nostrane.
    Da giorni, nel Vesuviano circolano nuovamente delle fotocopie con dei segni riconducibili, secondo la didascalia, a un “codice segreto degli zingari”, e che questi ultimi userebbero per segnalare le case più o meno “visitabili” dai loro compagni malfattori e zigani. È evidente che tale codice, se così diffuso sarà tutt’altro che segreto (sono almeno una decina d’anni che, a più riprese, circola attraverso internet in una sorta di catena di Sant’Antonio ma ne esistono esempi anteriori e in altri paesi europei). Oltre tutto, che beneficio otterrebbero i nostri vicini rom a mettersi in evidenza, in un contesto che li vede già nell’occhio del ciclone e additati come maggiori sospettati? Ma in questo contesto la ragione c’entra ben poco, perché prevale la granitica certezza del pregiudizio che sorregge la fragile impalcatura della nostra coscienza e soprattutto ci accomuna nella nostra incertezza rispetto a un’attualità tutt’altro che consolatoria.
    In questo quadro poi, si aggiungono programmi televisivi come le Iene, che oggi hanno maggiore valenza della forza pubblica e delle istituzioni e della stessa ragione.
    C’è poi chi vuole a tutti i costi vedere qualcosa e non si dà pace, non si rassegna al fatto che, come le cinture di sicurezza stampate sulle magliette a Napoli (per saperne di più http://www.ciaravolo.it/maglietta.html), così i codici degli zingari non sono altro che una leggenda metropolitana; certificata! Ecco così che, come chi vuole a tutti i costi vedere Padre Pio o il Volto Santo in una macchia d’umidità sul soffitto, c’è chi vede, allo stesso modo, croci e simboli, tanto elementari che chiunque potrebbe averli segnati e per i più svariati scopi e casualità.
    Ma tanto è inutile, è come quando volevi spiegare che la spazzatura a Napoli (e l’accostamento non è casuale, visti i luoghi comuni che ci vedono relegati in una classifica lievemente al di sopra di nomadi e cinesi) c’era, anche quando Berlusconi diceva il contrario, era troppo bello poterlo credere e così vale per i rom; è sembrato bello avere a disposizione qualcuno più disgraziato di te, da additare per le storture del mondo. Per molti è gratificante trovare un capro espiatorio con cui prendersela, tanto loro, i rom, sono talmente distanti dalla nostra cultura, da ogni apparato socio-politico, che quasi nessuno spenderà forze e parole in loro difesa, senza essere tacciato di illuso, buonista o quanto peggio. Del resto, l’ultima campagna elettorale non è certo andata più di tanto lontano da simili concetti.
    Come è abitudine, chi scrive cerca di sondare le opinioni di chi gli sta attorno manifestando le proprie perplessità, e c’è chi garantisce di averli visti quei segni, chi ne ha sentito parlare da fonte certissima, e chi guarda con sospetto e sufficienza.
    Non pago di ciò, ci rechiamo presso la forza pubblica, al commissariato di polizia più vicino, dove, con grande stupore, notiamo, attaccata ad un muro una fotocopia del codice degli zingari. Chiediamo spiegazione a chi ci accoglie e ci viene detto che a loro non risultano segnalazioni a riguardo e nessuno dei furti di questi ultimi tempi ha avuto correlazioni col fantomatico codice. “E la fotocopia?” – “l’avranno messa lì per eventuali riscontri!”. Vabbè! Ci consigliano di rivolgerci ai più informati carabinieri.
    Così facciamo, i militari confermano che nessuno dei furti avvenuti di recente è collegato a segni o simboli di chicchessia o qualsivoglia natura, anzi, dicono che per loro è tutta una bufala e che la gente facilmente si lascia suggestionare, diffondendo così storie, come quella dell’uso del gas soporifero, senza alcun riscontro oggettivo. Del resto risulta difficile ammettere che, mentre ti svaligiavano casa, te la dormivi placidamente.

  15. La “piccola Svizzera” è verde. Anzi, deve essere verde. Infatti a SSV da 32 anni ogni estate (da maggio a settembre) si tiene la “Rassegna del verde“, un ampio e vario programma di iniziative culturali, didattiche, comunitarie che è consultabile QUI.

    Quest’anno il titolo è: “Insieme per la cultura della legalità e per la sicurezza dei cittadini
    A cura dell’assessorato Pubblica Istruzione – Cultura – Università – Enti di Ricerca – Grandi Eventi

    La frase in copertina è del Presidente della Repubblica, pronunciata in occasione del 150° anniversario dell’Unità nazionale: “Ripercorriamo perciò la storia del passato il cammino che ci ha portato a fare dell’Italia uno Stato unitario, protagonista della vita europea: lo facciamo per trarne motivi di orgoglio e di fiducia, che ci fortifichino nel guardare al futuro, insieme con le giovani generazioni. Il nostro sguardo non è fermo a quel che eravamo 150 anni fa. Il Tricolore è la bandiera di una Nazione che ha radici antiche, nelle quali possono riconoscersi gli italiani di ogni parte; ed è la bandiera di uno Stato che nacque con le insegne della monarchia sabauda, ma che è diventato Repubblica, fondata nella Costituzione.”
    On. Giorgio Napolitano

    —————

    A proposito di “piccola Svizzera”, sulla pagina facebook di SSV negli ultimi giorni sono apparsi i seguenti interventi:

    Francesca De Felice
    Che bella la Festa del Verde di 30 anni fa… c’erano le bancarelle, il mercatino delle piante, il palco con i musicanti e le sfilate per strada! Che nostalgia!
    19 giugno alle ore 11.49

    Ornella Ascione
    sono arrabbiata per l’abbattimento di otto pini a Via Degli Astronauti,sopra casa mia. Sindaco Pino Capasso è questo il vostro piano sicurezza? Eppure sul programma non c’era scritto. E’ questa la Vostra tutela del territorio? Basterebbe mantenere la strada più spesso e non ci sarebbero problemi. Vi ricordo che il paesaggio naturale è ciò che rende speciale la nostra città.VERGOGNA!
    16 giugno alle ore 4.19

    Maria Gallo
    è vero, gli alberi nn vanno abbattuti ma posso assicurarti anche con strade più ampie le radici dei pini tendono ad allungarsi e a provocare ingenti danni……….mio fratello durante un lavoro a casa le ha trovate sotto al pavimento della cantina che dista dalle piante circa 300 m………
    17 giugno alle ore 10.11

  16. “Il mediano”, 6 luglio 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=14123

    SSV. CONSIGLIO STRAORDINARIO SULLA SICUREZZA
    Ciro Teodonno
    Si è svolto ieri mattina alle dieci il consiglio comunale straordinario, richiesto dal gruppo consiliare de Il popolo di SSV. Si accende la polemica e si cristallizzano le posizioni.

    In questa disputa di inizio legislatura tra maggioranza e opposizione, sembra, che un punto a segno lo abbia messo proprio Il popolo di SSV ed è quello della comunicazione. In effetti la linea giovane del suo gruppo e la capillare rete informativa pare stia riavvicinando la cittadinanza alla vita politica del paese vesuviano. Ne è testimonianza l’assidua frequentazione delle riunioni consiliari anche in orari che potremmo definire scomodi per chi lavora.
    Tutto il paese è poi tappezzato di manifesti della lista civica di ispirazione destrorsa e la rete, in particolar modo con Facebook, raggiunge anche chi, per lavoro o per mancata informazione, rimane fuori dalla vita politica di SSV. E dire che la passata opposizione, nei panni del consigliere Giordano, aveva più volte messo in luce questa carenza. Ma, la logica centripeta dell’amministrazione Capasso penalizza ancora una volta le periferie, infatti, gli avvisi pullulano per le strade del centro e invece latitano altrove (in un solo punto, in una piazza presso via Plinio, abbiamo contato ben quattro tabelloni con altrettanti avvisi di assemblea, mentre, ad esempio, in Via degli astronauti, ne esiste solo uno, senza avviso alcuno.) e purtroppo neanche il sito WEB comunale mostra migliore solerzia.
    Ad ogni modo anche la riunione di questo consiglio comunale straordinario è stata richiesta dall’opposizione capeggiata da Gennaro Manzo, per fronteggiare quella che viene definita emergenza sicurezza. I Consiglieri d’opposizione Muccio e Ricci aprono la seduta con le loro interpellanze, sottolineando l’emergenza in atto, a loro dire, ben più grave di quanto si pensi per le mancate denunce, dovute alla sfiducia dei cittadini verso le autorità e richiedendo quindi una presenza più attiva sul territorio da parte delle forze dell’ordine, in particolar modo nelle ore notturne.
    S’istaura così un intenso dibattito dove l’assessore Aratro propone un documento comune che, facendo il punto della situazione, vorrebbe, in maniera congiunta, con una commissione, trovare le strade più idonee per la sicurezza di SSV. La creazione della commissione viene quindi messa ai voti e approvata all’unanimità e ne faranno parte tre membri della maggioranza, Gianluca Sannino, Nunzia Riccardi e Raffaele Aratro e due dell’opposizione, Roberto Di Bernardini e Giuseppe Ricci. Dal dibattito emerge che, l’esistente ma ormai obsoleta videosorveglianza, più volte richiesta dall’opposizione, sia stata in passato sistemata con fondi provinciali, e che, per la precaria situazione delle casse comunali, l’amministrazione vedrebbe di buon occhio un intervento provinciale in tal senso.
    Altro problema è quello della sorveglianza del territorio, la qual cosa, secondo il sindaco Capasso, comporterebbe un notevole aggravio di spesa per i già esausti fondi comunali a causa degli eventuali straordinari da dover pagare alla polizia municipale o per l’assunzione di altro necessario personale. In suo potere, aggiunge Capasso, quale ufficiale di governo è la sola convocazione del Comitato per l’ordine e la Sicurezza Pubblica e rimanere costantemente in contatto con tutte le forze dell’ordine. Ribadisce poi il primo cittadino che non spetta a lui convocare queste forze di polizia, perché compito del prefetto e il documento comune vuole appunto sollecitare il rappresentante dello stato a intervenire in materia.
    Interessante intervento è stato quello dell’assessore al commercio Panico, che propone al consiglio di deliberare in merito all’adesione del comune ad una rete intercomunale per gestire le questioni turistiche e dove è prevista tra l’altro una sorta di polizia turistica che coadiuverebbe la scarna presenza delle forze dell’ordine locali oltre all’apertura degli esercizi in ore notturne, creando in tal modo, “aree di luce” in quegli orari tanto critici per le attività illecite. Purtroppo, a nostro parere in contrasto su quanto fin allora sostenuto. Il popolo di SSV e il consigliere Di Bernardini si sono astenuti a riguardo per un vizio di forma, ritenendo di non aver avuto il tempo necessario per visionare gli atti relativi alla suddetta proposta al secondo punto dell’ordine del giorno.
    Sta di fatto che, all’atto della relazione dell’assessore Panico, i tre quarti dell’opposizione era fuori dell’aula consiliare. La seduta è poi terminata con le accuse di scorrettezza del consigliere Manzo nei confronti del sindaco e del presidente del consiglio comunale Biagio Pizzo, quest’ultimo accusato di voler togliergli la parola e il primo cittadino di non voler interpellare le forze dell’ordine. Di contro Giuseppe Capasso ha ribadito il suo impegno e i primi successi ottenuti dalle forze dell’ordine e ha bollato come demagogiche le azioni di Manzo, richiamato più volte all’ordine per le sue intemperanze. Oggi, sei luglio, ci sarà un nuovo consiglio comunale, come stabilito da calendario.

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    Contesto:

    Nella seconda metà di giugno 2011 a SSV si sono registrate diverse rapine/furti.
    Lo racconta in (almeno) due articoli “Il Mattino”:
    22 giugno 2011: Ancora una rapina in villa sul Vesuvio. Ormai è terrore: 10 colpi in 8 notti. Caccia alla banda. Forse c’è un minore (di Marisa La Penna e Mary Liguori, QUI; consiglio di non perdere i commenti)
    25 giugno 2011: Quattro rapine in tre giorni. Preso scippa-Rolex a SSV (senza autore, QUI)

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    Commento arrivato via-mail:

    Nel ringraziare Ciro Teodonno per questi suoi preziosi articoli, mi permetto di ribadire alcuni concetti che poi sono dimostrabili con atti istituzionali da me presentati nella passata consiliatura.
    La Questione della sicurezza presenta,praticamente da sempre, uno dei problemi più sentiti dalla popolazione ed è ovvio che sia così.L’attenzione e l’impegno di una amministrazione deve, a mio parere, iniziare con un chiaro indirizzo politico da seguire e quindi con la convinzione per un progetto. La passata Amministrazione, e da quello che si intuisce da queste prime battute anche il “nuovo” sembra avere la stessa linea, ha sempre lavorato affinchè a SSV non si sviluppasse una cultura di massa. Lo dimostra il concetto di sicurezza e legalità che in questi anni si è fatto strada nel Paese. Mi riferisco alle convention sulla sicurezza e legalità che oltre ad iniziative elitarie, con presenze e premi per tutti i più famosi notabili, non è mai andata.Il più delle volte, se non sempre, queste manifestazioni hanno visto la presenza “obbligatoria” delle scuole e degli studenti che non sono mai stati veramente coinvolti. Infatti le nostre denunce politiche affermavano proprio questo, non c’era continuità perchè non c’era un progetto alla base. Ecco quindi l’indirizzo politico. Più volte nella passata consiliatura ho, abbiamo come gruppo politico, sollevato la questione della partecipazione di massa, del coinvolgimento di tutta la cittadinanza nella programmazione e nelle scelte, attraverso, quello che ho sempre chiamato, “strumenti di Partecipazione”. Ma, evidentemente se ancora oggi, dopo dieci anni di battaglia, non ci sono spazi di pubblica affissione gratuite per forze politiche e associazioni, che permetterebbero a tutti i cittadini dovunque collocati di essere costantemente informati, significa che c’è una chiara volontà di continuare a controllare e mantenere il paese nella disinformazione perché questo fa comodo. L’informazione rende le persone consapevoli e tutto questo può determinare problemi a chi concepisce il potere come un feudo.
    Ringrazio ancora Ciro per l’oppotunità.
    Saluti

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    Il mio parere:

    Robert Castell, analizzando le paure diffuse che, nate e alimentate dall’insicurezza, saturano la vita liquido-moderna, scrive che “viviamo senza dubbio – perlomeno nei paesi sviluppati – nelle società più sicure mai esistite”. [da: “L’insicurezza sociale”, 2004, p.3]
    Zygmunt Bauman aggiunge: “Noi, uomini e donne che abitiamo la parte “sviluppata” del mondo (ossia la più ricca, modernizzata e ancora più impaziente di modernizzarsi), siamo “oggettivamente” le persone più al sicuro nella storia dell’umanità. […] Eppure, è stato precisamente in quella parte del mondo che gode di sicurezza e comfort senza precedenti [in Europa e nei Paesi affini] che l’assuefazione alla paura e l’ossessione per la sicurezza hanno avuto lo sviluppo più spettacolare in anni recenti. Contrariamente all’evidenza obiettiva, sono coloro che vivono in un agio mai conosciuto prima, che sono più coccolati e viziati di chiunque altro nella storia, a sentirsi più minacciati, insicuri e spaventati […]. La nostra “ossessione per la sicurezza” e la nostra intolleranza per qualsiasi piccola – anche minima – smagliatura nell’offerta di sicurezza attesa diventano le fonti più prolifiche della nostra ansia e paura – fonti che si rigenerano e sono probabilmente inesauribili”. [da: “Paura liquida”, 2005, pp.161, 162]
    Insomma, l’argomento “sicurezza” è un ottimo ed efficacissimo strumento politico (per di più inesauribile ed autoalimentantesi).

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    di: Signe Wilkinson

    Cartoonist(s): Signe Wilkinson
    Comic/Cartoon: Signe Wilkinson’s Editorial Cartoons
    Viewable Date: 2006-06-05 – Pub. Date: 2006-06-02
    Image Number: 13853
    Caption: I sent a really good grant proposal to the Homeland Security Department.

    Source: http://www.cartoonistgroup.com/bysubject/subject.php?p=8&sid=3276

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    “Repubblica.it”, 8 settembre 2010, http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/gli-uccelli-ci-guardano-le-videocamere-camuffate/52767?video=&ref=HREV-4 (video di 2’46”)

    Gli uccelli ci guardano: le videocamere camuffate
    a cura di Pier Luigi Pisa

    A Utrecht, in Olanda, gli artisti Thomas voor ‘t Hekke e Bas van Oerle hanno installato – sui tetti e sui cornicioni dei palazzi della città – una serie di finti uccelli con telecamera al posto della testa. Alcuni di questi seguono i passanti che camminano sul vicino marciapiede. Il progetto, chiamato non a caso panoptICONS, intende sottolineare il preoccupante stato di sorveglianza in cui versano i cttadini 24 ore su 24.

    VIDEO (2’46”)

  17. In tema di sicurezza… ti teniamo d’occhio, caro agente Hurtado!

    Stiamo raccogliendo un x-file sulle tue attività in Rete: conosciamo ogni tuo spostamento!
    La priorità è tale che il fascicolo sarà conservato presso l’Area 51…

    Firmato: HGW XX/7

    😉

  18. Come spesso accade, ciò che mi sembra particolarmente utile ed interessante sono i commenti alle notizie.

    “SSV-News”, 1 agosto 2011, http://sansebastianonews.blogspot.com/2011/08/il-punto-sui-lavori-stradali-san.html

    Il punto sui lavori stradali a SSV
    di n@po
    Nei giorni scorsi Via Figliola, che è stata spesso al centro di numerose discussioni, è stata interamente riasfaltata o meglio la lunga striscia d’asfalto è stata realizzata fino all’incrocio con Viale delle industrie. A chiusura dei lavori sarà realizzata nuova segnaletica orizzontale. Finalmente chi percorrerà quest’importante arteria, non correrà più il rischio di danneggiare il proprio veicolo. Restano, comunque, troppi dubbi sulla durata dei lavori (iniziati ad agosto 2010) e sulle scelte discutibili portate avanti dal direttore dei lavori, come la mancata realizzazione dei marciapiedi in alcuni tratti di Via Figliola oppure quella di ricorrere a materiali diversi (marciapiedi in porfido ed altri in asfalto).
    In Via Selene, invece, i lavori non si sono conclusi, ma già nascono alcuni interrogativi. Ad esempio perché i marciapiedi, su un lato, sono stati realizzati in cubetti di porfido, mentre sull’altro in asfalto? A tal proposito voglio rimandarvi ad un post del 28 febbraio, in cui specificavo come si sarebbero svolti i lavori. Bene, entrambi i marciapiedi dovevano essere realizzati in porfido!
    In queste ore in Via Leonardo Da Vinci ed in Piazzale Plinio, gli operai stanno provvedendo a rimuovere il vecchio manto bituminoso; ciò lascia presagire che la strada, entro breve, sarà riasfaltata. Per quest’arteria i lavori si stanno svolgendo, seppur lentamente, secondo il progetto iniziale. A tal proposito, vi rimando ad un post del 18 febbraio, in cui specificavo cosa sarebbe stato fatto per riqualificare Via Leonardo Da Vinci
    .

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    COMMENTI:

    1) Ciro ha detto…
    Gli interrogativi esistono perché non c’è chiarezza, quasi ci facessero un piacere quando asfaltano una strada o lastricano un marciapiede. Anche però quando c’è informazione, questa è fittizia, vedi la cosiddetta centrale fotovoltaica di Via P.Fellapane, da inaugurare entro il 2007!
    E’ mia opinione che sia il minimo da offrire alla cittadinanza; altrimenti quale sarebbe lo scopo di un pubblico amministratore?
    Per quel che concerne i cubetti di porfido, quando furono lastricati i marciapiedi di Via Libertà, neanche quindici giorni dopo e già s’alzavano dalla loro posizione, Via degli Astronauti è stata più fortunata, per vedere i primi dissesti è passato un annetto, ma tanto si sa, la colpa è sempre dei pini! Ma i lavori non dovevano essere definitivi anche in quel senso? Au revoir
    01 agosto 2011 – 17:42

    2) Oce@no ha detto…
    Anche questa volta non posso che concordare con Ciro. E’ un paese molto misterioso il nostro, le parole sono tante, ma sempre poco chiare. Purtroppo è un atteggiamento molto diffuso in ambito politico quello di dire tutto e niente. Non si è capito ancora che questo modo di fare poteva andare bene nel passato, ma ora non più. I canali informativi sono tanti. Chi vuol sapere può farlo facilmente, spesso basta un semplice click. E allora perchè continuare sulla scia della poca chiarezza? Per non ammettere i propri errori forse? Per continuare a mortificare l’intelliggenza altrui? La mia opinione sulla “centrale fotovoltaica” è pessima. Un’altra opera lasciata abbandonata a sè. Non so se sia o meno allacciata in rete, in ogni caso se così fosse i rendimenti dei pannelli sarebbero miseri. Le condizioni di manutenzione sono infatti molto precarie. Basta allungare l’occhio al di là del cancelletto per notare erbacce ovunque e l’incuria dei moduli fotovoltaici. Non abbiamo forse il diritto di sapere i “nostri” soldi come vengono spesi? Già, perchè alla base di queste opere ci sono i soldi di noi, cittadini onesti, che paghiamo fino all’ultimo euro di tasse. La centrale fotovoltaica è stata cofinanziata dall’unione europea ed è costata ben 154.350,59 €
    Colpa dei pini?
    03 agosto 2011 – 10:31

    3) Ciro ha detto…
    E già, tanto quelli no possono parlare mica!
    03 agosto 2011 – 17:04

    4) Ornella ha detto…
    La questione della fotovoltaica, le strade “appezzottate” sfatte e poi rifatte (male), la villa comunale che apre solo per il cineforum, e gli OTTO PINI fatti fuori dai lavori a Via Selene. A tal proposito ho scritto al sindaco su facebook per sapere quale fosse la necessità della distruzione dei pini dato che la municipale mi aveva detto che da lui era stata concessa l’autorizzazione. Di solito non dovrebbero essere i pini ad essere linciati, essendo degli alberi secolari, ma le strade dovrebbero conformarsi a loro. Ovviamente non ho ricevuto risposta, se non un contatto del partito oppositore che voleva strumentalizzare la mia protesta. SSV un tempo era definita la picccola svizzera, ma se continuano così ci ritroviamo solo asfalto. Capassopoli mi delude sempre di più.
    03 agosto 2011 – 20:31

    5) Ciro ha detto…
    Concordo pienamente con Ornella. Con i miei articoli ho da sempre fatto le pulci all’amministrazione Capasso e non è stato certo difficile viste le tante incongruenze ma mi trovo in forte difficoltà con un’opposizione che, a mio parere, sembra sparare a zero su tutto e su tutti. Questo non è utile, nè corretto. In questo paese credo ci sia ancora del buono ed è da lì che bisogna partire, senza fare terra bruciata come qualcuno sembra voglia fare. Ciao!
    05 agosto 2011 – 17:37

    6) n@po ha detto…
    Mi auguro che almeno in Via Selene si provveda a mettere a dimora nuove essenze, ma vedendo cosa è accaduto in altre strade del nostro Comune, dubito fortemente che ciò accada. Sul fatto di ritrovarci solo asfalto concordo con quanto giustamente evidenziato da Ornella. Ricordo che in Via della Scalea, quando rifecero i marciapiedi (in squallido bitume), eliminarono tutte le aiuole, tranne tre. Tra qualche anno cosa ci ritroveremo?
    05 agosto 2011 – 22:53

    7) Oce@no ha detto…
    Purtroppo è proprio così. Se la maggioranza non convince questa opposizione mette seriamente in crisi. Non ho mai visto una SSV così zeppa di inutili manifesti propagandistici anche in periodi non elettorali. In tutti si evidenziano le presunte doti di certa parte politica e i fallimenti della parte opposta. Il tono è sempre molto baldanzoso e spavaldo. Il timore è che questo modo di fare, questa opposizione che, come giustamente osserva Ciro, sembra sparare a zero su tutto e su tutti finisca solamente per peggiorare le cose. Non ci vedo un atteggiamento propositivo alla base, ma solo voglia di screditare. In effetti è chiaro a tutti che la giunta Capasso fa acqua ovunque, del resto basta fare un giro per il Paese per capirlo, ma le proposte alternative dove sono? Il costruttivo confronto politico che fine ha fatto? Al di là delle tante violazioni normative, vere o presunte,da parte della maggioranza cosa resta?
    Aspetteremo Settembre. Sembra sia questo il mese designato per la “rinascita”. Bhà, lo scetticismo mi assale. In ogni caso mi auguro che almeno fra le parti Settembre sia l’inizio di un confronto serio e sereno. Lo spero nell’interesse del Paese e di noi cittadini.
    06 agosto 2011 – 23:11

    8 ) Anonimo ha detto…
    io tante cose non le capisco…forse mi potrete aiutare voi..
    l’attuale amministrazione di ssv: pino capasso, salvatore sannino, pizzo biagio, filosa pasquale, sono persone davvero presenti sul territorio, ed è accettabile sentirli parlare e vantarsi di quello che è stato fatto “bene” nel nostro comune.. e ciò va bene!!!
    ma poi la raccolta differenziata non va a migliorare ma bensì a calare, spesso si trovano sacchetti irriciclati, i marciapiedi in via figliola mancano a tratti, le auto parcheggiate sui marciapiedi, ma non credete che sia il momento di incrementare la squadra dei vigili urbani??? io ci ho avuto a che fare spesso con i vigili e vi assicuro che lavorano con particolare devozione e tanto senso del dovere…sono davvero persone serie, a partire dal comandante in primis…E NON è CERTO COLPA LORO SE QUALCOSA VA A MARCIO…IL PROBLEMA NON STA LI… bisognerebbe riequilibrare l’amministrazione…e poi CE VONN E SORDE….!!!NO CHIACCHIERE!!!
    07 agosto 2011 – 14:37

    9) Ciro ha detto…
    E’ quello il problema, ‘e sorde nun ce stanno!
    Magari pero’ si potrebbe risparmiare su qualcosa, qualche inutile festicciuola, qualche evento che ormai naviga nell’oblio e nella noncuranza ma mi chiedo: e se non si cominciasse piano piano, un po’ alla volta, a riaggiustare tutto quello che non va. Per me va bene l’asfalto come il sampietrino, il dosso come l’autovelox, tutte le soluzioni mi vanno bene, purché siano affrontate come tali e non come meri palliativi pre e post elettorali. Un saluto dalla Francia!
    07 agosto 2011 – 19:32

  19. Il comune di SSV non ha giardinieri sufficienti a curare adeguatamente tutte le aree verdi del centro urbano, mi disse il sindaco in uno dei nostri incontri; per questa ragione, aggiunse, l’Amministrazione ne ha permesso la sponsorizzazione privata con l’impegno che tali aiuole vengano curate e mantenute. A giudicare da un post di N@po, però, il risultato è altalenante e, comunque, non sempre ottimale.

    “SSV-News”, 25 agosto 2011, http://sansebastianonews.blogspot.com/2011/08/innaffiate-le-piante.html

    Innaffiate le piante!
    di n@po

    Lo stato in cui versano gli spazi verdi di San Sebastiano al Vesuvio peggiora di giorno in giorno. E’ sufficiente farsi un giro rapido per le strade e le piazze del paese, per rendersi conto che ci siamo giocati già un buon numero di piante. Negli anni scorsi, lo ricorderete, non era difficile imbattersi in un’autobotte comunale che distribuiva acqua nelle aiuole, garantendo così, nei mesi estivi, la sopravvivenza di piante che altrimenti avrebbero avuto vita dura. Purtroppo, l’assenza del servizio d’innaffiatura dei giardini pubblici (meccanizzato o manuale) e complice il gran caldo degli ultimi giorni ha spazzato via in un sol colpo numerose specie. Spero che il mio grido giunga agli amministratori: INNAFFIATE LE PIANTE!

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    COMMENTI:

    1) Ciro ha detto…
    Ti diranno che non c’hanno personale e che siamo ancora in ferie e che il caldo è eccezionale e bla bla, bla bla e ancora bla bla!
    La prossima scusa per affidare ai privati anche queta funzione pubblica; ammesso che in cassa abbiano ancora qualcosa. Ma a quello ci penseranno le nostre tasche!
    25 agosto 2011 – 16:58

    2) Anonimo ha detto…
    sicuramente…
    se ci fate caso quasi tutte le piazzette e le aiuole alle rotonde sono state affidate a zeno…
    chi conosce quanto spende il comune per questo servizio?
    enzo
    26 agosto 2011 – 12:37

    3) Ciro ha detto…
    Niente! Lo sponsor (l’insegna pubblicitaria)vale la “cura” delle aiuole e delle rotonde da parte dei privati. Tra questi c’è anche il vivaio Jole (per me la rotonda meglio curata)in Via Libertà e la farmacia Lopez in Piazzetta Meridiana. Non sempre il risultato è dei migliori ma è sicuramente uno specchio dei tempi, dove ormai si affida tutto al privato con risultati altalenanti. Un saluto
    26 agosto 2011 – 13:26

    4) n@po ha detto…
    I risultati altalenanti sono visibili anche nella gestione di alcune aree verdi da parte dei privati. Indubbiamente la rotonda di Via Libertà è la meglio curata, ma ci sono anche i giardinetti a ridosso della casa comunale (curati dalla BNL) che godono di ottima salute. Non si può dire lo stesso di alcune aiuole curate dal Gruppo Zeno (ad es. quella all’ingresso di Via degli Astronauti).
    26 agosto 2011 – 15:09

    5) Ciro ha detto…
    Sì, quella dello streppone!
    26 agosto 2011 – 17:34

    6) Oce@no ha detto…
    L’aiuola dello streppone…..come siamo ridotti male, poi considerando che non è l’unica. Cmq…ieri ho visto uno spazzino, merce rara di questi tempi.
    29 agosto 2011 – 21:58

    7) Ciro ha detto…
    Un sfaccettatura a mio parere non secondaria di questa storia, già affrontata a suo tempo con N@po, è quella appunto degli strepponi. Mi riferisco, con maggiore precisione, agli olivi secolari (ma non solo!), strappati da chissà quale terra lontana e messi a dimora nelle rotonde sebastianesi.
    Dopo circa un paio d’anni, per fortuna, gli strepponi hanno incominciato a germogliare qualcosa, ma ben lungi dall’esser considerate chiome, quelle che meriterebbero le piazze vesuviane. A me sembra che Zeno abbia sistemato lì quegli alberi “ingombranti” e colto due piccioni con una fava.
    Per quel che concerne poi la manutenzione:zero!
    Circa due anni fa, giusto per fare il quadro della situazione, quando l’iniziativa ebbe luogo, c’era addirittura un’aiuola, nel confluire di Viale della Pace in Via Libertà (lato destro) dove c’era in bella mostra lo sponsor ma non l’aiuola, mero ricettacolo di immondizie. Dopo un anno se n’è accorto qualcuno e ha tolto il cartello pubblicitario.
    Che dire? L’idea è buona ma l’applicazione, salvo alcuni casi, è scadente e l’aggio trattati!
    30 agosto 2011 – 08:54

  20. “Piccola Svizzera” non solo per il verde, l’ordine, l’altitudine, la montagna e quant’altro. Ma anche per la legalità (anch’essa una forma di ordine).
    Ciro Teodonno ha intervistato l’organizzatore delle “Giornate della Legalità” di SSV, Raffaele Aratro:

    “Il mediano”, 22 settembre 2011, http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=14784

    SAN SEBASTIANO AL VESUVIO. UN PROGETTO PER LA LEGALITÀ
    di Ciro Teodonno

    In occasione della quinta edizione del “Premio Nazionale per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”, abbiamo deciso di intervistare il suo ideatore e organizzatore, il professore Raffaele Aratro.

    Professore, negli anni passati siamo stati molto critici nei confronti di questa manifestazione, non certo per le sue motivazioni che sposiamo in pieno ma per la scarsa partecipazione della cittadinanza all’iniziativa e un riscontro, a nostro avviso inesistente, di quei principi di rispetto delle regole che si vorrebbero appunto celebrare.
    «Non credo che gli eventi cambino il vissuto delle persone, possono influire nei cambiamenti ma il vero evento che modifica le persone è la quotidianità.
    Quando ideai questo premio era proprio questo l’obiettivo, noi viviamo in un epoca di difficoltà e di messa in crisi sostanziale dei valori della legalità, nonché della sicurezza. In quanto mediterranei e in particolar modo napoletani, siamo purtroppo drammaticamente abituati al concetto di insicurezza; ma per la legalità, da “mani pulite in poi”, che sembrava un punto fermo per il suo recupero, la diffusione di questa è andata via, via decrescendo con fenomeni di micro e macrocriminalità e gli eventi di cronaca ce lo confermano».

    Ma non è che magari è aumentata l’informazione, la sensibilità del cittadino, più che la quantità di questi fatti di cronaca?
    «Sono i fenomeni, soprattutto quelli di microillegalità, ad essere più diffusi!».

    Ma sono anche quelli infastidiscono maggiormente il cittadino comune!
    «Io la vedo in maniera più macroscopica…».

    In questo senso Barcellona, una delle mete più ambite dagli italiani e non solo, risulta essere una delle città più insicure, mentre Napoli non figura nemmeno ai primi posti di questa classifica negativa. Anche se va notato che da noi s’è persa l’abitudine a denunciare i fatti criminosi, non potrebbe essere qualcos’altro …
    «Secondo me è una tragedia esistenziale! Siamo ormai abituati alla normalità dell’illegalità! Quello che più mi spaventa è che noi non lo vediamo! Sin dal momento della mia elezione (Raffaele Aratro è assessore comunale all’Istruzione, Cultura e alla Legalità, ndr.) mi sono posto il problema di fare, ma fare nel mio ambito specifico.
    Mi sono quindi chiesto: ma se ci sono tante persone per bene, che nel loro operare quotidiano, nei vari livelli istituzionali, cambiano il vissuto! Quelli che poi diventano eroi per caso, perché non premiare il loro esempio? Quando due anni fa intervenne il giudice Cantone, la cosa che mi stupì fu quella che lui voleva fare semplicemente il suo lavoro! Applicare la legge, niente di più. E per questo è diventato un eroe! “ma io non sono un eroe! Io faccio il mio lavoro!” E in questo io penso ai giovani, perché noi dobbiamo innanzitutto dare il buon esempio e questo è un obiettivo prioritario per la cultura della legalità. Per questo abbiamo premiato anche persone comuni. Io credo molto nel volontariato, quello puro!
    E per questo abbiamo deciso di premiare le associazioni che operano in questo senso. Associazioni di persone normali che si mettono a disposizione del prossimo. Per concludere, col premio vogliamo dire ai giovani: guardate gli esempi positivi che ci sono! Guardate che le persone per bene ci sono e sono la maggioranza e che se si mettono in rete cambiano il mondo».

    Sì ma è evidente il forte contrasto tra questi buoni proponimenti e la realtà, anche locale, dove da un lato, ci sono giovani attivi e impegnati sul territorio, ma dall’altro esiste una maggioranza fortemente demotivata …
    «Come si mettono assieme le persone perbene? Per chi viene da una cultura come la mia, io ho un solo termine ed è quello dei presidi democratici! Quei presidi di formazione culturale; la cultura, che è per sua natura legale, e non solo in maniera intellettuale, ma fisicamente presenti. Ma, cos’è successo negli ultimi anni? I partiti sono in una crisi spaventosa, non ricoprono più quel ruolo di luogo d’aggregazione. La famiglia! La famiglia è in crisi! Ma non tanto nei valori ma nella loro comunicazione. Non esistono luoghi di vera aggregazione … ».

    … c’è la scuola!
    «Infatti, la scuola, che da agenzia formativa sta diventando un tutto, in mancanza di tutto il resto che manca, un baluardo, un presidio democratico. Io, oltre a questo, vedo solo un altro presidio …».

    I centri commerciali!?
    «Solo le chiese! Non ce ne sono altri, e questa è stata la mia posizione quando fui attaccato ferocemente, quando perorai la causa della nuova chiesa a San Sebastiano. E che la chiesa sia un presidio, questo è evidente!».

    D’accordo! Ma la chiesa, lo può essere a prescindere la costruzione di un nuovo edificio di culto!
    «È chiaro! Ma noi apriamo i nostri spazi a chiunque …».

    Uno, un po’ malizioso, potrebbe pensare che sia alquanto facile ragionare in questi termini, la chiesa aggrega anche elettorato, aggrega consenso sotto vari punti di vista …
    «Sono d’accordo! Non nascondo l’idea che potrebbe apparire demagogico ma non meno di altre affermazioni che furono fatte in quel consiglio comunale. I fatti che contraddistinguono il nostro operato culturale mostrano un’apertura a trecentosessanta gradi. Ma tornando al discorso principale mi meraviglio del fatto che non si abbiano riscontri nella quotidianità! A me sembra il contrario. Mi succede sempre più spesso di incontrare persone che mi dicono: “tu che organizzi gli eventi della legalità devi batterti per la legalità!”.
    Ciò vuol dire che il senso del principio di legalità è rivendicato! Da quelli che forse prima tacevano. C’è quindi un’idea che attecchisce ed è quella che c’è un evento o qualcuno che spinge verso la legalità».

    Questo non può farci che piacere e abbiamo il massimo rispetto per chi lavora in tal senso ma continuiamo ad avere la sensazione, muovendoci per il territorio, che le cose non vadano propriamente così …
    «Ma posso dirle una cosa? Ogni qual volta porto a termine quest’evento mi dico: bisogna fare di più!».

    Sì ma sarebbe bello vederlo più nel concreto, veder scomparire quelle angherie, quei piccoli soprusi quotidiani, per dar spazio a quell’humus adatto a far sì che cresca una vera e propria cultura della legalità. Ma andando su un piano più concreto, il premio ha una sua appendice che è il concerto, se i soldi per quest’evento si utilizzassero per sistemare una strada, non sarebbe anche questo un esempio di legalità?
    «I fondi pubblici sono rigidamente chiusi. Le giornate della Legalità non sono comunque mai costate al comune di San Sebastiano al Vesuvio. Non hanno mai pesato sul bilancio del comune, ci si è basati sul volontariato puro e i soldi dello spettacolo non li abbiamo pagati noi. Sono stati pagati con fondi europei e quest’anno lo finanzierà la provincia».

    E se anche questi soldi della provincia fossero stati utilizzati per qualcosa di più pratico …
    «No, c’è una rigidità di schema, di struttura di finanziamento che non permette lo spostamento verso le opere pubbliche di fondi previsti per lo spettacolo. La manifestazione influirà sul bilancio del comune solo per manifesti e brochure. Questo solo perché il progetto per i fondi europei è stato bocciato».

    Volendo prolungare l’effetto legalità, facendo sì che questa non divenga una sorta di mantra, dove si ripete la parola all’infinito, come in un rito propiziatorio, dimenticandone spesso l’effettivo valore, è possibile creare un presidio permanente e che non sia soltanto la chiesa. Laico e cattolico possono, a nostro avviso, essere tranquillamente complementari. Ci vorrebbe però un’onda lunga che da quest’evento partisse e continuasse in maniera costruttiva per tutto l’anno.
    «La mia idea politica è quella di un assessorato partecipato, non chiuso, non m’interessano le stanze, non ne ho una! E quindi, in uno di questi incontri con la comunità ci siamo detti che bisogna creare un presidio di momenti di incontro.
    Non solo il grande momento. Per esempio mi farebbe piacere che i bar, a rotazione mensile, si dedicassero a una sorta di caffè letterario. L’idea mia è quella del presidio democratico, ma fisico! I tanti microeventi: il caffè letterario, la rappresentazione teatrale dilettantistica, la presentazione di libri di autori emergenti, l’evento musicale giovanile, l’evento sportivo, tutti microeventi. Avrà notato che a San Sebastiano se si esclude il concerto delle giornate della Legalità, non esistono macroeventi. Per questo sono stato criticato anche per quel che concerne la Festa del Verde, molti vorrebbero tornare alla vecchia concezione di festa ma nessuno si è soffermato a vedere che si tratta di tanti microeventi che creano una partecipazione molto più alta di quella di un concerto»
    .

    ARTICOLO CORRELATO: SAN SEBASTIANO: APPROVATA LA CESSIONE DEL SUOLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA CHIESA (29/12/2010, con commenti)

  21. “SSV-News”, 24 dicembre 2011, http://sansebastianonews.blogspot.com/2011/12/incendio-doloso-in-piazzetta-capasso.html

    Incendio doloso in Piazzetta Capasso

    di N@po

    Un video della durata di 71 secondi documenta l’incendio che è divampato in mattinata in Piazzetta Capasso, nel cuore di San Sebastiano al Vesuvio e a pochi passi dall’edificio comunale. Vittima designata una siepe ubicata nelle aiuole centrali, che in pochi secondi è stata, completamente, avvolta dalle fiamme. I commercianti, prontamente, hanno riempito secchi e bacinelle d’acqua per rovesciarla, poi, sulla siepe infuocata, scongiurando in questo modo che le fiamme investissero le piante limitrofe. Secondo alcuni residenti, il fuoco sarebbe stato appiccato da due minorenni, tornati, poi, sulla “scena del crimine”. La polizia municipale, purtroppo, è intervenuta in ritardo.

  22. Sono tentato di intervenire e chiedere, soprattutto ai commentatori, cosa intendono per “Piccola Svizzera”, al di là che tale espressione piaccia o meno.

    “SSV-News”, 29 gennaio 2012, QUI

    LA “PICCOLA SVIZZERA” PIACE ANCORA
    di N@po
    Si è concluso, da poche ore, il sondaggio lanciato da San Sebastiano al Vesuvio News, dal titolo “Ti piace l’appellativo “piccola Svizzera” per San Sebastiano al Vesuvio?”. In 30 giorni sono giunti 87 voti, così ripartiti: al 54% dei votanti (pari a 47 voti) piace l’appellativo, al 44% dei votanti (pari a 39 voti), invece, non piace l’appellativo, un unico votante era indeciso e rappresenta l’1%. Gli anni passano, ma la “piccola Svizzera” piace ancora.

    – – –

    COMMENTI:

    Oce@no – Jan 29, 2012 – 06:42 AM
    In effetti è stata una bella gara vinta dalla “Piccola Svizzera” al fotofinish. In alcune occasioni, infatti, si è registrata parità di opinioni ed addirittura sorpasso del “no”. Insomma è un appellativo che piace, ma non convince tutti fino in fondo, come del resto è giusto che sia. Sarebbe interessante conoscere le opinioni dei votanti a riguardo.

    Ornella – Jan 29, 2012 – 03:53 PM
    un tempo era la piccola svizzera…ora sembra più la piccola serbia,dato che il paese è morto e incurato.

    – – –

    COMMENTI tratti da FACEBOOK (fanpage SSV):

    Egidio Graziadei
    ma lo siamo ancora piccola svizzera?

    Gabriella Casella
    un tempo lo era….

    Matteo Di Rosa Vesuvio
    Scusate a ki piace? noi siamo in caduta

    San Sebastiano al Vesuvio News
    Sul Blog l’invito a commentare inserendo i motivi che hanno indotto a votare il “SI” oppure il “NO”. Riferendoci al campione di votanti, la vittoria non è stata poi schiacciante, 54% VS 44%.

    Giuliana Ercolini
    Che illusione…… piccola svizzera in che senso?? servizi? strade? manutenzioni? scuole???? ah ah bellissima questa…..

    Marisa Aldieri
    è vero si vive di illusioni oppure di cio’ che è stato un tempo…

    Egidio Graziadei
    No Giuliana…prima a san sebastiano c’era “il soldo” era un dormitorio…..avevamo strade pulite…. una buona amministrazione…… che si basava sui problemi della cittadinanza pur non riuscendone per varie motivazioni a risolverle…alcune leggittime…altre no….e una cittadina di cui si poteva andare orgogliosi…ora non penso sia più cosi’ e me ne rammarico..ma penso che possiamo tornarci …io Amo san Sebastiano

    Antonio Piccolo
    Ma voi sapete cosa è la svizzera??? Paesani miei nn vantatevene di questa cosa leggete un po la storia della svizzera (e svizzeri) e capirete ke nn e un vanto…… Io lavoro con e per svizzeri e fidatevi nn e un vanto

    Ciro Teodonno
    L’idea è quella un po’ provinciale di assomigliare a quello che nell’immaginario collettivo era o sembrava un riferimento onorevole. Il problema fondamentale di San Seabastiano è nella sua stessa peculiarità, quella che lo differenzia ancora oggi in ambito vesuviano. Il fatto stesso che la cittadina avesse un rapporto zone edificate/zone rurali nettamente a favore delle aree verdi, ha fatto sì che acquisisse un aspetto gradevole, ma allo stesso tempo, per le sue ridotte dimensioni e non avendo tanti contribuenti, sono venute a mancare quelle entrate nelle casse comunali che avrebbero permesso al comune di affrontare le spese degli anni e delle crisi a venire.

    Giuseppe Ricci
    La Piccola Svizzera…..che bell’appellativo….specialmente quando lo dicono persone che non vivono qui , mi sento fiero del mio paese !!! Non solo il tanto verde cittadino ha fatto si che san sebastiano si fregiasse di questo nome , ma bisogna ringraziare anche alla gran parte dei cittadini che hanno avuto buon gusto nel fare le proprie case in armonia col territorio…….certo non tutte ci sara sempre qualche eccezione alla regola dovuta anche all’abusivismo edilizio causato da queste normative regionali che non permettono a nessuno di richiedere una licenza edilizia e fare le cose con criterio e magari far ottenere qualke entrata al comune ……La zona vincolata meglio conosciuta come zona rossa è la rovina dell’economia vesuviana e della bellezza di questo paese! Saluti dalla svizzera……. 😉

    Ciro Teodonno
    I vincoli della zona rossa non hanno certo permesso, come tu opportunamente sottolinei, l’abusivismo edilizio. A mio parere purtroppo! Infatti non tanto a San Sebastiano ma in particolar modo nel Vesuviano, s’è fatto di tutto di più! Zona rossa e Parco Nazionale con i loro tanto decantati e dall’altra parte odiati e stigmatizzati limiti normativi non hanno avuto funzione di deterrenza verso agni forma d’abuso. Dico purtroppo perché credo che la zona rossa debba esistere e funzionare, ovviamente con criterio e senza talune assurdità che la riguardano. Faccio un esempio per cercare di spiegarmi meglio. La settimana scorsa, per due giorni effettivi di blocco dei trasporti, si è creato il caos più totale in paese (e parlo solo di S.Sebastiano!) la gente si accapigliava per fare incetta di carburante con le taniche, chi cercava di mettere ordine veniva minacciato, le strade bloccate e così via, due giorni di follia senza alcuna emergenza in atto e soprattutto senza l’ombre della forza pubblica. Mia moglie, non per fare il pieno ma per la spesa, è rimasta un’ora nel traffico per fare un tratto di 2km! Cosa accadrebbe se accadesse realmente qualcosa? Ho fatto un esempio vicino ma potrei menzionare la SS 268 ogni giorno bloccata nelle ore di punta; una strada costruita proprio per il rischio Vesuvio! Un saluto!

  23. “Il mediano”, 22 ottobre 2013, QUI

    SAN SEBASTIANO E IL PARADISO PERDUTO
    Riflessioni su come si vive dalle nostre parti e del perché non si vuol vedere ciò che è palese.
    di Ciro Teodonno

    Quando butti una pietra in uno stagno è ovvio che qualcosa succede, smuovi le acque, crei cerchi concentrici ma puoi anche bagnarti. Perché mai quindi dovremmo tirare quella pietra col rischio di schizzarci? Perché qualcuno che ti bagna o ti infanga, anche se la pietra non la tiri tu, ci sarà sempre, e comunque, per il semplice sfizio di farlo o per paura che gli spaventi i pesci, ti insozzerà lo stesso. Tanto vale quindi, lanciarlo questo sassolino, giusto per provare a smuovere le acque stagnanti delle nostre coscienze.
    Abbiamo più volte mostrato e con dovizia di particolari, attraverso le pagine di questo giornale, lo stato pietoso in cui versava e versa ancora, la nostra terra e in particolare quello in cui si trova il Vesuviano col suo Parco Nazionale. Ma la cosa diviene ardua quando, nonostante le prove di un inquinamento del territorio, la gente non vuol capire che il problema tocca tutti noi e che le malattie che ne scaturiscono non guardano in faccia a nessuno. Cosa vogliamo dire con tutto ciò? Sosteniamo che non c’è monnezza che tenga davanti alla resistenza di un sogno.
    Sì il sogno di vivere in un luogo ameno e inattaccabile dal male che attanaglia il Napoletano, questo quando poi tale illusione non è supportata pure da ipocriti e indicibili interessi, ma non è ai sostenitori di questi che ci rivolgiamo, perché davanti al lucro, per certa gente, non c’è morale e salute che tenga e solo l’esaurirsi del guadagno potrà allontanarli da noi. Vorremmo invece toccare le coscienze di coloro che, in buona fede, sognano; a loro, in particolare, si rivolgono queste nostre parole. Sta di fatto, che nel bel paesello di San Sebastiano non è tutto rose e fiori come si vorrebbe far credere ma per chi ha fatto salti mortali per venirci a vivere lo sono per forza di cose, questo grazie anche a una stampa supina e al tradizionale disfacimento degli altri comuni limitrofi.
    Ma per far sì che questo luogo ritorni ai suoi antichi fasti e che non ci si adegui agli infernali standard partenopei non si può certo far finta di niente e andare avanti con i paraocchi. Non si può non vedere le strade sporche, non vedere le strade dissestate, non voler vedere le discariche presenti sul territorio e non vedere neanche i propri bambini giocare tra l’eternit è folle e lo è ancor più minimizzarlo, solo perché chi confina con noi sta peggio o perché si è tanto abituati allo schifo che quando questo è ridotto è come se addirittura non ci fosse. Il gratificarsi poi per il contentino, quello che l’amministrazione ci deve per legge e non per favore personale lo è altrettanto. Ma il sogno del buon sansebastianese è troppo forte ed è tanto forte perché supportato dal suo unico timore, quello del ridestarsi sull’incubo della nostra letale realtà e quella della nostra incapacità di porvi rimedio.
    Ad ogni modo, con spirito costruttivo e non partigiano abbiamo deciso di allegare a questi nostri ragionamenti di comuni mortali aggrappati alla dura contingenza, tre video, che mostrano lo stato del nostro unico ingresso al Parco Nazionale, qualcuno lo troverà irrisorio, mal fatto, magari perché chi parla non è un grande oratore, ma la dialettica la lasciamo infatti ai famelici professionisti dell’etere, ma l’ironia c’è tutta, perché talvolta è quella che ci fa andare avanti perché la realtà opprime anche noi.
    W San Sebastiano al Vesuvio!

    VIDEO 1

    VIDEO2

    VIDEO3

  24. “Il mediano”, 16 dicembre 2013, QUI

    SAN SEBASTIANO, LE DISCARICHE DELLE VIE NASCOSTE
    Da qualche mese il paese vesuviano sta cambiando faccia ma restano le criticità. Purtroppo restano alcune realtà periferiche dove il sacchetto selvaggio impera. Questo è quanto accade in Via Alveo Buongiovanni e in Via Flauti.
    di Ciro Teodonno

    Da un paio di mesi a San Sebastiano c’è una nuova ditta (la Sa.Gi. SRL.) che si occupa in buona parte dello spazzamento delle strade locali. Finalmente si incomincia ad avere la visone effettiva e materiale della pulizia del territorio, addirittura le caditoie di alcune strade sono state ripulite dai decennali accumuli di fanghiglia, insomma, un segnale positivo c’è. Purtroppo però esistono alcune zone del paese, per lo più periferiche, che languono nel più totale abbandono. Abbiamo già parlato dello stato infimo di Via Panoramica e probabilmente ci ritorneremo ma è questa la volta di una via sconosciuta ai più, via Alveo Buongiovanni, una viuzza di campagna e come tale nascosta, isolata, poco praticata e per cui, per molti passibile anche di scarico dei rifiuti.
    Chi avesse la bontà di percorrerla si renderà conto che quello che diciamo è cosa veritiera, altrimenti potrà percorrere le strade principali in auto e gratificarsi nella sua beata ignoranza e magari incrementare quei cumuli di cui spesso si nega l’esistenza. Per gli altri invece, quelli senza paraocchi, la stradina in questione è costellata di immondizia varia, frutto del lancio dei sacchetti, che rompendosi, lasciano il loro contenuto dappertutto. Inoltre, e questa è la cosa più grave, nelle rientranze dei cancelli privati, si depositano rifiuti ingombranti come mobili vecchi o elettrodomestici obsoleti, sfalci di giardino, il fai da te delle palme infette dal punteruolo rosso e l’immancabile materiale di risulta edilizio.
    Spesso, al su elencato rifiuto, viene dato fuoco, con grave danno per le persone e le case vicine. Inoltre, più di un mese fa, ci si accorgeva che qualcuno aveva scaricato dei grossi sacconi neri, pieni di calcinacci e ancora lì presenti nel nostro ultimo passaggio di ieri mattina. Sappiamo che esiste una determina (la n°037 del 21/11/2013) che prevede il recupero e lo smaltimento dei sacconi neri ma sottolineiamo che la situazione della viuzza, ben nascosta dai rovi, è più complessa di quel singolo scarico, attende una soluzione radicale.
    Abbiamo deciso solo ora di evidenziare tale fatto poiché, il paese, a fine ottobre, era sotto una specie di attacco vandalistico e ci sembrava quindi opportuno non gettare troppa benzina sul fuoco. Abbiamo anche parlato con un consigliere e col dirigente della nuova ditta che conoscono la realtà del posto. Valga quindi, questo nostro articolo, come un pro-memoria per i loro impegni futuri. Non vorremmo infatti che quei cumuli sparissero sotto i rovi. Non vorremmo che mentre la lenta burocrazia avanza, scomparissero per causa di un rogo nottetempo.
    Risalendo l’Alveo Buongiovanni, si svolta su Via Procolo Di Gennaro, un momento di pausa allo sversamento abusivo, forse per il fatto che risulta essere un luogo più aperto del precedente o per le telecamere delle vicine vasche dell’ARIN o semplicemente perché più abitato. Al termine della via rurale se ne incrocia un’altra ovvero Via Flauti; risalendola a destra, verso Viale della Pace, poco prima dell’incrocio con questa via, giusto di fronte alle nuove palazzine, elegante complesso sansebastianese, c’è una piccola discarica, cumuli di rifiuto eterogeneo sparsi su tutto l’appezzamento limitrofo alla masseria che prende il nome della via, frutto anche questi del lancio del sacchetto, futura disciplina olimpica per la quale potremmo partecipare con buona speranza di medaglia
    .

    [Al link originale sono disponibili anche una CARRELLATA FOTOGRAFICA e due VIDEO]

  25. Un’intervista dal sapore amaro al sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, ormai considerata ex “Piccola Svizzera vesuviana” (di Gennaro Addato, in “L’Ora Vesuviana”, dicembre 2013):

    (Immagine tratta da fb)

  26. INTEGRAZIONE del 17 luglio 2015:
    La Piccola Svizzera vesuviana esiste ancora? Se lo domanda la pagina facebook “San Sebastiano al Vesuvio News“:

    Siamo ancora legati in qualche modo all’immagine della Piccola Svizzera. Della cittadina gioiello in cui tutti speravano di vivere, guardata con ammirazione ed assunta come modello dagli altri paesi del vesuviano. Quell’immagine, legata indissolubilmente all’azione di uomini d’altri tempi, in cui l’orgoglio, il rispetto e l’amore per il territorio e pa’ Muntagn, non avevano confini, è però oggi sbiadita e confusa. Resta sullo sfondo, a ricordare che vivere di rendita, cullarsi sugli allori, comporta il rischio di perdere terreno, restare inermi a guardare gli altri che avanzano. E gli altri sono quei paesi vicini i cui sguardi di ammirazione ricambiavamo con supponenza e presunzione. Massa di Somma, Pollena Trocchia, Ercolano, San giorgio a Cremano, hanno fatto notevoli passi in avanti in questi anni.
    E noi? Fermi in attesa che qualcosa potesse cambiare.
    San Sebastiano al Vesuvio appare oggi un territorio abbandonato e sofferente. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato ed alla luce sono venuti i piccoli grandi mali, fatti di concessioni e privilegi. Un intreccio di cui in molti erano, se non a conoscenza, almeno sospettosi e che ora emerge prepotente. L’interesse personale ancora una volta vince rispetto a quello collettivo.
    Sullo sfondo restano i cittadini che nulla hanno a che vedere con certe cose, ingannati e traditi nelle scelte e nei valori. Ma indignazione e rabbia non bastano ad assicurare un cambiamento che sia autentico e duraturo. Quel cambiamento che la nostra San Sebastiano merita davvero, e noi con Lei.

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