La pelle, Curzio Malaparte

Chi consiglia i libri si aspetta che l’altro possa cominciarne immediatamente la lettura. Purtroppo non è sempre così, almeno nel mio caso. Solo ora, infatti, dopo molti mesi da quando m’era stato consigliato da un prof, sono riuscito a trovare La pelle di Curzio Malaparte (ristampato lo scorso autunno da Adelphi) e ad affrontarne le pagine. In particolare, i capitoli La pioggia di fuoco e Il Dio morto sono una descrizione dell’eruzione vesuviana del 1944 e della sua successiva entrata in quiescenza la cui narrazione è semplicemente potente. Molte frasi sarebbero da citare, sia nella stesura finale della ricerca che durante le interviste ai più anziani. Probabilmente farò un elenco di quelle più evocative.

Intanto ricordo che:

  • Stas’ Gawronski vi ha dedicato una puntata di CultBook (su YouTube, 7’52”);
  • un’analisi interessante è proposta da Verena Lindtner in Il Vesuvio – un vulcano nella letteratura e nella cultura (su GoogleBooks);
  • tra le interpretazioni citate da Lindtner, è da segnalare un saggio di Gianni Grana: Curzio Malaparte (del 1961) (su GoogleBooks).

 

Infine, altre informazioni da tenere a mente sono:

  1. il film diretto da Liliana Cavani nel 1981, La pelle, con Marcello Mastroianni (nei panni di Curzio Malaparte), Burt Lancaster (che interpreta il generale Clark) e Claudia Cardinale: su Wikipedia;
  2. la biografia di Malaparte: su Wikipedia;
  3. la trama del romanzo La pelle: su Wikipedia.
Annunci

3 thoughts on “La pelle, Curzio Malaparte

  1. “L’ora vesuviana”, maggio 2011, http://www.loravesuviana.it/news/wp-content/uploads/2011/05/lora_maggio-2011.pdf, p.5

    Fascino e paura: il Vesuvio tra arte e letteratura

    di Roberta Migliaccio

    “Il Vesuvio è il cuore, è l’anima, è il sunto di tutti gli splendori del Golfo; è il rubino gigantesco che sta come il fermaglio in questa collana di perle composta dal cielo, forse per adornare il seno di Venere”, scriveva Renato Fucini, nato a Monterotondo alla fine dell’800 e autore di “Napoli a occhio nudo”.
    La storia in breve è questa: consacrato ad Ercole, il Vesuvio fu nell’antichità un monte tranquillo ricoperto di orti e vigneti tanto da favorire gli insediamenti di Osci e Sanniti. Ma, a seguito del minaccioso terremoto del ’63 d. C., avvenne la prima grande eruzione, quella del ’79 che Plinio il Vecchio, poco prima di morire, dal posto di comando della flotta romana, descrisse così: “la nube a forma di pino si sollevava alta nel cielo e si dilatava come emettendo rami”. “Dopo aver eruttato per tanti secoli pietre bruciate, oggi non escono né fiamme né fumo dalla sua cima. Nella montagna esiste ancora una grande apertura, chiaro testimone dell’avvenuto incendio”, così descriveva invece Boccaccio lo “sterminator Vesevo” (come lo definì poi Leopardi) tra il 1355 e il 1374 nel suo trattato “De montibus”. E cinquecento anni dopo anche il poeta di Recanati, affacciandosi alla finestra di villa Ferrigni a Torre del Greco, lo consacrava ne “La ginestra” con queste parole: “questi campi cosparsi/ di ceneri infeconde, e ricoperti/ dell’impiegata lava/ che sotto i passi al peregrin risona”.
    Dopo l’eruzione di fine ‘500 che rase al suolo Pompei, ce ne fu un’altra di tipo effusivo-esplosiva che l’autore del celebre “La pelle”, Curzio Malaparte, raccontò con parole terrificanti: “scosso da profondi sussulti, la terra tremava. Uno scricchiolio orrendo correva nell’aria, come d’ossa rotte, stritolate. E su quell’alto strepito, sui pianti, sugli urli di terrore del popolo, che correva qua e là brancolando per le vie come cieco, si alzava, squarciando il cielo, un terribile grido”.
    Il Vesuvio è oggi dormiente ma tanti autori continuano a scrivere sul suo conto. La novella “I segreti del Vesuvio” di Caroline Lawrence racconta di un gruppo di ragazzi, che con l’aiuto di Fabbro Vesuvio, riescono a salvare i propri amici minacciati dall’incombente eruzione su Ercolano e Pompei. “Fuoco di Napoli” è invece il romanzo di Ruggero Cappuccio: il Vesuvio sta per eruttare ma solo Ventre, un avvocato senza scrupoli e amico di politici e boss della camorra, ne è al corrente. L’avvocato vuole progettare l’affare del secolo: vendere e comprare immobili strategici che, una volta superata l’emergenza, gli frutteranno profitti eccezionali.

  2. Pingback: 1944-2014: 70 anni dall’ultima eruzione vesuviana | Paesaggi vulcanici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...